"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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martedì 10 dicembre 2013

Natale = damose 'na carmata!

Questo è un periodo iper-frenetico: il DOVER FARE è il must assoluto.
Non che negli altri periodi dell'anno la situazione sia molto diversa, ma sotto Natale il tutto è incrementato da quella euforia tipica dell'aspettativa e noi mamme ci sguazziamo di un bene dentro, tanto da risvegliarci il 7 gennaio più stanche e stressate di prima.
Ma, a quel punto, non possiamo certo mollare: ci si mettono pure i buoni propositi per il nuovo anno che ci auto-imponiamo, come se non bastasse già tutto il resto, ad aggiungere ulteriore tensione.
E non se ne esce più!
E neanche ce ne accorgiamo di questa situazione, sebbene se ne parli in giro parecchio: come riconoscere lo stress... le cause dello stress... come uscire fuori dallo stress...
Ma noi, niente, ci buttiamo a capofitto e ci affoghiamo dentro!

Mi ritrovo anche io risucchiata in questo potente vortice: il vortice del dover assolutamente FARE tutto e subito e, per giunta, tutto a mano (con le mie sante manine), dovesse trattarsi di cucina/decorazioni/regali/soluzioni varie ed eventuali... niente...
DEVO... DEVO... DEVO...
Ed è una corsa continua: il lavoretto, il calendario dell'Avvento, i segnaposti, le lucine, l'albero di Natale (che, tra l'altro, non son nemmeno riuscita a fare per l'Immacolata!) e tutta la robina tanto carina di craft di vario genere che, normalmente, dovrebbe servire per rilassare, per defaticare, per incanalare stress e sentimenti negativi (costruire, fare delle cose con le mani, ha un qualcosa di terapeutico, no?) e dovrebbe portare soddisfazione.
In genere, effettivamente, è così. Ci si prova gusto.
Ma, in questo periodo, no!
Mentre decoro una palla dell'albero di Natale, già sto pensando a quale dolce preparare, mentre poi la torta è in forno, sto già applicando gli stencil alle finestre e così via... nel vortice del FARE!
foto credits: https://www.facebook.com/thesilvamethod

Sai che c'è!?
E' ora di darmi una calmata!
Adesso giuro solennemente di lasciare da parte il mio lato creativo, almeno fino al 7 gennaio (a parte qualche torta, dai... quelle non posso farne a meno!)... 
Con buona pace di tutti.
Amen.

Questo post partecipa al blogstorming con tema del mese "stress riconoscerlo e gestirlo"
http://genitoricrescono.com/blogstorming/cosa-e-il-blogstorming/

venerdì 20 settembre 2013

Non c'è niente che non possa essere risolto con una tazza di tè

Non ricordo dove ho letto questa frase, forse da uno dei tanti libri della mia adorata Kinsella, autrice molto inglese, che non manca mai di costellare momenti della vita dei suoi personaggi davanti ad una tazza di tè.
Sì, sicuramente l'ho letto da lei: si vede che la protagonista di turno si trovava in un qualche pasticcio e si stava consolando con una tazza di tè...
Mi sono sentite un po' come la protagonista di uno dei suoi romanzi ieri... la giornata era stata particolarmente intensa e... da cancellare, soprattutto dal punto di vista lavorativo.
Così, una volta tornata a casa, circondata dal delirio più totale e dalle lagne di Massimo (sì ha ricominciato come e più di prima, ahimè!), ho messo su il bollitore e mi son fatta un po' di tè.

Ebbene, mentre me lo preparavo, cercavo di estranearmi il più possibile dall'ambiente circostante, cercavo di cacciare lo stress, ma a fatica ci stavo riuscendo.
"Dice che non c'è niente che non possa essere risolto con una tazza di tè... staremo a vedere", mi sono detta!


Effettivamente, quando ho cominciato a sorseggiarlo, non dico che si è risolto tutto (non si è risolto un bel niente, invece!), ma, per lo meno, mi sono sentita come ovattata, lontana da tutto... ero quasi dentro ad una bolla di sapone e mi concentravo sul fumo che usciva dalla tazza, sul sapore e il profumo di quel liquido caldo... sul conforto che mi stava dando in quel momento.


Sentivo lontane come un'eco le parole del mio capo in ufficio, che aveva pronunciato poco prima, facendomi pure fare tardi a prendere i bimbi a scuola
"Bisogna che ti prendi in carico anche quest'altro lavoro... Le cose, come stanno, non vanno bene... c'è bisogno di più impegno... vedila come un'occasione di crescita... blablablabla...."
E la riunione che slitta a causa di un'altra collega che doveva prendere uno stramaledettissimo treno alle 18.00... no, dico: lei doveva prendere il treno alle 18 e io che devo andare a prendere i bimbi all'uscita da scuola alle 16?!?!!? No, eh... scusate se esisto!
E poi, stava prendendo piede in me la paura che con tutto questo lavoro da svolgere, non mi si rinnoverebbe mai il parttime, anzi, sarebbe una dimostrazione del fatto che con l'orario ridotto non riesco a fare tutto quanto (multitasking sì, sveglia pure, reattiva anche... ma Mandrake ancora non sono!)
Vabbè....
Sentivo quasi come un'eco lontana anche i continui pianti di Massimo, il suo stare sempre attaccato alla mia gamba...

Il tè, mi ha aiutato a ritornare in me, che, notoriamente non perdo il mio buonumore con poco, che cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, che l'ottimismo è una delle mie caratteristiche... ma stavo scivolando verso uno stato fuori dal mio controllo e non va bene.
Non va bene per la mia salute.
Non va bene per i miei figli, che assorbono tutto.
Non va bene affatto, a prescindere: non va bene!
Quindi...
Quindi niente, ho sorseggiato il mio tè.
Dice che non c'è niente che non possa essere risolto con una tazza di tè, con una buona tazza di tè... e si vede che il mio tè era veramente buono, perchè poi dopo, non dico che stavo meglio, ma per lo meno, mi ha aiutato a ritornare in me.
E scusate se è poco, eh!

lunedì 4 marzo 2013

Part time sì,ma...

Ormai lo sanno pure i muri della mia richiesta di part time.
Lo avevo programmato subito dopo la fine del periodo ridotto per l'allattamento di Massimo.
Previdente, avevo consegnato la domanda i primi di gennaio, proprio perchè, essendoci passata, immaginavo che le cose sarebbero andate un po' alle lunghe... ma non avrei mai ipotizzato di non saperne nulla sino a neanche 24 ore prima dell'inizio del nuovo orario, che avevo richiesto per il 1° marzo.
La cosa mi sembrava strana... troppo strana...
E in effetti, qualcosa c'era sotto.
Sono andata all'ufficio del personale per firmare la commutazione del mio contratto di lavoro, e mi è stato fatto un discorso un po' "particolare"...
"La politica aziendale è cambiata.
Noi ci aspettiamo molto da una persona che ricopre il tuo ruolo... che ha il tuo livello...
ci deve essere una maggiore presenza... un maggior impegno...
non potete più chiederci questo...
Te l'abbiamo concesso ora in via del tutto eccezionale per non creare troppi disguidi, così all'ultimo, ma si sappia che le persone come te che hanno questi ruoli, non potranno più richiederlo..."
eccetera eccetera...
A nulla son valse le mie precisazioni: "Quello che io, e molte altre, riusciamo a fare in 6 ore di lavoro, tante persone non riescono a farle nemmeno in 12... e continuano a scaldare la sedia, prendendo lo stipendio pieno."
E mi è stato risposto anche che la cosa è nota e che si sa pure... solo che non ci si può fare niente, per il momento e che si spera che la musica cambi anche per loro...
e poi ho anche aggiunto: "Se ci metteste nella condizione di poter lavorare anche da casa, lavoreremmo addirittura di più" e la risposta è stata: "Ma non siamo così avanti!"
Ah no!? Una delle aziende leader del settore informatico, quella che sbandiera di avere clienti in tutto il mondo, quella che dice di non avere rivali, quella che si riempie la bocca con parole: tecnologia, progresso, informatizzazione, sinergie, sfide, etc... mi risponde: "Ma noi non siamo così avanti!" !?!?!? Non sembra una contraddizioni in termini questa qui!? Non siamo mica al salumificio: "Da Sor Peppe", o sbaglio?
E ancora mi ha chiesto con aria noncurante: "Ricordami il motivo della tua richiesta, scusa?"
"Eh, ho tre figli, piccoli..."
"Ah, sì, eh, ti capisco, anche io ho 3 figli..."
...
ohm... ohm... ohm...
...
Ho dovuto raccogliere tutte le mie forze per non alzarmi e tirargli in pieno volto la poltrona su cui mi aveva fatto gentilmente accomodare...
No, dico: TU, dici a ME che MI CAPISCI?!
Tu???
No.
Non può essere... e ti dico anche il perchè.
Il motivo è banalmente uno: SEI UOMO!
E, dal momento che non siamo affatto uguali, una frase del genere, l'avrei accettata da TUA moglie e NON da TE e lì avrei dovuto rispondere: "Sì, mi capisci, bene: e a che ora torna a casa tua moglie dal lavoro? - Ammesso che ce l'abbia? -"
Ma non l'ho fatto.
Ho fatto un bel respiro ed ho ingoiato tutta la rabbia.
Vabbè, andiamo oltre: per quest'anno posso ancora seguire i miei figli, fregandomene di quello che l'azienda si aspetta da me... fregandomene dell'aria inquisitoria a cui sono stata sottoposta... fregandomene del fatto che si parla di tagli, di esuberi e di: "Le cose potrebbero molto cambiare da qui ad un anno e si spera in meglio, ma non si ha la certezza!"...
Con un bel po' di angoscia, ho firmato e me ne sono andata.
Ero veramente tanto incazzata... e ora che ne riparlo, mi risale la rabbia!

