"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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mercoledì 18 marzo 2015

L'emozione di vederla leggere

La prima elementare è iniziata un po' in salita: Miriam non è una bimba che affronta le sfide a muso duro e non ama affatto i cambiamenti, anzi, la destabilizzano.
Dopo un po' di adattamento, un po' di spiegazioni varie esplicite (molto esplicite) su come funzionano le cose a scuola, dopo aver sbattuto un po' la testa a destra e a manca, sembra abbia cominciato a imbroccare la strada giusta.

I compiti, ormai li fa in maniera autonoma, dopo che mi sono battuta parecchio per darle l'autonomia necessaria, (non mi andava di farmi il sedere quadrato affianco a lei aiutandola a fare i compiti: lei deve fare da sola, o almeno, ci deve provare) ora è diventata un'abitudine il fare i compiti da sola, a meno di aiuti particolari o dubbi dell'ultimo momento.

Insistere sulla sua indipendenza è stata la chiave che ha fatto scattare la molla, anche se all'inizio non è stato affatto semplice: capricci, scuse inventate, problemi istantanei rimandavano sempre l'inizio dei compiti.

Ma non è di questo che volevo parlare, in realtà volevo parlare di una delle "prime volte" che devono essere segnate nel diario di una mamma. Proprio quelle prime volte che segnano una pietra miliare nella storia della famiglia, nonchè nella storia personale di un figlio, come essere distinto dal genitore, che comincia a percorrere la propria strada e a fare le proprie scelte.
Dicevo, la prima volta di cui sto parlando è la prima volta che ha letto da sola.
Ok, risale ad un paio di mesi fa ormai, almeno subito dopo il periodo di Natale, la sua lettura era faticosa, arrancante, tutta slegata, senza senso, ma era il suo inizio, il suo PRIMO inizio.
L'inizio dell'indipendenza della sua mente, l'apertura della sua conoscenza, i suoi primi passi da sola verso qualcosa che non deve essere più necessariamente veicolato da me o da qualcun altro.

Come sono stati emozionanti i primi incerti passetti da sola, come è stata una conquista togliere il pannolino, come è stato da brivido vederla pedalare in bici senza rotelle, ma vederla leggere... ah, vederla leggere mi incanta, starei a guardarla per ore.
Ora va abbastanza spedita, comincia ad assaporare il piacere della lettura, dello scoprire "Come va a finire..." e all'elaborare quanto letto con la sua testa. Mi piace. Mi riempie di gioia, di orgoglio, di speranze.
Sono felice per lei e che questo sia l'inizio di un brillante cammino verso la conoscenza piena, non soltanto del mondo circostante, ma soprattutto di sè, che è il mondo più unico che esiste.


E siamo arrivati che un sabato mattina, mi alzo e, con occhi stropicciati di sonno, scorgo la sua figura nello studio: lei era già lì all'opera, di buonora, con il suo libro aperto a leggere ad alta voce, mentre il resto della casa era ancora addormentato. Alza lo sguardo su di me, mi sorride e mi dice: "Mamma, sto facendo i compiti, ho pure quasi finito!"... bhè, che dire!? Mi ha fatto realizzare, tutto insieme, come uno tzunami che è grande.

giovedì 19 febbraio 2015

Melania in primaria a 5 anni e mezzo, ma...



Ci siamo, ho fatto la domanda per Melania, in modo che a settembre inizi la prima elementare.
Altro passaggio importante, fondamentale nella vita di tutta la famiglia è questo, come quello dell'anno trascorso con Miriam.
Le pietre miliari della vita si susseguono in casa e così sarà per un bel po'.

Ho deciso, ascoltando soprattutto il parere delle maestre della scuola dell'infanzia, che Melania è pronta a fare il grande salto, sebbene sia di gennaio, il che significa che andrà a scuola a 5 anni e mezzo.

Il parere di molti, in questi casi, è quello di lasciare le cose come stanno e di non anticipare i tempi, parere che condivido in pieno, sia chiaro!
Infatti, non l'avrei mai presa questa decisione se:
- la bimba non fosse stata pronta
- la bimba non avesse dimostrato una maturità adeguata
- le maestre della scuola dell'infanzia non avessero del tutto condiviso se non spinto questa decisione
Ecco, considerando tutti questi fattori e considerando anche il fatto che, tutto sommato, stiamo parlando di una bambina che se fosse nata 14 giorni prima (invece di starsene nel grembo materno per più di 41 settimane!), non sarebbe stata considerata anticipataria, direi che ci siamo, no?

Melania è sempre stata più sveglia, autonoma e matura dell'età che ha.
A malincuore, i paragoni con gli altri miei figli sono inevitabili: e Melania è diversa, del tutto diversa, lo è sempre stata.
Con questo non intendo dire che sia un genio, affatto.
E' il suo spirito intraprendente, il suo carattere spavaldo, la sua volontà e la facilità con cui affronta le difficoltà che mi lasciano ben sperare e che la rendono più forte.
Ecco cosa.

Mi sono informata, so che andare a scuola prima del tempo talvolta è controproducente: togliere un anno di giochi, di svago e, non solo, costringere il bambino a degli impegni più grandi di lui, potrebbero portare in una direzione sbagliata.
Ed è per questo che ho ponderato bene questa decisione.

D'altro canto anche io, a mia volta, sono un'anticipataria. Sono andata a scuola esattamente come andrà lei, a 5 anni e mezzo, e, dal mio punto di vista, il fatto di esser sempre stata la più piccola della classe, ha fatto scattare in me quello spirito di competizione sana che mi ha portato sempre a fare del mio meglio, infatti pensavo: "Ok, io sarò pure la più piccola, ma vi frego tutti!".
Ed infatti, con il mio impegno e la mia curiosità, sono andata sempre avanti come un treno.
Questo per dire, che, considerando opportunamente le inclinazioni del bambino ed il suo temperamento, andare a scuola come anticipatari non è detto che debba essere per forza un male, anzi!

Anche per Massimo mi troverò un giorno, tra un paio d'anni a fare queste considerazioni, dal momento che lui è di febbraio.
Ma già so, che non credo che sarà mai pronto al passaggio alla scuola primaria, neanche verso gli 11 anni!
Chissà perchè, eh!?
Ma questa è tutta un'altra storia, che forse affronteremo in seguito!
Nel frattempo, aspetto la risposta del MIUR!

