"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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martedì 14 aprile 2015

Lupo lupo, dove sei?

L'ho comprato tempo fa, perchè mi era piaciuto particolarmente, perchè Massimo adora le storie di lupi, draghi e mostri e perchè lo vedevo davvero ben fatto: Lupo Lupo, dove sei?

E' un libro che racconta la storia di un maialino che va alla ricerca di un lupo che secondo lui è nascosto nella fattoria e in ogni luogo in cui va a vedere, crede di trovarlo, ma invece si tratta di qualche altro animale, quindi anzichè gli artigli del lupo, si tratta di becchi di galline, anzichè di zampe del lupo, si tratta dei piedi di suo padre, anzichè della lingua del lupo, si tratta di un ranocchio... e così via.

E' un libro sensoriale, perchè ad ogni incontro che fa il maialino, viene invitato il bimbo a mettere la sua mano dentro una tasca, per toccare cosa sente il maialino e che gli fa pensare sempre al lupo.

Quando poi, il maialino Al, finalmente, si arrende all'idea che in fattoria non si nasconde nessun lupo e se ne va a giocare nel bosco... ecco lì, che spunta il lupo, più terrificante e pauroso che mai!!!!

La prima volta che l'abbiamo letto, sia Massimo e sia le bimbe, erano davvero incuriosite, toccavano con ansia, ascoltavano l'evolversi della storia, erano in tensione per sapere come andasse poi a finire.
Quando poi è sbucato alla fine il lupo, con le fauci aperte, hanno fatto un salto fino al soffitto dallo spavento.

Qui le reazioni sono state due: le bimbe adrenaliniche, supereccitate che continuavano a dire: "Leggiamo ancora, leggiamo ancora!", mentre Massimo era veramente terrorizzato e non voleva nemmeno vedere da lontano la copertina di quel libro.
Quindi, per evitare, l'ho riposto nella libreria, in mezzo a tanti altri loro libri e ci siamo dimenticati di lui.
Poi, dopo un bel po' di tempo, è rispuntato.
Massimo nel frattempo ha continuato ad alimentare la sua passione per draghi sputafuoco, per mostri paurosi e per spade e cavalieri che vincono sempre.
Ha ritrovato il lupo.
L'ha voluto rileggere, incuriosito. Pur ricordando perfettamente che alla fine c'era qualcosa di pauroso, ha voluto proseguire, andare avanti e, come mi aspettavo, anche stavolta lo spavento c'è stato, ma è stato più controllato.
Sarà che è cresciuto, che era una cosa che se l'aspettava... da quel momento mi ha chiesto di leggerlo e rileggerlo più volte, e ogni volta era come se si esorcizzasse un pezzetto di più la paura che aveva, un modo per affrontarla, per far vedere che era lui il più forte, per dimostrare a se stesso che quel lupo non faceva poi così paura....

Insomma, lo ha terrorizzato, lo ha incuriosito, lo ha affrontato, lo ha sfidato, lo ha chiamato, lo ha osservato... e infine lo ha amato alla follia.
Lupo lupo, dove sei?!
Un libro semplicemente speciale!
Un libro che ci sta accompagnando e ci sta aiutando ad affrontare tante piccole grandi paure.

giovedì 11 dicembre 2014

La giornata del libro a scuola, ovvero: le mie letture in classe

L'altro giorno un avviso sul quaderno apposito di Miriam:
"Gentili genitori,
giovedì prossimo sarà la giornata del libro a scuola e se voleste partecipare regalandoci una lettura di un libro di favole durante l'orario scolastico, fareste cosa molto gradita a tutti i bambini della classe...."
Insomma, vi pare forse che me lo sono fatto ripetere due volte?

Ovvio che no!
Così ieri sera, Miriam si è ritrovata davanti alla sua libreria e ai vari libri e libretti in giro per casa a scegliere quale portare.
Non riusciva a scegliere tra questi tre.


"Un libro per Orso", dove un orso un po' scorbutico si ritrova per la prima volta in biblioteca e si appassiona alla lettura, "Dewey c'è un gatto in biblioteca", dove un gattino viene adottato da una bibliotecaria e diventa la mascotte dei bimbi frequentatori del posto e "Pinguino e Pigna", una storia di una dolce amicizia tra un pinguino e una pigna.
Effettivamente sono tre storie dolcissime e divertenti, non ho saputo consigliarla.
Quindi le ho detto di portarli tutti e tre, poi avremmo trovato il modo di scegliere insieme ai suoi compagni di classe.

Non vi nascondo che ero abbastanza emozionata, ci ho pensato su un po' su come impostare la cosa, ma poi Miriam, come se avesse capito il mio stato d'animo, mi ha detto: "Mamma, se li leggi proprio come ce li leggi a noi, allora piacerà a tutti, E mi raccomando, fai le voci!"
"Mah sì, faccio così!", ho pensato convinta.

Ho pensato anche di andare a prendere Melania un po' prima da scuola, per poterla portare con me. Volevo condividere con lei questo momento, per diversi motivi, e così siamo entrate insieme in classe di Miriam.

Mimmi, appena ci ha viste, si è illuminata... la vedevo elettrica e contenta. E lo eravamo molto anche noi.
Così la maestra, vedendo i libri che avevo portato, ci ha invitato a sceglierne soltanto uno.
Ho fatto scegliere ai bambini, per alzata di mano.
Dewey, il gatto di biblioteca, ha stravinto su tutti.

