"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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mercoledì 17 luglio 2013

Allattamento artificiale: qualche trucco

Mi è arrivata una richiesta da una mia amica, grande "allattona", che ora, giunta al terzo figlio, si trova alle prese con il latte artificiale, per la prima volta, e si trova un po' smarrita, ha bisogno di qualche dritta per organizzarsi al meglio senza perdere tempo e per sfruttare l'esperienza di chi, come me, invece, si è trovata a ricorrere al latte artificiale dopo pochissimi mesi di allattamento.
E a che servono sennò le amiche!?!?

Premessa: non c'è nulla di male nel ricorrere a questo alimento e non si è affatto delle madri snaturate e degeneri se ciò accade, per qualsiasi motivo la natura o la vostra testa abbia deciso. Quindi nessuna giustificazione da dare agli occhi di chicchessia, e soprattutto, ai vostri occhi!

Per la mia esperienza, e anche a quanto mi ha detto il mio fidato pediatra, i latti artificiali sono più o meno tutti uguali, cambia di poco la composizione e forse il sapore, ma di base sono tutti uguali.
A meno che non si abbiano delle particolari esigenze da sopperire (so che ci sono dei latti un po' più densi da dare ai bimbi che soffrono di reflusso), tutto sta a capire quale sia il latte che preferisce il bimbo, quindi si comincia con una marca, quella che ci dà più fiducia e si vede come reagisce il piccolino.

Insomma, fatevi sì consigliare dal pediatra, ma sappiate che se ne ascoltate più di uno, vi nomineranno tutte marche differenti... quindi affidatevi alla vostra intuizione, come sempre!

E poi.
Ci sono bimbi più voraci e affamati, che tracannano qualsiasi latte gli venga somministrato.
Ci sono bimbi più schizzinosi e lenti, che hanno bisogno di fare la poppata a più riprese.
Ci sono bimbi, poi, come il mio Massimo, che invece hanno bisogno del biberon giusto, perchè il latte va più che bene, è la tettarella che fa la differenza!
Insomma, ci sono un po' di combinazioni da fare e da capire... ma poi, fila tutto liscio!


Un unico importante consiglio è quello di attenersi scrupolosamente alle istruzioni scritte sulla confezione del latte scelto.

Detto questo, qui voglio elencare giusto qualche dritta che ho adottato io, più che altro, di tipo organizzativo e pratico, soprattutto per quando si va fuori casa.
  1. Se si deve uscire per diverse ore e si prevede di fare la poppata fuori casa, far bollire dell'acqua e riporla in un thermos(*), in modo tale che rimanga calda al momento della poppata stessa. Se è troppo calda, consiglio di portare anche una bottiglina di acqua minerale a temperatura ambiente, in modo da miscelarla a dovere durante la preparazione del latte.
  2. Il consiglio al punto (1) fa sì che non si debba avere la necessità di dover riscaldare l'acqua nel posto dove si deve andare e si è abbastanza autonomi, anche se ci si trovasse in un posto sperduto. Perciò è quasi del tutto inutile ricorrere alla spesa dello scaldabiberon, a meno che non si pensa di andare (come è capitato a noi) in albergo per qualche giorno e di dover sopperire a poppate notturne e via discorrendo.
  3. Il consiglio al punto (1) è validissimo anche e, oserei dire, soprattutto, di notte, per evitare di alzarsi millemila volte. Basta mettere il thermos con l'acqua calda sul comodino, insieme al biberon pulito e la confezione del latte e il gioco è fatto!
  4. C'è chi, come mia sorella, adottava il thermos del punto (1) anche quando era in casa, proprio perchè non le andava di stare sempre a riscaldare e controllare l'acqua di preparazione... ma lei è quella del pigiama al rovescio una sera sì e l'altra no, che tanto l'indomani è poi al dritto!
  5. Sempre per quando si deve uscire, sono in vendita dei contenitori porta latte in polvere con dosatore. Per carità, vanno benissimo, ma sono dei semplici contenitori in plastica ben chiusi, in più hanno il dosatore. Eviterei questa spesa, basta munirci di misurino e di una ciotolina simil tupperware e siamo a posto!
  6. Se si prevede di fare più di una poppata fuori casa e non si ha la disponibilità di lavare il biberon nel luogo dove si va, si può portare un paio (o anche di più) di biberon puliti, poi si lava tutto quanto una volta tornati a casa.
Ecco, questo è tutto, spero possa servire a qualche mamma in cerca di informazioni e di consigli per la sopravvivenza.
Ci sono altre dritte da aggiungere? Inseritele nei commenti che poi le trasferisco nel post! GRAZIE!