Se vi va, domani mattina interverrò su RadioCusanoCampus (FM89.100) verso le 11.00  per parlare proprio di questo argomento e di come lo sto affrontando.
Avete voglia di indicare qualche aspetto fondamentale da segnalare in merito?
Sarò felice di essere portavoce di altri pareri.

Aggiornamento:
Per ascoltare il mio intervento in radio: se vi va, potete scaricare il podcast da qui!

domenica 4 gennaio 2015

Il blog in radio

Ebbene... dal web si passa alla radio!
Dopo il mio primo intervento su RadioCusanoCampus, durante la trasmissione #GenitoriSiDiventa, per raccontare degli appuntamenti in città per le famiglie di Roma, lo scorso finesettimana, mi è stato proposta di fare un'intervista, stavolta per parlare del mio blog personale: il mio angolino in cui racconto di me e della mia famiglia, Il mio modo per evitare l'analista!

... auspico che questo sia l'inizio di qualcosa di costante, proprio per riuscire ad arrivare ad altri genitori e a toccare sempre più tematiche pertinenti al tema che mi sta molto a cuore: la genitorialità con tutte le sue sfaccettature, e continuerò ad affrontarla sempre con ironia e sorriso, senza troppi appesantimenti, che già di suo, non è poi tanto facile, anzi!

Ne parlerò come al mio solito, dal "di dentro"senza pretendere di fare la morale o di insegnare nulla a nessuno, ma semplicemente per vivere e condividere esperienze e per dire che se ci sono momenti difficili, di sconforto, in cui la pazienza a volte non è sufficiente, in cui ci si sente sormontare da stanchezza e sonno, siamo tutti sulla stessa barca ed è per tutti così.


La trasmissione #genitoriSiDiventa, infatti, è il programma di Radio Cusano Campus dedicato alla genitorialità a tutto tondo: pedagogia, psicologia, libri, eventi ed associazioni per raccontare ogni giorno l’universo di figli e genitori.
L'appuntamento è alle 11.00 in diretta, dal lunedì al venerdì , sugli 89,100 oppure in straming sul sito www.radiocusanocampus.it.
Radio Cusano Campus è la radio dell'Università Niccolò Cusano

Insomma... questa è una delle varie novità che già mi ha portato il 2015 e non mi sembra poco!
Primo appuntamento il giorno della Befana, domani, intorno alle 11.45!
Ci sarete?

E qui, vi lascio il link al podcast, nel caso ve lo foste perso!

venerdì 5 dicembre 2014

Il colloquio con le maestre, ovvero: io tre metri sopra il cielo


Dopo neanche un mese dal primo colloquio con le maestre di prima elementare di Miriam, da cui ero uscita un po' frastornata, spaesata e incapace di capire come poter aiutare la mia piccola grande Miri, sono andata alla convocazione dei colloqui prima di Natale.

Ebbene, stavolta sono uscita dall'istituto camminando 3 metri sopra il cielo!
A quanto pare, sembra proprio che Miriam abbia trovato la chiave giusta per poter approcciare al nuovo sistema scolastico.
Domanda: alla bambina serviva la maturazione di una settimana, per migliorare?
Risposta: ovviamente no.
In pratica, è servito semplicemente spiegarle come funziona:
"Miri, non è che in classe puoi fare come ti pare: se la maestra ti da una pagina da finire, hai un tempo con cui farlo, non è che puoi prendere e mollare come meglio credi, ti metti lì, non chiacchieri, non ti distrai e cerchi di fare il tuo meglio fino alla fine. Poi puoi fare come vuoi!"
"Davvero, mamma????!"

Sembra proprio che Miriam non sapesse le regole base di come ci si comporta in classe e questo banale scambio di battute le è servito per capire come funziona il tutto.
Ora, mi chiedo: l'ho fatto perchè ritenevo giusto farlo, ma era del tutto mio compito farlo?
Nel senso, non dovrebbero chiarirlo per prime le maestre questo metodo?
Possibile che Miriam cadesse dalle nuvole e che in classe non avessero minimamente affrontato la questione?

Mah!
In ogni caso, il risultato è stato ottenuto.
Le maestre mi hanno detto che ora Miriam è molto attenta, concentrata, partecipe. E' tra le prime bimbe che terminano il compito, ordinata e si sono meravigliate del tempo in cui tutti questi progressi sono stati raggiunti, non lo credevano possibile, così, nel giro soltanto di qualche giorno.
Insomma: fatti una domanda, e datti una risposta, no?!

Sono contenta che Miriam ora la stia vivendo più consapevole, più serena e più partecipe.
Brava Miri, continua così e non ti fermerà più nessuno!

martedì 7 ottobre 2014

Un po' di luce in fondo al tunnel

Lo dico per tutte le mamme invischiate tra pannolini, pappette, pianti, notti insonni: la luce in fondo al tunnel, c'è. Sta lì. Aspetta solo voi!
Sto cominciando a vederla anche io, sebbene sia ancora abbastanza lontana.
I pannolini li abbiamo quasi del tutto abbandonati, niente più ciucci e pappe già da un po', capricci ce ne sono sempre, ma in quantità e dosi più accettabili, notti insonni del tutto no, a parte casi eccezionali.
Ancora si passeggia spesso la notte: Massimo che si sveglia perchè si è fatto la pipì addosso, Melania perchè ha fatto un brutto sogno e cerca il papà, e poi Miriam che sonnambula... insomma, direi che la notte in casa nostra c'è un bel traffico, neanche alla stazione Termini.
Ma ci siamo assuefatti quasi a tutto, quindi, almeno io, riprendo sonno quasi immediatamente, come riposo la testa sul cuscino (o sul comodino, visto che poi Massimo invade tutta la mia parte di letto), ma questi sono dettagli.

Insomma, dicevo: un po' di luce in fondo al tunnel si comincia ad intravedere.
E mi dicono che più si va avanti e meglio è, che addirittura quando si va al mare, tra qualche tempo, riuscirò a stare sdraiata a prendere il sole, o a mangiare seduta in un ristorante, senza alzarmi diecimiladuecentoventitre volte, o anche ad uscire di casa senza dovermi portare acqua-merenda-mutande di ricambio.
E' pur vero che mi dicono che più crescono i figli e più i problemi e i pensieri si trasformano, lasciando il passo alla stanchezza fisica, ma tenendo in sospeso con preoccupazioni di altro tipo e stress differenti. Ma va bene così. Fa parte del gioco, no?