Non voglio la parità: è una cazzata, voglio solo il diritto di poter scegliere.

domenica 17 febbraio 2013

Io odio il bimby

Premessa: Post di malainformazione
fine della premessa.

Tempo fà, ero incuriosita, volevo sapere che diavolo fosse questo bimby, capirne le capacità, l'innovazione... ed effettivamente, di cose se ne possono fare tante, dal pane fatto in casa, alla nutella, alle conserve... ma anche le creme, i polpettoni, gli impasti dei dolci, la pasta frolla ed un sacco di altre specialità.
Che poi, mi chiedo: ma che ci vuole a fare un polpettone?! No, ditemelo.
Comunque, la cosa mi allettava parecchio, poi ho visto il prezzo ed ho rimandato l'acquisto.
Nel frattempo mi sono ingegnata ed ho fatto le stesse cose anche senza bimby.
E con risultati ottimi.
Quindi, diciamo che necessità di avere il bimby non ne ho più, anche se ho 3 figli, perchè poi, la spinta di quando ti vogliono rifilare di questi arnesi è quella che con 3 figli DEVI necessariamente averlo, come fai senza?!
FAI TRANQUILLAMENTE!
E faccio polpette, patate al forno, dolci, creme... ugualmente!
Che poi, diciamocelo... quante volte in un anno ti metti a fare conserve e pan bauletto? No, dico, 3? 4? o anche 5??? Ed io, per quelle 5 volte, dovrei spendere 1000 euro? No.
Se poi si utilizza in maniera quotidiana e costante, è un altro paio di maniche, ma mi conosco... il bimby mi toglierebbe lo sfizio di cucinare, quindi non fa per me.

Ora apro un altro capitolo: Le ricette per il bimby.
Sì, perchè ora, si trovano anche le ricette per questo arnese in giro... con la dicitura: "dosi e procedimento vanno bene anche se si fa a mano con ciotola e cucchiaio".
Sì, certo, come no!!?
Una schifezza.
Ho provato una torta salata, non cito la fonte anche se ne sarei veramente tentata (tanto chi mi segue, già sa di cosa sto parlando!).
Non l'avessi mai fatto.
A parte che ho sprecato tanti di quegli ingredienti ed energia elettrica per il forno, che meglio non pensarci... ma la delusione è stata tanta...
All'inizio pensavo che avessi sbagliato IO qualcosa, poi ho avuto riscontri di chi ha sperimentato come me, ed era andata incontro allo stesso identico fallimento.
Che incazzatura, ragazzi!
Anche perchè avevo in mente di organizzare un picnic casalingo, giusto per fare qualcosa di diverso in questo lungo weekend tutti chiusi in casa, per cause di forza maggiore.
Quasi ci sarebbe da richiedere i danni, non soltanto materiali, ma anche morali!!!!

Niente di soffice, gustoso, alto...
ma solo questo ammasso granuloso e unto!



Tutto questo per dire che se si trovano ricette per il bimby, a meno che non ci sia qualcun altro che le abbia sperimentate senza quel diabolico arnese e sia riuscito nell'intento, DESISTETE NEL PROVARLE!
Risparmierete soldi, energie, tempo e DELUSIONE!

Detto questo... vado a telefonare a nonna per chiederle la sua ricetta... mi sa che ai suoi tempi il bimby non esisteva ancora e le cose erano gustose uguale!

Per doverosa par condicio, se volete leggere delle fantasmagoriche imprese dell'arnese, se volete affacciarvi al mondo nuovo e alla vera verità... ecco, leggete il post di Chiara.
 

venerdì 18 gennaio 2013

Materna statale: noi no!

Urge un post di chiarimento per le mie idee, un post dove mettere nero su bianco e convincermi che la decisione che ho preso è la migliore... perchè è così!
Ieri sono stata all'open day alla scuola per l'infanzia statale che ho praticamente sotto casa, quella che mi risolverebbe la vita, se entrassero entrambe le mie bimbe, quella per cui eviterei di prendere la macchina per portarle e per andarle a prendere, quella che mi faciliterebbe non poco l'intera esistenza.
Ma quanto peggiorerebbe invece l'esistenza delle mie figlie?
Ecco i punti che proprio non son riuscita a mandare giù:

  1. Le classi sono di età eterogenee, ossia, nella stessa classe (che potrebbe arrivare addirittura ad avere persino 28 alunni) ci sono bambini di età variabile dai 2 anni e mezzo fino ai 5 anni compiuti! Nonostante tutti i pro sciorinatimi dalle maestre in merito alla mia titubanza, non mi piace affatto, per tutta una serie di motivi.
    • la maestra è una sola: come diavolo pensa di "diversificare la programmazione", come insistentemente mi ha ripetuto, dividendo in gruppetti gli alunni? Mentre i più piccoli di 3 anni corrono in giro per la classe come degli indiavolati, i poveri disgraziati di 5 anni fanno gli esercizi di pregrafismo?
    • uno dei pro che mi è stato messo davanti è stato che i bambini più grandi vengono responsabilizzati nei confronti dei più piccoli e quelli più piccoli vengono maggiormente stimolati dalla presenza dei grandi, come, in pratica succede tra fratelli. Ora, io casa ce l'ho abbastanza affollata e i miei figli sanno perfettamente come vanno le cose tra fratelli, tra l'altro non mi piace sta cosa della responsabilizzazione a scuola dei bimbi più grandi, che invece, dovrebbero essere stimolati da altro, da qualcosa di più adatto a loro. Miriam già la responsabilizzo fin troppo in casa, con i fratelli più piccoli, voglio che a scuola si ritrovi in un ambiente a SUA misura, no a misura di qualcun altro.
    • Il rischio che corro con Miriam, che ancora ha qualche problemuccio di pronuncia e di linguaggio, è che, stando a contatto con bambini molto più piccoli, non sia stimolata a sufficienza ed il mio terrore è che ci siano delle regressioni... 
  2. Gli ambienti scolastici non sono affatto accoglienti, spaziosi e accessoriati. Tutto è fatiscente, angusto e piccolo. Come si pretende di tenere 28 bambini in pochi metriquadri? no, ditemelo voi...
  3. Se un bimbo se la fà addosso (letteralmente), oppure si sente male e vomita, rimane sporco per tutto il tempo necessario che non arrivi qualcuno (papà, mamma, nonno, vicino di casa, passante...) che viene a riprenderselo, perchè nè gli insegnanti e nè tantomeno i bidelli sono autorizzati a cambiarlo, perchè non si hanno gli strumenti necessari (guanti, asciugamani, carta, acqua calda, ...), nè ci sono dei sostituti che in quel momento sorveglierebbero il resto dei bambini rimasti in classe e Dio non voglia succede qualcosa in quel lasso di tempo! Ora, dato che: non ho nonni vicini (ci metterebbero almeno 40 min prima di arrivare a scuola), non ho dei vicini di casa fidati e che conosco bene, la mia sede di lavoro si troverà dall'altra parte della città, il che significa, a Roma, che impiegherei anche un'ora prima di arrivare a cambiare mia figlia sporca, piagnucolante e smarrita... secondo loro, io dovrei permettere che una delle bimbe rimanga in quello stato per chissà quanto tempo, davanti al resto degli amichetti... per Miriam sarebbe uno shock non da poco... poi chi me la convince più a tornare a scuola? Io la vedo come una violenza psicologica questa, bella e buona!
  4. E poi, hanno detto che i bidelli ormai non cambiano più i bambini perchè hanno addirittura rischiato denunce da parte di altri genitori per cose poco simpatiche che hanno riferito poi i bambini a casa... e questa non è affatto una bella presentazione, direi!
  5. Che altro? Ah, sì... però fanno delle uscite scolastiche, vanno al teatro... al museo Explora... per come la penso io sulle gite e le uscite, avrei voluto prendere un megafono e urlare: "STI CAZZIIIIIIII!!!!!! Ce le porto io a fare queste cose!"
Ora, conoscendo invece delle realtà COMPLETAMENTE diverse, che funzionano alla grande, grazie ai diversi fondi che ricevono dal comune, dal tipo di dirigenza differente, dalla buona volontà dei professionisti che ci lavorano, in verità, non saprei di preciso i confini di queste diverse concausee, come diavolo posso pensare di togliere Miriam dalla scuola in cui è e mandare anche Melania in una realtà che, invece non mi convince affatto (per non dire che la aborro proprio)?
Perchè dovrei farlo? Per il semplice fatto che sta sotto casa e che mi si semplificherebbe la vita? Sì, certo, potrei... MA ANCHE NO!
Mentre sentivo le risposte delle insegnanti, che, per carità, non demonizzo per questo, anzi, ammiro: perchè nonostante tutto ci credono nel loro lavoro e fanno il possibile per mandare avanti il sistema, anche se lo stato sta mettendo il bastone tra le ruote in tutti i modi possibili e immaginabili a loro e a tutta la scuola in generale, questo me ne rendo perfettamente conto, dicevo, mentre le ascoltavo, nella mia mente risuonavano le parole della dirigente della scuola dell'infanzia comunale che attualmente frequenta Miriam: "Signora, se vuole trasferire la bambina, ci pensi bene, non tutte le realtà sono come la nostra!" .... "Ci pensi bene"... "Ci pensi bene"... "Ci pensi bene... "... ad un certo punto mi si sono ovattate le orecchie, cominciavo pure a non mettere più a fuoco dove mi trovassi, con la mente ero proiettata in tutta una serie di miei pensieri e riflessioni e mi sentivo ribollire il sangue nelle vene...
E poi sentivo quei genitori che continuavano a chiedere delucidazioni sugli orari di entrata, di uscita, di pre e post scuola, se la scuola è aperta anche a luglio, possibilmente in agosto e perchè no, anche a San Silvestro! Un modo come un altro per dire: "Come diavolo faccio a parcheggiare il più possibile mio figlio qui?! Non mi importa un fico secco della programmazione, dei metodi e di tutto il resto, io LO DEVO PARCHEGGIA'!!!"

