"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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mercoledì 17 luglio 2013

Allattamento artificiale: qualche trucco

Mi è arrivata una richiesta da una mia amica, grande "allattona", che ora, giunta al terzo figlio, si trova alle prese con il latte artificiale, per la prima volta, e si trova un po' smarrita, ha bisogno di qualche dritta per organizzarsi al meglio senza perdere tempo e per sfruttare l'esperienza di chi, come me, invece, si è trovata a ricorrere al latte artificiale dopo pochissimi mesi di allattamento.
E a che servono sennò le amiche!?!?

Premessa: non c'è nulla di male nel ricorrere a questo alimento e non si è affatto delle madri snaturate e degeneri se ciò accade, per qualsiasi motivo la natura o la vostra testa abbia deciso. Quindi nessuna giustificazione da dare agli occhi di chicchessia, e soprattutto, ai vostri occhi!

Per la mia esperienza, e anche a quanto mi ha detto il mio fidato pediatra, i latti artificiali sono più o meno tutti uguali, cambia di poco la composizione e forse il sapore, ma di base sono tutti uguali.
A meno che non si abbiano delle particolari esigenze da sopperire (so che ci sono dei latti un po' più densi da dare ai bimbi che soffrono di reflusso), tutto sta a capire quale sia il latte che preferisce il bimbo, quindi si comincia con una marca, quella che ci dà più fiducia e si vede come reagisce il piccolino.

Insomma, fatevi sì consigliare dal pediatra, ma sappiate che se ne ascoltate più di uno, vi nomineranno tutte marche differenti... quindi affidatevi alla vostra intuizione, come sempre!

E poi.
Ci sono bimbi più voraci e affamati, che tracannano qualsiasi latte gli venga somministrato.
Ci sono bimbi più schizzinosi e lenti, che hanno bisogno di fare la poppata a più riprese.
Ci sono bimbi, poi, come il mio Massimo, che invece hanno bisogno del biberon giusto, perchè il latte va più che bene, è la tettarella che fa la differenza!
Insomma, ci sono un po' di combinazioni da fare e da capire... ma poi, fila tutto liscio!


Un unico importante consiglio è quello di attenersi scrupolosamente alle istruzioni scritte sulla confezione del latte scelto.

Detto questo, qui voglio elencare giusto qualche dritta che ho adottato io, più che altro, di tipo organizzativo e pratico, soprattutto per quando si va fuori casa.
  1. Se si deve uscire per diverse ore e si prevede di fare la poppata fuori casa, far bollire dell'acqua e riporla in un thermos(*), in modo tale che rimanga calda al momento della poppata stessa. Se è troppo calda, consiglio di portare anche una bottiglina di acqua minerale a temperatura ambiente, in modo da miscelarla a dovere durante la preparazione del latte.
  2. Il consiglio al punto (1) fa sì che non si debba avere la necessità di dover riscaldare l'acqua nel posto dove si deve andare e si è abbastanza autonomi, anche se ci si trovasse in un posto sperduto. Perciò è quasi del tutto inutile ricorrere alla spesa dello scaldabiberon, a meno che non si pensa di andare (come è capitato a noi) in albergo per qualche giorno e di dover sopperire a poppate notturne e via discorrendo.
  3. Il consiglio al punto (1) è validissimo anche e, oserei dire, soprattutto, di notte, per evitare di alzarsi millemila volte. Basta mettere il thermos con l'acqua calda sul comodino, insieme al biberon pulito e la confezione del latte e il gioco è fatto!
  4. C'è chi, come mia sorella, adottava il thermos del punto (1) anche quando era in casa, proprio perchè non le andava di stare sempre a riscaldare e controllare l'acqua di preparazione... ma lei è quella del pigiama al rovescio una sera sì e l'altra no, che tanto l'indomani è poi al dritto!
  5. Sempre per quando si deve uscire, sono in vendita dei contenitori porta latte in polvere con dosatore. Per carità, vanno benissimo, ma sono dei semplici contenitori in plastica ben chiusi, in più hanno il dosatore. Eviterei questa spesa, basta munirci di misurino e di una ciotolina simil tupperware e siamo a posto!
  6. Se si prevede di fare più di una poppata fuori casa e non si ha la disponibilità di lavare il biberon nel luogo dove si va, si può portare un paio (o anche di più) di biberon puliti, poi si lava tutto quanto una volta tornati a casa.
Ecco, questo è tutto, spero possa servire a qualche mamma in cerca di informazioni e di consigli per la sopravvivenza.
Ci sono altre dritte da aggiungere? Inseritele nei commenti che poi le trasferisco nel post! GRAZIE!

(*) Precisazione d'obbligo: il thermos deve essere di quelli che non fanno scendere la temperatura dell'acqua al di sotto dei 70°: il latte artificiale, se miscelato con acqua non sufficientemente calda, potrebbe causare non pochi problemi!

venerdì 21 giugno 2013

Cosa vuol dire avere 3 figli?

Ieri sera ho visto un pezzetto del film con Jennifer Lopez "Piacere, sono un po' incinta", adoro questo genere di filmetti leggeri e divertenti, che ti sgomberano la mente e ti fanno trascorrere una piacevole serata...
Infatti qualche risata me la sono fatta, mi sono rivista in un sacco di scene...
soprattutto in questa, quando lui, il protagonista maschile, scopre che lei aspetta due gemelli ed è sconvolto...
allora va al parco per prendere un po' di aria e si ritrova a chiacchierare con uno sconosciuto, un papà di ben 3 figli che gli racconta cosa vuol dire...


Ecco, apparentemente potrebbe sembrare che questo papà sia un po' scemo, ma dice cose sacrosante e lo si può capire soltanto passandoci che è ESATTAMENTE così come dice lui!

Cliccate qui ed... Enjoy!

lunedì 17 giugno 2013

Il ferro, questo sconosciuto...

Sono sempre stata carente di ferro, sin da quando ho memoria, mia mamma continuava a darmi integratori e a combattere contro la mia malavoglia nel mangiare carne.
Le ha provate tutte, poveretta... ma niente, proprio non volevo collaborare.
Ora che sono mamma, la capisco ancor di più e capisco la sua frustrazione ogni volta che leggeva il referto delle mie analisi e il mio stato di salute molto cagionevole soprattutto d'inverno.
Sono sempre stata una mangiona... ma non delle cose giuste, ecco! Mettiamola così!

La mia carenza di ferro non m'ha mai abbandonato, è proprio vero che il bagaglio che ti fai quando sei piccolo, te lo porti appresso a vita!
Il culmine della mia carenza, l'ho toccato con la mia terza gravidanza: Massimo mi prosciugava del tutto delle mie riserve (minime) di ferro, tanto che son dovuta ricorrere a delle flebo di ferro in dosi massicce, verso la fine della gravidanza stessa, dopo aver provato ennemila integratori sotto tutte le forme possibili: pasticche, capsule, bustine, gocce... niente di niente, non sortivano alcun effetto, se non tutti quelli INDESIDERATI!
E la mia emoglobina continuava a scendere, causandomi debolezza, fiacca, stanchezza, giramenti di testa, emicranie e via discorrendo.
Aspettavo la mia dose di ferro per vena come neanche fossi stata una drogata!

