"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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martedì 14 aprile 2015

Lupo lupo, dove sei?

L'ho comprato tempo fa, perchè mi era piaciuto particolarmente, perchè Massimo adora le storie di lupi, draghi e mostri e perchè lo vedevo davvero ben fatto: Lupo Lupo, dove sei?

E' un libro che racconta la storia di un maialino che va alla ricerca di un lupo che secondo lui è nascosto nella fattoria e in ogni luogo in cui va a vedere, crede di trovarlo, ma invece si tratta di qualche altro animale, quindi anzichè gli artigli del lupo, si tratta di becchi di galline, anzichè di zampe del lupo, si tratta dei piedi di suo padre, anzichè della lingua del lupo, si tratta di un ranocchio... e così via.

E' un libro sensoriale, perchè ad ogni incontro che fa il maialino, viene invitato il bimbo a mettere la sua mano dentro una tasca, per toccare cosa sente il maialino e che gli fa pensare sempre al lupo.

Quando poi, il maialino Al, finalmente, si arrende all'idea che in fattoria non si nasconde nessun lupo e se ne va a giocare nel bosco... ecco lì, che spunta il lupo, più terrificante e pauroso che mai!!!!

La prima volta che l'abbiamo letto, sia Massimo e sia le bimbe, erano davvero incuriosite, toccavano con ansia, ascoltavano l'evolversi della storia, erano in tensione per sapere come andasse poi a finire.
Quando poi è sbucato alla fine il lupo, con le fauci aperte, hanno fatto un salto fino al soffitto dallo spavento.

Qui le reazioni sono state due: le bimbe adrenaliniche, supereccitate che continuavano a dire: "Leggiamo ancora, leggiamo ancora!", mentre Massimo era veramente terrorizzato e non voleva nemmeno vedere da lontano la copertina di quel libro.
Quindi, per evitare, l'ho riposto nella libreria, in mezzo a tanti altri loro libri e ci siamo dimenticati di lui.
Poi, dopo un bel po' di tempo, è rispuntato.
Massimo nel frattempo ha continuato ad alimentare la sua passione per draghi sputafuoco, per mostri paurosi e per spade e cavalieri che vincono sempre.
Ha ritrovato il lupo.
L'ha voluto rileggere, incuriosito. Pur ricordando perfettamente che alla fine c'era qualcosa di pauroso, ha voluto proseguire, andare avanti e, come mi aspettavo, anche stavolta lo spavento c'è stato, ma è stato più controllato.
Sarà che è cresciuto, che era una cosa che se l'aspettava... da quel momento mi ha chiesto di leggerlo e rileggerlo più volte, e ogni volta era come se si esorcizzasse un pezzetto di più la paura che aveva, un modo per affrontarla, per far vedere che era lui il più forte, per dimostrare a se stesso che quel lupo non faceva poi così paura....

Insomma, lo ha terrorizzato, lo ha incuriosito, lo ha affrontato, lo ha sfidato, lo ha chiamato, lo ha osservato... e infine lo ha amato alla follia.
Lupo lupo, dove sei?!
Un libro semplicemente speciale!
Un libro che ci sta accompagnando e ci sta aiutando ad affrontare tante piccole grandi paure.

venerdì 10 aprile 2015

L'esercitazione: simulazione terremoto a scuola

Qualche giorno fa, prima delle vacanze di Pasqua, parlando del più e del meno con Melania di quanto avesse fatto a scuola durante la giornata, ho appreso, con positivo stupore, che i bambini hanno partecipato ad una simulazione di terremoto con relativa evacuazione degli ambienti scolastici.
photo credits: http://www.futuroquotidiano.com/

Ne sono rimasta sorpresa, non so neanche se si tratti di procedure che vadano comunque svolte per legge, ma in ogni caso, ritengo che siano delle cose necessarie e fondamentali, anche in una scuola dell'infanzia, anzi... soprattutto!
A pochissimi giorni di distanza da un luttuoso anniversario, in cui ricordiamo tante, troppe vittime fatte dalla devastazione del terremoto a L'Aquila, non so se tutto questo sia un segno di cambiamento, un segno di maggior consapevolezza e civiltà, ma sicuramente è qualcosa che va fatto.

Melania mi raccontava il tutto con naturalezza e divertimento.
"Sai mamma, ci siamo messi tutti in fila, le maestre stavano con noi e siamo usciti, perchè la scuola stava andando a pezzi"

A queste parole, non lo nascondo, un brivido mi è corso lungo la schiena: una scuola NON deve andare a pezzi per un terremoto, meno che mai nel terzo millennio... comunque... non ho interrotto il racconto della bimba ed ho continuato ad ascoltarla incuriosita.

"Mamma, nessuno aveva paura, perchè sapevamo dove dovevamo andare e poi perchè non eravamo soli."
...
momento di pausa, a quel punto chiedo: "Beh, allora, è andato tutto bene?"
"Sì, mamma, peccato però che Filippo non ce l'ha fatta!"
"Come non ce l'ha fatta???? Che è successo?"
"Eh!" - sospira - "Faceva i capricci e non voleva uscire dalla classe e allora, non ce l'ha fatta, gli è crollata la scuola!"
Oh mamma mia!
"Vedi, Meli che è importante seguire quello che dicono le maestre e fare esattamente quello che ti insegnano?"
"Sì, mamma, infatti io ero la prima della fila e mi sarei salvata comunque!"
... questo si chiama senso pratico, vero?