Ci ho pensato bene, molto bene... e io dico NO! 
Mi complicherò la vita, ma le mie bimbe andranno nella scuola che io ritengo sia migliore... e non è quella sotto casa... e non è quella che offre il pre-post-scuola più lungo... perchè non me ne frega niente di queste cose, mi interessa che alle mie figlie piaccia la realtà scolastica che andranno a vivere, mi interessa che si divertano e che stiano bene, che siano ascoltate e stimolate adeguadatamente.
E sono fortunata, almeno, noi, abbiamo potuto scegliere, c'è chi invece non ha neanche questa possibilità... 
Possibile che siamo finiti così in basso?

sabato 13 ottobre 2012

Feste di compleanno ai gonfiabili... ma anche no!

Quando si tratta di organizzare i compleanni dei bambini, mi rendo conto che non è affatto facile, ci sono diverse cose da sistemare, da prevedere, da allineare (peggio di una combinazione astrale tra pianeti), quindi è comodo, anzi è comodissimo, prendere in affitto uno spazio apposito in questi parchi con gonfiabili e giochi per bambini, un bel pacchetto tutto compreso, in cui non si deve pensare a niente, neanche al buffet: sganci la grana e pensano a tutto loro.
Bello.
Ti occupi di avvertire gli invitati, distribuisci gli inviti (sempre gli stessi, tutti gli anni, tutti uguali, per ogni compleanno... e anche lì, ci sarebbe da dire parecchio...), la maggior preoccupazione è quella del: "Come mi vesto?", ti prepari, prepari il festeggiato e ti godi la festa.
E questi sono tutti i pro della cosa.
Lo so bene, perchè ne ho usufruito anche io una volta, ed è stata una festa abbastanza riuscita.
Benissimo.
Adesso però, con il passare del tempo, con l'aumentare della mia frequentazione a questo tipo di feste per bambini, mi son fatta la mia idea... che non è del tutto popolare, eh! Lo anticipo qui.

Ieri pomeriggio ho accompagnato le bimbe ad una di queste feste, appunto.
Ancora mi devo riprendere, che stanchezza!
E' un formicaio di bambini che vengono lanciati in queste gabbie di gomma e reti elastiche, fatte a torre, con scivoli, cunicoli, percorsi di guerra, palline colorate, funi, sali-scendi e chi più ne ha, più ne metta!
I bambini inizialmente impazziscono di gioia... poi...

poi vengono travolti da un'orda impazzita di bambini con il doppio dei loro anni, che partecipano alla festa del cunicolo affianco, che travolgono ogni essere vivente e non, che incontrano sul loro cammino...
poi... poi sudano come maialini che rotolano nel fango, perchè in questi ambienti, guai ad avere un sano ricambio d'aria...
poi... poi cominciano a piangere disperati, perchè dal labirinto di giochi e giochini vari non riescono più ad uscire, perchè son stati appunto travolti dall'orda precedente, oppure perchè si son disorientati, oppure perchè hanno fretta perchè devono andare al bagno a fare pipì e a malapena riescono a trattenerla, oppure semplicemente, piangono perchè sono distrutti di stanchezza...
poi... poi le orecchie ti ronzano dall'incredibile baccano di sottofondo che rimbomba dentro a questi luoghi, tanto che quando sei fuori di lì, ti senti rimbambita peggio se avessi partecipato ad un rave per tutta la notte...
poi... poi... non hai più voce: completamente afona, perchè hai urlato come un'ossessa ora a una bimba, ora all'altra per cercare di aiutare-consolare-rimproverare-farti sentire-varie ed eventuali...
poi... poi ti sei sicuramente strappata un paio di muscoli, perchè ti sei dovuta arrampicare in fretta e furia su una di quelle torri gommose e colorate per recuperare la più piccola, perchè ha voluto salire seguendo la sorella maggiore, ma poi una volta in cima, aveva paura di scendere...
poi... poi hai le tasche piene di fazzoletti mocciolanti, perchè un po' per il caldo, un po' per i pianti continui, un po' perchè il finesettimana, per definizione, devono cominciare i malanni, i nasini prendono a colare più santo mocciolo del solito...
poi... poi... grondi sudore da tutte le parti, ma non hai modo e tempo di accorgertene, e continui a urlare, ma a sorridere a destra e a manca come una pazza, in fondo sei in un luogo dove ci si dovrebbe divertire, no?
E poi ad un certo punto, le perdi di vista entrambe, e ti prende un colpo apoplettico, perchè si son andate a cacciare nel punto più alto del labirinto di rete e gomma e cavoli vari, dentro un tunnel arancione e non te ne sei accorta, perchè in quel momento hai avuto la bella idea di salutare un'altra mamma... e comincia pure a girarti la testa...

Ah, sì, e in tutto questo, nessuno, ma dico proprio, NESSUNO se lo è filato di striscio il festeggiato, che tristezza!... c'è solo un brulicare di bambini di ogni età e dimensione salire e scendere dalle funi, dai tappeti, dalle pedane e dagli scivoli, un urlare continuo, uno scalmanarsi senza ragione nè tantomeno meta... chissenefrega del festeggiato e di chicchessia!

poi... poi, non riesci a socializzare con nessuno dei genitori presenti, perchè pure loro presi a seguire/rincorrere/urlare/aiutare/asciugare/disinfettare/rimproverare/etc etc... il proprio bambino... eccerto, le feste servono anche come occasione di incontro, di scambio, di svago, di conoscenza... certo, come no!?

poi... poi speri: vabbè almeno ora mangiano qualcosa e visto che s'è fatta 'na certa, magari a casa son stanche e neanche cenano, si va a letto presto: macchèstoaddì!??!!?
Non mangiano un bel niente alla festa, tornano a casa più eccitate di prima e pretendono che mi metta anche a cucinare!

Per favore, se c'è qualcuno in contatto che ha intenzione di festeggiare in uno di questi ameni posti di divertimento, i requisiti graditi sono i seguenti:
- non deve essere un luogo troppo dispersivo dove i bambini si perdono d'occhio facilmente
- si verifichi prima che i giochi siano adatti ai bambini dell'età degli invitati
- meglio se non ci sono troppi giochi dove i bimbi si inabissano, o si nascondono, per poi uscirne fuori in lacrime e disperati
- meglio se non ci siano troppe altre feste in concomitanza (i festeggiati di ieri pomeriggio erano 4 di età completamente diverse: 4, 2 di 7 e 9 anni... no, non va!)
- che ci sia anche del personale, delle ragazze, o quantaltro che possano arrampicarsi al tuo posto se il tuo bimbo è in difficoltà... non oso immaginare se fossi andata in gonna e scarpe con i tacchi, come avrei fatto?
- e per favore, almeno una bottiglia d'acqua che non sia necessariamente a temperatura ambiente, PLEASE!

Insomma... feste ai gonfiabili... ma anche no, eh!

mercoledì 5 settembre 2012

I vari tipi di baby blues

immagine tratta dal web

Questo è un post veramente idiota, lo dichiaro sin dal principio, per non incappare in fraintendimenti di qualsivoglia tipo, non vorrei mai e poi mai!