Tutto questo preambolo, per dire, che sono particolarmente sensibile all'argomento "Ferro nell'alimentazione dei bambini".
Per questo ho partecipato volentieri all'incontro con il pediatra della Mellin, impegnato nella campagna di sensibilizzazione in una corretta alimentazione nei bambini, soprattutto nei primi 1000 giorni di vita, in pratica quello che si stabilisce nei primi 3 anni di vita del bimbo, se lo porterà dietro per il resto dei suoi giorni: abitudini, gusto, riserve, metabolismo, eccetera.
Diciamo che tanti dei consigli, almeno per le mamme attente, che si informano tanto in rete e che consultano pediatri e tutto il resto, erano abbastanza scontati, ma repetita iuvant, quindi:
  • non eccedere nel sale nel condimento delle pappe: il gusto si abitua facilmente a quel tipo di sapore e la cosa è scorretta: i reni, alla lunga, ne risentono e gli effetti disastrosi della cosa poi si vedono sul lungo periodo, quando il bimbo poi sarà un uomo e dovrà combattere con diversi problemi (dall'ipertensione, al malfunzionamento dei reni stessi!)
  • variare l'alimentazione il più possibile
  • attenzione alle diete iperproteiche!
  • la merenda è importante, ma nelle giuste dosi!
  • la cena deve essere l'ultimo pasto della giornata, quindi è stato dato un "no" al biberon di latte serale (senza considerare poi i biberon notturni...e  qui, il mio Massimo si è un po' risentito!), bisognerebbe gradualmente farlo scomparire, perchè le calorie ingerite dopo la cena sono un "di più" inutile
  • le porzioni e le dosi dei piatti sono indicative, il tutto poi va rapportato al bambino, al suo stile di vita e alla sua corporatura e ai suoi standard di crescita
  • mettere il biscotto nel latte non è una buona abitudine... non sazia e sono calorie inutili!
  • insomma... il buon senso innanzitutto!
In tutto questo, mi sono inserita con i miei dubbi riguardo i latti di crescita iper-arricchiti di ferro, tanto da basarci una campagna pubblicitaria intera: più dell'ennemila per cento di ferro rispetto una bistecca!
La cosa, lì per lì, mi aveva lasciata perplessa ed i miei interrogativi sono sempre stati:
  • ma dove sta scritto che più ferro vuol dire cosa buona e giusta?
  • ma se in natura non esiste un alimento con questi dosaggi di ferro, vorrà pur dire qualcosa, intendo dire: allora non dovremmo assumerne così tanto
  • oltre al ferro, si dovrebbero dare anche degli strumenti per poterlo assimilare correttamente, non è detto che poi queste dosi massicce di minerale si riescano ad assorbire e a digerire a cuor leggero, o no?
Ecco, ho manifestato questi miei dubbi.
Ho sottolineato poi che, fortunatamente, i miei bimbi hanno un'alimentazione molto varia (grazie alla scuola, aggiungo!), mangiano quindi carne e legumi in maniera bilanciata e che quindi non sento la necessità di apportare queste vagonate di ferro attraverso questi latti artificiali, proprio per le perplessità di cui sopra.
Il pediatra annuiva mentre parlavo, poi mi ha risposto.
Ha detto che non ci sono controindicazioni in una dieta ricca, anzi, ricchissima di ferro, perchè, innanzitutto, di tutto il ferro che assumiamo, soltanto una parte viene assimilata, il resto viene scartato.
E poi, perchè non ci sono effetti collaterali della cosa, anzi.
I bambini perdono ferro in tanti modi:
  • sudorazione
  • movimento
  • concentrazione / gioco
  • malanni frequenti
E' quindi di fondamentale importanza che la loro dieta sia straricca di ferro.
Ci ha rassicurato dicendo che non si deve necessariamente ricorrere agli integratori, a parte casi eccezionali e quando il pediatra lo ritiene giusto.
Altra notizia molto importante è questa: il ferro deve essere accompagnato dalla vitamina C, perchè riesce a veicolarlo più facilmente, quindi, a farlo assorbire dall'organismo.
Esempio: una fettina di carne bianca con una spruzzata di succo di limone è un piatto perfetto.
Perchè sì, la carne bianca contiene ferro, per chi non lo sapesse, esattamente come quella rossa!
E gli spinaci, invece, sono soltanto un mito.
Quindi via libera a legumi (un piatto di pasta e fagioli è un piatto unico perfetto e completo!) e a carne (solo 3 volte a settimana!) e tanto pesce!

Direi che ora ho qualche direttiva in più per l'alimentazione dei miei bambini.
Grazie!


Ah, e altro piccolo particolare di questo incontro... ho potuto rivedere un po' di amiche blogger e conoscerne delle altre, niente male... 


... mentre le mie piccole pesti venivano intrattenute dall'animazione... santa animazione SUBITO!


Per una panoramica completa di quanto è stato detto finora durante il tour della Mellin, seguite l'hashtag su twitter: #1000giornitour
E questo, invece, è il resoconto di Federica!

martedì 7 maggio 2013

Cosa serve al neonato... ma anche no!


Questo non è un post di grandissima utilità per chi sta cercando delle informazioni valide su ciò che serve al neonato.
Per questi dati vi rimando agli ottimi post di kosenrufu mama e di Cristiana di 100% mamma.

Parlo ovviamente secondo la mia esperienza e provo ad affrontare la cosa con il mio solito modo di fare un po'... un po'... da ca@@eggio, passatemi l'espressione!

Allora...
Ad un neonato serve la fascia porta bebè/marsupio... ma anche no! (queste, più che altro, sono cose che servono alla mamma!)
Ad un neonato serve un trio superaccessoriato, con climatizzatore di serie e fari fendinebbia... ma anche no!
Ad un neonato servono i sonaglietti, i giochini da mordere... ma anche no!
Ad un neonato serve il profumo per neonati... ma anche no!
Ad un neonato servono  lo sterilizzatore e il disinfettante per il bucato... ma anche no!
Ad un neonato servono millemila pelouche e doudou e pupazzetti e giostrine... ma anche no!
Ad un neonato servono vestitini firmati... ma anche no!
Ad un neonato serve la culla o il lettino... ma anche no!
Ad un neonato serve il sacco nanna... ma anche no!!!
Ad un neonato servono le tisane e le bevande... ma anche no! (magari, quelle servono alla mamma!)
Ad un neonato serve la spazzola per capelli... ma anche no! (soprattutto se è pelatino!)

In realtà, ad un neonato servono una vagonata di pannolini e di body... che quelli non sono mai troppi!

Sopra ogni cosa e fuori ogni discussione... ad un neonato...

