"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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martedì 24 marzo 2015

Le 10 cose a cui una mamma deve arrendersi


Ci sono cose contro cui è inutile combattere, soprattutto noi mamme.
Ho maturato questa conclusione dopo un po' di tempo, in genere non sono una che getta la spugna facilmente, ma in questi casi, sono arrivata a capire che è del tutto uno spreco di energie cercare di cambiare il flusso naturale delle cose, non c'è niente da fare.
Un po' come quando ti dicono che se un uomo non è esattamente come lo vorresti, è inutile pensare di cambiarlo, non ci riuscirai mai. E' proprio lo stesso principio.
Ecco un po' di cosette contro cui combattere è come lottare contro i mulini a vento: vinceranno sempre loro.
Quindi, desistere è meglio, soprattutto per la propria salute, per il risparmio di tempo e di energie, da convogliare verso qualcosa di più costruttivo.
1. Il cesto dei panni sporchi: sarà sempre pieno, o mezzo pieno (ma anche mezzo vuoto, dipende dai punti di vista), ma comunque non sarà MAI completamente vuoto, per un tempo maggiore di 10 minuti
E' inutile rincorrere le lavatrici, stendere dappertutto i panni da asciugare, consultare siti di metereologia nemmeno fossimo delle skipper o telefonare direttamente a Bernacca, niente di tutto questo potrà aiutarci a smaltire il definitivo e autoalimentante aumento di panni sporchi.
2. La mancanza di sonno. Sempre saremo in debito di sonno: da quando nasce il grazioso e amato batuffolo (ma anche prima, ancora ricordo come un incubo le ultime settimane col pancione, non riuscivo a trovare una posizione decente a letto, non riuscivo a dormire per i calci o per la mancanza d'aria!!!) fino a che... boh, non lo so, saremo sempre in deficit di sonno e nulla potrà mai restituircelo. Ammettiamolo, conviviamoci e facciamoci una tazza di caffè in più.
3. I capricci. Lo so, tutti i manuali del mondo dicono che bisogna avere delle regole ferree e mantenerle, poche ma buone ed essere irremovibili su queste. Ma ora voglio, qui, adesso, una mamma che è una, che mi dica che non abbia MAI strappato una di queste regole d'oro per la stanchezza di cui sopra, o per la mancanza di pazienza o per circostanze varie ed eventuali.
E per questo motivo ci si sente delle pessime madri e di contro, immediatamente dopo, si diventa ancora più ferree di prima, altalenando comportamenti che destabilizzano il piccoletto che comunque, ha capito perfettamente che ha la situazione completamente in pugno e che quindi sa che ha il potere su di noi, sempre!
4. La memoria perde colpi. Sono tante, troppe le cose da ricordare: appuntamenti di lavoro, appuntamenti con il dottore, incombenze varie, il corso di ginnastica due volte a settimana, il compleanno dell'amichetta, la riunione a scuola, l'iscrizione a quell'altra scuola, il modello ISEE, il salto in farmacia, le merendine che se non ci stanno esattamente quelle, non si fa più colazione la mattina, i 5 euro per il regalo dell'amichetta, la scatola di colori nuova che è rimasto senza, .... che è ovvio che quando poi parcheggi la macchina non ricordi più dove l'hai messa. E ti preoccupi: "Oddio, sto invecchiando... oppure mi sto ammalando... " niente di tutto questo, siamo umane e la memoria non è infinita. E non possiamo neanche farci un back-up.
5. E' colpa nostra. Sempre. Per qualsiasi cosa. Per i figli, per il marito, per le maestre, per la società. E' sempre tutta colpa nostra. Inutile cercare di giustificarsi, di dimostrare il contrario, ci sarà sempre qualcuno che punterà il dito su di noi.
Quel cazzone di Freud ci ha segnato un destino crudele... si vede proprio che aveva problemi con sua madre!!!
6. Non potremo mai avere tutto sotto controllo. Meglio capirlo subito. Su questo punto c'ho lavorato parecchio e non è stato del tutto semplice: non si può avere il controllo su tutto quanto allo stesso modo, con lo stesso grado di dettaglio e precisione. E' umanamente impossibile. Se stai dietro alle necessità dei bambini, non puoi completamente dedicarti alla casa, se sei troppo presa dalla carriera fuori casa, non potrai sempre avere il frigo pieno. Delegare è la parola chiave. E non è facile. Non sempre.
E poi, non immagino neanche quando la cosa sarà veramente fuori ogni controllo quando i figli diventano grandi a sufficienza da nascondere cose, da gestirsi cose da soli, eccetera. Meglio accettare il fatto che non saremo sempre al corrente di tutto, tutto, tutto.
7. La spensieratezza. Non ci sarà più quel senso di leggerezza nel fare le cose, nel buttarsi e via. Anche quando ci si ritaglia con tutte le forze un angolino tutto nostro (e lo si deve fare assolutamente!), in quell'angolo della testa, con ciclicità di una ventina di secondi, continuerà a frullare il pensiero di nostro figlio, ci saremo sempre chieste: Come starà? Andrà tutto bene? Avrà chiesto di me? Si sarà addormentato?
Niente, anche se facciamo le tipe autonome e indipendenti, il legame che ci lega a nostro figlio è innegabile e non lo si può nascondere. Per questo, il divertimento, sì, c'è, ma è sempre accompagnato a quel pizzico di "preoccupazione buona" nei confronti di qualcun altro.
8. Non si può mai essere obiettive. Mai. Noi mamme non lo saremo mai quando si tratta dei nostri figli. E chi dice il contrario, mente spudoratamente.
9. L'ordine. L'ordine in casa non esisterà mai. Mai più. Se prima eravate personcine ordinate, pulite, che riponevate al proprio posto ogni cosa e tenevate la casa in stile museo, scordatevelo e non affannatevi a cercare di avercela di nuovo, rischiate un esaurimento nervoso! Con i bimbi in giro è impossibile, prima perchè essendo piccoli, sono delle mine vaganti: sparpagliano cose e sporcano come dei maiali infangati dappertutto, poi, quando saranno cresciuti, sarà anche peggio, perchè nemmeno potremo mettere mani tra le loro cose (se sarà come ero io... andrà a finire così!), e allora, arrendiamoci e che il caos regni sovrano, magari non proprio dappertutto...
10. Sensi di colpa. I sensi di colpa ci attanaglieranno per sempre. Qualsiasi scelta si faccia, ci sarà sempre un lato, una conseguenza negativa per qualcuno o qualcosa, per noi, o per i nostri figli e, per quanto detto ai punti 5,6,7 il fastidio istillato dal senso di colpa dentro di noi ci sarà sempre e starà lì dentro che ci corroderà un pezzetto di fegato.
Non combattiamoli, ma cerchiamo di convincerci che le nostre scelte, se dettate dall'istinto e dal cuore, saranno sempre le più giuste, in barba a quel che dicono gli altri. E poi, consideriamo anche il fatto che
se è felice la mamma, lo sarà anche il figlio.

