"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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venerdì 23 gennaio 2015

Enuresi notturna qualche accorgimento

Con Massimo, quasi 3 anni, dalla scorsa estate abbiamo eliminato il pannolino durante il giorno, con qualche difficoltà, ma neanche troppa, ma dopo qualche fallimentare tentativo notturno, non ultimo proprio l’altra notte, abbiamo concordato di continuare ad aiutarlo di notte continuando a mettergli il pannolino.

So che questo non è un caso di enuresi notturna, ma, come ogni mamma, mi sto informando. Per parlare di enuresi notturna, ovvero, proprio il problema di non riuscire ad accorgersi dello stimolo di fare pipì la notte, durante il sonno, bisogna aspettare i 5 anni del bambino e che, quindi, al momento, è tutto nella norma.

Del resto, ero stata abituata diversamente con le altre mie due bimbe: una volta deciso di togliere il pannolino di giorno, è stato un tutt’uno anche di notte, ma ogni bimbo è a se’ stante, ogni bimbo ha i suoi tempi e le sue modalità di gestione dei cambiamenti, pertanto non mi sto preoccupando affatto. Per questo tipo di problematiche, sono stati creati dei prodotti appositamente pensati per venire incontro a noi genitori, ma anche ai bambini, per cercare di vivere quanto più serenamente possibile, eventuali “incidenti di percorso”, proprio per evitare di turbarli e farli sentire da meno.
Sto parlando dei DryNites.

Non sono pannolini, ma sono delle mutandine assorbenti che hanno una vestibilità molto comoda e pratica, proprio perché si riferiscono a bambini che ormai sono abituati a stare senza il pannolino per tutto il giorno, un modo efficace per non far pesare la situazione ai bambini.

Oltre alla pazienza, all’amorevole vicinanza, queste mutandine assorbenti sono uno dei piccoli accorgimenti che possono aiutare la famiglia, e soprattutto il piccolo, a superare questi momenti.
E dolci notti a tutti!


lunedì 20 ottobre 2014

Una buona pratica antitumorale: il tè verde

Non sapevo che bere una tazza di tè verde, una delle pratiche che più adoro quando comincia l'autunno (ovvero con i primi frescolini,che ancora tardano a farsi sentire), si può considerare una valida pratica antitumorale.
Sono andata ad approfondire la cosa, sul sito dell'AIRC ed effettivamente, l'alta concentrazione di polifenoli, sostanza contenuta non solo nel tè verde, ma anche nel cioccolato fondente e nel vino rosso, aiutano a bloccare la crescita delle cellule tumorali, ma non solo, hanno effetti benefici a livello cardiovascolare

I polifenoli sono degli antiossidanti naturali e sono di fondamentale importanza nella dieta di tutti noi.

nella dieta anticancro la bevanda scelta deve essere il tè verde, dal gusto delicato e profumato. Il tè verde contiene un tipo particolare di polifenoli, chiamati catechine: in genere i tè verdi giapponesi contengono quantità di catechine più elevate di quelli cinesi. Importante è anche il tempo di infusione. Dopo cinque minuti è presente nell'acqua solo il 20 per cento della quantità di sostanza attiva che si ottiene con otto-dieci minuti di attesa.

Amo il tè verde puro, senza neanche l'aggiunta dello zucchero.
Per chi, invece non ama questo gusto intenso, potrei suggerire di aggiungere un filo di miele, che addolcisce il tutto e rende la bevanda più gradevole




D'altra parte, lo dicevo tempo fa che con una tazza di tè si riescono a risolvere tanti problemi... o no?

Tutto questo, per comunicarvi che domenica prossima 26 ottobre in centro a Milano, si terrà la "Pittarosso Pink Parade" una camminata di beneficienza non competitiva in collaborazione con Pittarosso e Pink is good, per continuare a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione e della diagnostica, soprattutto nei tumori femminili e per raccogliere fondi di necessaria importanza.
In questa circostanza saranno presenti anche le amiche di #NOTHINGSTOPSPINK, progetto che prevede l’allenamento di 10 donne operate di tumore al seno che correranno alla maratona di New York il prossimo 2 Novembre 2014.
Grandioso, no?!

Intanto, vado a farmi una tazza di tè.

domenica 19 ottobre 2014

Etichetta energetica: bisogna imparare a leggerla

Da profana, quando compro un elettrodomestico, vado a guardare esclusivamente la lettera che lo classifica e in genere punto a quella con la categoria massima A, doppia A, tripla A e chi più ne ha più ne metta.