Dopo ormai 6 anni di "inizi" continui con un nuovo figlio, adesso comincio a respirare.
Riesco a "mollare", a delegare, a ritagliarmi spazi per me stessa, per quello che mi piace fare e per il mio benessere: mollo la famiglia per qualche uscita con le amiche, per qualche evento anche lontano da casa. E ora lo faccio senza sensi di colpa, senza pensare che possa succedere l'irreparabile, senza credere di essere indispensabile e di essere necessariamente presente per controllare tutto, perchè ormai li penso già relativamente grandi i miei piccini e so che li lascio sempre in ottime mani.
E ora posso ritrovare le mie passioni, vedere gente, fare cose...

Ho persino trovato il coraggio di iscrivermi in piscina... ma questa è un'altra storia!

A te che leggi, tieni duro, ti riapproprierai della tua vita, non come prima, ma sicuramente troverai il modo per rientrare nei tuoi ritmi, nelle tue passioni e ne scoprirai delle nuove.
Abbi speranza.
Anche se sei stanca, se non ne puoi più di capricci e pianti, se i pannolini da cambiare sono tanti, se il lavello della cucina è sempre colmo di ciotole di ogni tipo... Passerà. Finirà.
Non mollare. Mai.
La luce in fondo al tunnel, c'è. Te lo garantisco.

giovedì 24 luglio 2014

Un aiuto per lo spannolinamento

Ebbene, posso dichiarare con quasi tranquillità, che lo spannolinamento di Massimo (il mio terzo ed ultimo spannolinamento, lo giuro!), è avvenuto con successo (più o meno!).
Ho seguito tutte le mie regole, mi sono armata di tanta santa pazienza (tanta), ho dato fondo a tutte le mie risorse e abbiamo colto i primissimi segnali del bambino di voler crescere, di voler fare da solo, di voler essere come le sorellone.


Così, eccoci qui, adesso la mia scorta di pannolini è drasticamente diminuita (era ora!), perchè lo usiamo soltanto di notte.
Cosa ho introdotto di nuovo in questo spannolinamento?
Una cosa comodissima, che mi ha fatto conoscere mia sorella, per prima, che lei si portava dietro in qualsiasi circostanza, quando si andava fuori casa, con la sua prima bimba.
Ecco qui: vi presento il vasino-riduttore da viaggio Ekko di Damblè, il vasino portatile, il vasino prêt-à-porter, il vasino da viaggio, il vasino che lo piazzi dappertutto, in ogni lago, in ogni mare... insomma, una comodità infinita.
Si chiude e con la sua borsetta si rifila dappertutto.



Si usa inserendo un sacchettino di plastica al suo interno, in modo che i bisogni vengano raccolti direttamente nel sacchetto, pronti per essere buttati nel primo secchio a portata di mano.


Igienico: non siamo costretti a frequentare bagni pubblici che, con bambini piccoli, sappiamo bene cosa significa: è difficile far stare le loro manine lontano dallo schifo che si riesce a vedere in giro... e soltanto per questo, il vasino pret-a-porter è una mano santa!
E poi, è molto pratico: non dobbiamo correre a destra e a manca e consumare caffè in ogni bar del circondario se vogliamo usare il bagno.
Ne guadagna anche la nostra salute, non credete?

E' vero, se ne può fare tranquillamente a meno, come ho fatto per le mie altre due bimbe e sono sopravvissuta benissimo, ma una volta che lo si conosce e se ne capiscono le comodità, allora, è tutta un'altra storia. Tra l'altro, non solo è un aiuto per lo spannolinamento, ma è comodo anche dopo. Le mie bimbe ancora lo usano quando siamo fuori casa.
Ad esempio, in questo periodo, lo sto tenendo fisso nella cabina della spiaggia... in pratica, i miei bimbi hanno il loro bagno personale. Che lusso, eh!?
Insomma, questa è una piccola-grande comodità che la vita, può sicuramente migliorarla.

sabato 28 giugno 2014

L'ultimo giorno di scuola dell'infanzia di Miriam che non c'è stato

Capita che, in via del tutto eccezionale e come primo esperimento nella storia della nostra famiglia, si vada a cena fuori una sera tutti insieme, capita che si tratta proprio della cena di fine anno scolastico di Miriam, che da settembre comincerà un nuovo ciclo di studi: la scuola primaria.
Capita che, in compagnia dei suoi amichetti e dei relativi genitori, con le loro maestre, si trascorre una serata allegra, spensierata, in cui i bimbi giocano, corrono e si divertono.
Capita, quindi, che si faccia un po' più tardi del solito e che si ritorni a casa in orari che ormai sono "proibitivi" per noi... e riscopriamo il piacere di stare fuori, di trascorrere del tempo in compagnia, al di fuori della solita cerchia di amici e famigliari.

Capita quindi che...
"OMMMMMIODDDIOOOOOO!!!! Marco alzati!!!! Sono le 08.40!!!!!"
Una serie di pensieri non riescono a trovare la via di uscita dalla mia testa, non riesco a focalizzare la situazione: mattina, tardi, i bimbi dormono, tutti, non è sabato e neanche domenica...
"OOOOOMMMMIOOOOODDDDDIO!!!!"
Ok, respiro, calma: "Ho preso un giorno di ferie per poter essere presente alla festa di fine anno al nido di Massimo."
Bene, un pensiero di meno.
Ok, respiro: "Le bimbe! Devo portarle a scuola entro le 9.00!"
Ok, non ce la farò mai.
"Bene, poco male, non andranno a scuola e verranno alla festa di Massimo con me."
...
"O no!!!! Oggi è l'ultimo giorno di scuola materna per Miriam!!! Non ha salutato le sue maestre, i suoi amici!!!"
...
silenzio, nella mia testa.
...
"Meglio così."

Odio i saluti, odio gli addii, odio quei momenti di separazione, quelli che, soprattutto, concludono un periodo pieno zeppo di bei ricordi, di belle esperienze, di belle persone conosciute, che inevitabilmente, nonostante le tante promesse di: "Ci sentiamo, ci vediamo, teniamoci in contatto..." fanno già parte del nostro passato, del passato di Miriam.
E' il suo primo grande passaggio.
La sveglio, non tanto dolcemente, visto l'orario, e poi le dico: "Miri, andiamo alla festa a scuola di Massimo".
Lei mi guarda, si vede che realizza in quell'istante che non andrà a scuola, alla sua adorata scuola e mi dice: "Mamma, promettimi però che mi porti dalle maestre a settembre, io devo salutarle!"
Certo, non ho potuto tirarmi indietro. Così, gliel'ho promesso, ma sarà diverso, sarà molto diverso a quel punto e spero che, trascorsa l'estate, il distacco sia un po' meno doloroso.