martedì 30 dicembre 2014

10 idee per la calza della Befana

Ecco che passato Natale e a seguire Capodanno, arriva il cruccio: "Cosa metto nella calza della Befana?"
Intanto bisogna capire a chi regalare questa calza della Befana.


In questi anni ho trovato una decina di idee, niente affatto originali, ma magari, rinfrescarle qui, tutte insieme, possono essere di ispirazione a qualcuno.

  • Colori: che siano a cera, a pastelli, acquerelli, pennarelli, i colori sono sempre un regalo gradito. Che poi, se i bimbi vanno a scuola e hanno un astuccio, in genere questo rimane sempre sguarnito di qualcosa
  • libricini: ce ne sono tanti in giro di libretti di formato tascabile, cartonati e non, uno di questi potrebbe entrare facilmente
  • qualche soldino: questo può essere considerato come un piccolo tesoro celato all'interno della calza!
  • caramelle e cioccolatini: queste non possono mai mancare, no!?
  • pasta modellabile: quella del tipo didò et affini, sempre di sicuro successo!
  • materiale per craft e collage: colla, pezzetti di carta di diversi colori, perline, ritagli di stoffa, paillettes, stelline, ....
  • un giochino del personaggio preferito: un ammenicolo del personaggio dei cartoni del momento, che sia Hello Kitty, oppure i Puffi, o My Little Pony o Spiderman... si trova sempre qualcosa di piccolo da inserire, anche una macchinina, o un giocattolino simile.
  • un paio di calzini nuovi, qualcosa di utile ci vuole pure, no? Oppure uno spazzolino da denti nuovo e colorato
  • Biscotti fatti in casa e un mandarino, non possono non esserci!
  • mollette per capelli e nastrini, una spazzolina,... 
E le idee possono essere ancora tante altre... ma queste sono quelle che ho sperimentato e che vi suggerisco...

martedì 3 giugno 2014

Come togliere il ciuccio a 2 anni

Ragazze mie, chi mi segue, sa la fatica che stiamo facendo per togliere definitivamente questo benedetto ciuccio a Massimo (2 anni fatti a febbraio), quindi ecco qui la mia guida su "Come togliere il ciuccio a 2 anni". Non prendetela come un dogma, ma sappiate che è l'insieme delle mie conclusioni e del frutto della mia esperienza.

Tanto per iniziare, partiamo dal principio.
Osserviamo quanto "dipendente" è il bambino dal ciuccio.
Nel caso di Massimo, lui si ricordava del ciuccio, nel momento stesso che mi vedeva: era capace di stare tutto il giorno a scuola senza chiederlo, poi vedeva me sulla porta e lo reclamava, per poi tenerselo in bocca per il resto della giornata, sempre più capriccioso e appiccicoso.


Quindi, il ciuccio non è che mi aiutava nel gestire i suoi capricci e i suoi "nervi", anzi, era un motivo in più per chiederlo e per farmi scattare sull'attenti ogni volta che lo voleva (che lo pretendeva!), per poi lanciarlo in ogni dove per casa e per strada.
Massimo non era di quei bimbi che ne hanno bisogno soltanto la notte. Stava diventando un attaccamento morboso, il suo, tanto da impedirgli di parlare correttamente, o di parlare proprio.
Era necessario toglierglielo, anche perchè, ormai, la fase di dentizione, grazie a Dio, l'abbiamo abbondantemente superata, quindi motivi per tenerlo, non ce ne erano più.
Il fatto è che ero IO che tergiversavo, perchè non mi sentivo pronta ad affrontare il passaggio, perchè, per chi non lo sapesse già, è un momento veramente delicato e in cui bisogna mantenere nervi e pazienza ben saldi.
Sappiate che le prime 24 ore sono le più terribili, superate quelle, le cose, man mano vanno meglio, ma continuerà a chiedere il suo adorato ciuccio ogni tanto, a volte sotto forma di capriccio, a volte piangendo, a volte impietosendovi, ma siate fermi, sereni ma fermi. Niente minacce, niente voce alta.
Preparatevi ad affrontare nervosismo improvviso, crisi di capricci, lanci di oggetti e giocattoli, ma cercate di tenere la calma.
Diciamo che si può considerare di essere definitivamente fuori dalla dipendenza dopo la prima settimana.
Una volta che si ha consapevolezza di queste cose si può procedere.

