"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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venerdì 31 gennaio 2014

Liberiamo una ricetta: Cous cous preparato con una mano sola!

Ci sono giorni in cui ti va di coccolarti con qualcosa di buono e saporito per cena, perchè la giornata è andata storta, perchè hai ricevuto mazzate a destra e a manca, perchè ti senti giù e nervosa, perchè ti senti anche mancare la terra sotto i piedi a tratti.... diciamolo chiaramente: perchè in ufficio sono (quasi) tutti dei grandi pezzi di merda, che fanno di tutto per rendere la vita delle persone un inferno, solo perchè la loro è vuota e inutile e fa acqua da tutte le parti, neanche fosse un colabrodo.

Insomma. Avevo voglia di cous cous.
Un cous cous quasi mezzo pronto, perchè non avevo tempo e voglia di mettermi a pulire verdure, tagliuzzare, cuocere a più mandate.
E quindi ho fatto un agglomerato di cous cous utilizzando cose mezze pronte.
Perchè la vita di noi mamme è così, o sbaglio?

Inoltre questa ricetta è adattissima ad essere cucinata con una sola mano, mentre l'altro braccio è impegnato a tenere in braccio (appunto) il rompino di turno (leggasi: Massimo!), che quando sta a casa malato diventa ancora più appiccicoso e capriccioso.
Non ci credete?
Sì, ci credo che credete che Massimo sia un rompiscatole, lo so... volevo dire: non credete che questa ricetta si possa cucinare con una mano sola?
Provate!

Ingredienti per 2 persone:
- semola per il cous cous pronta in 5 minuti
- spezie miste pronte per cous cous
- 250g di minestrone a pezzi surgelato
- una scatola di ceci cotti
- olio
- sale
- 1 spicchio d'aglio

Procedimento
In una padella mettere un filo d'olio, lo spicchio d'aglio e le verdure del minestrone a cuocere, con mezzo bicchiere d'acqua, il sale e le spezie per cous cous.


Coprire e lasciare andare. (Il tutto si fa con una mano sola!)
Deve essere abbastanza brodoso perchè poi quel brodo serve per condire la semola e renderla umida.


Nel frattempo preparare la semola del cous cous così come dice la scatola e aggiungere anche qui le spezie. (Anche qui serve una mano sola!)
Quando le verdure sono cotte, aggiungere i ceci e spegnere la fiamma. (E che ve lo dico a fà? Una mano sola!)
Impiattare. (sempre con una mano!)



Buon appetito. (con una mano?????)



  Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web.

martedì 8 ottobre 2013

La scatola decorata per arredare l'ufficio

Per la  loro festa, alla scuola materna delle bimbe, è stata organizzata una giornata in compagnia dei nonni.
I bimbi hanno realizzato, insieme a loro, una scatola decorata, seguendo la loro fantasia, non c'era una traccia da seguire, un tema. C'era solo da divertirsi e da impasticciare insieme ai nonni.

Miriam si è divertita tanto insieme alla sua adorata nonna Lilla ed hanno realizzato una scatola veramente psichedelica.
Hanno utilizzato i materiali più disparati: pennarelli, conchiglie, pastina, lenticchie, porporina di vari colori... e il risultato è accecante, veramente!



E' talmente colorata e allegra, che ho deciso, di comune accordo con l'artista, ovviamente, di portarmela in ufficio, nel mio grigio e tetro e triste e ammusonito ufficio, per dare un tocco di colore e di divertimento.
Ne giova il mio umore, soprattutto in queste giornate mezze umide.
Quindi: sti cavoli di quello che pensano sti tristoni di colleghi che c'ho, che, tra l'altro, non credo abbiano notato nulla di cambiato e/o di aggiunto... tanto, anche se passasse una modella in mutande non si girerebbero a guardarla, non la noterebbero proprio, ormai questi hanno veramente ben poco a che fare con la razza umana, sono stati inglobati nel genere minerale e non se ne sono nemmeno accorti. Poveri loro!

Ed ecco qui... la mia fantasmagorica postazione di lavoro, come si vede appena si entra nella stanza del mio ufficio.

La mia personalissima scatola preziosa.
Dice: "Che ci sta lì dentro?"
Rispondo: "Ci metto allegria!"
Buona giornata a tutti!

venerdì 20 settembre 2013

Non c'è niente che non possa essere risolto con una tazza di tè

Non ricordo dove ho letto questa frase, forse da uno dei tanti libri della mia adorata Kinsella, autrice molto inglese, che non manca mai di costellare momenti della vita dei suoi personaggi davanti ad una tazza di tè.
Sì, sicuramente l'ho letto da lei: si vede che la protagonista di turno si trovava in un qualche pasticcio e si stava consolando con una tazza di tè...
Mi sono sentite un po' come la protagonista di uno dei suoi romanzi ieri... la giornata era stata particolarmente intensa e... da cancellare, soprattutto dal punto di vista lavorativo.
Così, una volta tornata a casa, circondata dal delirio più totale e dalle lagne di Massimo (sì ha ricominciato come e più di prima, ahimè!), ho messo su il bollitore e mi son fatta un po' di tè.

Ebbene, mentre me lo preparavo, cercavo di estranearmi il più possibile dall'ambiente circostante, cercavo di cacciare lo stress, ma a fatica ci stavo riuscendo.
"Dice che non c'è niente che non possa essere risolto con una tazza di tè... staremo a vedere", mi sono detta!


Effettivamente, quando ho cominciato a sorseggiarlo, non dico che si è risolto tutto (non si è risolto un bel niente, invece!), ma, per lo meno, mi sono sentita come ovattata, lontana da tutto... ero quasi dentro ad una bolla di sapone e mi concentravo sul fumo che usciva dalla tazza, sul sapore e il profumo di quel liquido caldo... sul conforto che mi stava dando in quel momento.