SERVE LA MAMMA!!!!

martedì 15 gennaio 2013

Le 10 cose che NON rimpiango di quando ero incinta


Ho scritto delle meraviglie e dello stato di grazia che circondava le mie varie panze durante i periodi di gravidanza, ora mi scateno con quello che non rimpiango affatto di quei periodi:
  1. Il senso di pesantezza e di gonfiore (pancia, gambe, piedi, caviglie, mani, ....) che mi accompagnava per tutta la giornata, ma soprattutto la sera
  2. La mia camminata a pinguino
  3. Il mal di schiena
  4. Le antipatiche "perdite", anche quando solo facevo uno starnuto o una risata! Pensare che una volta, quando ero verso la fine della gravidanza di Miriam, ho avuto una perdita talmente imbarazzante, che credevo mi si fossero rotte le acque, poi ho scoperto che si trattava solo di pipì!
  5. Il non riuscire a prendere in braccio con disinvoltura le bimbe... la fatica si è fatta subito sentire
  6. Il senso di svogliatezza e di apatia che mi aveva avvolta, soprattutto durante la mia prima gravidanza, non mi andava di fare niente, ma proprio niente niente, avrei continuato a vegetare per 9 mesi!
  7. Il senso di fastidio verso tutto e tutti, soprattutto durante le ultime settimane di gravidanza: ero un groviglio di ansia, di voglia che tutto finisse il prima possibile, ma anche no... neanche io sapevo in realtà cosa volessi, mi sentivo stanca e affaticata ed ogni motivo era buono per farmi assalire dal panico!
  8. Il non poter mangiare prosciutto e melone, oppure una bella fetta di salame, o un buon tiramisù fatto in casa...
  9. Andare a fare le analisi del sangue tutti i santi mesi e, puntualmente, le richieste mediche erano SEMPRE sbagliate e dovevo discutere con qualcuno ed era un andare avanti e indietro tra studi medici e pagamenti di ticket!
  10. Il non riuscire a respirare da sdraiata! Mi svegliavo spesso e volentieri nel cuore della notte in preda a crisi di caldo, anche se ero in pieno dicembre, oppure perchè mi mancava l'ossigeno... e allora mi scoprivo tutto di botto, spalancavo la finestra... e il povero Marco ha sempre rischiato una broncopolmonite!
Ok, ora dite la vostra... so che ce ne sono tante altre di cose da dire in merito...

mercoledì 9 gennaio 2013

Le 10 cose che rimpiango di quando ero incinta

immagine presa da pinterest
Eh, adesso posso ben dirlo... Ci sono cose che veramente, finchè non si provano, non si riesce a capirne la vera importanza, la vera essenza...
E questa è la mia lista delle 10 cose che rimpiangerò di più delle gravidanze:

  1. Il non essere più schiave del ciclo... tutti i santi mesi... e la sindrome premestruale e i dolori addominali e tutto quello che comporta... 
  2. Il seno: bello gonfio e sodo! Anzichè moscio e cadente come lo è ora.
  3. I capelli: morbidi, fluenti e che vanno subito in piega... invece di questa stoppa vecchia, diradata e secca che raccolgo a mo' di coda veloce in testa, giusto per nasconderla quanto più possibile
  4. La giustificazione, sempre pronta, per i miei raptus di fame inconsulta e irrefrenabile! Adesso non c'è più alcuna scusa, nemmeno una che è una... ma i raptus ci sono ancora!
  5. Potermi appisolare a qualsiasi ora del giorno e della notte: "C'ho la panza, mi sdraio un po'."... e da lì, parte la russata!
  6. Il poter saltare le file alla cassa del supermercato, alla posta... 
  7. L'essere coccolata e viziata da tutti
  8. Il poter rimanere a casa da sola per gran parte della giornata, quando il resto della famiglia è a lavoro o a scuola e tutto ciò che questo comporta: fare una passeggiatina tranquilla per vetrine, oppure rimanere sul divano a leggere un libro o a guardare la tv, farmi una doccia in santa pace e cospargermi di olio, sistemare con calma le mie cose, andare a trovare qualcuno... 
  9. Avere crisi di pianto o di risate senza limiti e senza doverle per forza giustificare: tanto sono gli ormoni!
  10. Prendere chili e non avere sensi di colpa! Anche se non riuscivo più a vedermi i piedi, non era certo un problema, anzi!
Che poi, ci sarà da stilare pure la lista delle cose che proprio NON rimpiango dell'essere incinta, eh....

mercoledì 24 ottobre 2012

Finestra sul mondo: la mia intervista sul parto

Tempo fà mi contattò Mery, grande donna e professionista, perchè era rimasta incuriosita dal mio blog, dal mio modo di raccontare e dalle esperienze che faccio con le mie bimbe.
Dopo un rapido scambio di mail, si è subito instaurata una amicizia "virtuale" ed una voglia di collaborazione da parte di entrambe di far convogliare verso la stessa direzione le nostre energie, così ho aderito molto volentieri alle varie proposte che mi ha fatto.
Così ora eccoci qua.
Ha pubblicato la mia intervista in cui racconto le mie esperienze dei diversi parti, avevo raccontato del parto di Massimo qui sul blog, ma non avevo mai avuto modo di raccontare le altre volte...
Tutte così diverse, così uniche e così intense... come tutti i parti, del resto.

Mery ha deciso di raccogliere quanti più racconti e interviste in merito, per poter condividere queste esperienze diverse, allora perchè non vi proponete e non vi fate intervistare?
Partecipate, farà bene anche a voi!

mercoledì 5 settembre 2012

I vari tipi di baby blues

immagine tratta dal web

Questo è un post veramente idiota, lo dichiaro sin dal principio, per non incappare in fraintendimenti di qualsivoglia tipo, non vorrei mai e poi mai!

Ormai è acclarato che la depressione post partum è una fase molto delicata ed un passaggio che, più o meno, tutte noi mamme attraversiamo, in maniere differenti e ciascuna con i propri sintomi e campanelli d'allarme.
Le cause sono principalmente ormonali, a cui si aggiungono sensazioni di panico, ansia e paura di non farcela, e condizioni varie al contorno, cose del tutto comprensibili, soprattutto se si è al primo figlio.
Ognuna di noi poi cerca di superarla, magari facendosi aiutare, perchè non è una cosa da sottovalutare, da mascherare o da nascondere, assolutamente no!
E se ne esce.

Detto questo, torniamo a noi.
Ora vi racconto i miei 3 "baby blues".