Mi siedo di fronte ai bimbi, che erano rimasti ognuno al proprio banco, incuriositi e comincio a leggere... non prima di aver fatto loro qualche domanda:
"Sapete cosa è una biblioteca?"
"Siete mai stati in biblioteca?"
E ognuno ha dato una risposta, erano tutti contenti di essere coinvolti.
E Miriam era più contenta di loro.
Comincio.
Leggo la storia, sfogliando le pagine, mostrando loro le immagini.
Qualcuno fa domande, qualcuno si avvicina per vedere meglio.
Ma tutti rimangono concentrati, anche chi normalmente non si interessa a questo tipo di attività (la maestra, infatti, mi aveva avvisato che un paio di bimbi, se era il caso, li avrebbe coinvolti in altro se avesse visto che non seguivano e disturbavano gli altri).
Io continuo, cambiando il tono della voce, facendo facce e voci.

Finisco e Miriam chiede alla maestra se posso leggerne un altro.
In coro tutti gli altri la seguono: "Sì, maestra, ti prego!" "Dai, maestra, dai"...
Io mi giro per guardare la maestra, per avere il consenso a proseguire.

Nuova votazione: quali degli altri due libri avrei dovuto leggere?
L'orso o il pinguino?
Tocca al pinguino.
Leggo la dolcissima storia di questa amicizia del tutto particolare tra un pinguino ed una pigna che poi cresce e diventa un albero.
Finisco di leggere.
E di nuovo, altro ritornello: "Maestra, dai, l'ultimo e poi basta!" "Sì, maestra, dai!" "Mamma di Miriam, non vai via, vero?"
Tocca all'orso.

Eh, sarà un caso che Miriam ha scelto ben due libri che parlano di biblioteche? Forse voleva darsi un'aria da intellettuale...

Leggo anche l'orso in biblioteca.
L'attenzione dei bimbi la sento, la avverto proprio.
E' bello.
Mi sono divertita un sacco.
E poi, vedere Miriam così felice...
che ve lo dico a fà?!?

venerdì 22 agosto 2014

La strada verso casa



Non lo credevo possibile, ma sì: ci si può commuovere profondamente con un libro di Fabio Volo. E lo so che gli pseudo-intellettuali della fava, in questo momento, non solo staranno storcendo il naso, ma stanno avendo anche un lieve attacco di bile, ma è così.
Sempre questi pseudo-intellettuali considereranno la mia recensione, una manciata di parole senza senso, frivole e senza significato, un po’ come tutto il blog, ma, a dirla tutta, questi pesantoni, tuttologi della fava di cui sopra, secondo me, sono invidiosi del successo di Volo, non lo comprendono e non lo accettano.
Con questo libro, a mio avviso (sempre modestissimo), Volo ha trovato (finalmente) la maturità, ha scavato nel profondo del suo animo, della sua esistenza, è tornato alle origini, alle questioni non risolte della sua infanzia, ai rapporti veri, quelli che ti porti dentro per sempre, per tutta la vita e che la segnano, inevitabilmente.
La strada verso casa è, infatti, tutto un percorrere quella che è stata l’esistenza di due fratelli, tanto diversi, ma tanto simili, nel vissuto, soprattutto nell’infanzia: le esperienze fatte nella casa dei genitori, l’educazione ricevuta, i grandi dolori sopportati, ognuno a suo modo, rinchiusi in se stessi, senza aprirsi e senza porgersi una mano. Si ritrovano da adulti, proprio quando devono affrontare, di nuovo, la perdita di un genitore.
Si ritrovano, si avvicinano, si giudicano, si aiutano, poi si allontanano, si ritrovano e si comprendono.
Una bella storia di vita, un percorso inevitabile, che tutti noi figli, in situazioni “normali”, siamo costretti prima o poi ad affrontare. E’ per questo che ho sentito questi due fratelli, Marco e Andrea, molto vicini a me e al mio vissuto. Tutto il ripercorrere i ricordi, il rivivere la casa di famiglia da adulti, dopo che tante cose sono cambiate e che qualcuno non c’è più, rivedere vecchie lettere, vecchie foto, libri, ninnoli vari, ognuno con la sua storia, il suo racconto che soltanto chi è di famiglia conosce, per gli altri sono solo vecchie cianfrusaglie.
E poi la ricerca di se stessi, dopo tanti errori, tanto affanno, tanti tentativi fallimentari e la svolta avviene quando si cambia prospettiva, quando si prova a pensare e a vedere le cose con gli occhi di qualcun altro.
Perché non sempre si ha la fortuna di trovare quello che si cerca al primo tentativo, a meno che non ci si convinca che sia così.

Ebbene sì, mi sono commossa, profondamente. Mi ci sono incollata su queste pagine, ogni parola l'ho sentita mia, l'ho vissuta e l'ho divorata.
Ho riso ed ho pianto.


E ringrazio Volo per essere così tremendamente cazzone e sensibile. Come piace a me.


mercoledì 23 luglio 2014

E' facile fare la mamma... se sai come si fa

Ho conosciuto una persona, una bella persona, una mamma, una tata, un personaggio televisivo, ma anche una esperta in educazione infantile, una maestra... insomma, una tuttofare, come soltanto le mamme sanno essere.
Ho conosciuto Francesca Valla, in arte Tata Francesca... sì, una delle tate televisive che tanto non sopporto. Ma mi sono ricreduta, almeno su di lei.
E vi spiego il perchè.
Andiamo per gradi.

L'ho conosciuta di persona qualche settimana fà, il feeling è risultato immediato tra noi, in pratica, ci si scambiava opinioni, pensieri e impressioni come se ci si conoscesse da una vita, sintonizzate sulla stessa lunghezza d'onda. Mi sono chiesta: "Possibile? Io? Con Tata Francesca?".
Sì, possibile.