Comunque, a parte la scarsa ironia della faccenda, penso che sia una cosa buona instradare i bambini ad ogni evenienza, istruirli sul cosa fare in caso di pericolo, insegnare loro a gestire le situazioni e a non farsi sopraffare dal panico.

E... sperando che non ce ne sia mai bisogno.

lunedì 30 marzo 2015

Pasta con borragine e salsiccia

La felicità, si dice sempre, è fatta di piccole cose.
E queste piccole cose, per me, sono anche un semplice pranzetto in casa con la mia famiglia, un sabato qualunque, in cui non ci sono impegni e non ci va di fare niente, neanche di toglierci il pigiama e di rimanerci fino all'ora di pranzo.

Vi capita mai?
Ecco, a noi capita di rado, ma quando accade... ah, che pacchia!

Così, con tutta calma, con un mazzetto di borragine (di cui non conoscevo neanche l'esistenza prima di essere andata al mercato e che me la regalasse il fruttivendolo), qualche salsiccia sbriciolata ho fatto un primo piatto veramente gustoso.

E, ovviamente, non poteva mancare un bel bicchiere di vino rosso... ma di quello buono, eh!


Ingredienti per due persone:
un mazzetto di foglie di borragine lavate
3 salsicce
un mestolo di passata di pomodoro
200g di pasta (io ho usato le fettuccine all'uovo)
1 spicchio d'aglio
olio
sale
peperoncino

Procedimento:
Sbollentare leggermente le salsicce, giusto per far sgrassarle un po', poi, in una pentola a bordi bassi ma larga, mettere le salsicce sbriciolate, le foglie di borragine, e un mestolo d'acqua, coprire e far appassire la verdura.
Una volta cotta, scoprite la pentola, fate asciugare l'acqua in eccesso e riponete il condimento in un piatto.

Nella stessa pentola, quindi, versate un filo d'olio e fate soffriggere l'aglio ed il peperoncino, quindi aggiungere la passata di pomodoro ed un pizzico di sale, a questo punto aggiungere la verdura con le salsicce, amalgamare e il condimento per la pasta è fatto!
Una volta lessata la pasta e ben scolata, tuffatela nel condimento, amalgamate e servite.
Buon appetito!


domenica 22 marzo 2015

Il primo sabato pomeriggio fuori per Melania: si comincia!

Ci siamo, si comincia.
Altra "prima volta" da segnare nel mio diario di famiglia.
E' un po' presto per uscire il sabato pomeriggio, ma è così, abbiamo iniziato!
Melania, con il suo solito spirito libero, autonomo e adattabile a qualsiasi situazione, ha aperto le danze: è andata a rivedere al cinema Cenerentola con la sua amica del cuore e poi cena al Crazy Bull.

Non vi dico i preparativi e l'ansia che hanno preceduto il grande evento, il countdown è iniziato giorni prima: "Quando arriva sabato? Quanto manca a sabato?"
E poi, una volta giunto il giorno, ha cominciato sin dalla buona mattina a chiedere, a prepararsi e a saltellare per casa.
"Mamma, quando arriva Anita? Che ore sono ora? Quanto manca? Posso andare prima?"..
Insomma, uno stillicidio continuo, ma la cosa mi piaceva, denotava quanto ci tenesse all'evento e alla sua amica.

Ha scelto con cura l'abbigliamento, si è preparata anche la borsetta per uscire e l'ho coperta di raccomandazioni, che manco se se ne fosse andata dall'altra parte del globo terrestre: "Mi raccomando, comportati bene, sii ben educata e non ti allontanare dalla mamma di Anita, stalle vicino e fai quello che ti dice, non litigare con Anita, ...."

Insomma, diciamolo: anche io ero in ansia, ma non per il fatto che non stesse con me, mi fa piacere che lei faccia le sue esperienze senza me, e poi della mamma di Anita mi fido più di me stessa, tanto è accorta e scrupolosa, era proprio per l'idea di saperla al cinema da sola, di sabato pomeriggio... mi sembrava ieri che ci andavo io, ed era una vera festa per me, lo stesso è stato per lei.
L'ho subito vista grande, quando, come hanno citofonato, l'ho accompagnata giù, ho salutato l'allegra brigata e lei, senza neanche voltarsi verso di me, già cianciava con la sua amica, tutte e due elettrizzate all'idea del pomeriggio che gli si apriva davanti.




E che lo dico a fà: è tornata camminando ad un metro da terra, felice e serena.


Ed io con lei.
Brava piccola grande Meli.