Ormai è acclarato che la depressione post partum è una fase molto delicata ed un passaggio che, più o meno, tutte noi mamme attraversiamo, in maniere differenti e ciascuna con i propri sintomi e campanelli d'allarme.
Le cause sono principalmente ormonali, a cui si aggiungono sensazioni di panico, ansia e paura di non farcela, e condizioni varie al contorno, cose del tutto comprensibili, soprattutto se si è al primo figlio.
Ognuna di noi poi cerca di superarla, magari facendosi aiutare, perchè non è una cosa da sottovalutare, da mascherare o da nascondere, assolutamente no!
E se ne esce.

Detto questo, torniamo a noi.
Ora vi racconto i miei 3 "baby blues".

Primo baby blues:
Dopo la nascita di Miriam, immediatamente dopo le dimissioni della bimba dal reparto di neonatologia, dove era stata trattenuta un paio di giorni in più rispetto a me, per ittero e altre cosucce da niente, siamo andati a casa nostra: Marco, la frugoletta ed io.
Da soli.
Sì, perchè ci dicevamo: "Noi siamo bravi, ce la facciamo!"
Ero ancora convalescente, non riuscivo a tenermi dritta per i punti e mi sentivo debole e sempre stanca.
Casa era praticamente nuova. Ancora non la sentivo come la "mia casa". Mi era quasi del tutto estranea.
Il comprensorio dove abitavamo era appena finito di costruire.
Eravamo gli unici abitanti nel giro di non so quanti km.
Silenzio e polvere di calcinacci tutto intorno.
Marco usciva la mattina presto e rientrava nel tardo pomeriggio dal lavoro.
Io rimanevo da sola in casa con questo fagottino tutto il giorno, senza sapere neanche come si cambiasse un pannolino o come si prendesse in braccio un neonato, e chi l'aveva mai fatto prima????
Per fortuna che Miriam è stata una bimba facile da gestire, per fortuna che Marco è un marito attento e premuroso, altrimenti una seria depressione post partum non me l'avrebbe tolta nessuno, eh!
E nonostante le visite dei nonni, ho sofferto, mi sentivo sola.
Ho sofferto, perchè ricordo quelle giornate interminabili, pesanti, grigie.
Ho sofferto perchè non mi sentivo più me stessa.
Ho sofferto perchè, essendo lei nata in ottobre, ho passato tutto l'autunno e l'inverno successivi chiusa in casa per paure e ansie tutte mie!
Ho sofferto perchè non realizzavo che non potevo pretendere di tenere tutto sotto controllo come facevo prima.
Ho sofferto perchè non mi abbandonavo con rassegnazione a quella sensazione di sonno e stanchezza perenni.
E mi sono letteralmente abbrutita, ammusonita.
Anelavo la compagnia di Marco, non vedevo l'ora che rientrasse la sera per scambiare due parole, per ricevere coccole anche io... e spesso mi trovava in un lago di lacrime, perchè magari avevo appena finito di vedere un telefilm in cui c'era una scena melensa, o anche solo avevano mandato la pubblicità della scottex... non ricordo...
Poi è cominciata la primavera, la bimba cresceva bene e, con il mio rientro a lavoro, son rinata, ho ricominciato la mia vita di sempre, con l'arricchimento della mia piccola creatura.
Baby blues superato.

Secondo baby blues:
Non lo definirei baby blues, ma proprio PAURA FOTTUTA!
Ritrovarmi nel giro di pochissimo tempo con due bimbe piccole, mi spaventava parecchio, per questo motivo ho scelto di non tornare immediatamente a casa nostra, ma di "sostare" a casa di mia madre per un po'... per un bel po'... diciamo almeno 2 mesi, dopo la nascita di Melania!!!!
Ricordo quei giorni con piacere.
Mi dedicavo all'allattamento di Melania in toto.
Miriam trotterellava per casa.
Mamma mi aiutava in tutto e mi preparava pranzetti succulenti e sostanziosi per rimettermi in sesto, dopo il devastante parto del mio secondo torello!
E ricordo ancora con ansia quando mi veniva posta la domanda: "Ma quando tornate a casa vostra?", a quel punto cominciavo a farfugliare qualcosa di incomprensibile, il respiro mi si troncava, il sudore freddo mi rigava il volto, le mani cominciavano a tremare, fuggevo lo sguardo dell'interlocutore, con una scusa qualunque mi allontanavo e Marco rispondeva al posto mio: "Quando ci sentiremo pronti!".
Poi, ho realizzato che non potevamo restare a tempo indeterminato da mammà, prima o poi dovevo riuscire a gestire le cose e a camminare con le mie gambe e siamo tornati a casa.
Non so come, ce l'ho fatta, senza cadere nella stessa apatia precedente!
E fine del secondo baby blues.

Terzo baby blues.... o meglio Syndrome Incazzosa Contro Marito!
Non è stato proprio un baby blues, non mi sono sentita affatto depressa, apatica, stanca, impanicata, o altro...
sono letteralmente INCAZZATA NERA.
Sì, sì.
Proprio così.
Ma non con tutti, eh... non ce l'ho con il mondo intero... la mia incazzatura è tutta rivolta verso Marco, ma, per fortuna, non sempre, mi capita solo in alcuni momenti.
Quando vedo Marco che si avvicina comincio a dire: Non ti avvicinare, non mi toccare, non mi parlare, non mi pensare, non mi considerare, fa finta che non ci sono, che non esisto, che non mi conosci, fa caldo, ho il mal di testa, il mal di pancia, i piedi gonfi e mi prude la testa... se ti avvicini... se ti avvicini: ti castro!

Ecco, al terzo figlio ho capito che non rischio di cadere nella depressione, ma di pestare Marco di botte...
sarà normale???

martedì 10 luglio 2012

Messaggio subliminale?

Ecco i fatti.
Fatto n°1: Ne ho parlato con Marco più volte dell'estrema necessità di mettermi a dieta: i chili che son andata ad accumulare tra una maternità e l'altra sono diventati veramente tanti... troppi.
Ok.
Parlarne con lui era un modo per autoconvincermi, perchè tanta voglia di mettermi sotto stress con diete e bilance non ne ho, eh!
Ma d'altra parte mi rendo conto che non posso andare avanti così. Proprio no.
Stavo in cerca dell'ispirazione, del momento adatto... di maturare questa decisione con calma.

Fatto n°2: Ieri in mattinata mi telefona Marco e mi dice che si è preso la briga di trovarmi un nutrizionista in zona, di contattarlo e di prendere pure appuntamento per mio conto per la prossima settimana.

Mo', vi chiedo: devo gioire o incazzarmi?!

martedì 5 giugno 2012

Pochi, pochissimi giorni all'alba



Tra qualche giorno devo tornare a lavoro.
Devo.
Non posso più allungare la maternità, non ce lo possiamo permettere.
Devo.
Devo lasciare la calma, la serenità con cui trascorro le mie giornate da sola con il mio ometto, presa dalle faccende quotidiane e dalle mie passioni.
Devo rincorrere le lancette dell'orologio sperando di riuscire a fare tutto.
Devo chiedere il permesso ad un estraneo che non ne sa una benemerita cippalippa di figli per partecipare ad una riunione scolastica, ad una recita, oppure se c'è da portare i bimbi dal pediatra o se c'è da correre a prenderli a scuola o anche solo se volessi portarli a fare una passeggiata...

Devo affannarmi a recuperare un minimo di credibilità sul posto di lavoro, perchè tanto me la faranno pagare, ah se me la faranno pagare.

E devo pure ringraziare il cielo di avercelo un posto di lavoro, soprattutto di questi tempi.

Ok. Devo.

Devo e basta.

E ora guardo con attenzione, ancora più attenzione tutto.
I piedini scalpitanti di Massimo.
Il sorriso delle bimbe quando tornano da scuola, piene di cose da raccontarmi.
Il profumo di sugo in casa.
Il bucato steso al sole.
I germogli sul mio terrazzo.
La mia tuta e le scarpe da ginnastica.
La faccia sorpresa di Marco quando gli preparo qualcosa che gli piace
Le risate di Massimo che intervallano il ritmo del suo ciucciare al mio seno
Le giornate all'aperto o anche in casa... poco importa.

Eh no, non mi va per niente.
Ma proprio per niente niente!

Quando son rientrata a lavoro dopo la nascita di Miriam, ho vissuto la cosa come un modo per ritornare ad essere ciò che ero prima, a riappropriarmi di me stessa e, a posteriori, posso ben dire che la cosa mi ha anche aiutata ad uscire da un inizio di depressione post-partum.
Quando poi è successo dopo che è nata Melania, un po' mi è dispiaciuto, ma ero al tempo soddisfatta e contenta, avevo accettato il mio rientro in ufficio come un normale accadimento, come qualcosa che era così e basta.
Ora no.
Non ci riesco ad accettare questo distacco.
Sono cambiata e tanto.
Non sono più quella di qualche anno fa.
E ora non mi va e basta!