E poi la guardo, la mia Miriam, la mia bimba dolcissima e sensibilissima, che riesce a ricordare esattamente ogni istante trascorso, ogni battibecco con le amichette, ogni frase delle sue insegnanti, ogni scenetta avvenuta in quell'edificio.
Miriam, la mia bimba precisa, attenta, scrupolosa, responsabile.
Miriam, la mia bimba che è cresciuta tantissimo, che da piccola bimba chiusa in se stessa, timorosa e impaurita, è sbocciata, ora sa il fatto suo e risponde a tono, sa portare avanti argomentazioni come una donna, sa metterti con le spalle al muro soltanto con l'uso della parola.
E va bene così, va benissimo.
Con l'aiuto delle maestre, con il loro supporto, con il loro affetto, con la loro pazienza, con la loro esperienza, abbiamo fatto un percorso incredibile con Miriam: hanno capito le sue difficoltà, le sue paure, le sue insicurezze e ci hanno aiutato tanto a capire e a superare le piccole-grandi difficoltà che ci si sono parate davanti in questi 3 anni, che non sono affatto volati, sono stati pesanti, faticosi, pieni di salti mortali, ma sono stati GRANDIOSI!

Sono convinta che Miriam avrà sempre spazio nel suo cuore per le sue adorate maestre, ci si rifuggerà e ci troverà consolazione nei momenti di sconforto, perchè da loro ha avuto sempre affetto, un abbraccio, incoraggiamento... è sempre stata compresa, aiutata, capita. E' sempre stata rispettata, accettata, valutata per quel che era.

Una nuova avventura sta per cominciare. E la vogliamo iniziare col sorriso, senza lacrime e addii, perchè la maestra Renata e la maestra Claudia sono sempre con noi!


martedì 24 giugno 2014

L'acqua è il suo elemento?


A distanza di un paio d'anni dal primo tentativo fallimentare di scuola di nuoto, Miriam ora si ritrova a sguazzare in piscina come un pesciolino e si diverte pure.
Si vede che all'epoca non era ancora pronta.
Si vede che non si divertiva e che insistere, come mi avevano detto in molti, non avrebbe portato a nulla (o forse sì, non posso affermarlo con totale certezza, ma tant'è).
Di sicuro insistere avrebbe portato a dei disagi, innanzitutto per lei, perchè non sarebbe stato un momento di gioco e di divertimento, come invece avrei auspicato, ma un momento di lotta e di obbligo e poi per me, che sto sempre in massima tensione in questi casi, tra il limbo del: "Cosa devo fare?"

Così ho lasciato perdere, per riprendere in mano il discorso in queste ultime settimane, in cui si sono riaperte le iscrizioni per dei mini corsi di nuoto per bambini.

Ebbene, con questo secondo tentativo Miriam si diverte da matti ed è lei a non vedere l'ora di infilarsi in piscina.
Per Melania non è così.
Melania sta trascorrendo la fase del: "Non voglio fare nuoto! Lo faccio quando sono grande!"
Gliel'ho fatta provare, una lezione, ma dopo aver visto la sua sofferenza, la sua fatica nel stare in acqua, il suo non essere per niente serena, allora non ho insistito, si vede che non è arrivato ancora il momento per lei.
Si tratta di paura dell'acqua?
Non credo.
Si tratta di qualcosa da vincere a tutti i costi?
Direi: anche no.

Che poi, dico: non siamo mica animali acquatici, no?! Abbiamo squame, pinne e branchie? No.
Quindi, non è detto che l'acqua sia il nostro elemento ideale.
Per alcuni sì, per altri no.
Punto.
E vabbè che "il nuoto fa tanto bene: è lo sport più completo", ma, diciamocelo: è una gran palla!!!!
Ci sono tante alternative in giro, tra cui anche: il gioco, il sano gioco al parco o anche in cameretta...
Mica tutti dobbiamo saper fare tutto, a tutti i costi, o no!?
Siamo diversi: a chi piace uncinettare, a chi piace arrampicarsi, a chi piace leggere, a chi nuotare e a chi impiastricciare in cucina, a chi piace fare tutto e a chi niente di queste cose.
Che male c'è?

Meglio avere figli felici, che tristi scienziati o frustrate medaglie d'oro alle olimpiadi, no?
E' vero che dovremmo aiutarli a superare le proprie paure... ma è questa una paura da dover superare a tutti i costi?
Secondo me, no.

lunedì 26 maggio 2014

Pochi giorni, tante novità

Maggio è il periodo dei grandi progressi, delle grandi novità a casa nostra.
Ho fatto caso a questa cosa da diverso tempo, ormai.
A maggio ci sono sempre stati grandi cambiamenti: dal passaggio al lettino per bimbi grandi di Miriam e poi di Melania, all'abbandono del seggiolone di Massimo, questo mese è costellato di eventi memorabili e indimenticabili per noi!
E anche questo maggio non ci ha deluso affatto.
Abbiamo intrapreso il nuovo cammino "Senza Ciuccio" di Massimo.
La cosa stava diventando veramente morbosa, così come era stato per Miriam, si doveva prendere una decisione, io stavo tergiversando troppo, prendevo tempo, perchè non mi andava di sobbarcarmi di un onere troppo pesante ancora, ma non stavo facendo bene, dovevamo prendere il toro per le corna e affrontare la situazione.
Ne va del benessere di Massimo, ne va del suo linguaggio, perchè il fatto che voleva il suo ciuccio anche tutto il pomeriggio, lo costringeva a stare zitto o a storpiare le parole... insomma, si doveva fare e basta.
Ieri Massimo, in uno dei suoi impeti, ha lanciato via il ciuccio, così gli abbiamo chiesto se voleva darlo via e lui ci ha risposto di sì, era quasi convinto.
L'aveva già fatto altre mille volte e tutte e mille le volte si era pentito tanto da ritornare sui suoi passi a ricercare il ciuccio e fare come se nulla fosse, gliel'ho sempre permesso, stavolta ho preso tutto il coraggio necessario e gli ho fatto questa proposta:
"Massi, allora, facciamo così, mettiamo il ciuccio in balcone e vediamo se viene qualcuno a portarselo via"
Lui ha annuito tutto curioso, guardava attraverso il vetro cosa poteva succedere a quel ciuccio.
Quando poi si è distratto, ho approfittato per tagliare la punta al ciuccio e farglielo poi ritrovare così malconcio.
Appena se ne è accorto ha cominciato a dire: "Lupo!!! Lupo!!!! aaaaaaahm!"
Insomma, era venuto un lupo a mangiare il ciuccio e gliel'aveva lasciato così malmesso.
O mamma mia!
Al momento la cosa l'aveva presa abbastanza bene, era troppo preso a raccontare di questo lupo che gli aveva preso il ciuccio per rendersi effettivamente conto che sto ciuccio ormai non c'era più.
La prima notte è andata meglio del previsto. Ma piccino, ne sente la mancanza... eccome se la sente.
Presto arriverà un bel regalo, come è successo alle sorelle e allora ne sarà valsa la pena di dare sto ciuccio al lupo!