Sbagliato.
Molto sbagliato.
Ringrazio Dyson per avermi spiegato come funzionano le cose, come vengono date queste categorizzazioni, come vengono regolamentate questo genere di cose, evidenziando le manchevolezze di chi considera esclusivamente la sola classe energetica.

Innanzitutto, dal 1° settembre scorso, anche gli aspirapolvere sono inclusi in questo genere di etichettatura, e ne erano fuori prima.
Impariamo a leggere l'etichetta energetica.


Informazioni utili per leggere l'etichetta energetica

Per gli aspirapolvere sono considerati, innanzitutto la potenza massima, che ora non deve superare i 1600 Watt, sia per impatto ambientale, sia per consumi e sia perchè una potenza superiore non è affatto sinonimo di efficienza e Dyson, che tale soglia non l'ha mai superata, ne è l'effettiva dimostrazione.

Al momento, i limiti di tale etichetta energetica sono diversi e di peso considerevole:

  • non c'è alcuna considerazione a livello di rumorosità
  • i test per determinare questi valori sono stati effettuati in condizioni ottimali: macchina vuota e pulita
  • la categoria dell'efficienza energetica, non significa necessariamente risparmio in termini di costo, per le aspirapolveri è stato dimostrato che dalla classe energetica più elevata A all'ultima, la G, lo scarto è di soli 9 euro l'anno
  • non vengono considerati i costi aggiuntivi per la manutenzione dell'apparecchio, gli eventuali sacchetti da cambiare, filtri
  • viene ignorato l'impatto ambientale che hanno i materiali di scarto dell'aspirapolvere (sacchetti e filtri di ricambio)
  • l'etichetta, in definitiva, non è una valutazione delle performance globali dell'apparecchio in condizioni reali.
Tu tutto questo Dyson è, al contrario, molto sensibile, progettando da sempre aspirapolvere che non hanno mai superato i 1600Watt di potenza, eliminando completamente i sacchetti da cambiare e i cui filtri si manutengono semplicemente con una banale pulizia, senza doverli cambiare periodicamente.

Una corretta manutenzione, un corretto utilizzo della macchina fa sì che duri parecchio nel tempo e con la stessa efficienza del primo giorno.
Sto testando l'apparecchio da qualche giorno, ma questo ve lo racconterò in seguito, lo sto mettendo a dura prova e... guarda caso, il nuovo Dyson è piombato in casa, proprio quando il sacchetto della vecchia aspirapolvere si è rimpito... 
Quando si dice: il destino, eh!?

Per ora, vi dico soltanto che sono a mia disposizione due coupon di sconto del 50% per l'acquisto di diversi modelli Dyson per i miei lettori:

  • DC52 Animal Turbine (prezzo al pubblico €649)
  • DC52 Allergy Care (prezzo al pubblico €599)
  • DC52 Multifloor (prezzo al pubblico €549)
  • DC63 Allergy (prezzo al pubblico €549)
  • DC42 Allergy (prezzo al pubblico €609)
  • DC43H Mattress (prezzo al pubblico €259,00)
per usufruirne, scrivetemi! (micaela_l77@yahoo.it)