Ringrazio ufficialmente la mamma di Anita, per la sua pazienza e per il pensiero carino che ha avuto e la ringrazio per avermi mandato man mano immagini delle due che si divertivano come matte. Credo che questa esperienza le bimbe non se la dimenticheranno mai e le ha legate ancora di più.

mercoledì 18 marzo 2015

L'emozione di vederla leggere

La prima elementare è iniziata un po' in salita: Miriam non è una bimba che affronta le sfide a muso duro e non ama affatto i cambiamenti, anzi, la destabilizzano.
Dopo un po' di adattamento, un po' di spiegazioni varie esplicite (molto esplicite) su come funzionano le cose a scuola, dopo aver sbattuto un po' la testa a destra e a manca, sembra abbia cominciato a imbroccare la strada giusta.

I compiti, ormai li fa in maniera autonoma, dopo che mi sono battuta parecchio per darle l'autonomia necessaria, (non mi andava di farmi il sedere quadrato affianco a lei aiutandola a fare i compiti: lei deve fare da sola, o almeno, ci deve provare) ora è diventata un'abitudine il fare i compiti da sola, a meno di aiuti particolari o dubbi dell'ultimo momento.

Insistere sulla sua indipendenza è stata la chiave che ha fatto scattare la molla, anche se all'inizio non è stato affatto semplice: capricci, scuse inventate, problemi istantanei rimandavano sempre l'inizio dei compiti.

Ma non è di questo che volevo parlare, in realtà volevo parlare di una delle "prime volte" che devono essere segnate nel diario di una mamma. Proprio quelle prime volte che segnano una pietra miliare nella storia della famiglia, nonchè nella storia personale di un figlio, come essere distinto dal genitore, che comincia a percorrere la propria strada e a fare le proprie scelte.
Dicevo, la prima volta di cui sto parlando è la prima volta che ha letto da sola.
Ok, risale ad un paio di mesi fa ormai, almeno subito dopo il periodo di Natale, la sua lettura era faticosa, arrancante, tutta slegata, senza senso, ma era il suo inizio, il suo PRIMO inizio.
L'inizio dell'indipendenza della sua mente, l'apertura della sua conoscenza, i suoi primi passi da sola verso qualcosa che non deve essere più necessariamente veicolato da me o da qualcun altro.

Come sono stati emozionanti i primi incerti passetti da sola, come è stata una conquista togliere il pannolino, come è stato da brivido vederla pedalare in bici senza rotelle, ma vederla leggere... ah, vederla leggere mi incanta, starei a guardarla per ore.
Ora va abbastanza spedita, comincia ad assaporare il piacere della lettura, dello scoprire "Come va a finire..." e all'elaborare quanto letto con la sua testa. Mi piace. Mi riempie di gioia, di orgoglio, di speranze.
Sono felice per lei e che questo sia l'inizio di un brillante cammino verso la conoscenza piena, non soltanto del mondo circostante, ma soprattutto di sè, che è il mondo più unico che esiste.


E siamo arrivati che un sabato mattina, mi alzo e, con occhi stropicciati di sonno, scorgo la sua figura nello studio: lei era già lì all'opera, di buonora, con il suo libro aperto a leggere ad alta voce, mentre il resto della casa era ancora addormentato. Alza lo sguardo su di me, mi sorride e mi dice: "Mamma, sto facendo i compiti, ho pure quasi finito!"... bhè, che dire!? Mi ha fatto realizzare, tutto insieme, come uno tzunami che è grande.

venerdì 13 marzo 2015

Come faccio a gestire la vivacità di Massimo?

Cercasi suggerimenti su come gestire gli scatti di ira e l'estrema vivacità di Massimo.
Ora.
Imminentemente!

Sono andata a parlare con le educatrici del nido di Massi la scorsa settimana.
Loro fanno il punto della situazione durante l'anno scolastico, formulando una sorta di "pagellina" in cui si schematizzano tutti i progressi psico-motori del bambino, il comportamento, le relazioni con gli altri, la capacità di essere autonomo e tutto il resto.



Immaginavo che piovesse, ma non che grandinasse!
In effetti, Massimo è un bambino molto accentratore (ovviamente è colpa mia, che ve lo dico a fà?!)
Gli piace essere il protagonista, essere al centro dell'attenzione e per ottenerla fa qualsiasi cosa.
QUALSIASI COSA!

Lo fa anche a casa, per carità, è vero, e molto spesso, pur di non vederlo lanciarsi dall'armadio e fracassarsi a terra, per attirare la mia attenzione, cerco di ascoltarlo immediatamente, e di evitare il peggio.
E' vero, lo faccio anche per comodità: perchè mi rompe sentire quella lagna continua di sottofondo.
E' così.
Quindi molto probabilmente sarà questo mio essere sempre pronta a soddisfare le sue richieste (nei limiti del possibile) ad aver aumentato in lui l'incapacità di attendere, di elaborare un rifiuto, di scendere a compromessi.

Insomma, così "ho creato" un mostriciattolo che crea guai e che, cosa ancora peggiore, trascina anche il resto della classe in questo caos, rendendo alcuni momenti difficilmente gestibili in classe.