Prerequisiti minimi:
  • il bimbo deve stare bene, nel senso che non deve essere malato di nulla: niente tosse, niente febbre e niente motivi di malessere generale
  • il bimbo deve aver messo tutti i dentini, così da non togliergli uno dei pochi sollievi che può avere quando ha disturbi alle gengive
10 regole per togliere il ciuccio a 2 anni:
  1. Non affrontare questo momento se ci sono altre situazioni "traumatiche" in atto: eliminazione del pannolino, trasferimento di stanza, nascita di un fratellino, traslochi, lontananza della mamma... etc... Facciamogli affrontare una cosa per volta e non pretendiamo troppo
  2. Inventate una storia, in cui il ciuccio sparisce ad un certo punto. Vanno bene storie fantastiche di fatine, di lupi, di alberi del ciuccio e siate credibili. Farcite tutto di magia e fantasia, rendete la cosa veramente fantastica e affascinante
  3. gratificate il bambino con complimenti, distraetelo il più possibile, concedetegli cose che prima non aveva la possibilità di fare e/o avere, fatelo sentire più grande
  4. siate più accondiscendenti su alcune cose, ma fermi sulla decisione presa di togliere il ciuccio
  5. informate tutte le persone che sono a contatto con il bambino della decisione presa, in modo che anche loro possano dare continuità alla cosa  (scuola, tata, nonni, zii, ...)
  6. nominatelo il meno possibile, anzi, non nominatelo affatto!
  7. fate un bel regalo come premio al bambino: "la fatina del ciuccio si è preso il ciuccio, ma ti ha portato una bella cosa!"
  8. se non ce l'ha già, cercate un oggetto transizionale che gli possa essere di consolazione e che possa fargli compagnia. Stranamente per Massimo, il suo oggetto di consolazione è questo libro.
  9. coccolatelo, tanto e più di prima, il bimbo sta affrontando un vero e proprio distacco, non c'è da scherzare! Forse, dopo la tetta, è il secondo distacco più importante che deve sopportare, e, ora che ha due anni suonati, se ne rende perfettamente conto.
  10. cominciate dei nuovi riti della buonanotte: la favola (più e meglio di prima!), un bagnetto più lungo e rilassante, dei giochi tranquilli da fare insieme, ...
E in bocca al lupo... il ciuccio, dico... :)

giovedì 8 maggio 2014

Cosa regalare alla mamma?

Sì, i fiori sono belli, veramente tanto... ma ci vuole altro...
E poi, la storia del "basta il pensiero" non è mica così vera, eh, o meglio, sì, il pensiero è una cosa carina... ma non basta affatto, eccheccavolo!
Dopo tutto lo sbattimento, la fatica, le occhiaie, le zampe di gallina, le notti insonni, e tutto quello che fa la mamma in casa e fuori... basta il pensiero? No.
No e no. Lo dimostra pure una statistica seria, eh, mica lo dico io!
E allora, cosa regalare alla mamma per la sua festa?
Allora, ecco 10 regali che VERAMENTE piaceranno alla mamma, da fare in collaborazione con il papà, che è meglio!

  1. Una colf, anche solo per un pomeriggio, alla quale affidare tutte le mansioni più incresciose che stiamo rimandando da mesi
  2. Un massaggio di un'ora e mezza in un bel centro estetico, preferibilmente con un'amica, ma anche no... a volte si vuole rimanere SOLE con i propri pensieri, giusto?
  3. Un pomeriggio di SOLITUDINE: il papà si prende bimbi e bimbastri, se li carica in auto e se ne va in una qualche parte del mondo per tutto il pomeriggio, senza telefonare alla mamma per chiederle cose. Magari solo in questo modo potremo infilarci in bagno senza essere disturbate ogni 30 secondi, ma soprattutto senza avere il pubblico!
  4. Una colazione a letto, con annesso riordino di TUTTA la cucina, altrimenti non vale e il resto della mattinata... a letto a poltrire, altrimenti non vale!
  5. Una visita culturale, sì... anche le mamme hanno bisogno di "cultura", non devono soltanto parlare di pappe, cacche e pannolini, no!?
  6. Un pranzetto in un posto carino, nuovo, che magari offre anche la possibilità di far giocare i bambini in un'area attrezzata, senza pericoli e in tutta sicurezza
  7. Un bel libro da assaporare ogni sera, in cui il papà o chi per lui, si occuperà dell'addormentamento dei bimbi (questo è un regalo che si protrae nel tempo... bisogna essere costanti, altrimenti si annulla!)
  8. Un regalo che riguarda una delle passioni della mamma: se adora fare i dolci, allora un bel set nuovo di stampini e accessori vari; se è una mamma creativa, una serie di colori, materiali nuovi da utilizzare nelle prossime creazioni; se è una mamma lettrice, un buono da utilizzare in una libreria.. e così via: pensare agli hobby della mamma, alle sue passioni, sicuramente sortirà sorpresa e apprezzamento. Non vi presentate con un ferro da stiro nuovo o con un frullatore che ve lo tira dietro, attenzione! Quelle NON sono passioni.
  9. Niente capricci. Niente richieste continue. Niente: "mamma! mamma! mamma!" per qualsiasi cosa... almeno per un giorno, non è poi tanto, o no?!
  10. Solo per una volta, per una sera soltanto, perchè la #letturadellabuonanotte non la legge qualcuno a mamma? Non sarebbe bellissimo?
E tanti auguri a tutte le mamme!



giovedì 24 aprile 2014

Sonno sicuro del neonato: 10 cose da sapere

Un po' di tempo fa ho assistito al corso che illustrava le manovre di disostruzione pediatrica e mi si è aperto un mondo, nel senso che mi sono sentita scuotere dentro, ho capito che delle volte il destino potresti anche deciderlo tu, potresti avere gli strumenti giusti e le capacità per far andare le cose diversamente, se solo SAPESSI quello che c'è da fare e la prontezza per farlo.