venerdì 17 ottobre 2014

Annoiarsi con un bambino piccolo in casa

Ci sono periodi in cui mi sono sentita una mamma non adeguata.
Non attenta.
Non affettuosa.
Perchè mi annoiavo. Mi annoiavo terribilmente a dover avere a che fare con un bimbo piccolo. Non sto parlando di quando i miei bimbi erano neonati, in quel periodo la stanchezza e la gioia di averli tra le braccia, allattarli erano tali da non darmi il tempo di dire: "Uh, che pizza, mi annoio!"
Parlo di quel difficile e apparentemente LUNGHISSIMO periodo in cui loro avevano intorno i 9 mesi, fino a verso i 18.
Questo, a mio avviso, è il periodo più estenuante a livello di pazienza e più provante a livello fisico: il bimbo si muove, gattona e poi comincia a camminare, vuole toccare tutto, si arrampica, si infila qualsiasi cosa in bocca e non c'è modo di abbassare l'attenzione, perchè riescono a combinare pasticci a volte terribilmente pericolosi, quindi, volente o nolente, si deve stare completamente dedicati a loro.
C'è chi vive anche questo periodo come la più grande meraviglia del mondo, in cui ogni scoperta del bambino affascina, riempie di gioia e di orgoglio... ma io, dopo un po', mi annoiavo terribilmente.
La schiena me la sono spezzata a stare chinata e a parare i colpi e le capocciate a destra e a manca, la casa si trasformava man mano in base a dove il bimbo di turno arrivava a toccare e a procurarsi guai, quindi eravamo anche capaci di montare mensole attaccate al soffitto e a mettere tutto il materiale "pericoloso" per aria.
Con la testa ero invischiata nei miei: "Devo fare questo, devo fare quello, la lavatrice devo svuotarla, devo preparare la cena, ci sono da rifare i letti, devo andare in bagno... " e puntualmente, non riuscivo a fare nulla di quello che stava nella mia lista delle cose da fare mentale.
Nulla.
E da lì, la noia si trasformava in frustrazione.
In nervosismo.
In pratica, c'ero fisicamente, ma non c'ero con la voglia di esserci, avrei voluto fare altro...
picture credits: http://boredmommyblog.com/
Cosa si può fare per andare oltre a questo?
Serve pensare che passa, è un periodo transitorio, faticoso, estenuante, ma passa: arriverà il momento in cui i bambini cammineranno spediti sulle loro gambine senza dover franare rovinosamente a terra e arriverà il momento in cui non si appenderanno alla tovaglia con tutti i piatti sopra e arriverà il momento in cui non apriranno per forza tutti i cassetti di casa.
Finisce.

Cosa può aiutare? Semplice: non rimanere da sole! Vedere altre mamme, incontrare gente, stare sia in casa che fuori casa in compagnia, anche con altri bimbi. Magicamente, e lo dico sempre, avere un amichetto in casa spesso crea un nuovo equilibrio in cui tutti vanno d'accordo ed i capricci spariscono.
Fare quattro chiacchiere con mamme, sorseggiare un tè, fa trascorrere il tempo più velocemente, i bambini giocano e noi siamo più ben disposte.
Stando da sole in casa, il tempo potrebbe non passare mai e non a tutte piace creare delle attività ricreative, o meglio, non tutti i giorni.
Ecco, le attività ludiche per i nostri bambini. Parliamone.
E' bene organizzarle in casa, di tanto in tanto, ma anche no.
Sono sempre stata e lo sono tuttora una mamma a cui piace fare cose insieme ai figli, a seconda dell'età e degli interessi.
Abbiamo fatto lavoretti di ogni tipo, abbiamo sporcato mezzo mondo, abbiamo cucinato, assaggiato, impastato.
Abbiamo fatto tutto. Ma non sempre. Quando ero ben disposta io, quando vedevo anche loro collaborativi e interessati.
E poi c'è anche il piccolo escamotage del coinvolgerli nelle attività che invece serve che noi facciamo: come ad esempio stendere il bucato, caricare la lavastoviglie, apparecchiare, preparare polpette, eccetera...

Questi sono piccoli trucchetti che ho imparato man mano. E che aiutano. Parecchio.
Ed ho capito che anche se ho spesso sentito quel senso di noia nel dover trascorrere tanto tempo con uno dei miei figli quando era piccolo, non per questo sono una cattiva mamma che ama di meno.
Anzi. Sono una mamma che ammette quello che è la realtà dei fatti e che quindi cerca di cambiare le cose in modo da trovare un equilibrio che faccia bene a tutti.

mercoledì 8 ottobre 2014

Di falsi miti e di suggerimenti: w il pollo!

Il pollo è la carne che si predilige cucinare nelle famiglie italiane per praticità, economicità e gusto.
Immediatamente dopo la pasta e la lasagna (le radici non si tradiscono mai, e questa ne è la dimostrazione!), c'è la carne del pollo, servita in ogni modo, ma soprattutto sottoforma di cotolette.

Se mi ci ritrovo in questa statistica prodotta da una ricerca portata avanti da UNAITALIA ? Assolutamente sì.


L'evento Wilpollo!
All'evento organizzato a Milano lo scorso 27 settembre, sono stati commentati questi risultati davanti ad una platea di mamme blogger agguerritissime e preparatissime (almeno sulla teoria, per la pratica, un po' meno!).
A fare luce sulla questione "pollo", erano presenti in sala il nutrizionista Andrea Ghiselli, la rappresentante di Unaitalia Lara Sanfracesco e lo chef Simone Rugiati (sì, lui, quello di Cuochi e Fiamme!).