Quindi?
Quindi niente. Vado e devo pure ringraziare il cielo.
Quindi vado e terrò strette strette nel mio cuore tutte queste immagini e tutti gli attimi di serenità, sperando di riuscire a trovare altrettanta serenità dopo... anche se so già che sarà un'impresa anche solo fare una lavatrice o trascorrere 5 minuti di tempo in più nel lettone la mattina a fare le coccole ai bimbi...
Chiedo tanto se volessi un lavoro su misura, eh?
E sì, chiedo tanto, troppo... soprattutto se mi confronto con chi il lavoro non ce l'ha o l'ha perso... 
con chi non riesce ad arrivare a fine mese, con chi ha problemi ben più grandi e seri di questi miei capricci.
E ammiro chi riesce ad inventarselo dal nulla il lavoro, a chi ha il coraggio di mollare tutto e riuscire lo stesso a trovare altro da fare... io non sono così, ora non lo sono più... forse lo ero prima, ora no.

Il segreto della felicità è di desiderare ciò che si ha già.
Allora cos'è questo senso di fastidio e di malinconia che ho addosso?
Forse non sono felice?
Sì che lo sono, sono felicissima e fortunatissima!!!! Ma che scherziamo!!??!?!!? 
E allora cos'è sto sentimento di malessere che mi serra la gola da qualche giorno?????

E' che forse ho paura.
Anzi, togliamo il forse.... ho proprio paura, ma una paura fottuta!
Ho paura di non farcela.
Paura di non riuscire a fare niente bene: nè la mamma, nè la moglie e nè la lavoratrice.
Paura di perdermi attimi importanti della vita dei miei figli, paura di non accorgermi dei loro progressi, dei loro cambiamenti, del loro bisogno di qualcosa.
Paura che non fili tutto liscio come fino ad ora... 

Quindi?



domenica 22 aprile 2012

E litigano sempre!

Arriviamo subito al punto: le mie figlie si azzuffano di continuo, se le danno di santa ragione: ora comincia una, ora stuzzica l'altra, ora Melania strappa di mano la matita a Miriam, ora Miriam occupa il posto di Melania... e son sempre scintille, urla isteriche, pianti disperati, bernoccoli, graffi, spintoni e ciuffi di capelli strappati.
Sono esausta, veramente.

Non ne posso più di fare continuamente da arbitro, da pacere, da paracolpi... BASTA!

Ho provato con le buone a farle ragionare... ma nessun risultato.

Ho provato ad ignorarle... ma manca poco che si ammazzano.

Ho provato a punirle, ma sembra che peggioro la situazione.

Ho provato ad alzare la voce... ma poi faccio il loro stesso gioco, no!? Allora non dovrebbe andare bene, anche se pare sia l'unico modo: se le intimorisco, la smettono.

Ho anche chiesto alle relative maestre come si comportano con gli altri bimbi a scuola, pare che il loro lato aggressivo sia sopito fuori casa, o almeno con gli altri... lo manifestano esclusivamente tra loro due.

Eppure si adorano, si cercano... allora cosa c'è che non va? Sono ancora troppo piccole? Oppure andranno avanti così a vita?

Anche con mia sorella, quando eravamo piccole, c'erano qualche litigio e azzuffata, ma non era una cosa all'ordine del giorno, anzi no... del MINUTO! Erano casi sporadici.

Qui no. Qui siamo sempre sul ring con i guantoni addosso! E' una vera lotta!

E' un modo per attirare la mia attenzione?

E' normale?

E' il loro carattere?

E non centra niente la nascita di Massimo, era già così da prima, la cosa non è di certo un fatto di adesso e neanche ha mutato la frequenza di questi episodi in alcun modo.

E' vero che Melania è ancora piccola, non ha ancora neanche due anni e mezzo, quindi è ancora in fase "conoscitiva" delle emozioni e della catena: azione-reazione, ma perchè allora con gli altri bambini è una santa!? Boh... non capisco. Vorrei riuscire a capire.

Miriam, d'altro canto, si sente grande e molte volte non vuole coinvolgere la sorella nei suoi giochi, nei suoi discorsi, perchè dice che lei altrimenti non capirebbe e non riuscirebbe a fare quello che fa lei... e ha ragione, Melania pare divertirsi a sfasciarle tutto e a farla urlare disperata!

Sarà solo una fase? Quando finirà allora? Mi sto esaurendo dietro a loro due...

giovedì 12 gennaio 2012

Impegnative mediche corrette: Mission Impossible

E' da diverso tempo che ne volevo parlare, ora, dopo ben 3 gravidanze (e ripeto: T-R-E!!!) posso dire di esser diventata un'esperta in merito.

E' più facile che un cammello entri nella cruna di un ago piuttosto che un medico di base azzecchi l'impegnativa recante l'elenco delle voci delle analisi del sangue da effettuare, se poi questo si deve combinare con un qualsivoglia codice di esenzione, il fallimento è assicurato, puoi starne certo!

E' più facile fare 6 al superenalotto, piuttosto che un medico di base capisca che la voce TOXOPLASMOSI in realtà contiene 2 (lo scrivo pure a lettere va, come si fa sugli assegni, non sia mai che poi non venga capita: DUE) voci e non una.

E' più facile che un abete in montagna con 3 metri di neve sopra prenda fuoco per autocombustione, piuttosto che un medico di base afferri il concetto che se mette il codice di esenzione relativo alla settimana di gravidanza, inserendo nell'elenco delle analisi almeno una voce che non rientra nell'esenzione, allora va tutto a puttane e ti costringono a pagare tutta la ricetta perchè ti dicono: "Vabbè, dai, in fondo è solo una decina di euro in più!"
Ecco.

Ma io dico... ci vuole poi tanto? In fondo si sta richiedendo solo (e ripeto S O L O) che un professionista, con tanto di anni di laurea, laboratori, specializzazione, tirocinio e quantaltro (potrei anche azzardare una cifra di una DECINA di anni di studio), più tutti quelli di esperienza (e anche qui potrei azzardare almeno un'altra ventina d'anni, visti i capelli bianchi che ricopre con una bella tinta biondo cenere e il botulino che continua a farsi su bocca e zampe di gallina, che le rendono la faccia completamente inespressiva... peccato però che se le guardi le mani, come gli anelli di un tronco d'albero, rivelano interamente la sua età!), espleti la sua mansione, quello per cui IO pago profumate tasse pertanto PRETENDO un servizio a dir poco DECOROSO.
E invece no.
Chiedo troppo.
Pare che la situazione di completa ignoranza da parte di questi medici, soprattutto nell'utilizzo del computer con il suo software fatto apposta per evitare errori e per velocizzare la scrittura di ennemila ricette e impegnative (tutte uguali, sempre le stesse, ogni volta, in ogni situazione, da anni ormai... roba che pure i muri di quello studio sarebbero capaci di formularne almeno una corretta!), sia diffusissima.
Infatti lo dimostra il fatto che all'ospedale dove ormai vado con regolarità mensile da almeno 4 anni, hanno istituito un ufficetto, con una scrivania, dietro alla quale sta seduto un altro medico messo lì apposta per CORREGGERE le tante, tantissime impegnative SBAGLIATE che inviano costantemente e irrimediabilmente i suoi illustri colleghi, tramite i propri pazienti, alle casse per il pagamento del ticket.
Ora, dico io... intanto penso che sia frustrante per questo medico stare lì per delle ore a non far nulla se non sostituire una fotocopiatrice sballata, e poi, in questo clima di risparmio, di carenza di personale, di emergenza continua, ma si può tollerare una situazione del genere?! No, dico, io pago lo stipendio ad uno che deve correggere gli errori di un altro, a cui pago lo stipendio sempre io.... ora, se io sono la "datrice di lavoro" di cotanti personaggi, in un'azienda seria e meritocratica, cosa succederebbe?
Ecco... vi siete risposti da soli, no!?
E tutto questo a me è costato, a parte dei soldi in più per delle ricette sbagliate per cui l'esenzione non andava bene, ben 2 ore e mezzo di fila, con tanto di pancione, a stomaco vuoto (mi hanno pure fatto sdraiare perchè credevano che sarei collassata da un momento all'altro, visto che ero diventata più bianca delle pareti)...
Non ho parole, se non le solite.
Ditemi cosa si può fare, a chi si può segnalare una situazione del genere, come si possono smuovere queste acque così stagnanti e putride!