Contestualmente a questo corso, c'è stata una introduzione a delle semplici ed efficaci regole per rendere il sonno del neonato quanto più sicuro possibile, per evitare la sindrome della morte in culla, che, purtroppo, miete innocenti vittime entro il primo anno d'età.
Ci sono delle regole che servono a tenere lontana questa tragedia, sono immediate e facili da attuare, più che altro sono delle linee guida, dei codici di comportamento, che, soprattutto per dei neogenitori, possono essere prese come una specie di "libretto delle istruzioni" su quel frugoletto appena nato che si sono portati a casa dopo le dimissioni dall'ospedale.
Ricordo perfettamente quell'istante quando siamo tornati a casa con Miriam, la primogenita.
Eravamo soltanto noi tre: Marco, Miriam ed io.
Era l'inizio della nostra nuova vita, l'inizio di una grandiosa avventura che non sapevo affatto dove mi avrebbe portata, anzi, dove CI avrebbe tutti portati.
Ero spaventata, stanca, piena di dubbi e punti interrogativi, nonostante i corsi seguiti, i libri letti e i consigli chiesti in giro... ero veramente smarrita. Ma non volevo darlo a vedere, soprattutto a mia mamma, che mi aveva rimproverata di non aver trascorso un po' di tempo a casa sua, in modo da non sentirmi così sola.
Ma noi eravamo bramosi di iniziare la nostra vita, soltanto nostra... e questo era il prezzo da pagare: il mio senso di totale smarrimento.

Ho avuto Marco vicino. E' stato fondamentale il suo aiuto, la sua presenza fisica ed emotiva (soprattutto la seconda). E' stata una spalla in tutti i sensi.
Ma avrei tanto voluto avere il libretto delle istruzioni di Miriam, sapere cosa era giusto fare e cosa non fare.
Ha mangiato?
Ho abbastanza latte?
Perchè piange?
Quanto ha mangiato? E ora cosa vuole?
Deve dormire? E come deve dormire?

Ecco, al corso preparto che ho seguito hanno soltanto toccato vagamente l'argomento, dandomi giusto un accenno di quello che avrei dovuto fare: mentre si sono prodigati in millemila consigli sul come spingere e respirare durante il parto, che, a mio avviso, quando stai lì, in un modo o nell'altro, riesci a farlo, non hanno tanto perso tempo sul DOPO. Cosa ben più fondamentale, a mio avviso.

Poi, documentandomi, ho trovato tanto materiale in giro. E qui ora riassumo le 10 cose da sapere quando si torna a casa con un neonato e si vuole regalargli un sonno sicuro, lontano da brutte cose.

Se il bimbo dorme a pancia in giù e soffre di reflusso, il latte ingerito risale l'esofago e, per la forza di gravità, potrebbe incanalarsi nella trachea, soffocandolo.
Invece, se il bimbo dorme a pancia in sù, questa eventualità è decisamente meno probabile che si realizzi (sempre per la forza di gravità!)

  • Far dormire il bambino su materassi rigidi
  • Non usare biancheria sfusa sul lettino: cuscini, coperte arrotolate da una parte, giocattoli, pelouche. Il lettino/culla deve essere libero da altri ingombri
  • Non coprire troppo il bambino
  • L'ambiente non deve essere eccessivamente caldo, una temperatura di 20° va benissimo
  • Non fumare in nessuno degli ambienti in cui vive il bambino e assolutamente non fumare durante tutta la gravidanza
  • Meglio limitare al minimo l'utilizzo delle radioline che monitorano il bambino quando dorme in un'altra stanza: forti della presenza di questo apparecchio, l'attenzione dei genitori cala, meglio ogni tanto andarlo a controllare di persona
  • Sì all'allattamento al seno
  • Sul ciuccio ci sono pareri discordanti: la Croce Rossa Italiana dice sì, la Leche League dice che anche no, insomma... 
  • Anche sulla questione del cosleeping, ovvero quella di far dormire il piccolo nel lettone con mamma e papà, ci sono pareri discordanti: generalmente si consiglia di far dormire il piccolo nel suo lettino, l'accorgimento sarebbe quello di tenere il lettino nella stessa stanza dove sta la mamma, sia per praticità (poppate notturne) e sia anche per avere sempre tutto sotto controllo.
    Altri studi hanno invece rivelato che la pratica del cosleeping non ha nulla a che vedere con la SIDS (sindrome della morte in culla, ciò di cui stiamo parlando, in pratica). E anche qui, a voi la scelta.

giovedì 17 aprile 2014

Una mamma pazza

Tante volte mi chiedo che razza di mamma sono: ogni volta ne esce fuori una risposta differente, dipende dal momento, dal mio mood istantaneo, dalle circostante, ma di base, ritengo di essere una mamma che se la diverte!
Sì, sono una mamma un po' pazza, a volte del tutto pazza. Ma è così che sono e mi diverto, soprattutto, si divertono anche i bimbi.

D'accordo il mantenimento dei giusti ruoli madre-figlio, d'accordo il fatto di non scambiare i piani e, soprattutto, di non mettersi sullo stesso piano dei figli, su questo, non ci piove, ma tutto ciò non implica che il rapporto debba essere statico, noioso e che non ci si possa divertire, giusto?
Quindi:
photo credits: http://www.funfitfam.com.au/
Sono una mamma pazza perchè:

  1. Quando Massimo o Melania vogliono prendere a cucchiaiate la nutella, mi siedo accanto a loro e gli faccio compagnia (che sacrificio, sì!)
  2. Mi nascondo dietro gli angoli e quando passa Miriam le faccio spavento, mi diverte vedere la sua faccia
  3. Più confusione c'è in casa e più mi diverto, anzi, ci divertiamo!
  4. Quando una delle bimbe mi dice: "Mamma, ho voglia di piangere", le rispondo: "Pure io!" e comincio a frignare
  5. Mettiamo a palla la radio in macchina e si balla come forsennati, tutti, Massimo compreso
  6. Facciamo la gara a chi starnutisce più forte
  7. Sono io che propongo di spararci per l'ennesima volta il dvd di Frozen e quasi sono loro che non ne possono più di vederlo!
  8. Quando storpiano le parole o le frasi, non le correggo, le lascio fare
  9. Chiacchiero con i loro amici immaginari, è capitato anche che li invitassi a cena qualche volta, sono dei bravi ragazzi
  10. ricordate di quando ci si metteva le mutande in testa? ecco... si continua a farlo... tutti. Ma non ditelo a nessuno, questo è un segreto!

martedì 21 gennaio 2014

Gift in a Jar: barattolo per riordinare

Dai, con l'anno nuovo di buoni propositi ce ne sono tanti, tra questi, c'è quello di essere più ordinate, di organizzare al meglio la casa, gli spazi e la vita di tutta la famiglia.
Vi starete ora chiedendo cosa diavolo centra un barattolo in tutto questo, ed io vi dico che centra, eccome!