Cucino pollo spesso e volentieri: insalate di pollo, spezzatini, involtini, a dadini in padella, al curry, alla piastra... E a quanto pare, non solo la mia famiglia, quindi, è in linea con questi studi, ma facciamo anche bene!

Il nutrizionista
E' stata fatta luce sul corretto utilizzo delle carni bianche e in particolare, sulla carne del pollo, che è leggera, ricca di nutrienti e facile da preparare.
Piace a tutta la famiglia e permette di cucinare un piatto unico per tutti.
Ci è stato spiegato in maniera esaustiva cosa si intende per dieta mediterranea, ovvero l'alimentazione e lo stile di vita che seguivano i nostri nonni almeno 70 anni fa nel sud d'Italia: quando si arava la terra, si stava tanto all'aria aperta, si mangiava poca carne e tanta frutta e verdura, utilizzando prodotti locali e molto spesso autoprodotti.

UNAITALIA
E' stata fatta chiarezza sull'utilizzo di antibiotici per le carni avicole: vengono utilizzati solo se strettamente necessario (ovvero, quando gli animali sono seriamente ammalati) e la carne di tali animali non viene messa in produzione se non dopo aver trascorso un certo tempo di "smaltimento" del farmaco.
Inoltre è stato garantito il fatto che non vengono utilizzati in nessun modo e per alcun motivo gli ormoni nelle carni dei polli.
I polli che finiscono sulle nostre tavole, oltre ad aver superato tutta una serie di controlli strettissimi (i più severi di tutta Europa!), sono sicuramente italiani: infatti la produzione di pollo in Italia ricopre tranquillamente il fabbisogno del paese e anche di più. E' una delle nostre eccellenze.

A tal proposito, una raffica di domande è piovuta addosso agli esperti, che, prontamente hanno risposto e ci hanno confortato, con dati alla mano, di quanto veniva affermato.

Simone Rugiati



Poi è stata la volta dei consigli in cucina di Simone Rugiati (simpaticissimo... nonchè bel pezzo di figliolo!), che ha scoperto che noi mamme siamo delle frane in cucina: ci ha sfatato diversi trucchetti che adottiamo, tipo quello di congelare le carni del pollo da crude e di cucinarle direttamente da congelate (SBAGLIATISSIMO, GUAI A VOI!), piuttosto, se proprio non possiamo fare a meno del congelatore, sarebbe il caso di congelare gli alimenti da cotti... ma sarebbe meglio ancora non congelare affatto (mantenere e rispettare la catena del freddo è cosa complicatissima e delicatissima, da quanto ho capito!).


A quel punto è iniziata una cooking lesson del maestro Rugiati... che, poveretto, ha avuto a che fare con un manipolo di mamme fuori ogni controllo...


Ci ha svelato tutti i segreti della frittura del pollo e della creazione di simpatiche salsine... della roba buonissima!


Dirvi che ho seguito passo passo la ricetta, sarebbe dire una bugia: oltre ad ammirare Simone Rugiati, ho soltanto mangiato e assaggiato, quindi vi posso soltanto dire che sti bastoncini di pollo fritto erano ottimi!
W il pollo!

venerdì 3 ottobre 2014

Suggerimenti su come aiutare i bambini che hanno problemi di linguaggio

Sono frequenti le famiglie che si trovano a riscontrare dei lievi disturbi di linguaggio e dei piccoli ritardi nella parola nei bambini dai 2 ai 5 anni.
L'ho sperimentato sulla mia pelle e sto continuando anche con Massimo ad avere qualche problema di pronuncia e di costruzione della frase, ma lui ha ancora 2 anni e mezzo, e non ho fretta. Ci sono già passata e, a differenza della prima volta, voglio prendere le cose con più serenità. 
Partiamo dal presupposto che questa non è la fine del mondo, che i bambini sono "normalissimi" e che non si tratta di malattie, ma di piccole difficoltà che ognuno affronta e supera con i propri tempi e i propri mezzi.
Diciamo anche che non sempre serve correre dal logopedista, ma può aiutare, soprattutto se sono le educatrici e le maestre della scuola dell'infanzia ad indicare di rivolgersi ad uno specialista (come mi è successo con Miriam), perchè loro hanno l'esperienza e la sensibilità opportune a capire quando è il caso di ricevere aiuto e quando invece si può temporeggiare.
source: https://www.etsy.com/it/listing/95024213/madre-e-figlia-nostra-passeggiata-arte?utm_source=Pinterest&utm_medium=PageTools&utm_campaign=Share