Presa dalla curiosità, ho quindi deciso di leggere il suo libro: E' facile fare la mamma... se sai come si fa.
Mentre lo stavo leggendo, mi è stato chiesto poi di intervistare proprio lei, Francesca.
Non me lo sono fatto ripetere due volte, ma ho voluto aspettare di finire di leggere il libro, mi incuriosiva e mi stava piacendo: volevo avere un quadro completo.



Così. Un bel pomeriggio grigio di luglio, alle 15.00 la chiamo e si comincia l'intervista.
Lei risponde sussurando, con un filo di voce, perchè la bimba stava schiacciando il suo pisolino pomeridiano, si allontana quindi dalla stanza.
Stanno al mare, in vacanza e lei si ritaglia un paio di ore di tempo per se e per il suo lavoro soltanto nei pomeriggi, il tempo in cui la bimba riposa.
E' stata un fiume in piena di parole, emozioni... una piccola, grande lezione di vita e un bagaglio di spunti di riflessione.

Francesca, la cosa che mi è assolutamente più piaciuta del tuo libro è che non è il solito "manuale delle istruzioni" su come far funzionare un bambino, ma è più un insieme di suggerimenti che dai a noi genitori su come riuscire a capire certi meccanismi, certi comportamenti e per entrare in sintonia con i nostri figli. Infatti, la parola chiave di tutto il libro è "EMPATIA".
Sei arrivata a questo ora che sei mamma, oppure usavi l'empatia anche prima?
Sì, grazie che hai colto questo aspetto, in effetti ho da sempre cercato di entrare in empatia con i bambini: sono una maestra, una educatrice da ben 23 anni, ed ora ho la fortuna di educare mia figlia.
Solo con l'empatia riesco ad entrare in sintonia con i bambini e a tirare fuori il meglio da loro, a catturare la loro attenzione e ad entrare veramente in contatto con loro.
Chi educa i bambini, chi lavora a stretto contatto con loro, è importante che impari innanzitutto ad ascoltare e a rispettare ogni singolo bambino, con ogni sua particolarità, ogni sua differenza e questo è possibile soltanto se si è empatici.
Tramite l'empatia si capisce anche come è meglio intervenire e non esiste un metodo universale che vale per tutti i bambini, è per questo che il libro non dà istruzioni per essere dei buoni genitori, perchè non esistono, ma solo cerca di aiutare e di dare idee, proprio perchè non esiste un percorso prestabilito su come diventare una buona mamma, siamo tutte buone mamme.