Però.
C'è un però.
Quando l'argomento lo interessa, quando la storia della lettura lo affascina, quando il lavoro proposto in classe lo incuriosisce ed è alla sua portate, il tutto cattura la sua attenzione, è il migliore dei bambini: segue, approfondisce, ascolta, elabora, crea, e va avanti di fantasia, riproponendo l'elaborato in mille modi che ha fatto suoi, cosa che difficilmente si riesce a vedere da un bambino di appena 3 anni.


Morale della favola: devo impegnarmi ad essere più ferma nelle mie decisioni, di non dargliele tutte vinte nascondendomi dietro al solito: "E vabbè, dai, è ancora piccolo!", di insegnargli ad aspettare il suo turno nelle cose, e di saper scendere a patti e compromessi.

Mi chiedo: fino a che punto fa parte del suo caratteristico temperamento questo, e fino a che punto si tratta di capricci?
Mi chiedo: dove finisce il ruolo dell'educatore e inizia quello del domatore di leoni?



Molto spesso lui non riesce a contenere la sua energia, schizza in giro come una pallina impazzita in un flipper, ha momenti di urla repentini, come se quel fiato in gola gli avanzasse e lo facesse scoppiare, quindi da qualche parte deve uscire, ha raptus improvvisi di lancio di oggetti, come se non riuscisse a contenere la tipica frustrazione della sua età. Insomma, mi rendo conto che non è facile, non è il classico bimbo tutto dolce e remissivo (ma esistono veramente?) e mi rendo conto che messo in un contesto sociale è destabilizzante tutto ciò.


Ma è l'età? E' una fase? Si supera piano piano da sola?
Devo per forza intervenire io? E in che modo? Facendo il cerbero? In altri modi, non mi ascolterebbe.
Mamme di maschietti, mi rivolgo a voi, perchè con le mie bimbe non ho avuto "problemi" del genere, o almeno non nella stessa portata, erano molto più contenute.
Che si fa in questi casi?

mercoledì 25 febbraio 2015

Ancora nel lettone?

Ancora nel lettone?
Sì, Massimo dorme la maggior parte della notte ancora nel lettone.
Io non sono del tutto preoccupata, anzi, se è l'unico modo che ho io per dormire, va più che bene.
E' il mondo intorno a me a cui non sta più bene.

Per primo Marco.
Non ce la fa più. Lo capisco, eh. Lo capisco. Ma non è che togliendolo e facendolo piangere nel suo lettino si risolve nulla, sebbene ci abbia provato (e in quelle volte, quasi mi sentivo male io!), ma non è servito a niente, anche perchè io ho vanificato il tutto, perchè ero fermamente convinta che non fosse quello il metodo adatto con lui e perchè, DICIAMOLO, sono stanca, ragazzi.
Sono stanca.
Quindi, una mia bella ammissione di colpa, perchè qua bisogna sempre tirare fuori un colpevole per qualsiasi cosa, no?
Ebbene, ce l'avete: sono io.
Mea culpa, mea culpa, mia grandissima colpa.

Abbiamo superato la fase del ciuccio brillantemente, abbiamo superato i biberon notturni... ne abbiamo passate di ogni, ma la situazione non è che sia tanto distante da quella di un annetto fa.
Massimo continua a risvegliarsi la notte e a voler venire nel lettone.
No.
Non ci perdo tempo. Lo prendo e me lo metto vicino.
Di giustificazioni potrei elencarne millemila senza troppa fatica, prima fra tutte è che devo essere presente a me stessa durante il giorno, visto che ho a che fare con lavoro, incombenze, via vai con i bambini in auto, eccetera eccetera... e se mi si toglie anche soltanto un'ora di sonno, io ne soffro e tanto.

La cosa che, ancora non capisco è la seguente: ma agli altri (mio marito a parte, ovvio, perchè la cosa tocca lui in prima persona oltre me, per banali motivi logistici!)... dicevo, insomma, agli altri: COSA CAVOLO FREGA?!?!?!?!?

"Ma... Massimo dorme ancora con voi????"
"Come mai non dorme nel suo lettino?"
"Perchè non ce lo metti e non lo fai piangere un po'? E' solo questione di abitudine!"

... a te, che me lo ripeti e che me lo fai anche capire dallo sguardo di compatimento che mi rivolgi, dico: ma perchè non ti fai un par de ca##i tuoi????
Ecco, e mo' l'ho detto!

martedì 24 febbraio 2015

Di come l'oculista mi ha prescritto di preparare focacce

Miriam ne inventa sempre una nuova pur di non rimanere a scuola!
E' normale?
Sì, direi di sì... anche se a volte mi urta i nervi dover mollare tutto in ufficio, qualsiasi cosa io stia facendo per correre a prenderla.
Una volta è il mal di pancia, un'altra è il mal d'orecchio, ultimamente si trattava di mal di testa.
Almeno tre volte mi ha fatto chiamare dalla bidella.

Non andare a prenderla significa farsi affibbiare l'etichetta della mamma a cui non frega un cavolo, ma io conosco la mia polla e so che, oltre ad essere una paraculetta è anche una bella ipocondriaca (e qui potrei fare l'elenco di persone da cui può aver preso questa adoratissima dote, ma lascio stare!).