Detto questo, però, ci sono dei piccoli accorgimenti e delle piccole cose che noi genitori possiamo fare per stimolare e aiutare i bambini.
Tra i vari suggerimenti che ho ricevuto io nel corso degli anni e che ho riscontrato validi ci sono questi:


  • Stimolare i bambini a mettere in ordine delle sequenze logiche: fosse anche solo per vestirsi, ad esempio: cercare di capire cosa fare prima e cosa fare dopo, si indossano prima le mutande e poi i pantaloni, ... O anche come mettere in ordine la stanza, seguendo un certo criterio. Il prima e il dopo. Utile. Fondamentale. Per noi semplicissimo, per i bambini un po' meno.
  • E poi leggere loro tanto, tantissimo. Fa bene. Sotto tutti i punti di vista. Nella fattispecie, serve anche fare loro domande attinenti la storia appena ascoltata: Cosa ha fatto cappuccetto rosso quando è andata nel bosco? E il lupo come ha fatto ad arrivare per primo dalla nonna? Serve ad affinare il linguaggio, a fissare le parole, a comprendere i meccanismi di causa-effetto.
  • Parlare. Tanto. Di tutto.
  • Rispondere alle domande del bambino in maniera esaustiva, completa... certo, mantenendosi ai livelli di comprensione di un bambino così piccolo, è chiaro. Ma mai prendere sotto gamba una domanda. Mai. So perfettamente che può essere estenuante e stremante, soprattutto quando siamo stanchi a fine giornata, ma è fondamentale!
  • Non parlare come fa il bambino: se l'acqua lui la chiama "Bumba", noi dobbiamo continuare a chiamarla "Acqua", ad esempio.

Vi riporto anche un paio di consigli sulla gestione degli eventuali errori di pronuncia o altro:

  • Riprendere e correggere solo un problema alla volta e concentrarsi su quello. C'era, ad esempio, Miriam che aveva difficoltà nella pronuncia di diverse consonanti e poi di sillabe, alcune combinazioni proprio erano un problema per lei. Ne abbiamo affrontata una per volta. Se in una parola o frase, il bambino sbaglia a pronunciare più di una cosa diversa, non correggergli tutto quanto insieme, ma solo quello su cui vi state concentrando in quel periodo di tempo.
  • Non riprendere in pubblico il bambino, non farlo MAI. E nemmeno riprenderlo o correggerlo se si sta parlando di qualcosa di emotivamente importante per lui, ci si può tornare sopra in seguito, quando il grado di coinvolgimento emotivo del bambino non è più elevato.
E se ve lo state ora chiedendo: no, non riesco a fare proprio tutto tutto quello che ho detto finora, con il massimo dello slancio, della pazienza e dell'energia. Non sono perfetta, ahimè, ma ci provo, vi giuro che ci ho provato e ci provo tuttora.
Almeno, sulla teoria... ci sono.
Spero che questi suggerimenti possano aiutare e confortare qualche genitore in difficoltà. 

giovedì 24 luglio 2014

Un aiuto per lo spannolinamento

Ebbene, posso dichiarare con quasi tranquillità, che lo spannolinamento di Massimo (il mio terzo ed ultimo spannolinamento, lo giuro!), è avvenuto con successo (più o meno!).
Ho seguito tutte le mie regole, mi sono armata di tanta santa pazienza (tanta), ho dato fondo a tutte le mie risorse e abbiamo colto i primissimi segnali del bambino di voler crescere, di voler fare da solo, di voler essere come le sorellone.


Così, eccoci qui, adesso la mia scorta di pannolini è drasticamente diminuita (era ora!), perchè lo usiamo soltanto di notte.
Cosa ho introdotto di nuovo in questo spannolinamento?
Una cosa comodissima, che mi ha fatto conoscere mia sorella, per prima, che lei si portava dietro in qualsiasi circostanza, quando si andava fuori casa, con la sua prima bimba.
Ecco qui: vi presento il vasino-riduttore da viaggio Ekko di Damblè, il vasino portatile, il vasino prêt-à-porter, il vasino da viaggio, il vasino che lo piazzi dappertutto, in ogni lago, in ogni mare... insomma, una comodità infinita.
Si chiude e con la sua borsetta si rifila dappertutto.