Primo baby blues:
Dopo la nascita di Miriam, immediatamente dopo le dimissioni della bimba dal reparto di neonatologia, dove era stata trattenuta un paio di giorni in più rispetto a me, per ittero e altre cosucce da niente, siamo andati a casa nostra: Marco, la frugoletta ed io.
Da soli.
Sì, perchè ci dicevamo: "Noi siamo bravi, ce la facciamo!"
Ero ancora convalescente, non riuscivo a tenermi dritta per i punti e mi sentivo debole e sempre stanca.
Casa era praticamente nuova. Ancora non la sentivo come la "mia casa". Mi era quasi del tutto estranea.
Il comprensorio dove abitavamo era appena finito di costruire.
Eravamo gli unici abitanti nel giro di non so quanti km.
Silenzio e polvere di calcinacci tutto intorno.
Marco usciva la mattina presto e rientrava nel tardo pomeriggio dal lavoro.
Io rimanevo da sola in casa con questo fagottino tutto il giorno, senza sapere neanche come si cambiasse un pannolino o come si prendesse in braccio un neonato, e chi l'aveva mai fatto prima????
Per fortuna che Miriam è stata una bimba facile da gestire, per fortuna che Marco è un marito attento e premuroso, altrimenti una seria depressione post partum non me l'avrebbe tolta nessuno, eh!
E nonostante le visite dei nonni, ho sofferto, mi sentivo sola.
Ho sofferto, perchè ricordo quelle giornate interminabili, pesanti, grigie.
Ho sofferto perchè non mi sentivo più me stessa.
Ho sofferto perchè, essendo lei nata in ottobre, ho passato tutto l'autunno e l'inverno successivi chiusa in casa per paure e ansie tutte mie!
Ho sofferto perchè non realizzavo che non potevo pretendere di tenere tutto sotto controllo come facevo prima.
Ho sofferto perchè non mi abbandonavo con rassegnazione a quella sensazione di sonno e stanchezza perenni.
E mi sono letteralmente abbrutita, ammusonita.
Anelavo la compagnia di Marco, non vedevo l'ora che rientrasse la sera per scambiare due parole, per ricevere coccole anche io... e spesso mi trovava in un lago di lacrime, perchè magari avevo appena finito di vedere un telefilm in cui c'era una scena melensa, o anche solo avevano mandato la pubblicità della scottex... non ricordo...
Poi è cominciata la primavera, la bimba cresceva bene e, con il mio rientro a lavoro, son rinata, ho ricominciato la mia vita di sempre, con l'arricchimento della mia piccola creatura.
Baby blues superato.

Secondo baby blues:
Non lo definirei baby blues, ma proprio PAURA FOTTUTA!
Ritrovarmi nel giro di pochissimo tempo con due bimbe piccole, mi spaventava parecchio, per questo motivo ho scelto di non tornare immediatamente a casa nostra, ma di "sostare" a casa di mia madre per un po'... per un bel po'... diciamo almeno 2 mesi, dopo la nascita di Melania!!!!
Ricordo quei giorni con piacere.
Mi dedicavo all'allattamento di Melania in toto.
Miriam trotterellava per casa.
Mamma mi aiutava in tutto e mi preparava pranzetti succulenti e sostanziosi per rimettermi in sesto, dopo il devastante parto del mio secondo torello!
E ricordo ancora con ansia quando mi veniva posta la domanda: "Ma quando tornate a casa vostra?", a quel punto cominciavo a farfugliare qualcosa di incomprensibile, il respiro mi si troncava, il sudore freddo mi rigava il volto, le mani cominciavano a tremare, fuggevo lo sguardo dell'interlocutore, con una scusa qualunque mi allontanavo e Marco rispondeva al posto mio: "Quando ci sentiremo pronti!".
Poi, ho realizzato che non potevamo restare a tempo indeterminato da mammà, prima o poi dovevo riuscire a gestire le cose e a camminare con le mie gambe e siamo tornati a casa.
Non so come, ce l'ho fatta, senza cadere nella stessa apatia precedente!
E fine del secondo baby blues.

Terzo baby blues.... o meglio Syndrome Incazzosa Contro Marito!
Non è stato proprio un baby blues, non mi sono sentita affatto depressa, apatica, stanca, impanicata, o altro...
sono letteralmente INCAZZATA NERA.
Sì, sì.
Proprio così.
Ma non con tutti, eh... non ce l'ho con il mondo intero... la mia incazzatura è tutta rivolta verso Marco, ma, per fortuna, non sempre, mi capita solo in alcuni momenti.
Quando vedo Marco che si avvicina comincio a dire: Non ti avvicinare, non mi toccare, non mi parlare, non mi pensare, non mi considerare, fa finta che non ci sono, che non esisto, che non mi conosci, fa caldo, ho il mal di testa, il mal di pancia, i piedi gonfi e mi prude la testa... se ti avvicini... se ti avvicini: ti castro!

Ecco, al terzo figlio ho capito che non rischio di cadere nella depressione, ma di pestare Marco di botte...
sarà normale???

martedì 5 giugno 2012

Pochi, pochissimi giorni all'alba



Tra qualche giorno devo tornare a lavoro.
Devo.
Non posso più allungare la maternità, non ce lo possiamo permettere.
Devo.
Devo lasciare la calma, la serenità con cui trascorro le mie giornate da sola con il mio ometto, presa dalle faccende quotidiane e dalle mie passioni.
Devo rincorrere le lancette dell'orologio sperando di riuscire a fare tutto.
Devo chiedere il permesso ad un estraneo che non ne sa una benemerita cippalippa di figli per partecipare ad una riunione scolastica, ad una recita, oppure se c'è da portare i bimbi dal pediatra o se c'è da correre a prenderli a scuola o anche solo se volessi portarli a fare una passeggiata...

Devo affannarmi a recuperare un minimo di credibilità sul posto di lavoro, perchè tanto me la faranno pagare, ah se me la faranno pagare.

E devo pure ringraziare il cielo di avercelo un posto di lavoro, soprattutto di questi tempi.

Ok. Devo.

Devo e basta.

E ora guardo con attenzione, ancora più attenzione tutto.
I piedini scalpitanti di Massimo.
Il sorriso delle bimbe quando tornano da scuola, piene di cose da raccontarmi.
Il profumo di sugo in casa.
Il bucato steso al sole.
I germogli sul mio terrazzo.
La mia tuta e le scarpe da ginnastica.
La faccia sorpresa di Marco quando gli preparo qualcosa che gli piace
Le risate di Massimo che intervallano il ritmo del suo ciucciare al mio seno
Le giornate all'aperto o anche in casa... poco importa.

Eh no, non mi va per niente.
Ma proprio per niente niente!

Quando son rientrata a lavoro dopo la nascita di Miriam, ho vissuto la cosa come un modo per ritornare ad essere ciò che ero prima, a riappropriarmi di me stessa e, a posteriori, posso ben dire che la cosa mi ha anche aiutata ad uscire da un inizio di depressione post-partum.
Quando poi è successo dopo che è nata Melania, un po' mi è dispiaciuto, ma ero al tempo soddisfatta e contenta, avevo accettato il mio rientro in ufficio come un normale accadimento, come qualcosa che era così e basta.
Ora no.
Non ci riesco ad accettare questo distacco.
Sono cambiata e tanto.
Non sono più quella di qualche anno fa.
E ora non mi va e basta!

Quindi?
Quindi niente. Vado e devo pure ringraziare il cielo.
Quindi vado e terrò strette strette nel mio cuore tutte queste immagini e tutti gli attimi di serenità, sperando di riuscire a trovare altrettanta serenità dopo... anche se so già che sarà un'impresa anche solo fare una lavatrice o trascorrere 5 minuti di tempo in più nel lettone la mattina a fare le coccole ai bimbi...
Chiedo tanto se volessi un lavoro su misura, eh?
E sì, chiedo tanto, troppo... soprattutto se mi confronto con chi il lavoro non ce l'ha o l'ha perso... 
con chi non riesce ad arrivare a fine mese, con chi ha problemi ben più grandi e seri di questi miei capricci.
E ammiro chi riesce ad inventarselo dal nulla il lavoro, a chi ha il coraggio di mollare tutto e riuscire lo stesso a trovare altro da fare... io non sono così, ora non lo sono più... forse lo ero prima, ora no.