Sentivo lontane come un'eco le parole del mio capo in ufficio, che aveva pronunciato poco prima, facendomi pure fare tardi a prendere i bimbi a scuola
"Bisogna che ti prendi in carico anche quest'altro lavoro... Le cose, come stanno, non vanno bene... c'è bisogno di più impegno... vedila come un'occasione di crescita... blablablabla...."
E la riunione che slitta a causa di un'altra collega che doveva prendere uno stramaledettissimo treno alle 18.00... no, dico: lei doveva prendere il treno alle 18 e io che devo andare a prendere i bimbi all'uscita da scuola alle 16?!?!!? No, eh... scusate se esisto!
E poi, stava prendendo piede in me la paura che con tutto questo lavoro da svolgere, non mi si rinnoverebbe mai il parttime, anzi, sarebbe una dimostrazione del fatto che con l'orario ridotto non riesco a fare tutto quanto (multitasking sì, sveglia pure, reattiva anche... ma Mandrake ancora non sono!)
Vabbè....
Sentivo quasi come un'eco lontana anche i continui pianti di Massimo, il suo stare sempre attaccato alla mia gamba...

Il tè, mi ha aiutato a ritornare in me, che, notoriamente non perdo il mio buonumore con poco, che cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, che l'ottimismo è una delle mie caratteristiche... ma stavo scivolando verso uno stato fuori dal mio controllo e non va bene.
Non va bene per la mia salute.
Non va bene per i miei figli, che assorbono tutto.
Non va bene affatto, a prescindere: non va bene!
Quindi...
Quindi niente, ho sorseggiato il mio tè.
Dice che non c'è niente che non possa essere risolto con una tazza di tè, con una buona tazza di tè... e si vede che il mio tè era veramente buono, perchè poi dopo, non dico che stavo meglio, ma per lo meno, mi ha aiutato a ritornare in me.
E scusate se è poco, eh!

lunedì 4 marzo 2013

Part time sì,ma...

Ormai lo sanno pure i muri della mia richiesta di part time.
Lo avevo programmato subito dopo la fine del periodo ridotto per l'allattamento di Massimo.
Previdente, avevo consegnato la domanda i primi di gennaio, proprio perchè, essendoci passata, immaginavo che le cose sarebbero andate un po' alle lunghe... ma non avrei mai ipotizzato di non saperne nulla sino a neanche 24 ore prima dell'inizio del nuovo orario, che avevo richiesto per il 1° marzo.
La cosa mi sembrava strana... troppo strana...
E in effetti, qualcosa c'era sotto.
Sono andata all'ufficio del personale per firmare la commutazione del mio contratto di lavoro, e mi è stato fatto un discorso un po' "particolare"...
"La politica aziendale è cambiata.
Noi ci aspettiamo molto da una persona che ricopre il tuo ruolo... che ha il tuo livello...
ci deve essere una maggiore presenza... un maggior impegno...
non potete più chiederci questo...
Te l'abbiamo concesso ora in via del tutto eccezionale per non creare troppi disguidi, così all'ultimo, ma si sappia che le persone come te che hanno questi ruoli, non potranno più richiederlo..."
eccetera eccetera...
A nulla son valse le mie precisazioni: "Quello che io, e molte altre, riusciamo a fare in 6 ore di lavoro, tante persone non riescono a farle nemmeno in 12... e continuano a scaldare la sedia, prendendo lo stipendio pieno."
E mi è stato risposto anche che la cosa è nota e che si sa pure... solo che non ci si può fare niente, per il momento e che si spera che la musica cambi anche per loro...
e poi ho anche aggiunto: "Se ci metteste nella condizione di poter lavorare anche da casa, lavoreremmo addirittura di più" e la risposta è stata: "Ma non siamo così avanti!"
Ah no!? Una delle aziende leader del settore informatico, quella che sbandiera di avere clienti in tutto il mondo, quella che dice di non avere rivali, quella che si riempie la bocca con parole: tecnologia, progresso, informatizzazione, sinergie, sfide, etc... mi risponde: "Ma noi non siamo così avanti!" !?!?!? Non sembra una contraddizioni in termini questa qui!? Non siamo mica al salumificio: "Da Sor Peppe", o sbaglio?
E ancora mi ha chiesto con aria noncurante: "Ricordami il motivo della tua richiesta, scusa?"
"Eh, ho tre figli, piccoli..."
"Ah, sì, eh, ti capisco, anche io ho 3 figli..."
...
ohm... ohm... ohm...
...
Ho dovuto raccogliere tutte le mie forze per non alzarmi e tirargli in pieno volto la poltrona su cui mi aveva fatto gentilmente accomodare...
No, dico: TU, dici a ME che MI CAPISCI?!
Tu???
No.
Non può essere... e ti dico anche il perchè.
Il motivo è banalmente uno: SEI UOMO!
E, dal momento che non siamo affatto uguali, una frase del genere, l'avrei accettata da TUA moglie e NON da TE e lì avrei dovuto rispondere: "Sì, mi capisci, bene: e a che ora torna a casa tua moglie dal lavoro? - Ammesso che ce l'abbia? -"
Ma non l'ho fatto.
Ho fatto un bel respiro ed ho ingoiato tutta la rabbia.
Vabbè, andiamo oltre: per quest'anno posso ancora seguire i miei figli, fregandomene di quello che l'azienda si aspetta da me... fregandomene dell'aria inquisitoria a cui sono stata sottoposta... fregandomene del fatto che si parla di tagli, di esuberi e di: "Le cose potrebbero molto cambiare da qui ad un anno e si spera in meglio, ma non si ha la certezza!"...
Con un bel po' di angoscia, ho firmato e me ne sono andata.
Ero veramente tanto incazzata... e ora che ne riparlo, mi risale la rabbia!

Non voglio la parità: è una cazzata, voglio solo il diritto di poter scegliere.

martedì 19 giugno 2012

E potresti ripartire, certamente non volare ma viaggiare!

Sì viaggiare
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.

Riprendere un certo ritmo, una certa quotidianeità.
Rivedere alcuni luoghi rimasti identici.
Incontrare le solite facce... alcune gradite, altre certamente no.
E poi...

continuare a viaggiare...