(*) Precisazione d'obbligo: il thermos deve essere di quelli che non fanno scendere la temperatura dell'acqua al di sotto dei 70°: il latte artificiale, se miscelato con acqua non sufficientemente calda, potrebbe causare non pochi problemi!

giovedì 31 maggio 2012

Come ti risolvo il problema: scelta del biberon. Incognite e soluzioni.

Come dicevo qualche giorno fa, sto cominciando ad integrare con la famosa e famigerata aggiunta l'alimentazione di Massimo.
Tra meno di 20 giorni tornerò a lavoro e in qualche modo si dovrà fare.
Non nascondo che da quando Massimo ha deciso di prendere il biberon, la vita mi si è pure un po' "alleggerita", nel senso che il tempo per le poppate è notevolmente diminuito e questo ha fatto sì che potessi dedicarmi anche ad altro, soprattutto a Melania, che detesta vedermi allattare!
Insomma, dicevo, son riuscita a far conoscere il biberon a Massimo, cosa non proprio facile, anzi difficilissima stavolta! Al contrario delle altre due volte, in cui le bimbe accoglievano l'arrivo del biberon come una festa, Massimo non l'ha visto di buon occhio, gli faceva proprio schifo!
Non nascondo una certa preoccupazione a riguardo, ma anche un velato gongolìo c'era pure eh!
Insomma, dovevo venirne a capo in qualche modo.
Ho affrontato la cosa analiticamente: le variabili in gioco erano 2:
- latte diverso => sapore diverso
- biberon => meccanismo di suzione diverso, consistenza diversa.
Ok.
Manteniamone una costante e variamo l'altra, vediamo cosa succede.
Quindi mi sono tirata un po' di latte mio e l'ho messo nel biberon.
Niente. Non voleva bere neanche il mio latte in questa maniera.
Allora a parità di latte, è il biberon che non gli piace!!!!
Ma come è possibile?!?!?! Ho preso uno degli ultimissimi biberon in commercio, quelli con il design apposta pensato ad essere quanto di più simile al seno materno (a patto di avere dei capezzoli duri e freddi come l'acciaio!), quelli in cui la pubblicità si vede il papà allegro e felice di allattare lui.... come è possibile che non funziona?!?
Ok...
Cambiamo ora la seconda variabile: il biberon.
E qui ho fatto l'errore di mandare Marco a prendere un nuovo biberon, senza stargli a specificare le caratteristiche che avrebbe dovuto avere... faccio quindi mea culpa!
Torna a casa con un biberon della stessa casa del precedente, ma con un flusso quintuplicato, con la tettarella da 4 mesi e più.... ERRORISSIMO!
Lo proviamo e Massimo non fa altro che piangere al biberon, bagnandosi con tutto il latte che gli fuoriusciva dalla bocca...
Povero, abituato alla mia goccetta ogni quarto d'ora, non riusciva a gestire un flusso del genere e si faceva la doccia!
Ho capito quindi che non avrei dovuto scegliere il flusso in base all'età di Massimo, ma in base alle sue abitudini... quanto possono essere fuorvianti queste indicazioni dettate dall'età di un bimbo (tettarella 0+, 2+, 4+, etc...) potrebbero mandare in paranoia una mamma inesperta che forse potrebbe anche pensare che c'è qualcosa che non va se suo figlio di 5 mesi, magari preferisce una tettarella da 0 mesi, o no!? Vabbè...
Ok, proviamo un altro biberon, ma stavolta ci vado io a prenderlo, eh!
Dopo essermi ben documentata in rete (e per questo ringrazio vivamente MammaModelloBase2.0) vado spedita e sicura, a costo di provarle io personalmente tutte le tettarelle del negozio.
Le caratteristiche erano chiare e semplici:
- tettarella morbidissima e schiacciata (non troppo abbombata)
- flusso minimo
- preferibilmente anti-colica
Bene!
L'ho trovato!
E' il first bottle della MAM.
Lo consiglio a tutte le mamme che si stanno preoccupando del delicato passaggio dalla tetta al biberon.
Una volta conosciuto questo biberon, tutti i miei timori e perplessità sono svaniti...
C'è una controindicazione qui, e va detta, ed è questa: una volta conosciuto e apprezzato il biberon, Massimo, quando sta attaccato al seno e il flusso non è più costante, comincia ad innervosirsi e a non volerne sapere più...
In questi casi, dopo che il bimbo non vuole più stare attaccato, integro la poppata con l'aggiunta e sarebbe meglio tirarsi il latte dal seno e conservarlo per la poppata successiva, in modo da svuotare del tutto il seno, oppure attaccare il bimbo prima che sia affamatissimo, cosicchè ha la pazienza di stare a ciucciare fino a svuotamento completo.