Il segreto della felicità è di desiderare ciò che si ha già.
Allora cos'è questo senso di fastidio e di malinconia che ho addosso?
Forse non sono felice?
Sì che lo sono, sono felicissima e fortunatissima!!!! Ma che scherziamo!!??!?!!? 
E allora cos'è sto sentimento di malessere che mi serra la gola da qualche giorno?????

E' che forse ho paura.
Anzi, togliamo il forse.... ho proprio paura, ma una paura fottuta!
Ho paura di non farcela.
Paura di non riuscire a fare niente bene: nè la mamma, nè la moglie e nè la lavoratrice.
Paura di perdermi attimi importanti della vita dei miei figli, paura di non accorgermi dei loro progressi, dei loro cambiamenti, del loro bisogno di qualcosa.
Paura che non fili tutto liscio come fino ad ora... 

Quindi?



venerdì 20 aprile 2012

Piano piano, crescono

Questo è il mantra che mi ripeto da almeno 3 anni e mezzo a questa parte... nei momenti di sconforto, di senso di inadeguatezza, di nervosismo, di incapacità a gestire delle situazioni, di stanchezza, di incazzatura estrema (e diciamocelo!)...
PIANO PIANO, CRESCONO

PIANO PIANO, CRESCONO

sì... piano piano, però... o per fortuna, in certi casi, eh!

E' successo quando le allattavo e arrivavano dei momenti che non ce la facevo più, mi ripetevo: "Mica continueranno a prendere il mio latte in eterno, no?!".

PIANO PIANO, CRESCONO

E' successo quando volevano sempre stare in braccio: "Mica vorranno venire in braccio per sempre, no?!".

PIANO PIANO, CRESCONO

E' successo durante il periodo delle colichette (per fortuna con le bimbe è stato veramente breve con episodi sporadici): "Passeranno crescendo..." (Sì, ma poi subentrano altre rotture di scatole: denti, febbri, etc... ma questa è un altro capitolo!)

PIANO PIANO, CRESCONO

E' successo quando non riuscivo a spannolinare Miriam: "Mica userà il pannolino fino a 15 anni, no?!"

PIANO PIANO, CRESCONO

Succede ancora quando vogliono venire nel lettone a dormire: "Mi mancheranno questi momenti quando non vorranno più stare con la mamma..."

PIANO PIANO, CRESCONO

E continua a succeder di nuovo con Massimo ora, come una ruota, sto ripercorrendo tutti questi pensieri... stavolta con più dolcezza, assaporando ancora di più tutto quanto, perchè so per certo che non capiterà più... (e no, cari miei, basta figli, qua si chiude baracca... Marco mi ha ufficialmente detto che semmai un giorno mi dovesse ridire la frase "Dai, facciamo un altro bimbo?!", sono autorizzata a dargli una grossa papagna all'attaccatura del naso, tanto da rintronarlo definitivamente e non fargli più capire nulla... per sempre!)

Sarà anche questo mio affetto ancor più protettivo nei confronti del nuovo arrivato, a farmi coinvolgere con più forza, sarà che sento veramente la differenza tra figlio maschio e figlia femmina... e sì, perchè esiste un trasporto differente, più intenso e coinvolgente di prima.

Pur mantenendo un amore viscerale estremo per le altre bimbe, con Massimo è diverso, non è di più... ma sicuramente è diverso.

Con le bimbe c'è amore, complicità, comprensione, desideri e interessi condivisi... con Massimo c'è proprio un innamoramento incondizionato! Non saprei spiegarlo diversamente. E anche lui fa la sua parte, eh: è decisamente più mammone, cerca di più il contatto, starebbe a ciucciare per ore intere, non soltanto per nutrimento, ma proprio per fisicità! Le bimbe mi avevano abituata bene: dopo i 15-20 min di tetta canonici, stop! Volevano tornarsene nella loro sdraietta o volevano fare altro... c'era Miriam che mi piangeva proprio in braccio!

E ora la sera, da quando le bimbe hanno la loro cameretta, mi affaccio e le guardo dormire... e mi dico: "Credevo che non avrebbero voluto separarsi da noi e dal dormire tutti insieme nella stessa stanza, e mi sbagliavo di grosso... Vedi che ho ragione!? Piano piano, crescono!"

martedì 21 febbraio 2012

E' arrivato Massimo

Era una sera come tante altre, una sera che preannunciava una nottata insonne, vuoi per il pancione che ormai non mi lasciava il respiro, vuoi per le bimbe che non volevano ancora andare a dormire, con gli orari tutti sballati durante un periodo di vacanza forzata a casa a causa di influenze varie e neve (a Roma, bastano due fiocchetti miserrimi di neve per mandare tutto e tutti nel panico più totale!), vuoi per le contrazioni che ogni tanto andavano e venivano senza regolarità, senza preavviso, senza neanche troppo farsi sentire, lasciandomi il dubbio: "Ci siamo o non ci siamo?!", vuoi anche la lunga e penosa convalescenza dal'influenza che mi aveva lasciato una tosse pessima, che ad ogni colpo temevo di rompere le acque e via!

Insomma tutto lasciava presagire che avremmo avuto il nostro bel da fare anche quella notte. La notte tra il 12 e il 13 febbraio.

Andiamo comunque a letto, speranzosi di un po' di riposo.

Verso l'1 cominciano le contrazioni, quelle regolari, ma non troppo dolorose, quelle che non ti lasciano dormire, perchè l'ansia di capire di cosa si tratta è troppa.

Così allerto Marco, che cerca di raccapezzarci qualcosa pure lui, già quasi in preda al panico... Quando abbiamo visto che le cose erano costanti, abbiamo chiamato i suoi genitori per raggiugerci a casa a sorvegliare le belve dormienti, così noi siamo andati all'ospedale.

Eravamo relavitamente sereni durante il tragitto, parlando del più e del meno... un paio di altre contrazioni sono arrivate forti e chiare anche in quel momento... ero quasi convinta che fossero quelle "buone".

Arriviamo lì, monitoraggio e... magia: contrazioni scomparse!

Potenza del servizio sanitario nazionale... eh! Che fortunella!

Erano quasi intenzionati a rimandarmi a casa e mi stavo pure vergognando un po': possibile che al terzo figlio sono ancora così rimbambita da non capire quando è il caso di andare all'ospedale e quando è il caso di aspettare ancora un po'!? Vabbè... pazienza... mi dispiace di aver fatto passare una nottata insonne un po' a tutti... ecco tutto.

Poi, invece di salutarmi e mandarmi a casa, dopo l'ecografia mi trattengono a causa del poco liquido amniotico, segno che c'era qualcosa che non andava proprio come avrebbe dovuto, quindi meglio rimanere in ospedale per accertamenti e per stare sotto osservazione.

Ok, rimango in ospedale e mi sento subito più sollevata, più protetta... Saluto Marco che, povero, torna a casa dalle belve per prepararle per andare a scuola, sono ormai le 6 del mattino e non ha chiuso occhio, gli aspetta una bella giornatina di via vai...

Il primo giorno passa tra accertamenti vari, ma neanche troppi eh... e qualche pisolino, insomma, niente di che.