Certo, non è quello che mi va ardentemente di fare, ma meglio accettarlo e cercare di godersi il tragitto, no?
Il mio rientro a lavoro è stato così: soft, in sordina, quasi come se non me ne fossi mai andata. Ero come trasportata dentro una bolla, sentivo i rumori fuori di me attutiti, lontani.
Sentivo molto forte invece quello che avevo dentro.
I pensieri, le voci dei miei bimbi, il profumo dell'erba appena tagliata, i gridolini di Massimo.
La mia testa fissa a casa, dove avevo lasciato il mio furgoletto, senza averlo neanche salutato, da mamma vigliacca, non ne ho avuto il coraggio e non mi andava di varcare l'uscio di casa con le lacrime agli occhi. Quindi mi son caricata di borse e borsette delle bimbe, mi son fatta accompagnare da loro, cercando di non pensare...

e sì... viaggiare...

con coraggio gentilmente... gentilmente....

Le attenzioni dei nonni, preoccupati più della mia reazione che di tutto il resto.
Gli incoraggiamenti di tutti...
Grazie.
E' andata.
La vita sta andando avanti.

e potresti ripartire
certamente non volare ma viaggiare

martedì 5 giugno 2012

Pochi, pochissimi giorni all'alba



Tra qualche giorno devo tornare a lavoro.
Devo.
Non posso più allungare la maternità, non ce lo possiamo permettere.
Devo.
Devo lasciare la calma, la serenità con cui trascorro le mie giornate da sola con il mio ometto, presa dalle faccende quotidiane e dalle mie passioni.
Devo rincorrere le lancette dell'orologio sperando di riuscire a fare tutto.
Devo chiedere il permesso ad un estraneo che non ne sa una benemerita cippalippa di figli per partecipare ad una riunione scolastica, ad una recita, oppure se c'è da portare i bimbi dal pediatra o se c'è da correre a prenderli a scuola o anche solo se volessi portarli a fare una passeggiata...

Devo affannarmi a recuperare un minimo di credibilità sul posto di lavoro, perchè tanto me la faranno pagare, ah se me la faranno pagare.

E devo pure ringraziare il cielo di avercelo un posto di lavoro, soprattutto di questi tempi.

Ok. Devo.

Devo e basta.

E ora guardo con attenzione, ancora più attenzione tutto.
I piedini scalpitanti di Massimo.
Il sorriso delle bimbe quando tornano da scuola, piene di cose da raccontarmi.
Il profumo di sugo in casa.
Il bucato steso al sole.
I germogli sul mio terrazzo.
La mia tuta e le scarpe da ginnastica.
La faccia sorpresa di Marco quando gli preparo qualcosa che gli piace
Le risate di Massimo che intervallano il ritmo del suo ciucciare al mio seno
Le giornate all'aperto o anche in casa... poco importa.

Eh no, non mi va per niente.
Ma proprio per niente niente!

Quando son rientrata a lavoro dopo la nascita di Miriam, ho vissuto la cosa come un modo per ritornare ad essere ciò che ero prima, a riappropriarmi di me stessa e, a posteriori, posso ben dire che la cosa mi ha anche aiutata ad uscire da un inizio di depressione post-partum.
Quando poi è successo dopo che è nata Melania, un po' mi è dispiaciuto, ma ero al tempo soddisfatta e contenta, avevo accettato il mio rientro in ufficio come un normale accadimento, come qualcosa che era così e basta.
Ora no.
Non ci riesco ad accettare questo distacco.
Sono cambiata e tanto.
Non sono più quella di qualche anno fa.
E ora non mi va e basta!

Quindi?
Quindi niente. Vado e devo pure ringraziare il cielo.
Quindi vado e terrò strette strette nel mio cuore tutte queste immagini e tutti gli attimi di serenità, sperando di riuscire a trovare altrettanta serenità dopo... anche se so già che sarà un'impresa anche solo fare una lavatrice o trascorrere 5 minuti di tempo in più nel lettone la mattina a fare le coccole ai bimbi...
Chiedo tanto se volessi un lavoro su misura, eh?
E sì, chiedo tanto, troppo... soprattutto se mi confronto con chi il lavoro non ce l'ha o l'ha perso... 
con chi non riesce ad arrivare a fine mese, con chi ha problemi ben più grandi e seri di questi miei capricci.
E ammiro chi riesce ad inventarselo dal nulla il lavoro, a chi ha il coraggio di mollare tutto e riuscire lo stesso a trovare altro da fare... io non sono così, ora non lo sono più... forse lo ero prima, ora no.

Il segreto della felicità è di desiderare ciò che si ha già.
Allora cos'è questo senso di fastidio e di malinconia che ho addosso?
Forse non sono felice?
Sì che lo sono, sono felicissima e fortunatissima!!!! Ma che scherziamo!!??!?!!? 
E allora cos'è sto sentimento di malessere che mi serra la gola da qualche giorno?????

E' che forse ho paura.
Anzi, togliamo il forse.... ho proprio paura, ma una paura fottuta!
Ho paura di non farcela.
Paura di non riuscire a fare niente bene: nè la mamma, nè la moglie e nè la lavoratrice.
Paura di perdermi attimi importanti della vita dei miei figli, paura di non accorgermi dei loro progressi, dei loro cambiamenti, del loro bisogno di qualcosa.
Paura che non fili tutto liscio come fino ad ora... 

Quindi?



mercoledì 30 maggio 2012

Oggi: istanti da immortalare

Per quando tornerò rinchiusa nel grigiume del mio ufficio

Per quando mi sentirò un po' triste e malinconica



Per quando mi mancheranno i miei dolci bimbi



Per quando pioverà e sarà di nuovo brutto tempo




Per tutti questi motivi, e tanti altri, imprimo in queste pagine i miei attimi di oggi...