L'ultima volta sia l'insegnante e sia la bidella mi suggeriscono di portarla in visita dall'oculista: "Che, sa signora, capita spesso che i problemi di vista diano anche il mal di testa!"
Ma va? Non l'avrei mai immaginato!

Così, alzo il telefono e chiamo per prendere appuntamento (privatamente, sia chiaro, che altrimenti ora avrei esaurito tutte le ore di permesso a mia disposizione, se avessi dovuto aspettare una visita della usl, tante sarebbero state le volte che poi Miriam mi avrebbe fatto richiamare da scuola!) con il mio oculista di fiducia, un professionista che conosco da anni, in pratica ci siamo laureati quasi insieme.



Vado da lui.
La visita.
Le fa diverse domande.
Mi guarda e mi dice:
"Michè, stai serena. La bambina non ha nulla, oltre ad avere 11/10 a entrambi gli occhi!"
"Ma, allora, ammesso che questi mal di testa siano veri, da che possono essere causati?" - faccio ancora la parte della mamma apprensiva, che proprio non sa che pesci prendere - e in parte è pure vero!
"Ahahahahahah... quasi non ti riconosco più! Sai che c'è? Mettiti a fà la donna, e prepara una bella focaccia da far portare a scuola alla bambina, questi mal di testa sono dovuti al fatto che quello che mangia a scuola non le è sufficiente, tutto qui!"

Ecco. Nella prescrizione medica, oltre alle diottrie e misurazioni varie, c'è scritto: preparare una focaccia al giorno alla bambina.

Adoro il mio oculista!

La ricetta?
La sto collaudando, ve la racconto prossimamente.

sabato 21 febbraio 2015

Festa di compleanno a tema Spiderman

Per il compleanno dell'ometto di casa, abbiamo scelto un tema a lui molto caro: Spiderman!
Lui adora questo supereroe, non so come gli sia cominciata questa passione, ma proprio impazzisce quando vede qualcosa che lo riguarda.
E allora non è stato difficile scegliere l'argomento della festa.

Spiderman Party

Ho organizzato tutto a puntino: pochi amichetti del cuore, anche la fidanzatina, sì, pure lei, i nonni, qualche zio e cuginetto e via.
In casa, non si può invitare proprio tutti tutti (e aggiungerei anche: meno male!).
Tutti rigorosamente in maschera, neanche a dirlo, no?!

Mi sono procurata degli accessori di facile reperimento in giro: una tovaglia di carta-tessuto blu, palloncini, un copritavolo simile ad una gonnellina, rosso, piatti e accessori vari rossi, dei cartoncini porta pop-corn a strisce rosse e bianche, bandierine di Spiderman e abbiamo realizzato anche delle ragnatele fai-da-te con cannucce bianche e filo di lana.



Abbiamo addobbato la sala disseminando ragnatele e ragni penzolanti un po' dappertutto, è stato divertente!



E poi abbiamo allestito il buffet... con qualche chicca a tema!
Le ferratelle con sopra un cioccolatino che sembra un ragnetto che cammina sulla sua ragnatela...



i cupcake con la decorazione a tema ragnatela su sfondo rosso


E, ovviamente, la torta di compleanno a tema Spiderman!
Certo, poteva venire anche meglio, ma il festeggiato ne è stato felice e a me questo basta!


I bimbi sono rimasti soddisfatti dell'allestimento e anche io, a dire la verità!


Ma l'attrazione principale del pomeriggio è stata lui, proprio lui: Spiderman in carne ed ossa. Eccezionale.
Massimo è rimasto esterrefatto e felice e anche i suoi amichetti!


Insomma, una festa riuscita, un nuovo tassello nel puzzle dei ricordi da tenere e conservare come una gemma preziosa.
E auguri, piccolo mio!



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giovedì 19 febbraio 2015

Melania in primaria a 5 anni e mezzo, ma...



Ci siamo, ho fatto la domanda per Melania, in modo che a settembre inizi la prima elementare.
Altro passaggio importante, fondamentale nella vita di tutta la famiglia è questo, come quello dell'anno trascorso con Miriam.
Le pietre miliari della vita si susseguono in casa e così sarà per un bel po'.

Ho deciso, ascoltando soprattutto il parere delle maestre della scuola dell'infanzia, che Melania è pronta a fare il grande salto, sebbene sia di gennaio, il che significa che andrà a scuola a 5 anni e mezzo.

Il parere di molti, in questi casi, è quello di lasciare le cose come stanno e di non anticipare i tempi, parere che condivido in pieno, sia chiaro!
Infatti, non l'avrei mai presa questa decisione se:
- la bimba non fosse stata pronta
- la bimba non avesse dimostrato una maturità adeguata
- le maestre della scuola dell'infanzia non avessero del tutto condiviso se non spinto questa decisione
Ecco, considerando tutti questi fattori e considerando anche il fatto che, tutto sommato, stiamo parlando di una bambina che se fosse nata 14 giorni prima (invece di starsene nel grembo materno per più di 41 settimane!), non sarebbe stata considerata anticipataria, direi che ci siamo, no?