Il barattolo, tra i suoi mille usi, può essere un valido aiuto anche per riorganizzare e tenere in ordine tante cosucce che altrimenti vagano per casa senza fissa dimora andando pure perdendosi nei meandri oscuri di cassetti, angoli e scatoloni.
Con un barattolo di vetro, tutto questo non accade, perchè è tutto sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole e poi, organizzandosi per bene, si può anche differenziare il contenuto in un batter d'occhio ed inventarsi etichette per sapere immediatamente di cosa si tratta il contenuto.
Ecco perchè il barattolo è di fondamentale importanza nell'organizzazione di una casa!
Vabbè, ok, sto esagerando... ma è un'idea.
Anzi, più di un'idea, ve ne dò 10!!!!
Ecco i 10 modi su come usare un barattolo per riordinare la casa, il tavolo da lavoro, i giocattoli, i bottoni e tutto il resto!
  • Per conservare nastri e materiale di cucito
  • per riorganizzare il tavolo da lavoro e tutta la postazione craft


  • per i gomitoli
  • in bagno o comunque per tenere sollevati oggetti e per non ingombrare il tavolo e il piano

  • come contenitore per pirottini per muffin e cupcake, che altrimenti si sgualcirebbero e andrebbero a perdersi nella dispensa o in un cassetto della cucina
  • Per tenere ordinati e sempre a portata di mano fogli, avvisi, scadenze e moduli vari sulla scrivania, separati per argomento


lunedì 30 settembre 2013

10 motivi per giocare all'aperto

Ne potremmo anche trovare 1000 di buoni motivi per giocare all'aperto, ma mi limito ad elencarne 10...



  1. i bimbi si divertono di più e si stancano di più
  2. Se i bambini si stancano di più, è molto probabile che mangino con più appetito e che crollino addormentati più facilmente... è probabile, ma non matematico!
  3. l'aria aperta, soprattutto per i bambini di pochi mesi, funziona da narcotizzante e li addormenta immediatamente. Si fanno certi sonni profondi che, vi avverto, termineranno come infilerete le chiavi nella serratura di casa
  4. Casa non si sporca e rimane in ordine
  5. Se fa caldo, non importa che si bagnano e che giocano con l'acqua... anzi! A casa, è un po' antipatico farli giocare con l'acqua!
  6. Scoprono nuove cose con cui giocare, è più facile che si inventino giochi nuovi
  7. Fanno amicizia e "comunella" con altri bambini e trascorrono il tempo senza lagne e capricci
  8. Si può correre, correre, correre... senza che quello di sotto si lamenti!
  9. Ci si asciugano i bronchi, migliora l'umore e i raggi solari ci danno la carica
  10. Si può giocare con la palla, andare in bici, far volare un aquilone, fare le bolle di sapone, giocare ad uno-due-tre-stella a distanza di chilometri dall'arrivo, ci si può rotolare sul prato, sporcare di terra, ... e ci si può arrampicare sugli alberi...



sabato 24 agosto 2013

Sorella è...

Sorella è... 
Qualcuno con cui confidarti


Qualcuno con cui ridere e con cui piangere
Qualcuno a cui non devi spiegare niente: già conosce ogni singolo angolo di te e della tua storia
Qualcuno con cui condividere amicizie e conoscenze


Qualcuno con cui fare boccacce e scemenze e cose di nascosto


Qualcuno in cui specchiarsi
Qualcuno con cui invecchiare
Qualcuno con cui litigare aspramente e fare pace
Qualcuno a cui si sarà sempre vicine, anche se ci saranno tanti chilometri di lontananza



Qualcuno che sarà sempre dalla tua parte, anche se magari non condivide, ma comprende e sostiene


giovedì 25 luglio 2013

le 10 espressioni che diceva mamma e che...

Le 10 espressioni che diceva la mia mamma e che... puntualmente mi ritrovo a ripetere, a volte, mio malgrado, ai miei figli...
ma, possibile che siamo veramente così simili?

... possibile!

Eccole qua, tutte insieme: le espressioni che mi sento ripetere ai miei figli e che mia madre diceva a noi quando eravamo piccole... attenzione, che bisogna leggerle con marcato accento romanesco

immagine presa da pinterest
  1. Se cadi e ti fai male, ti ci dò il resto!
  2. Quando avrai tu dei figli, capirai! (in realtà, l'espressione originale sarebbe molto più volgare, evito di metterla, per quel minimo di pudore che mi è rimasto!)
  3. Non urlare, ti viene il mal di gola
  4. Il mare fa innervosire!
  5. Mo' te lo dò io un motivo pè piange!
  6. Sì, domani. Te lo compro domani!
  7. Ma nemmeno se piangi in cinese!
  8. Quello che fanno gli altri, non mi interessa
  9. Se t'acchiappo, te faccio nera!
  10. Metti a posto sennò te butto tutto!
E voi? Vi ritrovate a dire queste cose?

lunedì 22 luglio 2013

i 10 modi di amare

Nelle mie frequentazioni di pinterest mi sono imbattuta in questa immagine, che oggi vi propongo molto volentieri.

I 10 modi di amare.
Amare...
Amare a tutto tondo.
Che si tratti di amore per il marito, per un figlio, per un amico, per un genitore, per chiunque.
E' l'amore inteso veramente come sentimento profondo e sincero.
Senza interessi, senza dietrologie, senza condizionamenti.
Senza voglia di plasmare l'altro a nostra immagine, o peggio ancora, all'immagine che noi vorremmo lui avesse.
Senza forzature.
Unico punto d'arrivo: il bene dell'altro.
Perchè se amiamo veramente, allora si è felici soltanto se l'altro lo è. Tutto il resto non è amore.
Perchè l'amore non fa male. MAI. Senza attenuanti e giustificazioni ed eccezioni.