mercoledì 23 maggio 2012

Allattamento: pensieri, soddisfazioni e malinconia

Manca meno di un mese al mio rientro a lavoro e la cosa mi rode, mi rode parecchio, per un sacco di motivi... non ultimo il mio meraviglioso allattamento: stavolta sto riuscendo e sto arrivando dove non sono mai arrivata con le altre due bimbe... Allattamento esclusivo al seno, niente aggiunte, niente di niente. E Massimo ora ha quasi 3 mesi e mezzo.
Stancante, sfiaccante, questo sì, ma infinitamente appagante.
Mi ci sono buttata anima e corpo e ce la sto facendo.
Ringraziando Dio, ringraziando il fatto che le bimbe durante il giorno sono a scuola, quindi riesco a dedicarmi esclusivamente a Massimo e al nostro rapporto, ringraziando anche il fatto che Massimo, al contrario delle sorelle, ha pazienza di stare a ciucciare anche per parecchio, perchè il mio seno non è che spruzza latte a fontana, direi che tira fuori un paio di gocce ogni quarto d'ora, quindi lui tante volte si stanca di stare a ciucciare e neanche si sazia a sufficienza, e crolla sfinito, ma dopo neanche un paio d'ore vuole mangiare di nuovo, giustamente!
Nonostante tutto questo ancora non ho ceduto il passo all'aggiunta, anche se il mio pediatra me l'ha consigliato ormai quasi un mese fa, pur vedendo che il piccolo sta crescendo nei giusti parametri, perchè forse mi ha visto veramente provata dalle nottate costellate da risvegli continui e posizioni contorte per non schiacciare Massimo in mezzo a me e a Marco.
Niente, testarda più di un mulo, non ho voluto sentire neanche lui, il mio guru pediatra!

Le mie precedenti storie di allattamento sono state ben diverse... l'ho raccontato tempo fa su Pessime Mamme, dove ho fatto "outing" e riconosciuto i miei limiti e la mia ignoranza in materia.
L'esperienza mi ha fatto da bagaglio di conoscenza, indubbiamente.
E ora, però devo arrendermi ancora.
Devo farmi da parte, un po' alla volta, e abbandonare questo mio allattamento, l'ultimo, questo è sicuro... è un po' come chiudere definitivamente una porta, un po' come sottolineare il tempo che passa irreversibilmente... non c'è un'altra occasione, una prossima volta, un "poi vediamo", no, niente... tutto finito.
E ora sto cercando di educare Massimo al biberon, al sapore di un latte diverso dal mio... e non è facile nemmeno questo, eh!

Il senso di insostituibilità che provo quando lo allatto, il modo con cui lui mi cerca prima con lo sguardo, poi con il viso e con il tatto e l'odore mi riempiono di un profondo senso di pace.
Il modo come si calma attaccato al mio seno, il nostro completarci a vicenda è tutto straordinario.
Ero presa da mille ansie per gli altri due allattamenti, da troppe aspettative tanto da non riuscire a goderne appieno.
Ed è vero che, soprattutto all'inizio, è una vera fatica fisica, un dolore materiale che ti fa stringere i denti e strizzare gli occhi, tanto da non riuscire a credere che possa avere mai una fine e che si possa prima o poi superare.

C'è un legame diverso con lui, forse perchè è maschietto... non saprei.

Tutto questo pensare mi riempie già il cuore di nostalgia per questi momenti, un senso di malinconia, di abbandono.
So che lui continuerà a crescere sano e forte e che andrà tutto benone, lo so benissimo, perchè ci sono già passata... non una, ma due volte...
ma stavolta è diverso.
Inesorabilmente diverso.
Tutte queste componenti fanno sì che la risultante sia un nodo in gola e una paura che arrivi metà giugno troppo in fretta.
Tutto troppo in fretta.


sabato 17 settembre 2011

E si va avanti

Finalmente un attimo di tempo per rimettere in ordine le idee e i tanti fatti accaduti in queste ultime settimane.
Andiamo con ordine.
Innanzitutto, sin dal primo settembre, Melania ha ricominciato ad andare al nido e il suo rientro è stato davvero sorprendente, immaginavo che avrebbe fatto storie e capricci e invece non è stato affatto così. E' tornata dai suoi amici e dalle sue educatrici tutta contenta, ha riconosciuto tutti ed è tornata alla vecchia routine senza fatica. Di questo sono veramente felice. Le ragazze del nido l'hanno trovata decisamente cresciuta sia dal punto di vista motorio e sia comportamentale, senza considerare poi i grandi progressi che ha fatto nel linguaggio... è ormai dimostrato che i secondi figli sono di gran lunga più svegli dei primi!
Andando avanti cronologicamente poi, c'è stato il grande evento della mia amniocentesi... e in quella sede, durante l'ecografia abbiamo visto che il mio piccolo abitante ha qualcosa in "più" rispetto le sorelle!!!! Allora ho chiesto alla ginecologa: "Quindi, è Massimo???" e lei, bussando sul monitor: "Hey, tu... sei Massimo?" poi si gira verso di noi e dice: "Sì, credo che sia lui!" E' stata una emozione ugualmente intensa e diversamente sorprendente rispetto alle altre due volte che abbiamo scoperto il sesso delle bimbe. Un vero tuffo al cuore. Una lacrimuccia di felicità è scesa... devo ammetterlo... Marco è uscito da quello studio camminando due metri sopra il cielo!
E poi...
E poi dal 12 di settembre Miriam ha cominciato l'inserimento nella scuola dei bimbi grandi... anche qui una sorpresa dietro l'altra. A parte il fatto che ho scoperto che Miriam è una bimba orgogliosissima: piuttosto che piangere e lagnarsi davanti a maestre e amichetti, diventa tutta seria seria e cerca di controllarsi... le altre mamme l'hanno tanto ammirata, io ero un po' in pensiero, forse avrei preferito un bel piantarello liberatorio, proprio per farle tirare fuori tutto quanto... ma forse è più matura e seria di quanto penso veramente.
Insomma... ha superato brillantemente (almeno finora) il "salto", questo importantissimo passaggio dalla vita ovattata e coccolata del nido, al mondo della scuola quasi vera..
Confesso che vedere più di 20 bambini sui 3 anni dimenarsi e scatenarsi nell'aula sotto il controllo di solo due insegnanti, è stato a dir poco scioccante! Nel senso che è umanamente impossibile stare a sorvegliare, controllare, rassicurare, accudire e accompagnare tutti quei bimbi essendo soltanto in due insegnanti. Mentre lasciavo Miriam con i suoi occhioni castani fissi su di me, seri e forti, vedevo che almeno altri 5 bimbi si stavano sciogliendo in pianti disperati, altri due si azzuffavano e se le davano di santa ragione, un altro piccolo stava zitto zitto seduto ad un angolo con le lacrime che gli rigavano il volto in continuazione, un altro paio di bimbe già avevano fatto combriccola e giocavano fregandosene di quanto accadeva intorno e in tutto questo le maestre che mi dicevano: "Vada pure, stia tranquilla!"... 'na parola... stia tranquilla... ma quella che lascio dentro quel girone infernale è mia figlia... no, dico... MIA FIGLIA!!!!!!
Insomma... come Dio ha voluto, abbiamo superato anche questa, quando poi vado a riprendere Miriam a scuola, la trovo sempre allegra e sorridente e mi dice: "Ho fatto un sacco di cose!!!!". E' questo quello che mi fa poi allargare di nuovo il cuore.
Altra novità: sono in maternità anticipata. Credevo di potercela fare, ma ho dovuto ammettere i miei limiti e salvaguardare la piccola grande vita che è in me.
Alle mie spalle, in ufficio, ho lasciato commenti di ogni tipo, anche battute sarcastiche e di davvero dubbio gusto che, anche se continuo a ripetermi che me ne devo infischiare, spesso colpiscono il mio orgoglio e le trovo davvero ingiuste... ma il più delle volte vengono fatte da persone la cui vita è più vuota di un buco nell'acqua... quindi credo di dover essere compassionevole nei confronti di questa gente e di non infierire contro ulteriormente, visto che già il destino c'ha già pensato abbondantemente.
Che altro?
Spero di poter tonare a regime sul mio blog. Mi manca parecchio questo spazio. Mi mancano le mie ricette... anche se con questo caldo accendere il forno è un'impresa impossibile per me.