Quando ho sentito mamma per raccontarle quanto era accaduto, mi ha risposto che anche lei non aveva chiuso occhio quella notte, perchè si sentiva "strana", avvertiva che c'era qualcosa che non andava, ma non riusciva a capire cosa... ecco che poi ha avuto la sua risposta! La telepatia delle mamme, eh!

Tutto fila liscio e abbastanza tranquillo, ogni tanto una contrazione, di quelle sceme, di quelle che non hanno senso perchè completamente sballate, perchè non ti ci fanno capire niente...

Arriva la sera.

Ecco che incalzano.

Regolari.

Sempre più dolorose.

Avverto il medico di turno.

Visitina: niente di che, potrebbe essere un nuovo falso allarme, ma anche no, attendiamo.

Ritorno al mio letto.

Comincia il travaglio.

Al buio. In silenzio. Da sola. Appoggiata al tavolino della stanza, perchè a letto non sopportavo i dolori che partivano dai reni e si irradiavano verso l'utero.

Le altre ragazze della stanza dormivano, ogni tanto mi lanciavano sguardi di comprensione, se anche loro avevano già dato, oppure di terrore, se invece aspettavano anche loro di "dare". Qualcuna mi offriva il suo aiuto, la sua vicinanza. Sono state carine.

Continuano i dolori, li cronometro.... ogni 15 minuti... poi ogni 10... infine ogni 5, sempre più intensi... da spezzare il fiato.

Avverto di nuovo l'infermiere del turno notturno, che terrorizzato all'idea che il terzo figlio potessi farlo nascere per il corridoio, chiama subito l'ostetrica e mi accompagna in sala parto...

Mi visita.

E' mezzanotte. Sono già dilatata di 3 o 4 cm. Bene!
In tutto questo ancora non avevo avvertito Marco, per paura di farlo di nuovo correre per strada inutilmente. Ma stavolta c'eravamo!!!
Per la nascita di Miriam avevamo avvertito mezzo mondo, fuori la sala parto c'era una platea infervorata e nevrotica di nonni, zii, cugini vari, che passeggiavano avanti e indietro, che consumavano caffè.
Per la nascita di Melania, erano presenti solo i parenti più stretti... i nonni, mia sorella e stop.
Per Massimo, invece, è stata una cosa molto più intima, eravamo solo Marco ed io. Non abbiamo avvertito nessuno, a parte i nonni paterni che erano con le bimbe.
Nel giro di un'oretta, vedo entrare Marco in sala parto, tutto bardato di paramenti verdi e con un sorriso magliante, stava per avvicinarsi a me a braccia aperte, ero seduta su un pallone di gomma che dondolavo avanti e indietro in preda ai dolori, gli lancio uno sguardo fulminante e gli dico, con calma e a bassa voce: "Stai fermo lì, non ti avvicinare, non mi toccare", lui si ritira nel suo angolo, diventa parte dell'arredamento, come sa che deve comportarsi in queste circostanze e risponde solo se interrogato.

Il travaglio prosegue spedito... niente epidurale manco stavolta, e che te lo dico a fà!? "Ma che vuoi l'epidurale ora che sei al terzo figlio?! Ma non lo vedi che stai andando avanti una favola da sola?! Guarda che tra poco hai finito tutto, eh, se poi fai l'epidurale rischi di rallentare le cose" e via discorrendo...

vabbè, niente epidurale... e dopo ben 3 parti non posso dire di aver provato l'ebbrezza di questa droga, porca paletta!

Ore 2.15 si rompono le acque... effettivamente non è che ci sia tanto liquido, l'equivalente di un paio di bicchieri.
Ci siamo.

Un paio di spinte.

Ore 2.27.
Eccolo. E' nato.

Me lo mettono sul petto, tutto sporco e dolcissimo.

Marco sprizza gioia da tutti i pori e ci guardiamo.

Piccolo grande tesoro, sono già innamorata persa di te!

Piccolo. Bellissimo. Con una bella vocetta limpida. Che come lo prende in braccio la neonatologa, le fa addosso un bellissimo zampillo di pipì.

2.970Kg

47cm

Dalla prima visita è tutto a posto. C'è tutto ed è sano.

Grazie a Dio!

Grazie papà!

Sapevo che sarebbe nato il giorno di San Valentino, sapevo che in qualche modo questa giornata doveva riprendere un significato nuovo, diverso, positivo, di speranza e di vita... e che non sarebbe soltato rimasta un grumo di sentimenti di angoscia, dolore e tristezza, dovuti all'anniversario della morte del mio caro papà, da dover rimandare giù in fondo all'anima per non pensarci, per non essere di nuovo stretti nella morsa della sua lunga agonia, del suo respiro sempre più flebile...

Ora non è più così.

E' una nuova rinascita.

Una nuova speranza.

Un nuovo bagliore di vita.

E' un pezzetto del mio papà che continua a vivere dentro Massimo, che avrà per sempre un angelo custode particolare e tenace.

Il nostro gladiatore, è finalmente tra noi!

venerdì 16 dicembre 2011

Flussimetria e controllo

Ieri mattina son andata al controllo della gine con Marco: tutto procede bene, Massimo cresce tantissimissimo. Ora pesa 1.8 Kg ed è lungo 42 cm, se continua così eguaglierà, se non supererà addirittura, le misure di Melania, che mi ha lasciato in convalescenza per almeno un mesetto.... aiuto!!! Qualcuno mi aiuti!!!!!
Mariolla vuole avere la prova provata che sia maschio, così ho detto alla gine di fare una bella foto al pillo (meno male che la gine è nostra amica e conosce quanto siamo sceme io e mia sorella), così ora gliela impacchetto e ci metto pure un bel fiocco, così questo è il regalo di Natale che Massimo fa alla zietta!
Comunque, l'importante è che stia bene, che piano piano tutto vada come deve andare e che stia buono al suo posto fino al momento giusto per venire alla luce.
Intanto fantastico sul suo faccino. Tutto guanciotte paffute, occhioni enormi e tanti tanti capelli... almeno, questo si vede dall'ecografia! Si stava ciucciando un polso e con l'altro braccino giocava con il cordone ombelicale, che miracolo... eh!?
Lo adoro, lo adoro già con tutta me stessa da quando ho fatto il primo test di gravidanza... dopo le prime ore di sconcerto e di vertigine, in cui mi è mancato il fiato e mi girava la testa, appena poi ho sentito la voce confortante di Marco felice ed entusiasta, mi è passato tutto quanto e mi son detta: "Sì, ce la faremo.... è un altro figlio che accoglieremo a braccia aperte e per cui faremo tutto il possibile e anche l'impossibile per renderlo felice!".
A questi momenti si sono anche alternati momenti di ansia, di angoscia sul futuro: 3 bambini piccoli son difficili da gestire, e poi la casa da cambiare e tutto da riorganizzare, da preparare, il tempo che manca, la fatica che avanza, le notti già mezze insonni... insomma, a volerli elencare tutti gli intoppi e tutti i pensieri, non ce la farei a scrivere neanche per tutto il giorno... però... però... vuoi mettere che bella famiglia?!?!?!?!?
Sì.

giovedì 17 novembre 2011

La pancia

27 settimane.
Già mi sento una balena che a fatica riesce a muoversi.
Eccola qua...
Massimo comincia a farsi sentire sempre più deciso.
Fastidi? Sì, qualcuno.... ma niente di insopportabile, almeno per ora.
Ancora non ho preparato niente per il nuovo bimbo. Ho solo cercato di fare un po' di spazio nell'armadio per i vestitini, ma c'è ancora tutto il resto da fare.
Vorrei anche comprare una tutina nuova, un completino tutto maschile... ma c'è qualcosa che ancora mi frena dal farlo, anche le altre volte ho aspettato un po' per darmi da fare.
Non ho tempo per concentrarmi su Massimo, su quello che sarà il mio nuovo rapporto con questa piccola creatura che ora ho in grembo. Mi dispiace non potermi un po' grogiolare nelle mie fantasie, ma il tempo è quello che è... e forse non crearsi troppe aspettative è anche meglio, tutto sarà inatteso e sarà una vera sorpresa.