Un'altra cosa che ho apprezzato molto è stato il fatto che, ora, da mamma, sei ritornata su alcune tue convinzioni che avevi in qualità di Tata. Sai, non ho mai apprezzato quel genere di trasmissioni televisive che trattano il bambino come un robot e che fanno sembrare semplice qualsiasi cosa: seguendo rigide regole universali e facendo sentire sbagliato chi non adotta una certa linea. Non funziona così, a mio avviso.
Il tuo tornare indietro sui tuoi passi e rivedere questioni come il cosleeping (il dormire nel lettone con i genitori) è stato da me, molto apprezzato.
Sì. Fermo restando che durante il primo anno di vita di mia figlia ho seguito alla lettera le norme anti SIDS (ndr), poi... ho un po' fatto come me pareva (come dite voi a Roma!).
Il segreto è che bisogna stare bene prima di tutto noi mamme, perchè se stiamo bene noi, allora ne acquista di serenità anche il bambino e, in generale, tutta la famiglia. Quindi, ho fatto come mi dettava il cuore. Oggi mia figlia dorme nel suo lettino, ma... ben vengano le incursioni nel lettone di mamma e papà. D'accordo l'autonomia, l'indipendenza, ma via libera anche alle "trasgressioni" delle regole, soprattutto in vacanza!
Tutto quello che viene fatto con amore e in virtù dell'amore, va bene. Non esiste altra perfezione. Le regole non sono perfette.
Anche gli educatori, soprattutto nella scuola materna e primaria, anzichè pensare a dettare regole rigide e a sottolineare soltanto i punti che non vanno, dovrebbero invece evidenziare i punti di forza del bambino. Io, da maestra, dico quello che va, non quello che non va.
Ci sono altri aspetti su cui ti sei un po' ricreduta, ora che sei mamma?
Sì, certo... tutti i giorni. Rivedo ogni aspetto man mano, lo adatto a mia figlia, alle circostanze. Quello che io chiamo "la competenza del cuore" fa in modo che io riveda tutto di volta in volta.
Noi dobbiamo pensare che qualsiasi cosa facciamo o diciamo, qualsiasi nostro atteggiamento, ha sicuramente una ripercussione su nostro figlio, è per questo che dobbiamo comportarci di conseguenza!
Sia nel libro, ma soprattutto di persona, Francesca, sei una persona piena di energia, ma pacata, sempre solare, sorridente, piena di buoni suggerimenti... ma tu, detto tra noi, la pazienza, la perdi mai????
(sorride!)
Capita di arrabbiarmi, ovvio, e quando capita sono parecchio incisiva. Ma sia i miei alunni a scuola e sia mia figlia, sanno che ho un sacco "virtuale" della pazienza. Quando comincia a scarseggiare, quando ne rimane solo qualche briciola, allora li avverto che si sta per esaurire, quindi i bambini sono avvisati e cercano di agire di conseguenza.
Ma tutto sommato, mi reputo una mamma fortunata, non una brava mamma, ma una mamma fortunata sì, perchè mia figlia è una bambina veramente adorabile, non c'è bisogno di tanta pazienza con lei.
Nel tuo libro, suggerisci spesso di ricorrere a canzoncine, filastrocche e storielle per affrontare la routine di tutti i giorni, per esorcizzare paure, per insegnare qualcosa... Non è che ne faresti una raccolta per genitori poco fantasiosi come me e la pubblichi?
Ma io l'ho scritto un libro di filastrocche!!!!
(Ecco... bella figura che ho fatto!!!!)
In realtà racconto una storia diversa ogni sera, perchè la mia bimba non si accontenta della stessa storia tutte le sere, certo che no. E così, questo è il periodo delle storie sui mostri, ma sono mostri divertenti i nostri, fanno ridere, molto ridere, così non fanno più paura!
Una cosa che fa ridere, non può più far paura, no?
Un altro importante suggerimento che dai nel tuo libro è "Ricordo quando ero bambina": troppo spesso ce lo dimentichiamo, ma perchè?
Viviamo in un eterno presente, non abbiamo tempo per fermarci a ricordare, non c'è più tempo per la memoria, come invece avevano i nostri nonni.
Ad esempio, questo periodo, delle vacanze, è importantissimo: mi fermo a valutare quanto è stato fatto finora, quello che è stato, e valuto anche il futuro, quello che sarà.
Oggi non abbiamo tempo per riflettere sul passato, ma neanche sul futuro, è per questo che non ricordiamo più di quando eravamo noi stessi bambini.
In realtà, una delle mie regole del cuore è la grande rivoluzione della maternità, che si concretizza solo se si riflette su quella che è stata la propria infanzia: per poter migliorare quanto è stato fatto, riprodurre quello di buono che abbiamo ricevuto, il tutto nell'ottica di rendere nostro figlio un individuo sereno, felice, capace. Ma per felice si intende felice di se stesso, in grado di accettarsi così come è, con i propri pregi ed i propri difetti: questo è quello che veramente vuol dire avere una buona autostima.
Una ultima domanda, forse un po' più malinconica. Nel momento in cui si diventa mamme, si viene sopraffatte da tante ansie, timori: paura di non essere all'altezza, paura di non fare la cosa giusta. Queste paure, spesso, vengono amplificate perchè ci si sente sole, quasi abbandonate da istituzioni, assistenza, a volte distanza fisica dai propri cari. Tu, quando sei diventata mamma, ti sei mai sentita sola?
Anche io ho le difficoltà da affrontare tutti i giorni.
Da mamme, c'è sempre qualcosa che preoccupa, qualche motivo per cui si è in ansia, in apprensione. Sono sempre stata felice per quello che la vita mi ha dato e continua a darmi, ma non per questo non ho avuto i miei momenti di difficoltà. Il momento più impegnativo della mia vita è stata la nascita di mia figlia: avevo i riflettori puntati addosso, un sacco di aspettative su di me: ero una educatrice, una tata, figurati che mamma perfetta sarei stata? E da qui, il titolo, ironico, del libro. Avevo, ed ho ancora, tanti timori di non riuscire ad essere come si aspettavano gli altri da me.
Il mio grande supporto è stato ed è, il mio compagno, ma la paura di non farcela c'è sempre, con quella una mamma impara a convivere.
La mia fortuna è certamente di avere una componente caratteriale che cerca sempre di trovare il lato bello delle cose, un po' come Mary Poppins, e che non si abbatte facilmente. Certo, la fatica a volte è tanta, anche la stanchezza, ma anche tanta è la gioia. E l'importante è tenere ben presente l'obiettivo: la serenità di tutti.


venerdì 30 maggio 2014

Il ciuccio di Nina

La nostra avventura senza ciuccio sta andando avanti.
Non senza fatica, ma sta procedendo.
A breve festeggeremo la prima settimana di Massimo senza ciuccio... e non è roba da poco, questa, eh!
Visto che la storiella che abbiamo messo in piedi per aiutare Massimo ad abbandonare il suo adoratissimo ciuccio prevede la presenza di un lupo, abbiamo trovato il libro PERFETTO che fa al caso nostro: "il ciuccio di Nina".

Nina è una bimbetta allegra e furba, non vuole proprio mai lasciare il suo ciuccio, tanto che quando parla, storpia tutte le parole.
Un giorno passeggiando nel bosco, chi ti va ad incontrare? Sì, proprio lui: un famelico lupo ferocissimo che, invece di spaventarla, la fa arrabbiare tantissimo, perchè non capisce cosa lei gli dice.

Così, una volta per tutte, lei si sfila il ciuccio di bocca e lo infila nelle fauci del lupo, che diventa mansueto e coccolone, come un agnellino.

Soddisfatta dell'operato, Nina saluta il lupo (e di conseguenza il ciuccio) per sempre e se ne torna a casa dalla mamma.

Massimo è affascinato da questa storia, dalla presenza di questo lupo che all'improvviso diventa buono, dal fatto che la bimba è coraggiosa e dimostra di diventare grande in poco tempo, insomma, è il libro che gli piace in assoluto più di tutti in questo periodo.
Ho notato che ogni volta che gli viene nostalgia del suo ciuccio, anzichè richiedermelo di continuo, prende il suo libro e vuole che glielo legga.
Anche la mattina alle 06.00, poco importa. Lui ha bisogno di questo libro. Lo aiuta moltissimo.
E andiamo avanti così.