lunedì 22 agosto 2011

Di nuovo in ufficio

Eccomi qui, dopo un paio di settimane di riposo, sono rientrata alla mia postazione in ufficio, ovviamente la voglia di lavorare latita parecchio... sarà perchè stamattina all'alba ho lasciato le bimbe ancora a letto in vacanza con i nonni, e mi si è stretto il cuore di malinconia al pensiero che mi perderò tutta la loro giornata? Sì, forse sarà per questo.
Credevo che rientrare a lavoro sarebbe stata una specie di "liberazione" dalla fatica giornaliera... ma non è affatto così: mi mancano parecchio e sto con la mente fissa su di loro: si saranno già alzate? avranno chiesto di me? hanno fatto colazione? saranno già alle prese con colori e collage vari sedute al tavolo sul terrazzo che si affaccia sul monte Velino? Si staranno preparando per andare ai giardini?

Il bilancio di queste ferie è decisamente positivo.
Le bimbe hanno fatto un sacco di esperienze divertenti, stanno crescendo ogni giorno di più, un sacco di progressi ci sono stati... ci sarebbe davvero tanto da scrivere.
Hanno trascorso e trascorreranno ancora una settimana sempre all'aria aperta, giocando con quel che trovano, correndo e gridando... cose che difficilmente riescono a fare quando siamo a Roma.
Miriam ha cominciato a dormire da sola in una cameretta, non senza pochi "ripensamenti", ma intanto è un inizio...
Il miriammese sta andando lentamente avanti... ma lentamente, eh! Al contrario del melaniese, che si arricchisce ogni giorno di più sempre più velocemente!
Stanotte è stata la prima volta di Miriam senza pannolino, devo chiamare per sentire come ha proseguito la dormita: fino a che stavo a casa, nessun "incidente". E' stata proprio lei a chiedermi di non metterglielo ieri sera, mi ha detto: "Mamma, io dico pipì, pipì, pipì... no pannolino io, io sono bimba grande!". Aspettavo proprio questo momento per toglierglielo, non volevo imporglielo io, ed è arrivato ancor prima delle mie aspettative a dire la verità.
Melania ha cominciato anche a saltare e finalmente le sta spuntando qualche altro dente!!! ERA ORA!
Sono veramente una meraviglia.
Sono un orgoglio infinito.
E sono anche una gran fatica.
In molti momenti in cui sia io che Marco siamo alle prese ora con una e ora con l'altra dividendoci nel migliore dei modi possibili, già immagino a quando ci sarà il terzo... e mi impanico: come faremo?! Come ci divideremo?!
Chi sta con chi? Chi consola chi? Chi addormenta chi? Come si sovrapporranno le cose?
Non lo so.
Non ci voglio pensare ora.
In qualche modo faremo.
E meno male che in queste settimane di vacanze siamo stati abbondantemente supportati dai nonni... è proprio per questo che mi sento riposata ed ho potuto dedicarmi un po' di più alla panzotta!

A proposito: la pancia cresce a vista d'occhio.
Non vedo l'ora di rivedere il piccolino/a e di sapere il sesso.
Sono quasi convinta che sia maschietto, o forse lo spero... non saprei.
Anche perchè per il nome femminile siamo ancora in piena crisi.
Mariolla ci spernacchia qualsiasi nome scegliamo, e sta cosa non mi da pace!!!!

Marco è ossessionato dalla scelta della nuova automobile.
Io sono ossessionata dal problema "casa".

Appena riesco a scaricare le foto, documenterò la vacanza a dovere.

lunedì 1 agosto 2011

Accadimenti vari

Sono successe un po' di cose in questi giorni.
L'evento più eclatante è stato l'ultimo giorno di scuola: venerdì scorso.
Per Miriam è stato il chiudersi di un intero capitolo, un ciclo scolastico completato, da settembre si comincia la scuola "dei bimbi grandi".
Per Melania si è trattato di un semplice arrivederci.
Inutile dire quante lacrime ho versato incessantemente, da quando le ho accompagnate a scuola a quando sono andate a riprenderle.
Abbiamo salutato le ragazze.... io ringraziavo loro, loro ringraziavano me, abbracci, saluti, baci, lacrime dappertutto... e Miriam che continuava a chiedermi incuriosita: "Mamma, perchè piagni?" ed io che dicevo una volta che era per gioia, una volta era che mi era venuto da starnutire e un'altra volta che un moscerino si era infilato in un occhio.
Insomma... il risultato è stato che poi ho trascorso il resto della giornata con un mal di testa pazzesco.
Saranno gli ormoni impazziti a farmi questo effetto!?