mercoledì 23 maggio 2012

Allattamento: pensieri, soddisfazioni e malinconia

Manca meno di un mese al mio rientro a lavoro e la cosa mi rode, mi rode parecchio, per un sacco di motivi... non ultimo il mio meraviglioso allattamento: stavolta sto riuscendo e sto arrivando dove non sono mai arrivata con le altre due bimbe... Allattamento esclusivo al seno, niente aggiunte, niente di niente. E Massimo ora ha quasi 3 mesi e mezzo.
Stancante, sfiaccante, questo sì, ma infinitamente appagante.
Mi ci sono buttata anima e corpo e ce la sto facendo.
Ringraziando Dio, ringraziando il fatto che le bimbe durante il giorno sono a scuola, quindi riesco a dedicarmi esclusivamente a Massimo e al nostro rapporto, ringraziando anche il fatto che Massimo, al contrario delle sorelle, ha pazienza di stare a ciucciare anche per parecchio, perchè il mio seno non è che spruzza latte a fontana, direi che tira fuori un paio di gocce ogni quarto d'ora, quindi lui tante volte si stanca di stare a ciucciare e neanche si sazia a sufficienza, e crolla sfinito, ma dopo neanche un paio d'ore vuole mangiare di nuovo, giustamente!
Nonostante tutto questo ancora non ho ceduto il passo all'aggiunta, anche se il mio pediatra me l'ha consigliato ormai quasi un mese fa, pur vedendo che il piccolo sta crescendo nei giusti parametri, perchè forse mi ha visto veramente provata dalle nottate costellate da risvegli continui e posizioni contorte per non schiacciare Massimo in mezzo a me e a Marco.
Niente, testarda più di un mulo, non ho voluto sentire neanche lui, il mio guru pediatra!

Le mie precedenti storie di allattamento sono state ben diverse... l'ho raccontato tempo fa su Pessime Mamme, dove ho fatto "outing" e riconosciuto i miei limiti e la mia ignoranza in materia.
L'esperienza mi ha fatto da bagaglio di conoscenza, indubbiamente.
E ora, però devo arrendermi ancora.
Devo farmi da parte, un po' alla volta, e abbandonare questo mio allattamento, l'ultimo, questo è sicuro... è un po' come chiudere definitivamente una porta, un po' come sottolineare il tempo che passa irreversibilmente... non c'è un'altra occasione, una prossima volta, un "poi vediamo", no, niente... tutto finito.
E ora sto cercando di educare Massimo al biberon, al sapore di un latte diverso dal mio... e non è facile nemmeno questo, eh!