mercoledì 12 ottobre 2011

Del contest e di altre cose

Innanzi tutto, ho deciso di prorogare un po' la scadenza del contest "Guarda come sono bravo?" per dare il tempo a tutte quante di partecipare e per fare le cose con calma.
E poi, vorrei anche anticiparvi che i premi in palio dalla Guardini hanno a che fare con Halloween! Giudichessa della gara, oltre me, c'è anche Nadia della Guardini che ringrazio per la disponibilità e per l'entusiasmo con cui ha accolto questa mia iniziativa.
Che altro dire di noi?!
Bè, i giorni trascorrono velocemente, ancora non son riuscita a rimettermi in sesto come vorrei, se integro la mia dieta con parecchio ferro, ho poi problemini di "altra natura" che non sto a dettagliare, quindi la mia è un'altalena tra il sentirmi una leonessa e uno straccio, fate un po' voi.
Le bimbe stanno bene, Miriam va a scuola entusiasta e pure Melania, anche se la piccolina ha deciso di ripropormi una scena dell'esorcista proprio ieri pomeriggio, dopo averla presa da scuola, nel cortile sotto casa ha vomitato la merenda, con Miriam che mi scappava tra le auto parcheggiate e io che strillavo disperata per paura che venisse travolta dalle auto che entravano... e, tra l'altro, nessuno... no dico NESSUNO che si sia degnato di chiedermi: "hai bisogno di una mano?", niente, tutti che tiravano dritti per la loro strada, impegnati come erano nelle loro grandi faccende giornaliere di meschini. Sarà che questo posto in cui abito non l'ho digerito da quando c'è stato il blocco dei lavori, per un motivo o per l'altro, ci sono sempre state cose da ridire, anche e soprattutto per la gente che ci abita...
Ok, sono nata e cresciuta in quella che fino ad una ventina di anni fa era considerata una borgata di Roma, quasi in centro, di persone semplici e schiette, che non esibivano il macchinone di turno e grandi pellicce incastonate di pietre prezione, in cui non si misura il valore di una famiglia dai propri possedimenti, ma dalla propria onestà, in cui le donne non andavano in giro con labbroni rifatti e tacchi a spillo dalle 7.30 della mattina, in cui quando ci si incrocia per strada ci si saluta e magari si prende anche un caffè insieme se si hanno 5 minuti, in cui se ti vedono carica di buste della spesa, ti danno una mano o se ti vedono che devi caricarti il passeggino per le scale, c'è qualcuno che ti aiuta con il sorriso... ecco cosa mi manca di questo posto a cui sento di appartenere ancora fortemente con tutta me stessa: l'umanità! Nonostante il cemento, nonostante la difficoltà a trovare parcheggio, nonostante la convivenza con realtà tutte diverse tra loro (e questo, oltre tutto, lo considero anche un valore aggiunto, che mi ha arricchito tantissimo!).
Fine dello sfogo... mi ci voleva!

venerdì 26 agosto 2011

Il caldo aumenta l'ansia

Sono proprio giunta a questa conclusione.
Non sono, generalmente, una tipa che si fa assalire dall'ansia facilmente: cerco di mantenere i piedi per terra, essere pratica e positiva, anche perchè non è che serva poi a molto disperarsi e dare le capocciate al muro ad ogni minimo sussulto di ansia o ad ogni piccolo dubbio, quindi cerco di rimandare giù come un boccone le paure e i pensieri negativi, sperando che non mi si ripropongano come una peperonata a mezzanotte.
A volte funziona.
Anzi, direi quasi che il 90% delle volte questi pensieri ritornano da dove sono venuti e raramente fanno capoccella, anche perchè, hanno appiccicato sopra il francobollo con su scritto: "Ci penserò quando si porrà il problema, ora no!" e quindi fanno questo circolo continuo, finendo nell'oblio, oppure venendo gestiti al momento giusto e con più lucidità.
Ecco.
Questo vale quando NON sono incinta.
Questo vale quando NON fa così caldo.
Questo vale quando NON ci sono anche altre persone che alimentano queste ansie, continuando a farmi domande inerenti le mie ansie appunto.
Ergo: a tuttoggi sono in ansia.
Analizziamone i motivi:
1) l'amniocentesi mi procura parecchia ansia
2) trovare una sistemazione logistica alla nostra famiglia che sia maggiore a 50mq entro l'estate prossima (si, lo so, sono monotematica, sarò tornata milioni di volte su questo argomento in quest'anno, ma siamo ancora al punto di partenza: non si riesce a vendere casa, quindi non si riesce a comprare una nuova casa... non so in quale zona abbiamo deciso di cercare, cambio idea di continuo... vicino i nonni... vicino mia sorella... vicino al lavoro... vicino al raccordo...  insomma, la costante è solo "vicino")
3) ho sempre fame. Mangio, mangio e mangio... e lievito, lievito e lievito a dismisura... se continuo così, manca poco e non riuscirò a vedermi più i piedi già al 5° mese di gravidanza e mi faccio abbastanza ribrezzo per questo, ma non riesco a fare diversamente, perchè quando ho fame e non mangio sono intrattabile, irascibile, nervosa e me la prendo con tutti (bimbe comprese)
...
basta, gli altri pensieri sono un po' i soliti... ma quelli li gestisco abbastanza bene.

lunedì 11 luglio 2011

Cosa avrei dovuto fare?

Stamattina, incolonnati sulla solita via, al solito semaforo rosso per andare a lavoro, ho visto dallo specchietto retrovisore che avevo dietro la pazza furiosa vicina di casa visionaria e rompiballe.
In quel momento, oltre ad augurarle mentalmente la peggior giornata, ho cominciato a pensare alle cose che avrei potuto fare per vendicarmi...
Sì, ma cosa?
Mi son balenate un paio di alternative ma non ho avuto il coraggio di farne nemmeno una:
1) inchiodare e farmi tamponare in modo da chiederle pure un bel risarcimento (ma davvero, non ho il coraggio di fare ste cose, e poi con le bimbe in macchina con me... ma sarebbe stato davvero godurioso!!!!)

2) alzarle il dito medio con nonchalance e mandarcela per il resto dei suoi giorni, ok... avrei potuto, ma tutto sommato che c'avrei guadagnato?!

... intanto ho puntato la sua auto... ora saprei riconoscerla nel parcheggio sotto casa... e se mi fa veramente sbroccare...

lunedì 20 giugno 2011

Cosa auguro alla mia vicina di casa

Ieri mattina, non erano neanche le 8.00, bussano alla porta...
Era quella "poveraccia" della mia vicina di casa (Sì, poveraccia... è l'unico epiteto che mi viene in mente per quella povera di animo, di amore e con la vita completamente vuota e sola... come potrei definirla altrimenti!?).
Aveva sentito il pianto di Melania, che si era svegliata in preda ai dolori per i denti, acuiti poi dal caldo che comincia a farsi sentire.
E' venuta su per accertarsi che fosse tutto a posto, prima di telefonare le forze dell'ordine competenti in materia.

....

....

Che dite?
no.
Non l'ho picchiata.
Non le ho dato un cazzotto in pieno occhio, rendendola quantomeno un po' meno racchia di quanto già è di suo.
No, non l'ho insultata...
Poveraccia!
Le ho soltanto detto che i bambini è normale che piangano e che se ogni volta che ciò accade, bisogna andare a chiamare il telefono azzurro, allora staremmo freschi.
Le ho detto che quanto già ci ha fatto, ci ha scosso parecchio, anche se inizialmente la cosa sembrava chiarita, ma mi ci è voluto parecchio tempo per superarla.
Lei neanche si è scusata.
Niente di niente.
Io ero parecchio innervosita dalla cosa, non l'ho neanche salutata e mi sono infilata in bagno con Miriam, perchè mi chiamava per fare la pipì.
Poveraccia!

Io dico che sarebbe meglio se ammettesse che magari la cosa la disturba, potrei anche capirla: di domenica mattina... alla buon ora... insomma, quasi mi scuserei pure e cercherei di limitare il più possibile i danni, altro che, comprenderei perfettamente... ma così no, quando si insinua dell'altro, no! Alt! Stavolta divento una iena!

Cosa le auguro?
Mah... niente di grave... naturalmente... non è nel mio modo di fare augurare il male, soprattutto per quanto riguarda la salute.
Anzi... le auguro tantissima salute... perchè quel che le auguro è la seguente lista di eventi:
  • Che il gatto le faccia tutti i bisognini ripetutamente sul divano, sempre sullo stesso punto
  • Che la lavatrice le si rompa e le allaghi tutto l'appartamento nel cuore della notte
  • Che la macchina non le parta quando ne ha maggior bisogno e ha fretta e non ha nessuno a cui chiedere aiuto e magari è pure notte
  • Che le controllino la dichiarazione dei redditi e vedano che c'è qualche disallineamento
  • Che le si bruci tutta la cena e che frigo e dispensa siano vuoti
  • Che le facciano una multa pazzesca e le tolgano tutti i punti della patente
  • Che il frigorifero l'abbandoni il 15 d'agosto
  • Che le clonino la carta di credito e la SIM del cellulare e lei non se ne accorga fino a quando non le hanno fregato almeno metà dei soldi
  • Che le cada, tutto ad un tratto, uno dei due incisivi superiori
Ma questo... cara la mia vicina... è solo l'inizio...
Ti scatenerò contro forze di cui neanche immaginerai l'esistenza!

martedì 24 maggio 2011

Il cane del vicino

Premessa: adoro i cani, ho vissuto con un cagnolino per quasi 15 anni, fino a che mi sono sposata... gli ho voluto bene e ora che vive sempre a casa di mia mamma continuo a volergli bene e lui mi ha sempre dato tanto affetto e calore, senza chiedere nulla in cambio.
Fine della premessa.