In tutto questo, Melania sta ciondolando per casa, lottando contro un virus gastrointestinale che le ha anche tolto l'appetito e la voglia di giocare da quasi una settimana intera.
Non la riconosco più, la mia piccola polpetta... è dimagrita parecchio ed  è diventata lamentosa e coccolona, cosa non da lei che di solito è indipendente, temeraria e tempestina!
Oggi pomeriggio interpelleremo di nuovo il pediatra per vedere se c'è dell'altro che possiamo fare... nel frattempo attendiamo che le cose si plachino in qualche modo.
Tutto questo mi sta stancando un po': a parte le notti mezze insonni, sono i pensieri e gli scervellamenti del caso che cominciano ad estenuarmi.
L'ansia va man mano gonfiandosi e basta poco per farmi crollare o incazzare di brutto.
A tutto questo poi, c'è da aggiungere che mi incavolo anche con me stessa per il fatto che sento che fisicamente ce la faccio fino ad un certo punto, mi stanco facilmente: quando Melania recalcitra per prendere una medicina e comincia a dimenarsi come un'ossessa tirando calci a destra e a manca, non riesco a bloccarla, non riesco a trattenerla ed ho paura che lei si faccia male o che mi arrivi un calcio ben piazzato sulla pancia.
Santo Marco, che pensa quasi a tutto lui in questo periodo, con pazienza e senza mai stancarsi o lamentarsi.
Santa mamma, che si è trasferita da noi per stare con le piccole in questi giorni di transizione tra il nido chiuso e l'inizio delle mie ferie.
E come se non bastasse, da oggi riprendo il tempo pieno a lavoro.
Spero passi in fretta tutto quanto, anche perchè mi sto godendo ben poco di questa mia nuova gravidanza.
Temo che il piccolino che sta crescendo in me stia assorbendo tutto il mio stato d'animo negativo.
Temo che senta che la sua mamma ha troppo altro a cui pensare e non pensa a lui.

lunedì 25 luglio 2011

Eh già, siamo ancora qua...

L'estate è iniziata da un pezzo e la nostra routine non è cambiata poi molto dall'inverno appena trascorso: le bimbe ancora vanno al nido per tutta questa settimana, Marco ed io continuamo a lavorare... insomma, il solito tran tran quotidiano.
In giro si vedono persone abbronzatissime, bimbi in ciabattine che vanno a giocare, giornate che iniziano con un ritmo più lento, più serafico, invece per noi l'orologio ha sempre lo stesso ritmo, la stessa velocità costante, nulla è rallentato.
E si prospettano pure all'orizzonte ancora diversi giorni di attesa prima che le bimbe possano godere di qualche giorno di vacanza (ormai auspicarci un mese intero di riposo per tutti è una vera utopia!).
I piani che Marco ed io ci eravamo fatti sembravano perfetti: ci siamo scaglionati le ferie per poter gestire le bimbe al meglio e per andare a godere di un po' di sana aria di montagna, con l'aiuto dei vari nonni.
Una serie di eventi incontrollabili sono accaduti ed hanno fatto saltare per aria tutti i piani:
- Marco, molto probabilmente, non riuscirà a prendersi le ferie che avevamo progettato, per imminenti scadenze a lavoro, il che lo bloccherà a Roma per la prima settimana di agosto, settimana in cui, ovviamente, aveva chiesto ferie, perchè anche io lavoro!!!
- Nonna Lilla è alle prese con le varie scadenze di luglio che si sovrappongono a quelle di agosto e anche lei pare non si possa liberare prima della seconda settimana di agosto per poi immergersi di nuovo nelle sue pratiche l'ultima settimana... e quindi abbandonarci di nuovo.
Insomma, incastrare gli impegni di tutti è davvero un rompicapo non da poco.
E prevedere l'imprevedibile: ancora non è una virtù che ho!
Meno male che c'è mamma... sempre santa mamma... che è disponibile, attiva, non si spaventa davanti a niente, indipendente, nonostante sia da sola non si ferma, non ha paura, si rimbocca le maniche e mi permette di andare avanti sapendo che c'è sempre lei che in qualche modo risolve tutto!
Mi ricordo che esiste un detto: "Chi ha la mamma non piange"... quanto è vero!

PROMEMORIA per il prossimo anno: se mai dovessi essere attaccata da un improvviso istinto stacanovista e volessi rientrare a lavoro immediatamente dopo la maternita, NON LO DEVO FARE!
Chissenefrega dell'aspettativa al 30%, la prenderò ad oltranza fino a settembre... VOGLIO PERMETTERE ALLE MIE BIMBE DI TRASCORRERE UN'ESTATE COME FANNO TUTTI GLI ALTRI BAMBINI!!!! Se lo meritano!

giovedì 21 aprile 2011

PC ROTTO!


Il pc ha deciso di abbandonarmi: a lavoro sono completamente bloccata... son riuscita a rompere il disco e ora devo aspettare che me lo sostituiscano.
Forse ho scritto troppo sul blog e l'ho fuso!!!!
AIUTO!

Quindi, niente paura se non scrivo più... stiamo tutti bene (pc a parte!) e le cose vanno avanti abbastanza tranquille...
Questo stop forzato forse mi farà bene, anche se già sono in crisi di astinenza (ho rubato la postazione momentaneamente ad un mio collega!).
Accumulerò parecchie cose da scrivere.

Ne approfitto per augurare una Buona Pasqua a tutti quanti!
A prestissimoooooooooooo!

giovedì 24 marzo 2011

Incontro inaspettato

Ore 09.30, ufficio.
Drììììììììììììììììììn
Chi è? numero sconosciuto... boh....
Pronto?
Micaciù, ciao!!!! Come stai????
Lo riconosco subito! Un mio amico di ormai vecchia data con cui si lavorava insieme una vita fà!
Ciao A.!!!! Come stai??? Ma che fine avete fatto????
Lascia stà, che ti racconto... hai un attimo? Sono sotto il tuo ufficio, scendi per un caffè al volo?
Ok! Arrivo!