Il senso di insostituibilità che provo quando lo allatto, il modo con cui lui mi cerca prima con lo sguardo, poi con il viso e con il tatto e l'odore mi riempiono di un profondo senso di pace.
Il modo come si calma attaccato al mio seno, il nostro completarci a vicenda è tutto straordinario.
Ero presa da mille ansie per gli altri due allattamenti, da troppe aspettative tanto da non riuscire a goderne appieno.
Ed è vero che, soprattutto all'inizio, è una vera fatica fisica, un dolore materiale che ti fa stringere i denti e strizzare gli occhi, tanto da non riuscire a credere che possa avere mai una fine e che si possa prima o poi superare.

C'è un legame diverso con lui, forse perchè è maschietto... non saprei.

Tutto questo pensare mi riempie già il cuore di nostalgia per questi momenti, un senso di malinconia, di abbandono.
So che lui continuerà a crescere sano e forte e che andrà tutto benone, lo so benissimo, perchè ci sono già passata... non una, ma due volte...
ma stavolta è diverso.
Inesorabilmente diverso.
Tutte queste componenti fanno sì che la risultante sia un nodo in gola e una paura che arrivi metà giugno troppo in fretta.
Tutto troppo in fretta.


venerdì 20 aprile 2012

Piano piano, crescono

Questo è il mantra che mi ripeto da almeno 3 anni e mezzo a questa parte... nei momenti di sconforto, di senso di inadeguatezza, di nervosismo, di incapacità a gestire delle situazioni, di stanchezza, di incazzatura estrema (e diciamocelo!)...
PIANO PIANO, CRESCONO

PIANO PIANO, CRESCONO

sì... piano piano, però... o per fortuna, in certi casi, eh!

E' successo quando le allattavo e arrivavano dei momenti che non ce la facevo più, mi ripetevo: "Mica continueranno a prendere il mio latte in eterno, no?!".

PIANO PIANO, CRESCONO

E' successo quando volevano sempre stare in braccio: "Mica vorranno venire in braccio per sempre, no?!".

PIANO PIANO, CRESCONO

E' successo durante il periodo delle colichette (per fortuna con le bimbe è stato veramente breve con episodi sporadici): "Passeranno crescendo..." (Sì, ma poi subentrano altre rotture di scatole: denti, febbri, etc... ma questa è un altro capitolo!)

PIANO PIANO, CRESCONO

E' successo quando non riuscivo a spannolinare Miriam: "Mica userà il pannolino fino a 15 anni, no?!"

PIANO PIANO, CRESCONO

Succede ancora quando vogliono venire nel lettone a dormire: "Mi mancheranno questi momenti quando non vorranno più stare con la mamma..."

PIANO PIANO, CRESCONO

E continua a succeder di nuovo con Massimo ora, come una ruota, sto ripercorrendo tutti questi pensieri... stavolta con più dolcezza, assaporando ancora di più tutto quanto, perchè so per certo che non capiterà più... (e no, cari miei, basta figli, qua si chiude baracca... Marco mi ha ufficialmente detto che semmai un giorno mi dovesse ridire la frase "Dai, facciamo un altro bimbo?!", sono autorizzata a dargli una grossa papagna all'attaccatura del naso, tanto da rintronarlo definitivamente e non fargli più capire nulla... per sempre!)

Sarà anche questo mio affetto ancor più protettivo nei confronti del nuovo arrivato, a farmi coinvolgere con più forza, sarà che sento veramente la differenza tra figlio maschio e figlia femmina... e sì, perchè esiste un trasporto differente, più intenso e coinvolgente di prima.

Pur mantenendo un amore viscerale estremo per le altre bimbe, con Massimo è diverso, non è di più... ma sicuramente è diverso.

Con le bimbe c'è amore, complicità, comprensione, desideri e interessi condivisi... con Massimo c'è proprio un innamoramento incondizionato! Non saprei spiegarlo diversamente. E anche lui fa la sua parte, eh: è decisamente più mammone, cerca di più il contatto, starebbe a ciucciare per ore intere, non soltanto per nutrimento, ma proprio per fisicità! Le bimbe mi avevano abituata bene: dopo i 15-20 min di tetta canonici, stop! Volevano tornarsene nella loro sdraietta o volevano fare altro... c'era Miriam che mi piangeva proprio in braccio!