Di qua

Di là

Da su: non riesco più a vedermi i piedi.... e son belli lunghi, eh!

lunedì 7 novembre 2011

Massimo cresce

La scorsa settimana sono andata al controllo mensile dalla ginecologa.
Mentre mi faceva l'ecografia, ha pronunciato le seguenti parole: "Ha proprio la struttura del maschio". Mi sono davvero inorgoglita, ma devo confessare che un brivido di paura mi ha percorso non poco, ho pensato a quanto è stato difficile riprendermi dal parto di Melania che era di oltre 4 Kg, non voglio neanche pensare a come ne uscirò fuori dal parto di quest'altro torello!
Insomma, per farla breve, in un mesetto è cresciuto di più di mezzo chilo e ora pesa intorno agli 850g, è lungo ben 35 cm... e manca ancora tantissimo a febbraio!!!! Ma quanto vuoi ancora crescere, piccino mio!!?
Effettivamente il mio pancione è davvero esploso inverosimilmente in queste ultime settimane, cominciando a rendermi difficile anche pratiche quotidiane di estrema facilità, la stanchezza non mi abbandona mai, soprattutto a causa della mia emoglobina che non collabora e della mia pressione che mi fa risultare quasi morta, insomma... io non è che sto messa un gran che, ma lui sta veramente una favola, e questa è la cosa più importante!
Poi tutta una serie di raccomandazioni di rito: "Bevi tanto, riposati il più possibile, prendi gli integratori....." etc.... etc... tutti validissimi consigli, se non fosse che, soprattutto il pomeriggio, da quando vado a riprendere le belve da scuola, non posso permettermi di andare in bagno a fare pipì ogni 5 minuti perchè bevo tanto e non posso granchè riposarmi, perchè ci sono sempre mille cose da fare dentro e fuori casa! Ma il tempo passa ugualmente e va bene così.
La cosa positiva è che non sono ingrassata molto in quest'ultimo mese, grazie anche a quel virus intestinale che mi son beccata nei giorni del compleanno di Miriam che mi ha costretto a non mangiare un cavolo per almeno 2 giorni e mi ha lasciato un'inappetenza antipatica che si è protrattta per un po'... e forse è stato un bene anche questo, cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno, no!?
Insomma, le settimane ormai scivolano via tra le tante incombenze e non penso molto alla mia pancia, o a quello che diventerà la nostra vita con ben 3 marmocchietti per casa, forse per allontanare il senso di ansia che ormai mi assale ogni volta che sono incinta, o forse per scaramanzia, non so... sta di fatto che quando mi vengono in mente pensieri "soffocanti" mi ripeto: "Vabbè, in qualche modo si farà...", è stato così finora e continueremo in questo modo. L'importante è che Massimo sia in salute e che io riesca a rimettermi in piedi in breve tempo, il resto, rimboccandosi le maniche e armandosi di santa pazienza si dovrebbe superare...
Mi capita in questi giorni di soffermarmi, però, ad osservare le mamme che passeggiano con le carrozzine e i bimbi piccini piccini... mi viene tanta tenerezza e non vedo l'ora di conoscere il mio piccolo ometto, come sarà? A chi somiglierà? Sarà diverso crescere un maschietto? Non vedo l'ora di rimettermi in corsa con questa nuova avventura... e speriamo che vada tutto bene!

giovedì 6 ottobre 2011

Morfologica e varie altre novità

Martedì finalmente ho rivisto il mio piccolo abitante dopo più di un mese dall'ultima ecografia... meglio se non paragono il numero di controlli che facevo per Melania e ancor di più per Miriam con quelli che sto facendo per Massimo... ma lui penso che abbia già avvertito il fatto che c'è parecchio trambusto intorno a lui e se ne sta buonino e fa il suo dovere: crescere, rimanere al suo posto e giochicchiare come può!
In ogni caso, abbiamo fatto la morfologica: tutto benone!
Peso 337g
Lunghezza 24 cm
tutto fila liscio.
E' stupendo, è davvero bellissimo... cuore di mamma!
Sono io che sto un po' tanto malandata, ho bisogno di una cura ricostituente di ferro e di un po' di riposo... insomma, si fa quel che si può.
Per il resto: abbiamo venduto la nostra vecchia auto (si fa per dire, aveva appena 3 anni), per acquistarne una nuova che possa accogliere 3 seggiolini, passeggini e carrozzina... insomma, una piccola nave adibita ad arca di Noè! Siamo andati proprio oggi a ritirarla... mi fa quasi impressione, non so se sarò in grado di guidarla, mi spaventa da morire!!!! Ma ci farò l'occhio, prima o poi!

lunedì 26 settembre 2011

Tutto questo non ha prezzo

Far le faccende per casa sabato mattina, con Miriam che sul divano balla e canta guardando il dvd di Michael Jackson live in Bucarest.

Dire "Miriam, a tavola, è pronto!" e lei che risponde: "Oh mamma, come sei dosce!"

Stare tutti e 4 a tavola insieme a mangiare le stesse cose e dirci "Buon appetito" tenendoci per mano, così come ci ha insegnato Miriam da quando mangia alla materna.

Miriam che imbocca Melania.

Melania che tocca la mia pancia e chiede: "Mamma, bimbo?" e io: "Sì, qui c'è il fratellino!"

Sentire Massimo che si muove piano piano, quasi per non disturbarmi troppo, dentro di me.

Scrivere sul blog, mentre le bimbe giocano e chiacchierano con i nonni...