Ci rivediamo dopo non so quanti anni. L'ultima volta che lui e la moglie son venuti a casa nostra è stata per conoscere Miriam di pochi mesi...
Ne è passato di tempo.
Ne sono successe di cose.
Ci siamo ragguagliati sulle novità... sul lavoro... sulla vita famigliare... su tutto quanto.
Poi è cominciato il momento revival: senti più questo e quello? E tizia che fine ha fatto? Caio come sta? Dobbiamo rivederci tutti quanti... sai che bello? E poi, ci siamo moltiplicati parecchio, sarebbe davvero una figata...
E poi abbiamo ricordato l'atmosfera giocosa, spensierata e leggera di quando si lavorava insieme, tutti neo-laureati, in un momento che ancora non era di crisi economica, tutti pieni di energia, di sogni e di voglia di fare, ma soprattutto carichi di leggerezza e spensieratezza, eravamo convinti di spaccare il mondo!
Sembrano passati secoli... e quasi lo sono passati... in fondo stiamo parlando ormai di 11 anni fa, mica noccioline!
Ma siamo sempre gli stessi, sempre la stessa voglia di scherzare, di fare battute anche su cose serie, sempre la stessa voglia di sdrammatizzare.
Ci siamo salutati con le solite promesse del: organizziamoci, vediamoci, sentiamoci....
Questo inizio giornata è stato davvero gradito e inaspettato... esattamente come questo inizio di Primavera!

venerdì 11 marzo 2011

Ve le dò io le pari opportunità!

Metti che un giorno rimani felicemente incinta.
Metti che, tutto sommato, ti senti bene e vuoi farcela a continuare a fare tutto da sola e anche a lavorare.
Metti che decidi di lavorare fino all'ottavo mese di gravidanza.
Benissimo.
Tutto fila liscio, perchè non farlo?
E tutti dicono che la gravidanza non è una malattia, che si può far tutto e tu ti senti di farcela, nonostante gli ormoni, e ce la fai anche brillantemente, meglio di un uomo senza panza ripiena e impegni ad essa connessi.
Metti che poi arriva il giorno in cui entri in maternità, come è giusto che sia, con un pancione galattico e ti aspettano gli ultimi mille esami da fare e cose da preparare prima dell'arrivo del frugoletto.
Metti che saluti tutti e inserisci l'"autoreply" alla mail dicendo appunto che sei via per maternità.
Metti che durante l'ultimo mese di gravidanza, quando proprio dovresti essere lasciata nello stato di grazia in cui ti trovi, ti squilla il cellulare e rispondi pure.
Metti che dalla sede centrale che si trova in tutt'altra città, il tuo capo ti dice che viene apposta nella tua città per parlare con te.
Metti che accetti di incontrarlo (anche se potresti allegramente e rispettosamente mandarlo a cagare tra le ortiche di un campo qualunque) e cominci a sentire puzza di bruciato.
Metti che poi lui arriva e ti chiede persino di metterti in macchina all'ora di punta, di attraversare la metropoli, di raggiungerlo comodamente in centro città e di cercare parcheggio imprecando tutti i santi del paradiso... il tutto sempre portando disinvoltamente il pancione ormai quasi a termine (secondo lui).
Metti che, a questo punto, ti senti un po' di rodere e dici: vabbè che te ce vengo pure all'incontro, ma almeno vediamoci in un posto più comodo, no!? O è chiedere troppo?
Metti che il capo si muove a compassione e accetta. Grazie mille, eh!
Metti che vai all'incontro, il capo si presenta con un altro tizio baldanzoso che ricoprirà il tuo posto durante la tua assenza... e già pensi: e mo' quest'altro che vuole?
Metti che senti la puzza di bruciato aumentare tanto che quasi ti viene da tossire per il principio di intossicazione da esalazione di monossido di carbonio.
Metti che poi ti informano della tua futura posizione: retrocessa ad un ruolo che prima invece coordinavi tranquillamente, mentre tutti gli altri tuoi colleghi hanno ricevuto promozioni e incentivi.
Metti che ti spiattellano in faccia il fatto che proprio per la tua assenza per maternità non era possibile fare diversamente e che quel baldanzoso pezzo di fango venuto insieme a quell'altro baldanzoso pezzo di merda del tuo capo, continuerà a ricoprire la TUA posizione anche quando sarai rientrata a lavoro.
Metti che il pezzo di merda di cui sopra, non conosce neanche il diritto della donna al periodo di allattamento per il primo anno di vita del proprio figlio, tanto da proporre anche eventuali trasferte durante tale periodo.
Metti che ti presentano questa nuova posizione come un'OPPORTUNITA', e sì, quasi quasi dovresti pure ringraziarli, no?
Metti che oltre al danno, ti senti anche altamente sbeffeggiata.
Metti che ti sale la rabbia.
Metti che sei delusa, stanca e ormai vedi solo rosso.
Metti che vomiti addosso a questi personaggi tutto quello che pensi di loro, del loro modo di fare, delle decisioni prese a tuo discapito... metti che vuoti finalmente il sacco e ti togli tutti i sassolini nelle scarpe (che nel frattempo sono diventati macigni).
Metti che pensi: tanto peggio di così, non si può, almeno mi sfogo!
Metti che vuoi far valere i tuoi diritti e far riconoscere il tuo impegno, la tua professionalità e la tua competenza.
Metti che a loro non frega una benemerita ceppa del tuo impegno, della tua professionalità e della tua competenza, proprio perchè ora hai un pancione.
Metti che finalmente decidi di ripagarli con la stessa moneta e decidi: da ora in poi non farò più nient'altro se non lo stretto indispensabile che mi vien richiesto con il minimo impegno e sforzo... ricadendo nella massa della mediocrità del più insignificante uomo medio.