E ora la sera, da quando le bimbe hanno la loro cameretta, mi affaccio e le guardo dormire... e mi dico: "Credevo che non avrebbero voluto separarsi da noi e dal dormire tutti insieme nella stessa stanza, e mi sbagliavo di grosso... Vedi che ho ragione!? Piano piano, crescono!"

mercoledì 14 marzo 2012

Massimo: è già un mese insieme

E si ricomincia a contare i mesi che passano... e poi anche gli anni.
E Massimo ha già un mese!

Un mese volato: un mese di coccole, di baci teneri, di colichette, di conoscenza e riscoperta, di notti mezze insonni, di tutine minuscole e profumate, di manine che stringono il mio dito, di sguardi sognanti, di progetti, di odore di latte...

A chi mi chiede come sto... non so mai come rispondere, perchè da un lato sto benone, sono felice e appagata, sono veramente orgogliosa di quanto ho raggiunto nella mia vita, quindi questo lo si vede chiaramente... ma si vedono altrettanto chiaramente anche le occhiaie che si srotolano fino alle ginocchia, lo sbuffo della pancia che è rimasto lì a ciondolare in attesa che io faccia qualcosa per correre ai ripari, i capelli sempre scomposti, la fretta nel mio camminare perchè mi manca sempre il tempo per fare tutto quello che ho in mente e puntualmente infatti non riesco a farlo, la stanchezza che avanza, la mia mancanza di pazienza con le due belve femmine...

Diciamo che per ora riesco a tenere quasi tutto sotto controllo, perchè non lavoro e me la posso prendere con "relativa" calma, non oso immaginare a quando ricomincerò ad andare in ufficio... ma ora non ci voglio pensare, voglio godermi questo periodo, che mi piace tanto tanto!

venerdì 24 febbraio 2012

Piccoli vampiri crescono

Sono appena tornata dal primo tagliando di Massimo dal pediatra.
Il piccolo gladiatore ha ampiamente recuperato il calo fisiologico e ora pesa ben 3.050Kg e sono veramente soddisfatta!

Tutte le sofferenze dei primi giorni di allattamento sono ripagate in qualche modo, meno male!

Eh sì, perchè al contrario di quelle mamme che vivono l'allattamento come un momento idilliaco di instaurazione di un feeling particolare con il cucciolo appena arrivato, io sono di quelle mamme che invece soffrono di ragadi al seno, di crampi all'utero ogni qual volta il piccolo vampiro avvicina la sua dolce boccuccia al distributore di latte alla spina!

Quando lo prendo in braccio e vedo che con la sua bocca aperta comincia a cercare il mio seno, nella mia mente prende a suonare la colonna sonora dello squalo: nda.... nda nda... ndandandandandandanda... fino a che afferra il capezzolo e io mi strizzo in duemila smorfie di dolore, cammuffandole malamente agli occhi delle altre bimbe che mi chiedono preoccupate: "Mamma, che fai?!"

E non valgono granchè oli, creme e cremine per far passare il dolore iniziale, quello deve fare il suo decorso e amen! Tocca sopportà!

Vorrei tanto sapere chi ha detto che è un momento d'estasi.... boh!

Comunque sia, ci stiamo impegnando entrambi: io mi sono messa "di punta" a bere qualunque brodaglia pur di aumentare il getto dei rubinetti di latte, e Massimo non vorrebbe fare altro che stare attaccato alla tetta a ciucciare un po' per necessità e un po' per gioco, soprattutto di notte, in ogni caso vedo che i risultati ci sono... e ben venga il mio squaletto!

venerdì 14 gennaio 2011

I diritti naturali di bimbi e bimbe: 6 - UN BUON INIZIO

Riprendo la sana abitudine di ripassare i diritti di tutti i bambini e continuo con il diritto ad un buon inizio... consistente nel mangiare cibi sani, prendere buone abitudini, respirare aria pulita... Eccone un estratto.



Il latte di mamma: c'è un migliore inizio di questo?
 

Un bel pezzo di parmigiano



Il Battesimo... lo considero un buon inizio anche questo!



Un pezzo di pane



l'aria di mare



un dolce fatto in casa

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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