Insomma, un libro utile per togliere il ciuccio, per esorcizzare la paura di questo lupo cattivissimo, raccontato con dolcezza e allegria ed un pizzico di ironia. Ci piace.

venerdì 18 aprile 2014

La strada di cioccolato

E sotto Pasqua non si può fare a meno di parlare di cioccolato, in realtà a casa mia si parla molto spesso di questo argomento, siamo almeno in 3 ad essere super golosi e grandi intenditori di cioccolato.
Ecco quindi il libro perfetto: La strada di cioccolato di Gianni Rodari.


E' un simpatico e allegro libretto per bimbi, anche piccolissimi, con una storia semplice e snella (al contrario della cioccolata!): tre fratelli di Barletta si ritrovano a percorrere una strada di cioccolato, se la mangiano tutta, quadratino dopo quadratino, fino a perdersi e non saper più tornare a casa.
Poi vengono aiutati e anche in questo caso, ci sarà qualche altra cosa da mangiare, ma non voglio svelarvi altro.


Storia molto immediata, curiosa e golosissima, esattamente come noi!
Ecco, solo a parlarne, mi è venuta voglia di cioccolato, e ora?!

martedì 18 marzo 2014

La mia intervista... perchè sono una mamma che legge!

La mia amica Federica è una pazza fissata della lettura, ormai lo sanno pure i muri e se non lo sapete, allora correte a guardare il suo blog, troverete un sacco di suggerimenti per far amare la lettura ai bambini di ogni età, per trovare il libro giusto per ogni occasione e un sacco di altre cosette carine.

E poi c'è questa iniziativa dell'#Amoleggerti: una serie di interviste a mamme con il suo stesso pallino, o quasi


Questa volta è toccato a me...
Ho parlato del nostro rituale della buonanotte, dei libri amati dai miei bambini... ma non ho parlato degli sbadigli che faccio io prima di loro mentre leggiamo insieme, perchè queste letture hanno più effetto rilassante su di me che su di loro... ehm... non mi sembrava carino, ecco... ho voluto darmi un tono e fare la seria, altrimenti Federica mi avrebbe bacchettato!


Ecco la rassegna di libri che finisce sempre tra quelli scelti la sera:
- Dewey, il gatto di biblioteca che ne combina di ogni
- Topo Tip in tutte le salse
- Sofia la principessa
- Margherita che non vuole mangiare
- Il filobus di Rodari
e altri, di cui, quando avrò tempo (ma quando!?), farò una recensione...

Guarda caso, questi sono i libri più consumati di tutti, sono quelli che hanno bisogno di una risistematina, di un po' di scotch... ma a me piacciono di più così.
Grazie Fede, per avermi ospitato e, se volete, questa è la mia intervista.
E se siete delle mamme lettrici anche voi, andate e fatevi intervistare da lei!

lunedì 17 febbraio 2014

Ho liberato un libro

Anche quest'anno ho partecipato allo ZebukDay: nella giornata di San Valentino si prende l'impegno di liberare una copia di un libro che abbiamo letto e che ci è piaciuto, per dargli nuova vita, per farlo capitare tra le mani di qualche sconosciuto che, speriamo, l'apprezzerà altrettanto.
E' una bella iniziativa per far volare la lettura, la cultura, per condividere in maniera concreta pensieri e parole.

Io ho condiviso una copia del libro "Angeli e Demoni" di Dawn Brown, autore che apprezzo molto, ma che, maggiormente, ho apprezzato in questo romanzo, proprio perchè ambientato nella mia Roma.
Ormai vengono organizzati tour per visitare i luoghi di Roma descritti in questo romanzo, esattamente rispettando l'ordine di comparizione degli stessi nello scritto, citando i passi in cui vengono descritti, eccetera.



Dove l'ho liberato?
Semplice: il venerdì pomeriggio sono impegnata con le bimbe in palestra, quindi, quale posto migliore di uno spogliatoio femminile?
Eccolo qua.
Fai buon viaggio Brown!


venerdì 7 febbraio 2014

Sofia la Principessa


Da poco tempo a questa parte è entrata una nuova principessa in casa, Sofia.
La trovo veramente carina e divertente, non è la solita principessa perfetta che sa fare tutto, è una sorta di principessa in divenire! E piace da matti anche alle bimbe, in cui ci si ritrovano in un sacco di comportamenti e in un sacco di avventure. Non finirò mai di ringraziare Sara per averci fatto questo regalo per Natale!

In pratica, Sofia è diventata principessa perchè la mamma ha sposato un re (e questa è la solita storia trita e ritrita), ma al contrario di tutte le altre principesse con un passato del genere, qui lei ha una "sorellastra" bella tanto quanto lei, con cui diventa veramente amica, un padre adorabile che non finisce morto ammazzato da qualche parte e meno male!

Il libro racconta di questa bimba che si trova catapultata in un nuovo mondo per lei, che era abituata ad una vita semplice e fatta di poche cose, ora è diventata principessa e deve saper fare un sacco di cose.
Meno male che ci sono delle fatine ad aiutarla e che ogni tanto vengono in suo soccorso anche le Principesse, quelle classiche, quelle senior, che la sanno lunga e sanno darle sempre il consiglio giusto.


E poi c'è lei: la sua sorellastra con la quale riesce ad instaurare un bellissimo e sincero rapporto di sorellanza, fatto di complicità e supporto.