E poi, altra pietra miliare di questo maggio 2014: Miriam va in bici senza rotelleeeeee!!!!
E' così contenta e orgogliosa di questo progresso che neanche lei ci crede.
E' stata bravissima, è stata attenta, caparbia ed ha eseguito esattamente tutti i consigli che le dava il papà, in pratica, alla terza pedalata, andava da sola.
Brava la mia piccola grandissima Miriam!!!!
E ora... PEDALAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!



martedì 15 aprile 2014

Di emozioni, orgoglio e soddisfazioni

Dallo scorso autunno le mie bimbe hanno iniziato a seguire un corso di ginnastica artistica.
Durante questi mesi abbiamo alternato momenti di entusiasmo a momenti di stanchezza e voglia di non andare più, ogni volta per un motivo diverso, ma di base, soprattutto all'inizio, c'era il fatto che quello che veniva proposto di fare alle bimbe era, secondo loro, troppo difficile e non ci riuscivano, si scoraggiavano.
E come loro, anche tante altre bimbe dello stesso corso si sono trovate ad affrontare delle sfide che ogni tanto toglievano la voglia di entrare in palestra.
Ecco, è proprio tutto questo che fa parte del gioco ed è proprio questo il momento in cui, se ci si accorge che, tutto sommato, piace e ci si diverte, non bisogna mollare.

Abbiamo affrontato, quindi, il primo vero scoglio, quello che mette alla prova, quello che se poi lo superi e arrivi in cima, ti guardi indietro con soddisfazione, perchè sei riuscito ad ottenere ciò che all'inizio reputavi impossibile e irraggiungibile.
E' così.
Sia Miriam e sia Melania hanno partecipato lo scorso finesettimana ad una piccola gara-dimostrazione di ginnastica artistica, un mini-saggio per far vedere cosa hanno imparato durante questo periodo.
Ed hanno imparato davvero tanto.

Non mi riferisco soltanto agli esercizi ginnici in se stessi, mi riferisco alla tenacia che c'hanno messo, all'impegno, alla sfida che hanno affrontato (non senza parecchi miei incoraggiamenti e menate varie!).
Sono contenta che hanno capito che ci si può divertire: non serve soltanto saper fare qualcosa, serve anche trovare la strategia per arrivarci ad ottenerla, e la strategia implica impegno, fatica, esercizio, prove e riprove. Implica anche inciampare ogni tanto, rialzarsi, aiutare chi non ci riesce, ascoltare e aspettare il proprio turno.... e anche qualche sgridata della maestra, questo pure è vero, ci sta.

La maestra. Questo è un capitolo a parte. E' una tipa che ha ben poco del femminile, apparentemente arcigna e severa, ma di un'ironia pazzesca, che ha capito entrambe le bimbe al volo, senza che io mi prodigassi in spiegazioni e raccomandazioni. Mi piace.
Era proprio lei la pietra dello scandalo, inizialmente, Miriam ne era quasi terrorizzata: "Mamma, la maestra urla!"
"Miri, devi capire che siete più di 20 bambine, in una palestra immensa. Chiacchierate tutte quante e non la state a sentire, è chiaro che per scuotervi deve urlare ogni tanto. E poi, scusa, eh... ma perchè, io non urlo in casa??!?!?!?!?"
"Mamma, la maestra dice che non ho fatto bene la candela"
"Meli, amore di mamma, vai lì apposta per imparare, è normale che la maestra ti corregga e ti dica come devi fare, altrimenti che ci sta a fare?!"

....
e poi... "Mamma!!!! La maestra ha detto che sono diventata bravissima!"
"Mamma!!! La maestra ha detto che so fare la ruota!!!!"
"Mamma, sono diventata brava come Veronica!!!!"

Bhè, quegli occhioni spalancati dalla gioia, dalla soddisfazione, luccicanti per l'emozione e per l'orgoglio di dirmi queste cose, e poi, ancor di più, di farle vedere a tutti durante il saggio... non hanno prezzo.
Sono contenta di loro. Sono fiera.
Sono contenta che si siano fatte coraggio a vicenda: nei momenti in cui una non riusciva, l'altra la spronava. Nei momenti in cui una si sentiva un po' giù, l'altra provava ad aiutarla. E' questa la loro forza e sempre lo sarà.

E' servito a tanto questo momento per loro. Sotto tanti aspetti.


Ed è arrivato il saggio.
Erano emozionatissime e felicissime. Anche io lo ero.

Bimbe, ovunque vi porterà questa disciplina, se ancora vi piacerà, se sarete interessate, poco importa. A me importa che siate felici, bimbe mie, e che impariate il massimo dalla vita: nulla è impossibile.

mercoledì 26 marzo 2014

Di come Massimo non beve più latte la notte

Tempo fa, parlavo delle mie notti "brave" con Massimo.
Parlavo del fatto che si svegliava ancora per bere il suo bel biberon di latte.
Con le altre bimbe non mi era mai successo: iniziato lo svezzamento, addio latte notturno, ma anche diurno, eh... ma questa è un'altra storia.
Credevo, immaginavo... SPERAVO che fosse così anche con Massimo e invece mi sbagliavo di grosso.

Massimo ha sempre preteso la sera, dopo la sua cena (che in genere avviene intorno alle 19.00), il suo biberon di latte, per poi richiederlo nel bel mezzo della notte.

C'è chi mi ha detto che si trattava soltanto di abitudine, chi di fame vera e propria, chi di vizio (e figuriamoci!)... ho provato a dargli come alternativa dell'acqua, ma sull'armadio della camera da letto campeggia il segno del suo lancio furioso del biberon quando si è accorto che il contenuto fosse della banalissima acqua!!! Quindi, ero arrivata alla conclusione che, sì, era fame, decisamente.
Insomma, non ho mai avuto il coraggio di eliminargli il biberon di latte notturno.