  1. Ascolta, senza interrompere
  2. Parla, senza accusare
  3. Dai, senza risparmiare
  4. Prega, senza mai smettere
  5. Rispondi, senza discutere
  6. Condividi, senza fingere
  7. Godi e non lamentarti
  8. Abbi fiducia, senza esitare
  9. Perdona, senza castigare
  10. Prometti, senza dimenticare

Voglio farne un decalogo... voglio ricordare sempre questi punti.
Perchè, secondo me, aiutano a mantenere la rotta, a non perdere di vista l'obiettivo, a non contorcerci nei nostri sentimenti egoistici, a volte di rabbia e di stanchezza, di ansie e inutili paure.
Perchè serve tenere a mente poche ma fondamentali regole.

Io sono un po' carente in fatto di parlare senza accusare e in fatto di pregare senza mai smettere... ma sul resto, penso di esserci... quasi sempre!
E voi?

mercoledì 26 giugno 2013

Le 10 cose che non si trovano mai nella borsa del cambio

Non so a voi, ma a me, puntualmente, manca sempre un pezzo nella borsa del cambio pannolino: per quanto sia colma di roba e zeppa tanto da non riuscire a chiuderla agilmente, manca sempre qualcosa!

E sì, che sono ben 4 anni e mezzo che non me ne libero, è diventata la mia migliore amica, la compagna di mille avventure: ho cominciato con Miriam ed ora la porto appresso per il cambio di Massimo, attraversando un periodo in cui i cambi erano ben 2 in contemporanea (per Miriam e Melania).

immagine presa da: http://www.storksak.com

Ecco le tipiche cose che mancano:

  1. Pensi di aver organizzato i cambi in maniera completa, ma puntualmente, ci sono 3 magliette e nemmeno un pantaloncino, oppure ci sono 4 paia di calzini e neanche un body, o magari 2 pantaloni e nessuna maglia di ricambio... e sicuramente ti servirà quello che NON hai!
  2. E' estate, ci sono 40° all'ombra, e ti ritrovi in fondo alla borsa 2 felpe di ciniglia e non sai che fartene, ma neanche un cappellino per parare dal sole la testolina del bambino... come pure quando è inverno che ti ritrovi, sempre in fondo alla borsa, 2 solari di diversa protezione, ma nemmeno l'ombra di una sciarpa!
  3. le cremine... non ci sono mai quelle che ti servono al momento: anti zanzare o solari o per arrossamento da pannolino o per le bolle di insetti... niente, o c'è una e manca l'altra, oppure ne hai due ma te ne serve un'altra ancora... continui a ravanare il fondo e a tirare tutto fuori, convinta di avercela, e invece niente, non c'è!
  4. O manca un cucchiaino, oppure dimentichi la bottiglina dell'acqua, oppure trovi in fondo un pezzo di banana mozzicata che ti si spiaccica tra le dita e stai cercando il pacchetto di crackers che credi di aver riposto ordinatamente in un sacchetto... no, non c'è quello che ti serve e ti devi fermare al primo bar a tiro per dissetare o sfamare il bimbo urlante!
  5. Le salviette... ecco... per paura di rimanere senza, io continuo a mettere pacchi di salviette dentro la borsa, peccato però che quelle che si trovano nello strato più basso, stanno là dentro da talmente tanto tempo, che si sono completamente asciugate!
  6. Sonagli e giochini vari. "Dai, Massi, non piangere, aspetta che la mamma ti dà un giochino... aspetta, eh... dai che mamma lo cerca e te lo dà... mannaggia che non lo trovo... occheccavolo... ndò l'ho messo? stava qua che impicciava di continuo... ero sicura... ah... sì... impicciava talmente tanto che l'ho sbattuto dall'altra parte del bagagliaio quando siamo scesi dalla macchina... e niente, Massi... devi farne a meno... era un impiccio!"
  7. I cambi che si lasciano marcire in borsa sono tutti spaiati: e ti ritrovi a mettere al bambino un paio di bermuda arancioni, con una maglietta a righe bianche e rosse, oppure una canotta verde bottiglia con dei pantaloni viola... ma poco importa: mio figlio è bello comunque, e amen!
  8. Le medicine... quando decidi che è il caso di toglierle, perchè comincia a fare troppo caldo e portarsele dietro non sarebbe saggio, serve sicuramente al volissimo una tachipirina e magari è pure domenica o stra-festivo e tutte le farmacie nel raggio di ennemila chilometri sono chiuse.
  9. Un cerotto. Mi riprometto sempre di metterlo nella borsa e qualche volta ci provo pure a metterlo, ma quando le bimbe mi vedono che sto per farlo, se lo prendono loro per giocarci e amen... l'attimo è passato... quando si dice carpe diem, eh!
  10. Una volta che pensi di aver completato di inserire tutto nella borsa, ti ricordi di mettere un asciugamano... corri a prenderlo, lo ripieghi per bene, ma non entra, ci provi in tutti i modi di inserirlo, lo schiacci, giri e rigiri, ma non vuole proprio saperne di entrare là dentro, e allora pensi di poterne fare a meno... e indovinate un po': servirà SICURAMENTE!
E voi, trovate sempre tutto? Siete sempre pronte ad ogni evenienza? oppure siete delle mamme debosciate come me?!

lunedì 24 giugno 2013

Le 10 cose che accadono quando si è addormentato...