Anzi, no, altra premessa: il nostro condominio è popolato da persone davvero "pittoresche", come raccontavo qui e qui...
Fine della seconda premessa.

Arriviamo al punto.
I nostri vicini, ma proprio vicini vicini, quelli adiacenti a noi, hanno un bel terrazzo spazioso, che hanno ingombrato con mobili, scatoloni e oggetti vari non si sa per quale motivo... ma questi so' fatti loro, sanno loro cosa vogliono farne di tutto quello spazio e amen.
Diventano pure fatti nostri quando quel terrazzo è dimora stabile di un cagnolino di quelli piccoli e rumorosissimi, che abbaiano a ultrasuoni al minimo rumore che sentono, a tutte le ore del giorno e della notte.
La finestra del nostro bagno è attigua a questo terrazzo, quindi la sera, basta anche solo accendere la luce per andare in bagno, che st'animaletto comincia a zompettare e urlettare di continuo per buoni 10 minuti. Ora, ok che posso trattenerla per non svegliare le bimbe... ma addirittura trattenerla perchè sennò sto diavoletto continua ad abbaiare, mi sembra un po' troppo, o no?
Oltretutto, tale terrazzo è pure costellato dagli escrementi di tale animaletto, non che la cosa me ne freghi più di tanto, se non per il cagnolino stesso che è costretto a vivere lì in mezzo, ma, egoisticamente parlando, temo che con il caldo incipiente la situazione possa degenerare...
E ok che devo sopportarmi gli olezzi dei pannolini pieni delle mie bimbe (in quanto MIE), ma addirittura sorbirmi pure quelli del cane del vicino, mi sembra un po' troppo... o no?
Ora... se per delle molestie inesistenti ci hanno mandato nel cuore della notte la polizia allertata dal telefono azzurro, chi dovremmo chiamare noi? il WWF? GreenPeace? Striscia la notizia? Chi?
Ma perchè si fanno il cane persone che non riescono a prendersene cura in maniera decorosa?

mercoledì 27 aprile 2011

Quello che le mamme non dicono: parte seconda!

Rifacendomi spudoratamente al famoso libro di Wonder, voglio aggiungere qualche altro elemento di analisi e svelare altri retroscena che le mamme NON dicono MAI!
Wonder ha fatto un'attenta e accurata analisi di ciò che accade ad una mamma quando scopre di essere rimasta incinta, quando sente crescere una vita dentro di sè, di come cambia il suo corpo, la sua percezione delle cose, la sua visione del mondo, i rapporti con gli altri e soprattutto con quell'esserino che poi viene al mondo.
Bene.
Adesso andiamo avanti.
Mamme all'ascolto, anzi, neo-mamme all'ascolto, sedetevi comode e mo' vi racconto io come stanno le cose... se non le volete sapere allora, cliccate verso l'uscita e amiche come prima, vi capisco!
Iniziamo.
Nessuno ti dice mai che allattare è un LAVORO!
Devi accuparti di nutrire il tuo pargolo con la più amorevole delle sopportazioni: seni doloranti, crampi all'utero, la schiena che improvvisamente si rifiuta di sorreggere il tuo pachidermico peso e si piega senza che tu te ne accorga, mammelle che scoppiano e sgocciolano quando non dovrebbero, e quando invece dovrebbero zampillare, stanno lì rinchiuse nel loro silenzio... Il bimbo che molte volte tanto urla dalla fame o dal nervoso che neanche si attacca...
Ma sì, l'allattamento è il momento più dolce e idilliaco per una donna, come no?!

E per la dentizione?!
Sicuro prima o poi nella nostra vita di mamme si incontra la mamma all'avanguardia con i rimedi naturali, quella che ne sa sempre una più di tutte e ti dice: "Hai provato con la collanina d'ambra?! Noi abbiamo risolto, al bimbo sono spuntati tutti i denti, compreso quelli del giudizio, direttamente i definitivi, in un colpo, senza dolore... ho dovuto soltanto accendere un paio di incensi alla lavanda, e fargli fare meditazione zen..."... Sì, vabbè, e io che te dovrei risponne dopo una serie di notti insonni appresso a Melania che si lamenta per il dolore ai denti?! Ti rispondo, come è ovvio che sia: "Strozzatece co' sta collanina d'ambra!"

E poi... sorvoliamo tutta la fase del primo anno di vita abbondante...
Andiamo direttamente alla fase: "Togliamo il ciuccio".
Ma chi l'ha detto che una volta che i bimbi sono pronti, fanno tutto da soli? Certo, se si aspetta che abbiano compiuto i 15 anni di vita, voglio augurarmi che sto ciuccio benedetto l'abbiano abbandonato sul tavolo di qualche Mac Donald, e che cavolo!
Per noi è stata una vera lotta impari che solo io, Marco e forse il Padre Eterno, sappiamo!
Altro che storie e storielle...

E chi l'ha detto pure della storia dello spannolinamento che i nostri bimbi sanno sorprenderci? CHI - L'HA - DETTO? CHI?????
Ieri ho fatto il primo vero tentativo di togliere il pannolino a Miriam, visto che siamo rimaste a casa e che avevamo tutta la giornata davanti.
Il risultato: un disastro, cesta dei panni sporchi piena di almeno 12 (e ripeto DODICI! non sto esagerando! ma quanta pipì fanno sti mocciosi?) cambi da lavare, cuscino delle sedie della cucina zuppo di pipì che sta aspettando di essere lavato abbandonato ora sul terrazzo in preda alle intemperie, e la mia soglia di sopportazione, inevitabilmente, abbassata di tanto... ma di davvero tantissimissimo!
E pure qui, non ci sono libruncoli e tomi che tengano per spiegare a Miriam dove andare a fare sta maledetta pipì, non ci sono canzoncine propiziatorie, niente di niente... Miriam risponde sempre e costantemente "NO" quando io con una cadenza di 5 o 6 minuti chiedo: "Miriam, andiamo al bagno a fare pipì?" e dopo 30 secondi, ecco il laghetto!

Senza poi considerare quando senti le storie: "Mio figlio va a letto da solo, si addormenta da solo..."... maddechè!?!?!?! Abbella, ma a chi vuoi darla a bere?!?!?!? Mi vorresti dire che TU, dico TU, non hai penato almeno tre quarti d'ora prima, sperando, pregando tutti i santi del paradiso intero, appellandoti a tutti i riti del caso, inventandoti favole, leggendo ad alta voce anche le prime 80 pagine del vocabolario russo pur di rintronarlo??? Maddai!?!?!?! Non raccontarmela!

E quelle mamme che poi ti dicono: "Mio figlio parla benissimo, sa declamare a gran voce e a memoria con cadenza gasmaniana i primi 3 canti della Divina Commedia, tanto che io gli cingo il capo con una corona d'alloro!" Eccerto! Amatti!!!! Mi vorresti dire che tuo figlio se sa di riuscire ad ottenere una cosa senza aprire bocca, non ci prova nemmeno?!?!?! ... Ah sì? Allora, cara mia, lasciatelo dire: è FESSO! Ok, ok, ritiro tutto, allora la mia Miriam sarà indietro di parecchio nel linguaggio, ma tu devi chiamare un esorcista!

E quelle che ti dicono:"Ah, signora mia, mio figlio mangia tutto seduto e composto e immobile al proprio posto a tavola e non tocca niente e non si sporca... perchè sa che la regola è questa e non si sgarra!"
E tu dovresti poi rispondere: "Ah, signora mia, tu hai gli occhi foderati di prosciutto allora e non vedi che te la stai a raccontà pe' prima a te e poi vuoi pure prendere in giro me, che tutto sommato, manco me ne frega niente, eh... vedi di annà a raccoglie il tuo damerino impomatato che è saltato sul tavolo di quel signore laggiù e sta facendo un collage con l'insalata che stava nel suo piatto!"

E quelli che ti dicono: "dai... passati i primi anni di vita, poi è tutto in discesa..." Io sto ancora a salì e non si vede la cima!!

mercoledì 13 aprile 2011

... e Miriam piange!

Miriam, quando si sveglia al mattino: piange!
Quando per colazione vuole il succo di frutta e non si trova la cannuccia rosa... piange!
Quando si deve cambiare: piange!
Quando, dopo mezzora che sta al lavandino facendo finta di lavarsi i denti, e le dico di smetterla: piange!
Quando si esce, sulla porta dell'ascensore e vuole essere presa in braccio, se non lo faccio... indovina un po'!? Piange!
Quando si entra in macchina... a volte piange e a volte no!
Durante il tragitto.... non piange... meno male!
Quando si arriva al nido non piange e corre dentro...