E poi parlano di pariOpportunitàPoliticaPerFamiglieIncentiviAdAvereFigli ?????
Ma non prendiamoci in giro.

giovedì 10 marzo 2011

AAA Cercasi approvazione disegno di legge

Mamme blogger, lettrici e lettori passanti, umanità intera: ho bisogno urgente di un link UFFICIALE in cui si spieghi nei dettagli il disegno di legge di Sacconi approvato in questi giorni in cui si decreta l'introduzione di maggiore flessibilità dell'orario di lavoro, di più facilità di ottenere il part time per gli aventi figli minori dei 3 anni, di possibilità di telelavoro, di permessi extra per l'inserimento dei figli al nido, materna ed elementari e chi più ne ha più ne metta...


poi vi spiego bene perchè mi serve...

ho provato a farmi un giro in rete, ma non ho trovato niente del genere nei siti dei vari Ministeri (Lavoro, pari opportunità, interno, etc....)... forse ho cercato male, anzi sicuramente ho cercato male...
Mi aiutate?

Vi ringrazio tantissimo.

martedì 22 febbraio 2011

Se non sai cosa dire, stai zitta!

Ieri pomeriggio, ore 15.00, mentre esco dall'ufficio, incrocio una collega (che alla veneranda età dei 35 o 36 anni vive con mamma e papà, fa la vita da fidanzatina con il ragazzo storico e la cui esistenza scorre tale e quale da sempre... sarà tutta invidia la mia?! Può essere... ma mica poi tanto eh!).
Per carità, è tanto carina e ci vado pure d'accordo, tutto sommato...
Mi chiede: "Stai uscendo?"
Io: "Sì"
Lei: "Ah, beata te! Anche io vorrei uscire!"
Io: "E chiedi il part time allora!" in maniera abbastanza acida...
Vabbè che ieri mi giravano particolarmente per il mal di testa di cui ho parlato abbondantemente...
Vabbè che uscire prima non vuol dire "vacanza e faccio quello che mi pare e piace"
Vabbè che ho voluto la bicicletta e mo' pedalo...
blablabla...
Ma quando mi sento dire ste cose da persone che non sanno neanche di cosa si stia parlando, mi verrebbe da dare loro un cazzotto in testa stile Bud Spencer e di dire: "Ma statte zitta!"
Avete presente?

martedì 8 febbraio 2011

Il bello di essere figli

Ieri ho riscoperto cosa significa essere figlia... non che non lo sia abitualmente, è chiaro, ma cosa vuol dire essere coccolata, viziata ed egoista!
Mi son presa una giornata di vacanza, con la scusa di passare all'ispettorato del lavoro per sistemare i fogli della richiesta del part-time.
Bene... ho colto la palla al balzo per pensare un po' a me e per trascorrere un po' di tempo con mamma.
Ho accompagnato le bimbe al nido e mi sono incamminata.
Sorprendentemente l'ufficio che si occupa di queste pratiche era mezzo vuoto, quindi ho sbrigato la faccenda in 10 minuti netti, non mi sembrava vero!
Avevo il resto della giornata TUTTO per me! E c'era anche il sole!
Ero in compagnia di mamma, perchè abita nelle vicinanze del suddetto ufficio... e siamo andate a farci un bel giro per vetrine.
Ho comprato un po' di cosine per le bimbe, con tutta calma...
abbiamo sorseggiato un cappuccino...
abbiamo camminato...
abbiamo chiacchierato...
abbiamo commentato ora questo e ora quello...
Giunta l'ora del pranzo che facciamo? Rimaniamo fuori!
Poi siamo tornate a casa di mamma... c'erano ancora un paio di ore di ozio che mi attendevano.
Così mi sono sdraiata sul MIO divano della MIA cameretta e ho guardato sul MIO piccolo televisore di una vita l'ennemillesima puntata di Beautiful...
Sullo sfondo della parete le foto mie e di Mariolla di quando facevamo le sceme (non che ora sia tanto diverso!), le nostre lauree incorniciate vicino a quella di papà... di fianco la libreria con tutti i libri, le letture e gli interessi di prima... e piano piano mi sono addormentata...
poi ho sentito che mamma veniva per coprirmi con la mia copertina di sempre...
mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo.
I vecchi rumori familiari.
I vecchi odori rassicuranti.
Tutto sembrava avermi catapultato in un'altra dimensione.
Me la sono respirata e goduta tutta quanta.

Poi è venuta mamma a svegliarmi e a dirmi: "Micky, devi andare a prendere le bimbe..."
Ecco... il ritorno alla realtà...
che da una parte ha rotto un po' l'incantesimo... ma dall'altra non vedevo l'ora di andare a sbaciucchiarmi quelle pesti e a passare il resto del pomeriggio con loro ricaricata e felice!

NOTA PER IL FUTURO: bisogna prendersi una giornata di ferie più spesso anche senza aspettare incombenze da svolgere, bimbe malate e rogne varie, ma solo per GODERSI un po' la vita!

martedì 1 febbraio 2011

Le "M" notizie quotidiane


Notizie flash di M-cronaca.

Politica interna.
Da oggi Micaela inizia il part-time, quindi nuovo ritmo, nuovi orari, nuova vita.
La diretta interessata alle nostre telecamere è apparsa più sollevata e sorridente, ha dichiarato che questo migliorerà la vita propria e quella delle sue due figlie. Il marito è apparso invece più scettico, temendo un totale crollo psico-emotivo della moglie alle prese con ulteriori impegni casalinghi. Seguiremo da vicino la vicenda per scoprirne tutti i risvolti.

Sanità.
Melania è ricoperta di bollicine che si uniscono in chiazze rosse leggermente gonfie.
E' stato già interpellato il pediatra che telefonicamente ha sentenziato un'infezione da streptococco, da curare con antistaminici, bentelan e bagnetti frequenti.

E chiudiamo con la pagina sportiva.
Marco ha ricominciato il suo corso di prepugilistica e rientra a casa più stanco e affamato del solito, ma più contento e rilassato.

giovedì 20 gennaio 2011

HABEMUS PART-TIME!


Dopo tanto aspettare...
Dopo tanto sperare...
Dopo tanto timore...
finalmente mi hanno appena comunicato che è stata accettata la mia domanda di richiesta del part time!!!!
Solo per 6 mesi però eh... non per i 3 anni massimi che avevo richiesto, ma vabbè, mi accontento, non ci lamentiamo, dai!
Ora si tratta di tutto un giro burocratico di fogli da firmare, timbri e moduli vari e uffici in cui andare... giusto per gradire! Ma lo faccio con le ali ai piedi!
EVVAI!

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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