Poi è accaduto che si è preso una bella influenza intestinale e che, una notte, mi ricoprisse di santo vomitino, sì, ragazzi miei, mi ha letteralmente ricoperto, non è un eufemismo il mio.
E allora, ho colto la palla al balzo e per qualche notte mi sono ripromessa di togliergli il latte, anzi, proprio di non farglielo vedere del tutto almeno fino a guarigione avvenuta.
Poi è guarito e mi sono detta: "E se non glielo do proprio più la notte?"
Così ho fatto.
E non gliel'ho riproposto neanche prima di andare a dormire.

Direi che la cosa è andata bene, anche se a volte lui me lo chiede prima di addormentarsi, ma ho scoperto che è proprio che l'aveva presa come un rituale, non era necessità fisiologica, la sua, non era fame, era soltanto che aveva bisogno di questa coccola con la mamma (come se gliene facessi già poche, no?!).
Ed il biberon notturno era soltanto il pretesto per essere preso dal suo lettino, per infilarsi nel lettone con mammà. Quando ha scoperto che ce lo infilo ugualmente, quando si sveglia, allora ha capito che tutto sommato la richiesta del biberon non serve più.
Così: fine del latte della notte. Fine delle mie alzate notturne per preparare biberon.

Ma ancora non si dorme, almeno, non ognuno nel suo letto per tutta la notte. E lo so: questo è chiedere troppo, una cosa alla volta.
foto credits: http://lasciadisofia.blogspot.it/

venerdì 21 marzo 2014

Miriam ce l'ha fatta!

Dopo neanche 5 mesi dalla prima seduta di logopedia, possiamo dire di AVERCELA FATTA!
Miriam non ha più bisogno di essere seguita.

In questo tempo i passi in avanti sono stati tanti e rapidi, Miriam ha acquisito non soltanto tutti i suoni che le mancavano, ma ha arricchito il suo vocabolario, ha superato il suo imbarazzo ed ha preso coscienza del fatto che ora lei parla bene e che la capiscono TUTTI!
E' pronta per andare alle scuole elementari a settembre al passo con tutti gli altri, senza sentirsi da meno e, per questo, senza doversi chiudersi a riccio come faceva spesso.
Per celebrare il successo, la simpatica dottoressa le ha anche stampato un bell'attestato che campeggia ora sul frigo


E ce l'ha messa tutta: faceva i suoi esercizi a casa, ascoltava le correzioni, ci rimaneva qualche volta male, ma non si è mai scoraggiata, sapeva di potercela fare, perchè vedeva man mano i progressi che stava facendo.
E' stata brava, forte e tenace.
E' stata brava anche la dottoressa a cui ci siamo rivolte, che ha saputo prenderla, incoraggiarla, spronarla nel modo migliore, cosa affatto facile con Miriam, eh!

Insomma, un altro tassello del puzzle della crescita è stato messo a posto.
Una piccola, ma anche grandissima vittoria per Miriam.
E ora si va avanti, come sempre.
Apriamo un nuovo capitolo, non più il "miriammese", lingua incomprensibile ai più, ma i trattati di filosofia-miriammesca e qui, ci sarebbe tanto da scrivere!

martedì 4 febbraio 2014

Esercizio concentrazione: mettere in ordine una storia

Le lezioni di logopedia stanno dando i loro frutti.
Miriam è migliorata tantissimo, adesso non si perde per strada alcun suono, riesce a riprodurre tutte le consonanti, tutte le sillabe, le usa bene anche quando non ci pensa su, insomma, primo obiettivo brillantemente raggiunto!
E brava Miriam.

Ora si va avanti, non ci fermiamo certo qui.
La logopedista ha notato che Miriam spesso e volentieri non riesce a concentrarsi sulle storie, non riesce poi a riferire con vocabolario adeguato per una bambina di 5 anni, delle frasi complete, ma cerca sempre la scorciatoia dei monosillabi (furba lei!), quindi sta trovando delle strategie per stimolarla a dovere.
Uno degli esercizi che ora le propone costantemente è quello di mettere in ordine delle carte per ricostruire una storia.


In genere si tratta di storie che riproducono fatti di vita quotidiana, azioni ben note (come lavarsi i denti, preparare i biscotti, andare a scuola, ...).
A cosa serve questo esercizio!?
"Mettere in ordine" è un esercizio di logica che sviluppa l'attenzione, che affina le capacità di osservazione e di linguaggio, nonchè di concentrazione.


E poi serve:

  • a capire il concetto di prima-dopo
  • a capire il significato delle parole
  • a capire causa-effetto
Sembra banale, ma non lo è. Soprattutto le prime volte, quando si deve entrare nel "meccanismo". Poi, una volta capito, si va avanti col vento in poppa... e pare che anche in questo Miriam si stia sbloccando.


In rete ho trovato anche delle carte molto più articolate che, invece, ripropongono le favole.
Secondo me, anche queste sono utili, perchè così si può anche fare in modo che la storia la racconti direttamente Miriam, in modo da stimolarle il discorso e da arricchirle il vocabolario.

Ecco un paio di link utili, da cui scaricare le carte da usare:
- La storia di Pinocchio
- La storia di Cenerentola
- Una rudimentale storia dei 3 porcellini

Si può iniziare cominciando con esercizi che richiedono un numero minimo di carte da mettere in ordine cronologico (3 o 4), per poi andare man mano aumentando il numero delle carte e facendo diventare l'esercizio sempre più sfidante!

lunedì 27 gennaio 2014

Mamma, sono invidiosa

Miriam era intrattabile qualche giorno fa a ritorno dalla scuola.
Ha avuto un moto di rabbia contro la sorella che non aveva mai avuto prima, non riuscivo a spiegarmelo.
Non riuscivo neanche a calmarla, le avevo provate veramente tutte per andarle incontro, per cercare di capire, le ho chiesto in millemila modi differenti cosa ci fosse, cosa le desse fastidio, perchè era così arrabbiata.
Ma niente, non ne avevo cavato un ragno da un buco.
Ho provato con le buone, ho provato a lasciarla decantare da sola in stanza in preda alle sue crisi di nervi, alla fine dovevo arginare la cosa in qualche modo, perchè stava degenerando: anche Melania rispondeva al fuoco "amico" e non mi piaceva come si stavano mettendo le cose, così ho fatto sparire il pomo della discordia (uno dei tanti giocattoli in giro, era semplicemente il pretesto per litigare...). Così, almeno momentaneamente, hanno catalizzato la loro collera contro di me e si sono di nuovo alleate.
Ma la cosa, per me, non era affatto risolta, dovevo capire. Non mi piaceva essermi giustificata il tutto dicendomi semplicemente che Miriam era stanca e che aveva reagito in quella maniera collerica, nevrotica e anche un po' cattiva, solo per stanchezza.