Quando la vado a riprendere dal nido, ora per un motivo ora per un altro... trova sempre il modo per piangere!
Durante il tragitto in auto, non piange... grazie a Dio!
Quando si arriva sul pianerottolo di casa... piange...
Quando si sta in casa a giocare e Melania non fa quello che dice lei, oppure le ruba un giocattolo, oppure la sfiora (se poi la prende proprio a schiaffi, non ne parliamo...)... piange...
Quando arriva il momento di cena.. smette di piangere... a meno che non voglia essere imboccata da me, e allora piange...
Quando devo cambiarla per la sera... manco a dirlo: piange!
Quando si avvicina il momento della nanna... piange...

Finalmente chiude gli occhi e si addormenta!!!! E le mie orecchie, nonchè i miei nervi, cedono completamente e crollo esausta... fino al mattino successivo...
Che lotta ragazzi!

Comincio a credere che non si tratti dei Terrible Two, ma che sia proprio lei fatta così... poveraccio chi se la piglia da grande!!! Chiunque tu sia: SEI AVVERTITO!

venerdì 11 marzo 2011

Ve le dò io le pari opportunità!

Metti che un giorno rimani felicemente incinta.
Metti che, tutto sommato, ti senti bene e vuoi farcela a continuare a fare tutto da sola e anche a lavorare.
Metti che decidi di lavorare fino all'ottavo mese di gravidanza.
Benissimo.
Tutto fila liscio, perchè non farlo?
E tutti dicono che la gravidanza non è una malattia, che si può far tutto e tu ti senti di farcela, nonostante gli ormoni, e ce la fai anche brillantemente, meglio di un uomo senza panza ripiena e impegni ad essa connessi.
Metti che poi arriva il giorno in cui entri in maternità, come è giusto che sia, con un pancione galattico e ti aspettano gli ultimi mille esami da fare e cose da preparare prima dell'arrivo del frugoletto.
Metti che saluti tutti e inserisci l'"autoreply" alla mail dicendo appunto che sei via per maternità.
Metti che durante l'ultimo mese di gravidanza, quando proprio dovresti essere lasciata nello stato di grazia in cui ti trovi, ti squilla il cellulare e rispondi pure.
Metti che dalla sede centrale che si trova in tutt'altra città, il tuo capo ti dice che viene apposta nella tua città per parlare con te.
Metti che accetti di incontrarlo (anche se potresti allegramente e rispettosamente mandarlo a cagare tra le ortiche di un campo qualunque) e cominci a sentire puzza di bruciato.
Metti che poi lui arriva e ti chiede persino di metterti in macchina all'ora di punta, di attraversare la metropoli, di raggiungerlo comodamente in centro città e di cercare parcheggio imprecando tutti i santi del paradiso... il tutto sempre portando disinvoltamente il pancione ormai quasi a termine (secondo lui).
Metti che, a questo punto, ti senti un po' di rodere e dici: vabbè che te ce vengo pure all'incontro, ma almeno vediamoci in un posto più comodo, no!? O è chiedere troppo?
Metti che il capo si muove a compassione e accetta. Grazie mille, eh!
Metti che vai all'incontro, il capo si presenta con un altro tizio baldanzoso che ricoprirà il tuo posto durante la tua assenza... e già pensi: e mo' quest'altro che vuole?
Metti che senti la puzza di bruciato aumentare tanto che quasi ti viene da tossire per il principio di intossicazione da esalazione di monossido di carbonio.
Metti che poi ti informano della tua futura posizione: retrocessa ad un ruolo che prima invece coordinavi tranquillamente, mentre tutti gli altri tuoi colleghi hanno ricevuto promozioni e incentivi.
Metti che ti spiattellano in faccia il fatto che proprio per la tua assenza per maternità non era possibile fare diversamente e che quel baldanzoso pezzo di fango venuto insieme a quell'altro baldanzoso pezzo di merda del tuo capo, continuerà a ricoprire la TUA posizione anche quando sarai rientrata a lavoro.
Metti che il pezzo di merda di cui sopra, non conosce neanche il diritto della donna al periodo di allattamento per il primo anno di vita del proprio figlio, tanto da proporre anche eventuali trasferte durante tale periodo.
Metti che ti presentano questa nuova posizione come un'OPPORTUNITA', e sì, quasi quasi dovresti pure ringraziarli, no?
Metti che oltre al danno, ti senti anche altamente sbeffeggiata.
Metti che ti sale la rabbia.
Metti che sei delusa, stanca e ormai vedi solo rosso.
Metti che vomiti addosso a questi personaggi tutto quello che pensi di loro, del loro modo di fare, delle decisioni prese a tuo discapito... metti che vuoti finalmente il sacco e ti togli tutti i sassolini nelle scarpe (che nel frattempo sono diventati macigni).
Metti che pensi: tanto peggio di così, non si può, almeno mi sfogo!
Metti che vuoi far valere i tuoi diritti e far riconoscere il tuo impegno, la tua professionalità e la tua competenza.
Metti che a loro non frega una benemerita ceppa del tuo impegno, della tua professionalità e della tua competenza, proprio perchè ora hai un pancione.
Metti che finalmente decidi di ripagarli con la stessa moneta e decidi: da ora in poi non farò più nient'altro se non lo stretto indispensabile che mi vien richiesto con il minimo impegno e sforzo... ricadendo nella massa della mediocrità del più insignificante uomo medio.

E poi parlano di pariOpportunitàPoliticaPerFamiglieIncentiviAdAvereFigli ?????
Ma non prendiamoci in giro.

mercoledì 2 marzo 2011

Gocce dappertutto

Piove.
E già questo, non va.
Ieri vado a prendere le bimbe al nido, e Miriam si spertica in una scenata di isterismo da manuale... si butta in terra, urla, scalcia e non mi guarda neanche in faccia.
Si calma soltanto con la sua maestra preferita, Manu.
Come lei si allontana, la scenata riprende come e più di prima.
Non riusciamo a muoverci dal nido, rimaniamo lì, io impassibile (per quanto possibile), con Melania in braccio che cominciava a stufarsi e Miriam che si rotolava sul pavimento con lacrimoni enormi e urla fino al cielo.
Si affaccia una delle ragazze del nido: "Miriam, che succede?", e io:"Vuole essere presa in braccio, ma come faccio?" e lei, prontamente, si allontana dicendo: "Tra queste dinamiche mamma-figlia non posso mettere bocca, vedetevela voi!".
TANTE GRAZIE!
E rimango lì, cercando di far ragionare Miriam, che di tutto aveva voglia, men che di ragionare.
Si riaffaccia invece Manu, la ricalma... ci riesce...
Io devo aver avuto una faccia delusa, stanca e impanicata davvero, perchè poi mi è venuta in soccorso un'altra mamma che era venuta a prendere un bimbo amico di Miriam: "Dai, ti accompagno alla macchina, mi dai Melania in braccio e tu prendi Miriam, ok?", l'avrei baciata, l'avrei abbracciata stretta stretta... allora Dio esiste! Eccone le prove! Mi ha mandato questo angelo in soccorso!
Al momento del saluto di Manu, Miriam riprende la sua scenata, ma come vede che Melania finisce nelle braccia dell'altra mamma, quasi si calma, e vuole venire in braccio a me.
E via, riesco a salire in macchina con entrambe, ringrazio tanto tanto tantissimo l'altra mamma che aveva poi notato che le urla di Miriam avevano ripreso come prima una volta in auto e mi fa segno dal finestrino di mettermi le dita nelle orecchie e di fare: "lerolerolerolerolero" a gran voce, in modo da non sentire gli strilli di Miriam... e sì, tante volte bisogna proprio fare così, che tanto neanche loro sanno quello che vogliono!
Ma è davvero frustrante arrivare al nido e partecipare a queste scene...
Guidando verso casa, mi sono accorta che stavo piangendo anche io...
E vabbè... passerà...
E' passato il pomeriggio... come Dio ha voluto, è passato...

Stamattina... altre scene di isterismo collettivo... ma in qualche modo riesco ad accompagnarle al nido, le lascio lì e scappo via.
Monto in auto e già mi pregustavo la mia bella colazione, visto pure che non ho cenato ieri sera, trovo persino subito parcheggio, ingrano la retromarcia ... e sbang!!!! urto un'altra macchina che stava passando in quel momento...
ECCHECCAZZO!
Niente, lo so... non ci sto con la testa, avrei dovuto guardare nello specchietto laterale... avrei dovuto...
Insomma, sono stata a discutere e ad argomentare varie cose, al telefono ci si mette pure Marco a farmi la tiritera del: "Non tiriamo fuori neanche una lira, non se ne parla proprio, non fare quella che subisce sempre..."
E per fortuna non si è trattato di niente di grave e solo di qualche graffietto stupido....
E' stata la vera goccia che ha fatto traboccare il vaso...
Sentirmi pure dare addosso da Marco... quello mi ha fatto crollare ancor di più... e ora sto qui con i nervi a fior di pelle e le lacrime che scendono per un niente di motivo...


... nel frattempo ha chiamato Marco, si è ridimensionato anche lui... ha riconsiderato il tutto...
il fatto è che pure lui ha alle spalle una notte insonne appresso a Melania e al suo (di lui) mal di denti...
E' un periodo difficile...

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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