Un bel libricino, leggero e simpatico e le cui illustrazioni... vabbè... è Disney, devo aggiungere altro?!

venerdì 17 gennaio 2014

Domitilla, la principessa che non dormiva mai

Babbo Natale, coni suoi vari impegni e le tante consegne da fare, ha lasciato un libro destinato alla mia sveglissima nipotina Sofia a casa nostra, così abbiamo avuto cura noi di farlo arrivare a destinazione il giorno di Natale.
Era un libro particolare, veramente delicato e colorato, con dei disegni meravigliosi e dolcissimi... e, neanche a dirlo, parla di una principessa: la principessa Domitilla.


Quello che ha di particolare, questa principessa, è che, a differenza di tante altre che muoiono dal sonno e cascano in terra addormentate, lei, non dorme mai... ma proprio mai mai mai, trova sempre una scusa per non volersi addormentare.
E Sofia, ci si è rivista parecchio in questa vispa e allegra principessa, furba e tenace, anche lei dai capelli riccioluti!
Si è appassionata alla storia man mano che andava avanti... "peccato però che poi alla fine si addormenta, mamma!", ha detto un po' delusa Sofia quando ha terminato di ascoltare la storia.
Ma... è così, prima o poi, si deve crollare a dormire, CAPITO SOFIA?!?!?!??!

mercoledì 8 gennaio 2014

Il nostro #regalaunlibroperNatale

Abbiamo partecipato all'iniziativa di Federica e Floriana: #regalaunlibroperNatale: una volta che ho dato la mia adesione allo swap di libri, dopo un po' ho avuto la comunicazione della mia abbinata... Sara!
Anche lei, come me, tris-mamma.
Anche lei, come me, ha tre bimbi piccoli, lei ha 3 femminucce, di cui due gemelle... ecco, questo non è proprio esattamente come me, ma vabbè.

Ci siamo scambiate un paio di mail per capire gli interessi dei bimbi, ci siamo subito trovate in perfetta sintonia e ci siamo capite al volo (o almeno, spero che anche per lei sia stato così!) ed è stato facile trovare un paio di libri da mandarle e, nonostante i miei incasinamenti tra lavoro, bimbi malaticci, impegni, recite e tutto il resto, son riuscita ad inviarle per tempo il mio pacchetto!

E anche lei c'è riuscita!!!!
 Non solo tutto è arrivato in tempo, ma la sua scelta è stata AZZECCATISSIMA!


Ai bimbi avevo detto loro che Babbo Natale era arrivato con un paio di giorni di anticipo per cominciare il giro della consegna dei regali e loro hanno apprezzato tantissimo la sorpresa.
Confesso che anche io ero eccitata ed emozionata quanto loro...
Hanno quindi aperto la scatola con avidità...
Dalla scatola si è sprigionato un profumo dolcissimo e piacevolissimo... non so cosa abbia combinato Sara per realizzare sta cosa, ma deve sapere che ci è piaciuta e che ci ha accompagnato per tutta una giornata!
Dentro al pacco oltre ai due libri c'erano anche delle decorazioni natalizie carinissimissime!


Scoperto il contenuto, ognuno ha trovato il suo interesse...


Avevo detto che per Massimo andava bene qualsiasi cosa avesse delle ruote, e Sara mi ha preso alla lettera: ha trovato un libretto cartonato simpaticissimo con tutti mezzi di trasporto e le ruote che fanno da protagoniste in ogni pagina!

Per le bimbe, invece, un bel libro della principessa Sofia, una principessa che gradiamo particolarmente in questi ultimi tempi... e Sara immagino che lo sappia fin troppo bene!


Bèh... direi che l'esperienza è stata veramente arricchente e carica di emozioni!
Ed è RIUSCITA alla grande.


Ecco dimostrato che BABBO NATALE ESISTE!

venerdì 13 dicembre 2013

La notte di Natale

Sono diversi anni che affanno a trovare un libro per bambini piccoli che parli della notte di Natale spiegando la Natività.
Le bimbe, soprattutto Miriam, hanno una qualche difficoltà a collegare la storia di Babbo Natale con la nascita di Gesù. Ed io non so usare le parole giuste per spiegarglielo.
Quindi speravo di trovare un modo semplice ma efficace che facesse capire loro quale è il vero significato del Natale per noi credenti.
A prescindere dalle belle storie di Babbo Natale ed elfi, che affascinano sempre tutti, anche me.
Volevo qualcosa che togliesse al Natale tanti fronzoli ed andasse dritto al punto.

Ho sguinzagliato mia mamma alla ricerca di qualcosa che facesse al caso nostro. E l'ha trovato: "La notte di Natale".

Questo libricino è adattissimo, a mio avviso, per tutti i bambini dai 3 anni in su, ma anche più piccoli, eh!
E' cartonato. E' semplice. E' brevissimo.
Le illustrazioni sono grandi e d'effetto.
Ci sono anche delle parti da toccare, che incuriosiscono sempre tanto i bambini.
E spiega la nascita di Gesù.
Alle bimbe è piaciuto. E anche a me.
Alla nonna non è, invece piaciuto il fatto che in libreria non ci fosse affatto scelta in fatto di libri che spieghino la Natività ai bambini, o questo, o niente: "Ma dove finiremo?!" ha cominciato a smoccolare girandosi attorno e indicando tutti quei libri su Babbo Natale e Peppa Pig natalizia!

venerdì 22 novembre 2013

C'è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?


La scorsa settimana abbiamo fatto visita ad una libreria per ragazzi vicino casa, qui abbiamo trovato un mondo di libri bellissimi ed insoliti... tra una qualche Peppa Pig e una Winx, che, abbiamo visto ben nascoste tra gli scaffali, c'erano dei tesori preziosissimi, tanti libri che invogliavano a leggere...

Tra i molti ho trovato questo qua: C'è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?