Melania è sempre stata più sveglia, autonoma e matura dell'età che ha.
A malincuore, i paragoni con gli altri miei figli sono inevitabili: e Melania è diversa, del tutto diversa, lo è sempre stata.
Con questo non intendo dire che sia un genio, affatto.
E' il suo spirito intraprendente, il suo carattere spavaldo, la sua volontà e la facilità con cui affronta le difficoltà che mi lasciano ben sperare e che la rendono più forte.
Ecco cosa.

Mi sono informata, so che andare a scuola prima del tempo talvolta è controproducente: togliere un anno di giochi, di svago e, non solo, costringere il bambino a degli impegni più grandi di lui, potrebbero portare in una direzione sbagliata.
Ed è per questo che ho ponderato bene questa decisione.

D'altro canto anche io, a mia volta, sono un'anticipataria. Sono andata a scuola esattamente come andrà lei, a 5 anni e mezzo, e, dal mio punto di vista, il fatto di esser sempre stata la più piccola della classe, ha fatto scattare in me quello spirito di competizione sana che mi ha portato sempre a fare del mio meglio, infatti pensavo: "Ok, io sarò pure la più piccola, ma vi frego tutti!".
Ed infatti, con il mio impegno e la mia curiosità, sono andata sempre avanti come un treno.
Questo per dire, che, considerando opportunamente le inclinazioni del bambino ed il suo temperamento, andare a scuola come anticipatari non è detto che debba essere per forza un male, anzi!

Anche per Massimo mi troverò un giorno, tra un paio d'anni a fare queste considerazioni, dal momento che lui è di febbraio.
Ma già so, che non credo che sarà mai pronto al passaggio alla scuola primaria, neanche verso gli 11 anni!
Chissà perchè, eh!?
Ma questa è tutta un'altra storia, che forse affronteremo in seguito!
Nel frattempo, aspetto la risposta del MIUR!

Se vi va, domani mattina interverrò su RadioCusanoCampus (FM89.100) verso le 11.00  per parlare proprio di questo argomento e di come lo sto affrontando.
Avete voglia di indicare qualche aspetto fondamentale da segnalare in merito?
Sarò felice di essere portavoce di altri pareri.

Aggiornamento:
Per ascoltare il mio intervento in radio: se vi va, potete scaricare il podcast da qui!

mercoledì 11 febbraio 2015

Della prima pagella e della tuttologia genitoriale

Ieri Marco ed io siamo andati a prendere la prima vera pagella di Miriam.
La prima pagella della prima elementare.
Inutile dire quanto io fossi emozionata, commossa, elettrica e blablabla... direi l'ovvio.
Inutile dire poi la mia soddisfazione, la mia gioia ed il mio orgoglio.

Però forse è utile, non so, dire della mia immensa ammirazione per le maestre e la mia profonda stima nei loro confronti e nei confronti, più in generale, di tutta la categoria degli insegnanti.

Prima della consegna della pagella, c'è stata una piccola (e neanche tanto piccola) riunione plenaria tra genitori e maestre.
Le due insegnanti hanno dovuto subire e fronteggiare tutta una serie di domande, di chiarimenti, di invadenze, di discussioni, che anche la metà sarebbe bastata a me per farmi saltare i nervi.
Poi, ancora mi chiedono perchè mai non ho scelto di fare l'insegnante... a quest'ora starei già in galera, ma non per aver messo le mani addosso a qualche alunno, al contrario, le avrei messe addosso a qualche genitore, altro che!


Qualche esempio?
Quanti ne vuoi!
Iniziamo col dire che un nutrito gruppo di genitori era contrarissimo a quella sporadica mezzora di cartoni animati (che poi abbiamo scoperto essere intervallati anche da filmati Unicef e di approfondimenti vari... ma questo poco ha importato) a cui i poveri bambini venivano sottoposti subito dopo il pranzo, come momento defaticante e di riposo.
Vabbè, potrebbe anche essere lecito avere delle diverse vedute in merito, per carità, ma è il modo di porre all'attenzione delle insegnanti la questione in essere: "Io faccio tanto a casa per evitare di far vedere la televisione e qui mi rovinate il tanto lavoro che faccio!"
Ripeto: sporadica mezzora di dvd o di cartone animato sempre in dvd.

Soprassediamo.

"Maestre, chi delle due si occupa dell'insegnamento dell'inglese?" Chiede un papà molto attento e con fare quasi indagatorio.
"Io, mi dica!"
"Ho visto sul quaderno di mia figlia che avete fatto finora appena 3 schede, non è un po' poco? Come mai?"
...
e qui, io sarei esplosa, fossi stata nella maestra, invece lei, con tanta pazienza e carineria si è messa a spiegare come funzionano le cose e quali sono i programmi ministeriali previsti per una classe di prima elementare, quello che è stato fatto, come è stato fatto e compagnia bella.
E, manco a dirlo, il papà in questione, non ne è rimasto affatto soddisfatto.