Murphy diceva proprio bene, la sua legge è infallibile, non fa eccezioni, è praticamente un postulato senza timore di smentita alcuna!
La riprova di ciò lo è anche questa: quando hai fatto tanta fatica per addormentare il pupo, che finalmente l'hai posato nel suo lettino, dopo tanto dondolare e tergiversare, in punta di piedi stai per richiudere la porta, con in testa già le ennemila cose che devi fare (stendo il bucato, preparo la cena, sistemo casa, mi faccio una doccia, telefono a mamma, mi guardo la tv, annaffio le piante, schiaccio un pisolino pure io... eccetera eccetera... dovrei fare anche un post sulle tante tantissime cose che ti vengono in mente che devono essere fatte mentre lui dorme e che puntualmente non riesci a fare, ma questa è un'altra faccenda!)... e succede l'irreparabile:

  1. un classico, squilla il telefono e ti sei dimenticata di togliere la suoneria, e magari l'hai lasciato vicino al lettino, pronta a portartelo dietro una volta addormentato il piccolo e ti sei dimenticata, perchè hai la testa completamente immersa in altri pensieri e di corsa torni indietro, ti lanci per afferrarlo e scaraventarlo addosso al muro pur di farlo smettere ma, nell'ordine: sbatti il ginocchio ad uno spigolo qualunque, fai più rumore tu per prendere il telefono che il telefono stesso a squillare, una volta che ce l'hai in mano ripiomba il silenzio nella stanza e non fai nemmeno in tempo a vedere chi fosse a chiamare... ma il piccolo ormai è bello che sveglio di nuovo!
  2. Passa una sirena qualunque sotto le finestre della camera... perchè si decide proprio in quell'istante che pompieri-ambulanza-carabienieri-guardia forestale debbano diventare supereroi e salvare vite umane... e la mia, poi, chi la salva?!!?!?
  3. Ti scappa la pipì e con il rumore dello sciacquone ( il bagno è adiacente alla stanza dove dorme il piccolo)... lui si risveglia!
  4. La vicina di casa ti chiama dal balcone e vorrebbe conversare con te e tu che bisbigli per non farti sentire da lui e lei che urla ancora più forte... 
  5. Le bambine decidono di giocare a chi urla più forte... e lui, per fortuna, non si sveglia, poi tu urli più forte di loro per dire di smetterla perchè Massimo dorme, e lui si sveglia!
  6. Ti ricordi che ti serve assolutamente una cosa che hai lasciato in stanza dove dorme il bambino e non puoi proprio farne a meno, quindi riapri la porta e stringi i denti e gli occhi, trattieni il fiato e cerchi di usare il tuo superpotere del volo veloce, ma lui sente lo spostamento d'aria...e  si sveglia!
  7. La lavatrice entra in centrifuga... e che te lo dico a fà... lui si sveglia!
  8. Riesci quasi a terminare tutta la tua lista di cose da fare, sei soddisfatta e felice, poi hai persino la malsana idea di sederti un attimo sul divano... ma non lo sai che lì sotto ci sono dei sensori che fanno sì che poi lui si sveglia, non si sa come, il tutto è collegato da un invisibile meccanismo sofisticatissimo e all'avanguardia...e ti devi inesorabilmente alzare.
  9. Mentre rassetti, cucini e tutto il resto, ti cade per terra il coperchio della pentola più grande della completa batteria che hai, dopo aver carambolato addosso al tuo alluce... e devo ancora dirlo?!... si sveglia!
  10. E poi, immancabile, il campanello di casa, apri e trovi il rappresentate della Folletto o i testimoni di Geova, o una qualche petizione del quartiere o quelli di lotta comunista... vi avverto, attenzione: alla prossima vi faccio rotolare dalle scale... anzichè un cartello con su scritto "Attenti al cane", dovrei attaccare dietro la porta questo cartello:
    immagine presa da pinterest
    Il bimbo sta dormendo
    bussare piano
    se lo svegliate ve lo prendete voi!

venerdì 14 giugno 2013

10 Cose che mia madre mi ha insegnato sull'essere mamma

Girovago spesso su pinterest, mi piace, scopro sempre cose nuove, idee, spunti... o anche osservo cose belle e basta.
Poi mi sono imbattuta in questa immagine

liberamente tratta da Pinterest
E me ne sono innamorata.
A parte che la trovo deliziosa... ma soprattutto quello che dice, lo dice in maniera semplice, immediata ed efficace!
In pratica sono le 10 cose che una mamma ha insegnato alla propria figlia sul fatto di essere madre, cosa significa, cosa comporta...
Sono delle regole pratiche e di sicuro successo... basta tenerle a mente, anche, anzi, soprattutto quando si sta per perdere la pazienza!

  • Quando piangono... baciali
  • Quando hanno paura... abbracciali
  • Quando parlano... ascoltali
  • Quando chiedono... rispondi
  • Lasciali esplorare... la sporcizia si lava via
  • Se dici "per favore", "Grazie", loro lo diranno poi a te
  • Essere sciocchi è una buona cosa!
  • Fare sempre la cosa giusta, anche quando nessuno ci sta guardando
  • Ci sono tante crisi nel mondo.... gli spinaci spiaccicati sul muro, non è tra queste!
  • La fiducia apre un sacco di porte...
Queste, chiamiamole, regole me le ha insegnate veramente la mia mamma... soprattutto quelle riguardanti il conforto e l'ascolto e la disponibilità e l'esempio... 
Ecco, sull'esempio, soltanto adesso scopro quanto sia impegnativo e difficile, si è mamme, anzi, genitori, 24 ore al giorno, tutti i giorni della settimana... per il resto della tua vita... 

Penso che se mia mamma avesse dovuto farmi una lista di cose da tenere a mente, mi avrebbe scritto qualcosa del genere...
Non andiamo molto d'accordo io e lei, abbiamo caratteri diametralmente opposti, con lei non riesco ad aprirmi, non riesco ora, da adulta, ad avere un dialogo, per il mio carattere un po' chiuso con lei, per la sua natura... per tanti motivi, che neanche riesco a mettere veramente a fuoco.
Sta di fatto che non riesco a dirle Grazie
Vale lo stesso se glielo dico qui?
... anche se so che non leggerà mai queste righe, la ringrazio... 
Lei dice che io sono una brava mamma, meglio di come sia stata lei con noi, io credo di no, anche perchè se veramente lo sono, è perchè ho avuto un eccellente esempio.
Grazie mamma.

martedì 7 maggio 2013

Cosa serve al neonato... ma anche no!