Tutto questo veramente non ha prezzo!

sabato 17 settembre 2011

E si va avanti

Finalmente un attimo di tempo per rimettere in ordine le idee e i tanti fatti accaduti in queste ultime settimane.
Andiamo con ordine.
Innanzitutto, sin dal primo settembre, Melania ha ricominciato ad andare al nido e il suo rientro è stato davvero sorprendente, immaginavo che avrebbe fatto storie e capricci e invece non è stato affatto così. E' tornata dai suoi amici e dalle sue educatrici tutta contenta, ha riconosciuto tutti ed è tornata alla vecchia routine senza fatica. Di questo sono veramente felice. Le ragazze del nido l'hanno trovata decisamente cresciuta sia dal punto di vista motorio e sia comportamentale, senza considerare poi i grandi progressi che ha fatto nel linguaggio... è ormai dimostrato che i secondi figli sono di gran lunga più svegli dei primi!
Andando avanti cronologicamente poi, c'è stato il grande evento della mia amniocentesi... e in quella sede, durante l'ecografia abbiamo visto che il mio piccolo abitante ha qualcosa in "più" rispetto le sorelle!!!! Allora ho chiesto alla ginecologa: "Quindi, è Massimo???" e lei, bussando sul monitor: "Hey, tu... sei Massimo?" poi si gira verso di noi e dice: "Sì, credo che sia lui!" E' stata una emozione ugualmente intensa e diversamente sorprendente rispetto alle altre due volte che abbiamo scoperto il sesso delle bimbe. Un vero tuffo al cuore. Una lacrimuccia di felicità è scesa... devo ammetterlo... Marco è uscito da quello studio camminando due metri sopra il cielo!
E poi...
E poi dal 12 di settembre Miriam ha cominciato l'inserimento nella scuola dei bimbi grandi... anche qui una sorpresa dietro l'altra. A parte il fatto che ho scoperto che Miriam è una bimba orgogliosissima: piuttosto che piangere e lagnarsi davanti a maestre e amichetti, diventa tutta seria seria e cerca di controllarsi... le altre mamme l'hanno tanto ammirata, io ero un po' in pensiero, forse avrei preferito un bel piantarello liberatorio, proprio per farle tirare fuori tutto quanto... ma forse è più matura e seria di quanto penso veramente.
Insomma... ha superato brillantemente (almeno finora) il "salto", questo importantissimo passaggio dalla vita ovattata e coccolata del nido, al mondo della scuola quasi vera..
Confesso che vedere più di 20 bambini sui 3 anni dimenarsi e scatenarsi nell'aula sotto il controllo di solo due insegnanti, è stato a dir poco scioccante! Nel senso che è umanamente impossibile stare a sorvegliare, controllare, rassicurare, accudire e accompagnare tutti quei bimbi essendo soltanto in due insegnanti. Mentre lasciavo Miriam con i suoi occhioni castani fissi su di me, seri e forti, vedevo che almeno altri 5 bimbi si stavano sciogliendo in pianti disperati, altri due si azzuffavano e se le davano di santa ragione, un altro piccolo stava zitto zitto seduto ad un angolo con le lacrime che gli rigavano il volto in continuazione, un altro paio di bimbe già avevano fatto combriccola e giocavano fregandosene di quanto accadeva intorno e in tutto questo le maestre che mi dicevano: "Vada pure, stia tranquilla!"... 'na parola... stia tranquilla... ma quella che lascio dentro quel girone infernale è mia figlia... no, dico... MIA FIGLIA!!!!!!
Insomma... come Dio ha voluto, abbiamo superato anche questa, quando poi vado a riprendere Miriam a scuola, la trovo sempre allegra e sorridente e mi dice: "Ho fatto un sacco di cose!!!!". E' questo quello che mi fa poi allargare di nuovo il cuore.
Altra novità: sono in maternità anticipata. Credevo di potercela fare, ma ho dovuto ammettere i miei limiti e salvaguardare la piccola grande vita che è in me.
Alle mie spalle, in ufficio, ho lasciato commenti di ogni tipo, anche battute sarcastiche e di davvero dubbio gusto che, anche se continuo a ripetermi che me ne devo infischiare, spesso colpiscono il mio orgoglio e le trovo davvero ingiuste... ma il più delle volte vengono fatte da persone la cui vita è più vuota di un buco nell'acqua... quindi credo di dover essere compassionevole nei confronti di questa gente e di non infierire contro ulteriormente, visto che già il destino c'ha già pensato abbondantemente.
Che altro?
Spero di poter tonare a regime sul mio blog. Mi manca parecchio questo spazio. Mi mancano le mie ricette... anche se con questo caldo accendere il forno è un'impresa impossibile per me.

venerdì 26 agosto 2011

Il caldo aumenta l'ansia

Sono proprio giunta a questa conclusione.
Non sono, generalmente, una tipa che si fa assalire dall'ansia facilmente: cerco di mantenere i piedi per terra, essere pratica e positiva, anche perchè non è che serva poi a molto disperarsi e dare le capocciate al muro ad ogni minimo sussulto di ansia o ad ogni piccolo dubbio, quindi cerco di rimandare giù come un boccone le paure e i pensieri negativi, sperando che non mi si ripropongano come una peperonata a mezzanotte.
A volte funziona.
Anzi, direi quasi che il 90% delle volte questi pensieri ritornano da dove sono venuti e raramente fanno capoccella, anche perchè, hanno appiccicato sopra il francobollo con su scritto: "Ci penserò quando si porrà il problema, ora no!" e quindi fanno questo circolo continuo, finendo nell'oblio, oppure venendo gestiti al momento giusto e con più lucidità.
Ecco.
Questo vale quando NON sono incinta.
Questo vale quando NON fa così caldo.
Questo vale quando NON ci sono anche altre persone che alimentano queste ansie, continuando a farmi domande inerenti le mie ansie appunto.
Ergo: a tuttoggi sono in ansia.
Analizziamone i motivi:
1) l'amniocentesi mi procura parecchia ansia
2) trovare una sistemazione logistica alla nostra famiglia che sia maggiore a 50mq entro l'estate prossima (si, lo so, sono monotematica, sarò tornata milioni di volte su questo argomento in quest'anno, ma siamo ancora al punto di partenza: non si riesce a vendere casa, quindi non si riesce a comprare una nuova casa... non so in quale zona abbiamo deciso di cercare, cambio idea di continuo... vicino i nonni... vicino mia sorella... vicino al lavoro... vicino al raccordo...  insomma, la costante è solo "vicino")
3) ho sempre fame. Mangio, mangio e mangio... e lievito, lievito e lievito a dismisura... se continuo così, manca poco e non riuscirò a vedermi più i piedi già al 5° mese di gravidanza e mi faccio abbastanza ribrezzo per questo, ma non riesco a fare diversamente, perchè quando ho fame e non mangio sono intrattabile, irascibile, nervosa e me la prendo con tutti (bimbe comprese)
...
basta, gli altri pensieri sono un po' i soliti... ma quelli li gestisco abbastanza bene.

giovedì 25 agosto 2011

I primi calcetti

Qualche settimana fa, ho avvertito un fruscio impercettibile nella pancia che mi ha fatto pensare che fosse il mio piccolo abitante a cominciare a farsi sentire.
Poi, dopo un po' di giorni, il fruscio è diventato un lieve toc-toc, quasi a voler chiedere: "Chi c'è la fuori?".
E proprio neanche 10 minuti fà, mi è arrivata la prima batteria di calcetti veri e propri.

La prossima settimana farò l'amniocentesi.
Anche se è la terza volta che vivo questa esperienza, ci sono sempre quella paura e quel timore di sottofondo che non mi fanno stare del tutto serena, ricomincerò a respirare tranquillamente quando passeranno un po' di giorni dall'esame, io starò bene, potrò tornare alla vita di sempre e finalmente avrò il risultato tra le mani.

Siamo tutti curiosi di sapere chi c'è qua dentro.
E' vero che non c'è alcuna fretta... ma questa attesa l'ho sempre detestata!

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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