Andiamo avanti.
Questione compiti a casa.
Premessa: i bimbi ora stanno nel pieno dell'esercizio della lettura, nel momento più ostico e antipatico del dover superare le prime grandi difficoltà e l'esercitazione nella  pratica della lettura è fondamentale per scavallare questo momento non proprio piacevole.
"Maestra, ma tutti questi compiti il pomeriggio, i bambini non riescono a farli, sono stanchi!"
(Tutti questi compiti = una paginetta di 5 righe di storiella da leggere)
"Maestra, i bambini non riescono a fare i compiti, perchè hanno altre attività il pomeriggio"
(Tutti i pomeriggi hanno altre attività?????)
"Maestra, io leggo sempre la favola della buonanotte a mia figlia la sera, quindi lei è avvezza a leggere... noi abbiamo questa bella abitudine che potrebbe sostituire l'esercizio di lettura dato da lei a scuola"
(Dire che avevo gli occhi fuori dalle orbite è dire poco!)
"Maestra, facciamo così - dice il papà di cui sopra - facciamo che i compiti si possono assegnare un giorno sì e uno no, che ne dite?" e si gira verso gli altri genitori (io sempre con gli occhi di fuori stavo!)
E una mamma risponde: "E se il giorno sì coincide con il pomeriggio di ginnastica di mia figlia come facciamo?"
Le maestra ascoltavano tranquille, serafiche.
Io ero sempre con gli occhi più in fuori!
Il papà di rimando risponde: "Ah, sì, giusto, allora facciamo che i compiti vengono assegnati ogni due giorni e poi è a discrezione del bambino, in base alle attività che ha da fare il pomeriggio, di farli o meno per il giorno dopo o per il giorno seguente ancora".
Eh sì, facciamo un tanto al chilo, signò, che faccio lascio!?!?!?
Ma siamo al mercato della contrattazione dei compiti da fare??????
Ma sono io che sto fuori dal mondo o cosa?

Insomma, potrei andare avanti e raccontare tutta un'altra serie di osservazioni fatte alle maestre che loro, poverine, ascoltavano con buona volontà e a cui rispondevano con pazienza e con voglia di venirci incontro.

Ma così, a mio avviso, non si va da nessuna parte, signori miei, nossignore.

E' possibile che noi genitori ci sentiamo così tuttologi?
Possibile che ne sappiamo di inglese, psicologia infantile nonchè dello sviluppo, pedagogia, medicina, matematica, ... ?
Possibile che non riusciamo a fare un passo indietro e lasciamo fare ad ognuno il proprio lavoro in base anche all'esperienza e alle conoscenze che si hanno?
Possibile che per il troppo seguire i propri figli e cercare che loro abbiano il meglio, finiamo per soffocarli e schiacciarli letteralmente?
Come ci sentiremmo noi se un pincopallo qualunque, che non ne sa evidentemente una cippa del lavoro che stiamo svolgendo (per studi, competenze, esperienza, ambito lavorativo...), ci mettesse invece becco dicendoci non solo che non lo sappiamo fare, ma anche ci dicesse come farlo?

Perchè questa strisciante sfiducia nella professionalità degli insegnanti che ogni giorno dimostrano invece di saper fare il proprio lavoro?
Perchè non ci diamo una calmata?
Smettiamola di fare i tuttologi.

giovedì 5 febbraio 2015

Torta Raffaello

Dopo la Torta Rocher, non poteva certo mancare la sua antagonista: la Torta Raffaello.
L'ho preparata insieme a quell'altra, nell'occasione dei festeggiamenti del compleanno insieme a mia sorella Mariolla.


Amara, densa e mattonellosa la mia Torta Rocher.
Pannosa, dolce, leggera la torta Raffaello, quella di Mariolla.

Le caratteristiche di ciascuna di noi erano racchiuse in una torta.
Carino, no?

Ecco quindi, la Torta Raffaello.



Ingredienti per uno stampo da 20cm:
160g di zucchero
2 uova
100g di farina
100g di fecola di patate
1 fialetta di aroma di vaniglia
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
mezzo bicchiere di olio di semi
Per la farcia e la copertura:
300ml di panna fresca da montare
mezzo bicchiere di latte
farina di cocco
qualche raffaello

Procedimento:
Montare le uova con lo zucchero. Unire l'aroma di vaniglia e mescolare ancora bene.
Unire quindi tutti gli ingredienti secchi (farina, fecola, sale, lievito) alternandoli con il mezzo bicchiere di olio di semi. Una volta che il composto è ben amalgamato e liscio, versarlo in una tortiera ben imburrata e infornarla in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti.
Togliere dal forno e lasciar raffreddare completamente.
Una volta che la torta è ben fredda, montare a neve ferma la panna per dolci, dividere quindi la torta in due dischi, bagnare i dischi con il latte, su un disco disporre uno strato di panna montata, spolverare sopra una manciata di farina di cocco, ricomporre quindi la torta.
Coprirla con il resto della panna montata e spolverarla con altra farina di cocco.
Guarnire con qualche cioccolatino raffaello.
Riporre in frigo per farla rapprendere per almeno un'oretta.