Questo non è un post di grandissima utilità per chi sta cercando delle informazioni valide su ciò che serve al neonato.
Per questi dati vi rimando agli ottimi post di kosenrufu mama e di Cristiana di 100% mamma.

Parlo ovviamente secondo la mia esperienza e provo ad affrontare la cosa con il mio solito modo di fare un po'... un po'... da ca@@eggio, passatemi l'espressione!

Allora...
Ad un neonato serve la fascia porta bebè/marsupio... ma anche no! (queste, più che altro, sono cose che servono alla mamma!)
Ad un neonato serve un trio superaccessoriato, con climatizzatore di serie e fari fendinebbia... ma anche no!
Ad un neonato servono i sonaglietti, i giochini da mordere... ma anche no!
Ad un neonato serve il profumo per neonati... ma anche no!
Ad un neonato servono  lo sterilizzatore e il disinfettante per il bucato... ma anche no!
Ad un neonato servono millemila pelouche e doudou e pupazzetti e giostrine... ma anche no!
Ad un neonato servono vestitini firmati... ma anche no!
Ad un neonato serve la culla o il lettino... ma anche no!
Ad un neonato serve il sacco nanna... ma anche no!!!
Ad un neonato servono le tisane e le bevande... ma anche no! (magari, quelle servono alla mamma!)
Ad un neonato serve la spazzola per capelli... ma anche no! (soprattutto se è pelatino!)

In realtà, ad un neonato servono una vagonata di pannolini e di body... che quelli non sono mai troppi!

Sopra ogni cosa e fuori ogni discussione... ad un neonato...

SERVE LA MAMMA!!!!

martedì 15 gennaio 2013

Le 10 cose che NON rimpiango di quando ero incinta


Ho scritto delle meraviglie e dello stato di grazia che circondava le mie varie panze durante i periodi di gravidanza, ora mi scateno con quello che non rimpiango affatto di quei periodi:
  1. Il senso di pesantezza e di gonfiore (pancia, gambe, piedi, caviglie, mani, ....) che mi accompagnava per tutta la giornata, ma soprattutto la sera
  2. La mia camminata a pinguino
  3. Il mal di schiena
  4. Le antipatiche "perdite", anche quando solo facevo uno starnuto o una risata! Pensare che una volta, quando ero verso la fine della gravidanza di Miriam, ho avuto una perdita talmente imbarazzante, che credevo mi si fossero rotte le acque, poi ho scoperto che si trattava solo di pipì!
  5. Il non riuscire a prendere in braccio con disinvoltura le bimbe... la fatica si è fatta subito sentire
  6. Il senso di svogliatezza e di apatia che mi aveva avvolta, soprattutto durante la mia prima gravidanza, non mi andava di fare niente, ma proprio niente niente, avrei continuato a vegetare per 9 mesi!
  7. Il senso di fastidio verso tutto e tutti, soprattutto durante le ultime settimane di gravidanza: ero un groviglio di ansia, di voglia che tutto finisse il prima possibile, ma anche no... neanche io sapevo in realtà cosa volessi, mi sentivo stanca e affaticata ed ogni motivo era buono per farmi assalire dal panico!
  8. Il non poter mangiare prosciutto e melone, oppure una bella fetta di salame, o un buon tiramisù fatto in casa...
  9. Andare a fare le analisi del sangue tutti i santi mesi e, puntualmente, le richieste mediche erano SEMPRE sbagliate e dovevo discutere con qualcuno ed era un andare avanti e indietro tra studi medici e pagamenti di ticket!
  10. Il non riuscire a respirare da sdraiata! Mi svegliavo spesso e volentieri nel cuore della notte in preda a crisi di caldo, anche se ero in pieno dicembre, oppure perchè mi mancava l'ossigeno... e allora mi scoprivo tutto di botto, spalancavo la finestra... e il povero Marco ha sempre rischiato una broncopolmonite!
Ok, ora dite la vostra... so che ce ne sono tante altre di cose da dire in merito...

mercoledì 9 gennaio 2013

Le 10 cose che rimpiango di quando ero incinta

immagine presa da pinterest
Eh, adesso posso ben dirlo... Ci sono cose che veramente, finchè non si provano, non si riesce a capirne la vera importanza, la vera essenza...
E questa è la mia lista delle 10 cose che rimpiangerò di più delle gravidanze:

  1. Il non essere più schiave del ciclo... tutti i santi mesi... e la sindrome premestruale e i dolori addominali e tutto quello che comporta... 
  2. Il seno: bello gonfio e sodo! Anzichè moscio e cadente come lo è ora.
  3. I capelli: morbidi, fluenti e che vanno subito in piega... invece di questa stoppa vecchia, diradata e secca che raccolgo a mo' di coda veloce in testa, giusto per nasconderla quanto più possibile
  4. La giustificazione, sempre pronta, per i miei raptus di fame inconsulta e irrefrenabile! Adesso non c'è più alcuna scusa, nemmeno una che è una... ma i raptus ci sono ancora!
  5. Potermi appisolare a qualsiasi ora del giorno e della notte: "C'ho la panza, mi sdraio un po'."... e da lì, parte la russata!
  6. Il poter saltare le file alla cassa del supermercato, alla posta... 
  7. L'essere coccolata e viziata da tutti
  8. Il poter rimanere a casa da sola per gran parte della giornata, quando il resto della famiglia è a lavoro o a scuola e tutto ciò che questo comporta: fare una passeggiatina tranquilla per vetrine, oppure rimanere sul divano a leggere un libro o a guardare la tv, farmi una doccia in santa pace e cospargermi di olio, sistemare con calma le mie cose, andare a trovare qualcuno... 
  9. Avere crisi di pianto o di risate senza limiti e senza doverle per forza giustificare: tanto sono gli ormoni!
  10. Prendere chili e non avere sensi di colpa! Anche se non riuscivo più a vedermi i piedi, non era certo un problema, anzi!
Che poi, ci sarà da stilare pure la lista delle cose che proprio NON rimpiango dell'essere incinta, eh....

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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