Appena l'ho visto ho pensato: "Questo è quello che IO voglio prendere!"
Le bimbe non hanno accolto la mia scelta saltando di gioia, anzi, tutt'altro.
Avrebbero preferito l'esatto contrario: "Quanto è fico essere una principessa rosa!".
Ma poco importa, l'ho preso ugualmente, perchè da quello che avevo intravisto, non MI avrebbe deluso affatto.
E così è stato.
Carlotta è una bimba, ma è anche una principessa rosa: con la cameretta rosa, la casa rosa, i vestiti rosa, tutto rosa... in pratica, come le mie figlie.
E si annoiava a morte, perchè le principesse non possono correre, saltare, arrampicarsi, giocare, viaggiare, scoprire, inventare... no, le principesse devono stare nel loro castello rosa ad aspettare che un qualche principe azzurro si ricordi di loro... immaginate che noia mortale, povera Carlotta, ha tutta la mia comprensione!
Tra l'altro, a Carlotta, neanche piace più di tanto il rosa, lei vorrebbe vestire di rosso, di verde e di violetto, ma non le è concesso.
Così la bimba prova a chiedere il motivo di tutto questo.
E chiunque, compreso la mamma regina rosa e il papà re azzurro, le rispondono che le principesse rosa sono come dei fiori delicatissimi che si sciupano facilmente e a tutti lei risponde: "Ma io non sono un fiore, io sono una bimba!".
A questa risposta, rimangono tutti perplessi e rimandano l'interrogativo al consiglio delle fate madrine.
La più vecchia e la più saggia tra queste, comprende il punto di vista di Carlotta, e declama che da quel momento in poi, chiunque può agire come meglio crede e fare quello che più vuole.

A questa decisione, i principi azzurri rimangono molto perplessi e rispondono: "E allora, noi, che facciamo?"
Viene poi suggerito loro di... vestirsi di ROSA, proprio per fare una cosa diversa!

Ecco... a forza di leggere questo libro, anche Miriam e Melania si sono appassionate alla dura battaglia contro il rosa che Carlotta ha intrapreso, soprattutto per quel che riguarda la sua voglia di viaggiare per il mondo su una mongolfiera e poter allevare farfalle, cose, queste, non concesse ad una principessa.

Gli effetti della storia non sono proprio tangibili, dal momento che le bimbe prediligono sempre il rosa in tutte le sue sfumature e tonalità, ma per lo meno, ora cominciano ad ammettere delle alternative e che forse esiste qualcuno a cui il rosa NON piace, oltre alla loro mamma!!!!

venerdì 11 ottobre 2013

Tutto a posto o sottosopra?

Diverso tempo fa, lessi questo post di Daniela che consigliava tutta una serie di libri matematici per bambini piccoli.
L'ha fatto così bene, che mi ha convinta a prenderne qualcuno, o meglio: mi ha convinta a fare richiesta ai nonni, dispensatori ufficiali di libri e letture, nonchè di giocattoli e cose varie.
Ma comunque sia, questo libricino: "Tutto a posto o sottosopra?" è una simpatica storia di una principessa sveglia e intelligente, che deve andare dalla Strega Sottosopra per salvare il principe. Ma per farlo, deve trovare la strada, e a volte non è così facile, perchè bisogna risolvere indovinelli e sequenze.

Si susseguono successioni logiche da riempire, pezzi di strada da ricomporre e ad ogni pagina il bambino è sollecitato a scoprire il criterio per risolvere il problema.

Un libro vivace, divertente e stimolante.
E poi, quanti libri conoscete in cui è la principessa a salvare un principe imbranatello!?
Come se non bastasse, poi, c'è un lieto fine: la strega, tutto sommato, non è poi tanto brutta e antipatica, si trattava solo di rimetterla un po' in ordine e di agghindarla un po', tutto qui!

Lo consiglio vivamente a tutti i bimbi intorno ai 5 anni. Miriam si è divertita un sacco a risolvere gli enigmi!

Altro libro per piccoli per avvicinarli ai numeri è: Il trionfo dello Zero

venerdì 4 ottobre 2013

Anna e la lezione di equitazione

Quante volte ho detto e ridetto che a Miriam piacciono i cavalli?
Ormai non le conto più.
Prima della scorsa estate, ho scovato questo libro: Anna e la lezione di equitazione.
Infatti, l'intenzione era quella di trovare una lettura a tema per Miriam, che avrebbe tanto voluto seguire un corso per imparare ad andare a cavallo seriamente, solo che le è stato impedito, perchè ancora troppo piccola ed andare a cavallo in maniera "vera" sarebbe stato troppo pericoloso per un bambino al di sotto dei 6 anni, nonchè le sollecitazioni alla schiena per i continui sobbalzi, non le avrebbero fatto bene.
Peccato.
La delusione della mia piccola Miriam è stata palpabile e comprensibile, ma non ci si poteva fare niente.
Bisogna aspettare un altro anno.

Nel frattempo, però, ha continuato a fare le sue solite passeggiate, fantasticando su quello che potrà fare un giorno non troppo lontano.

Anna e la lezione di equitazione è un libro grazioso e semplice, con illustrazioni efficaci e poco arzigogolate. Racconta, per l'appunto, di Anna, una bimba che comincia a seguire un corso di equitazione.
Racconta di cosa significhi prendersi cura di un cavallo: strigliarlo, riporre gli attrezzi necessari, dargli da mangiare, curarlo per bene... e anche degli inconvenienti che possono succedere, tipo una caduta dalla sella e di quanto sia importante non scoraggiarsi e rimontare subito in groppa al cavallo, senza paura!
Si impara gradualmente ad andare al galoppo. Si va prima al passo, poi al trotto... e poi al galoppo.
Non si può imparare tutto insieme in una volta.
Ed è divertente, molto divertente.