Così, con calma, a distanza di qualche ora, ci sono tornata sopra... sull'argomento.
Eravamo sedute a tavola io e lei a finire di mangiare la frutta.
E le ho detto, in maniera pacata e dandolo come dato di fatto: "Miri, non riesco ad aiutarti se non mi fai capire cosa succede. Forse è andato qualcosa storto a scuola?"
"No"
"Hai litigato con Matilde, qualcuno ti ha risposto male, ...?"
"No"
"Allora non capisco perchè eri così arrabbiata. Non è da te. Forse devo parlare con la maestra Renata, magari lei, che ti conosce molto bene, sa darmi una mano a capire"
"No, mamma, neanche la maestra Renata lo sa"
"E allora, che succede?"
"Mamma, è che quando sono entrata a casa ed ho visto Melania giocare con nonna a casa, io ero INVIDIOSA"
Invidiosa. Miriam mi ha sbalordito: una bambina di 5 anni è riuscita a collocare in maniera opportuna un sentimento non facile da capire, da comprendere, da elaborare in questo modo e a distanza di poco tempo è riuscita anche a spiegarmi esattamente la causa e l'effetto.
Incredibile.
Sono stata così felice e così orgogliosa di lei, che me la sono abbracciata fortissimamente, le ho detto che è bravissima: è più brava lei di me.
"A volte, neanche io sono capace a capire perchè sto male e perchè ci rimango male delle cose, ma tu sei stata bravissima Miriam, hai capito tutto quanto... sei veramente brava!"
Oltre a tutto questo, sono stata felice che abbia aperto il suo cuore a me, che si sia confidata, che abbia tirato fuori tutto il suo dolore, sì, perchè non va sdrammatizzata la cosa: è vero che per lei quello è un dolore profondo e importante. Importantissimo.
"Miriam, è vero, hai ragione, capisco che se MElania è stata a casa con nonna, ti abbia dato fastidio, ma quando stai male e rimani a casa anche tu, nonna gioca con te tutto il tempo, è vero o no?
Lei è nonna a tutti e 3 voi, vi vuole un mondo di bene e gioca con voi esattamente alla stessa maniera"
"Sì, mamma, ho capito, è che in quel momento non riuscivo a contenermi!".

La mia piccola grande donna, impara a gestire i diversi sentimenti.
Si cresce.

PS: se riesce a spiegarmi anche cos'è l'Accidia, stavolta mi spavento sul serio!

giovedì 9 gennaio 2014

Miriam ha trovato la "R"

Dopo qualche seduta di logopedia, dopo tanto impegno e ripetendo fino alla nausea tante parole diffilerrime per lei, Miriam ha finalmente scoperto la lettera "R".


Lei se ne è accorta della differenza e ora la rimarca con ancor più gusto... ripete ripete ripete...
In pratica, non sta più zitta e da una parte ne sono felice.
Sono contenta che le cose si stiano sbloccando, sono contenta che lei stia acquisendo più sicurezza in se stessa, sono contenta che non si senta più diversa dagli altri, sono contenta che tutti i suoi sforzi stiano ritrovando riscontro ed i risultati ottenuti la stiano ripagando.
In una parola, sono contenta!

Siamo sulla strada giusta. Lo sento. Continuiamo il percorso e vediamo dove ci porta.

mercoledì 27 novembre 2013

Quarta Lezione di Logopedia

Eccoci qua.
Dopo aver verificato i compiti a casa, la dottoressa ha dato una meritatissima stellina di premio a Miriam, che l'ha gratificata non poco dei tanti sforzi fatti.
E si va avanti.
Stavolta ci si esercita con la "SC", che non va detta come una "C" o con la zeppola o in altra maniera... ma va ripetuta pensando all'acqua che scorre da un rubinetto: SSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSCCCCCCCCCCCCCCCCCCCC
Capito?
Ecco.
A differenza della "S" del serpente, che va detta tenendo sulla bocca un bel sorriso, la "SC" deve far pensare all'acqua.
Quindi... via con le parole...

Qui la questione comincia a farsi seria...
Bisogna spiegare al bambino che deve scorrere l'aria fuori dalla bocca e non deve rimanere incastrata dentro, come quando si dice "Ciao".
Dopo un po' di esercizio e tanto impegno, Miriam adesso lo dice. Ma si ricorda di dirlo solo quando facciamo gli esercizi, quando invece parla normalmente, devo stare a ricordarglielo e a farle ripetere la parola "incriminata".
Proprio per questo motivo, la dottoressa ha detto che dalla prossima volta, anzichè fare delle singole parole, cominceremo a ripetere delle intere frasette, per rendere le cose più all'altezza dell'età che ha Miriam.

E poi, tanti miglioramenti ci sono stati nel mettere in ordine in sequenza le immagini di una storia, forse perchè adesso Miriam ha capito il meccanismo del gioco, o forse perchè comincia a metterci più concentrazione, invece di tirare ad indovinare e basta, ma fa un suo ragionamento.

Insomma, per festeggiare i progressi fatti... all'uscita ce ne siamo andate da Mc Donald's, essì, per una volta, non muore nessuno!

Le nostre precedenti lezioni di logopedia:

martedì 19 novembre 2013

Terza seduta di logopedia

Terza lezione di logopedia per Miriam.
Si procede, a piccoli passi per delle cose, a grandi passi per altre, ma si va avanti e questo è l'essenziale.
E' importante per Miriam, che così acquisisce ancor di più stima in se stessa e non demorde.
E' importante per me, perchè riesco in questo modo a capire come aiutare la mia bimba.
... e diciamolo, è importante anche avere un riscontro positivo a fronte dei soldini spesi, e non sono neanche pochi!

Questa volta ci siamo esercitate nella pronuncia della "R", inserita all'interno delle parole.
Il primo obiettivo, non è quello di dirla perfettamente, ma di evidenziare il fatto che ESISTE una lettera da pronunciare in quel punto esatto della parola. Inizialmente si può sostituire con la "L", ammò di pronuncia cinese, proprio per dare evidenza che c'è.
Quindi, non si deve dire SCIAPPA, ma SCIALPA. Con una bella pausa sulla L.
Se poi esce fuori il suono esatto, tanto di guadagnato, non ci fa certo schifo, eh!