Buon Compleanno ancora Mariolla mia!

martedì 3 febbraio 2015

Di esercizi di concentrazione e manualità: il telaio

No, non sono io che mi diletto a fare maglia, uncinetto e robine varie, ho detto più volte che la mia manualità è pari a quella di uno gnu che gioca a shangai!
Qui voglio parlare adesso di Miriam e della sua passione per la maglia ed il suo adorato telaio.

Grazie a questo corso, che ha scoperto lei stessa tenersi a scuola nel pomeriggio dopo l'orario delle lezioni, non soltanto le si è aperto un mondo, ma va a scuola anche più volentieri e motivata.
A questo corso partecipano le bimbe anche delle classi più grandi e lei si sente più considerata, si è integrata anche meglio: la mattina, prima di entrare a scuola, saluta le sue amichette compagne di telaio e dà loro appuntamento al pomeriggio, trovo che sia una cosa veramente carina questa.


Insomma, dicevo, voglio parlare di questa sua passione per il telaio.
Da quando ha iniziato questa attività è molto più concentrata e riflessiva.
Ha voluto comperare anche il suo personale telaio di legno, che tira fuori appena le è possibile in casa, anche di sabato mattina alle 8.00

Le piace talmente tanto, che ormai lo utilizzo come arma di scambio: "Se ti sbrighi a finire i compiti, riesci a giocare con il telaio prima di cena!"
E lei mette il turbo e si ingegna per poter fare entrambe le cose.

E poi è innamorata della sua adorata Giovanna, la sua insegnante di telaio, che altro non è che la signora custode della scuola, una donna tuttofare che passa dal suonare la campanella, al distribuire abbracci, coccole e parole di incoraggiamento all'entrata a scuola, dai rimedi naturali in caso di mal di pancia e stanchezza, a tutte le comunicazioni da sapere riguardo riunioni e incontri con le insegnanti.
Insomma, Giovanna è la colonna portante della scuola... in barba a tante maestre che molto spesso, in certe occasioni, non sanno nemmeno che pesci prendere!

Quindi, oltre alla passione per i cavalli, Miriam ha scoperto questo altro suo lato di sè, e le piace, le piace da matti.
Ha realizzato un sacco di lavoretti carini, ma veramente carini che io non saprei nemmeno da dove cominciare!
E niente, il processo di superamento delle abilità della mamma sono state di gran lunga superate, direi che Miriam mi ha proprio doppiato alla grande.

lunedì 26 gennaio 2015

Frozen Party

Come dicevamo, abbiamo festeggiato il compleanno di Melania, i suoi 5 anni, in perfetto stile FROZEN, abbiamo quindi realizzato un Frozen Party di tutto rispetto, che ha incontrato perfettamente le elevatissime aspettative della festeggiata e che ha lasciato tutti a bocca aperta.



Ok, non è merito mio, come sempre c'è lo zampino di Francesca che, ormai, da diversi anni a questa parte, è mia validissima alleata nella realizzazione di feste di compleanno sempre più stupefacenti.

Il tema frozen, stavolta, era abbastanza facile da realizzare: in commercio esiste praticamente di tutto su questo film della Disney, ma noi abbiamo voluto fare molto di più, non abbiamo utilizzato nulla di preconfezionato con il marchio frozen, ma ci siamo liberamente lasciate ispirare dal film, che fa galoppare la fantasia e più ti ci metti e  più trovi soluzioni e idee da poter realizzare.

I colori scelti
Tutto era sul tema blu, azzurro e bianco. La neve, i ghiacci e i fiocchi di neve sono stati lo scenario.

 Il banner gigantesco sul muro, i fiocchi di carta velina azzurra, le bandierine, ...


e i fiocchi di neve che pendevano dal soffitto qua e là


e le sagome dei protagonisti del film: Elsa, Anna e Olaf che trionfavano sulla tavola del buffet, con tanto di sagoma in cartone del castello di ghiaccio di Elsa elevato so una doppia alzatina


... tutto era perfetto. Semplice, ma d'effetto!
E poi il buffet:oltre alle solite cose, sono riuscita a trovare dei macarons celesti favolosi


e una ciotolina piena zeppa di nasi di Olaf, le mini carotine già pulite e fresche che, con mia somma meraviglia e grande piacere, sono andate a ruba


E la mia bella torta frozen


Non mancavano i regalini da lasciare alle amiche venute a trovarci: i biscotti decorati come la torta



Melania ha invitato le sue amiche del cuore, in tutto, in casa, c'erano 8 bimbe tutte elettrizzate, mascherate da Elsa, Olaf e Anna (ma soprattutto Elsa), che parlavano di magie, di ghiacci e canticchiavano le musiche del film



C'era anche una postazione dedicata al trucco...


colori, musica e giochi.
Che dire? Mi sono divertita anche io come una bambina!
E ancora... Auguri mia piccola dolce principessa Melania


Potrebbero anche interessarti:
- come preparare la Torta Frozen con la pasta di zucchero: semplicissima da fare!

Altre feste a tema:

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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