Nell'attesa di poter andare anche lei a lezione di equitazione, Miriam, per ora, si accontenta di leggere questo libro, fantasticando di essere lei la "Anna" che va sul cavallo.

venerdì 27 settembre 2013

Il riccio esce di casa

La scorsa settimana, con mia somma meraviglia e gioia, ho scoperto che, tra le novità di Ikea, ci sono dei libri di favole per bambini.
A parte che sono dei libri graziosissimi e di quelli che piacciono tanto alle mie bimbe, ma quello che mi ha lasciato a bocca aperta, è stato anche il prezzo, ancor più ribassato se si è possessori della card Ikea Family
Le illustrazioni sono originali ed essenziali.
I colori caldi e divertenti.
La trama semplice e d'effetto.
Insomma, non esisteva alcun motivo per non prenderli.
Tra quelli che ho preso c'è, appunto, la favola de "Il riccio esce di casa".

Ormai è autunno, il riccio è cresciuto e la mamma decide che è arrivato il momento giusto per lui per andare per la sua strada, lo saluta e gli fa le raccomandazioni del caso: "Stai attento e cerca di imparare quante più cose possibili!".
Il riccio, non sa, infatti quanti pericoli, ma anche quante cose si possano imparare... e che imparare è davvero divertente.

Lungo il suo percorso alla ricerca di una tana in cui passare il letargo incontra diversi animali: una rana, una topolina, una volpe, un gufo... da ognuno impara qualcosa.
Ma soprattutto, impara che se si aiuta il prossimo, qualche volta si è anche ricambiati. E, ancor di più, quando trova rifugio nella tana di un'orsa a cui ha salvato la vita in maniera coraggiosa, capisce che sì, è bello fare esperienze da soli, ma è più bello se si riesce a condividerle con qualcuno.

giovedì 12 settembre 2013

Leggere per...

Leggere per fare nuove amicizie.

"Cavallino, ti leggo una storia... "


Con questo post partecipo all'iniziativa di Leggere per... di Equazioni

venerdì 16 agosto 2013

Supercoccinella

Lulù è una bambina vispa, allegra, con un sacco di voglia di fare.
E' lei la protagonista di questo simpatico e colorato libro di lettura, la nostra nuova #letturadellabuonanotte, che piace tanto a Melania!

Un giorno Lulù si ritrova da sola a dover impiegare il tempo, i genitori hanno da fare in casa, suo fratello più grande la considera una bambina piccola e preferisce giocare con i suoi amici e lei deve ingegnarsi in compagnia del suo cane Bingo.
E' vestita di rosso, indossa anche delle ali da coccinella e le antenne.


Così vestita, si fa chiamare Supercoccinella, perchè si sente coraggiosa e forte, capace di fare qualsiasi cosa.
E così è, infatti. Supercoccinella riesce a dimostrare i suoi super poteri in mille modi: aiuta delle formiche, rimette a posto un muretto di pietre, affronta uno squalo in una pozzanghera, e combina tante altre prodezze del genere.
Poi, le capita di osservare da lontano suo fratello che gioca con i suoi amici e nota che non fanno altro che bisticciare e non sembra affatto che si stiano divertendo... e così, seduta sul ramo di un albero, guarda e le sembrano tutti così piccoli, loro... mentre lei, Supercoccinella, è grande!
"Supercoccinella non è piccola!" dice.
E' vero, lei è riuscita a fare un sacco di cose e a vincere tante paure.
Brava Supercoccinella!

venerdì 9 agosto 2013

Viva i lupi!

Melania è temeraria, fa la spaccona, la coraggiosa, la tipa tosta...
ma in realtà ha paura del lupo notturno, quello che si nasconde sotto il letto o che si infila dalla finestra se viene lasciata socchiusa.
A poco son valse le finte lotte con un lupo immaginario che ho inscenato prima di andare a dormire, non son servite le formule magiche e le danze allontana lupi, o le telefonate per chiamare i cacciatori come rinforzi... niente, sto lupaccio spelacchiato si ripresenta sempre, quasi ogni notte.
Mannaggia a lui...
Insomma, per esorcizzare questa paura ho trovato un libricino veramente divertente: Viva i lupi!


E qui c'è un lupo un po' particolare, un lupo che deliberatamente ha deciso di non voler più mangiare bambine o nonne rinseccolite, troppa fatica, troppi problemi.
Lui preferisce oziare nel bosco, sdraiato sotto un bell'albero.
Un giorno, una bella bambina, decide di mettersi alla prova: vuole dimostrare quanto sia coraggiosa e attraversa il bosco con una mantellina rossa, come vuole la tradizione, sperando di incrociare un lupo e cercando di non avere paura di lui.
Finalmente incrocia questo lupo un po' sui generis, prova a stuzzicarlo, ma niente, lui non reagisce, non prova a prenderla, rimane ad oziare noncurante di lei.
Che delusione!
A quel punto gli chiede il motivo di questo "sciopero" e lui le svela che ha deciso di mangiare qualcosa per cui ne valga veramente la pena, qualcosa di grande e grosso: un elefante!
"Ma allora devi andare in Africa!!!" gli rivela la bimba.
E comincia l'avventura di questo lupo alla ricerca di un elefante da mangiare.
Esilarante, divertente... che ti porta proprio a dire: "Viva i lupi!"

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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