Ecco le parole su cui ci dobbiamo esercitare questa settimana


E poi, ancora, abbiamo insistito sulle sequenze temporali: mettere in fila una successione di immagini rappresentanti una scena che evolve nel tempo.
La cosa non è stata azzeccata da subito, perchè Miriam ha fretta di terminare... e quindi, molto spesso si butta e sbaglia!


E ancora... porre l'attenzione sui particolari: vedere le differenze tra immagini simili, e anche qui, lei ha fretta e sbaglia...
ma ci lavoreremo su.
Questo è sicuro!

Alla fine, la mia piccina era stanca morta, ma avevamo ancora un'ora tutta per noi, per stare insieme solo io e lei... e da brave ragazze, ci siamo date allo shopping!
Ah, che soddisfazione!!!!

Le altre lezioni di logopedia:

martedì 5 novembre 2013

Seconda seduta di logopedia

Siamo state brave: ci siamo esercitate tanto la scorsa settimana e Miriam è riuscita a trovare la lettera "S" nelle parole che le erano proprio più antipatiche, tanto che prima la ometteva proprio, facendo diventare "cuola" quella che invece era "Scuola".
Ora la "S" c'è e si sente stentorea.

Un punto per Miriam!

Siamo andate alla seconda seduta.
Ora siamo alla ricerca della "L" in queste parole qui:
Dobbiamo esercitarci scandendo per bene la parola, soffermandoci con enfasi sulla "L" di mezzo facendo ben vedere il movimento della lingua che si ferma sul palato.

Un po' difficoltoso, ma Miriam ce la sta mettendo tutta!
Oltre a questo, abbiamo lavorato nel mettere in ordine delle sequenze, nel giocare all'indovina le differenze tra immagini simili, nel ricordare i dettagli di alcune figure...
Insomma, 45 minuti veramente intensi, in cui Miriam ha dato il meglio di se, è stata paziente, non si è scoraggiata davanti alle prime difficoltà, è stata attenta e sveglia.

Alla fine, era esausta.
Avevo in programma un'ora di svago insieme da sole io e lei. Ma lei non ce l'ha fatta, mentre eravamo in auto è crollata...
Ecco il sonno della mia piccola guerriera.



martedì 29 ottobre 2013

Miriam di nuovo dalla logopedista

Ci risiamo.
A distanza di esattamente 2 anni dall'ultima volta, siamo tornate dalla logopedista per riprendere il cammino interrotto dei disturbi nel linguaggio di Miriam.
Di cose ne sono successe in questi due anni. Miriam intanto è andata avanti da sola, ha recuperato parecchio, ma qualche problema c'è ancora.
Le maestre della scuola dell'infanzia, stavolta, anzichè minimizzare, come avevano fatto un paio di anni fa, mi hanno consigliato di farla aiutare e non me lo sono fatto ripetere due volte, anche perchè come obiettivo, stavolta, c'è l'ingresso alla scuola elementare e sappiamo tutti bene che potrebbe essere un trauma non indifferente, questo, soprattutto per una bimba sensibile e timida come Miriam.

E insomma, eccoci di nuovo qua.
Stavolta, però, abbiamo cambiato logopedista, sempre privatamente, per carità, perchè se aspetti il servizio sanitario nazionale puoi anche perdere l'uso della parola direttamente, non vi dico cosa nuova, immagino... però le tasse le paghiamo lo stesso, eh, non sia mai!
Comunque, a parte le polemiche, stavolta abbiamo trovato una logopedista in gamba, con provata esperienza e specializzata proprio nei disturbi del linguaggio in età prescolare. Perfetta per noi!

L'esito è stato abbastanza positivo, nel senso che i suoni da recuperare ("r", "sc",  e qualcos'altro) non sono poi tanti e se Miriam si impegna, li riesce a dire, non è che non lo sa affatto. Tutto sta ad inserirli nel suo vocabolario usuale.
Quello su cui dobbiamo lavorare un po' di più è proprio sulla costruzione della frase, che, secondo la logopedista, è un po' più indietro rispetto ad un bambino medio di 5 anni.
Il fatto è, mi ha spiegato, che quando il bimbo si rende conto della difficoltà e del fatto che non è in linea con i suoi compagni, la reazione è di mettersi nella condizione di minimo errore, quindi parla di meno e risponde solo a domanda precisa.
Bisogna quindi sbloccarla. Anzichè chiudersi pensando di non farcela, deve riuscire a pensare: "Devo farcela, quindi parlo!"
E questo sarà un po' più complicato... forse... ma magari se comincia a riscontrare i miglioramenti, riesce a trovare la spinta giusta.
Non so.
Vabbè, abbiamo ricevuto i primi compiti a casa.
Parole che iniziano con la "S" seguita da un'altra consonante, perchè lei tende a non pronunciarla affatto.
L'esercizio sta nell'enfatizzare la "S" iniziale, come se stesse parlando un serpentello... ssssssssss....

E vai così...

mercoledì 21 agosto 2013

Massimo, 1 anno e mezzo

Massimo ha compiuto un anno e mezzo preciso preciso questo mese, ma la cosa è quasi passata inosservata.
Ok, rimedio subito.
Ci sono stati tanti progressi.
Ora cammina spedito, corre, si arrampica, vuole fare quello che fanno le sorelle se non di più.
Comincia a dire le sue prime parole ed ha tanta voglia di imparare, sento spesso che fa le prove con le sillabe per imitare quello che dicono le sorelle...
Canta, balla, capisce tutto quello che gli viene detto anche prima che glielo si dice.
A volte mi sbalordisce.

Ha cominciato anche a sfruttare il suo fascino da latin lover: qui in vacanza non fa altro che sbaciucchiarsi le bambine amiche delle sorelle, e si comincia presto!
Le mamme delle bimbe sono tutte contente, le sento dire cose carine e tenere, scattano pure le foto per immortalare il momento...
Sì, vorrei informare la fidanzata di turno che però Massimo si sveglia la notte per il biberon di latte, quindi si tenesse pronta per questa evenienza, eh! O è un tantino prematuro??
Ok, non faccio la suocera!



Ha un carattere deciso, fermo, risoluto.
E degli occhi dolci che ti fanno sciogliere come un gelato al sole.
Questa combinazione è una bomba e ti frega, ti frega sempre!



Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

Dai uno sguardo anche a...

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