Si usa inserendo un sacchettino di plastica al suo interno, in modo che i bisogni vengano raccolti direttamente nel sacchetto, pronti per essere buttati nel primo secchio a portata di mano.


Igienico: non siamo costretti a frequentare bagni pubblici che, con bambini piccoli, sappiamo bene cosa significa: è difficile far stare le loro manine lontano dallo schifo che si riesce a vedere in giro... e soltanto per questo, il vasino pret-a-porter è una mano santa!
E poi, è molto pratico: non dobbiamo correre a destra e a manca e consumare caffè in ogni bar del circondario se vogliamo usare il bagno.
Ne guadagna anche la nostra salute, non credete?

E' vero, se ne può fare tranquillamente a meno, come ho fatto per le mie altre due bimbe e sono sopravvissuta benissimo, ma una volta che lo si conosce e se ne capiscono le comodità, allora, è tutta un'altra storia. Tra l'altro, non solo è un aiuto per lo spannolinamento, ma è comodo anche dopo. Le mie bimbe ancora lo usano quando siamo fuori casa.
Ad esempio, in questo periodo, lo sto tenendo fisso nella cabina della spiaggia... in pratica, i miei bimbi hanno il loro bagno personale. Che lusso, eh!?
Insomma, questa è una piccola-grande comodità che la vita, può sicuramente migliorarla.

martedì 3 giugno 2014

Come togliere il ciuccio a 2 anni

Ragazze mie, chi mi segue, sa la fatica che stiamo facendo per togliere definitivamente questo benedetto ciuccio a Massimo (2 anni fatti a febbraio), quindi ecco qui la mia guida su "Come togliere il ciuccio a 2 anni". Non prendetela come un dogma, ma sappiate che è l'insieme delle mie conclusioni e del frutto della mia esperienza.

Tanto per iniziare, partiamo dal principio.
Osserviamo quanto "dipendente" è il bambino dal ciuccio.
Nel caso di Massimo, lui si ricordava del ciuccio, nel momento stesso che mi vedeva: era capace di stare tutto il giorno a scuola senza chiederlo, poi vedeva me sulla porta e lo reclamava, per poi tenerselo in bocca per il resto della giornata, sempre più capriccioso e appiccicoso.


Quindi, il ciuccio non è che mi aiutava nel gestire i suoi capricci e i suoi "nervi", anzi, era un motivo in più per chiederlo e per farmi scattare sull'attenti ogni volta che lo voleva (che lo pretendeva!), per poi lanciarlo in ogni dove per casa e per strada.
Massimo non era di quei bimbi che ne hanno bisogno soltanto la notte. Stava diventando un attaccamento morboso, il suo, tanto da impedirgli di parlare correttamente, o di parlare proprio.
Era necessario toglierglielo, anche perchè, ormai, la fase di dentizione, grazie a Dio, l'abbiamo abbondantemente superata, quindi motivi per tenerlo, non ce ne erano più.
Il fatto è che ero IO che tergiversavo, perchè non mi sentivo pronta ad affrontare il passaggio, perchè, per chi non lo sapesse già, è un momento veramente delicato e in cui bisogna mantenere nervi e pazienza ben saldi.
Sappiate che le prime 24 ore sono le più terribili, superate quelle, le cose, man mano vanno meglio, ma continuerà a chiedere il suo adorato ciuccio ogni tanto, a volte sotto forma di capriccio, a volte piangendo, a volte impietosendovi, ma siate fermi, sereni ma fermi. Niente minacce, niente voce alta.
Preparatevi ad affrontare nervosismo improvviso, crisi di capricci, lanci di oggetti e giocattoli, ma cercate di tenere la calma.
Diciamo che si può considerare di essere definitivamente fuori dalla dipendenza dopo la prima settimana.
Una volta che si ha consapevolezza di queste cose si può procedere.

Prerequisiti minimi:
  • il bimbo deve stare bene, nel senso che non deve essere malato di nulla: niente tosse, niente febbre e niente motivi di malessere generale
  • il bimbo deve aver messo tutti i dentini, così da non togliergli uno dei pochi sollievi che può avere quando ha disturbi alle gengive
10 regole per togliere il ciuccio a 2 anni:
  1. Non affrontare questo momento se ci sono altre situazioni "traumatiche" in atto: eliminazione del pannolino, trasferimento di stanza, nascita di un fratellino, traslochi, lontananza della mamma... etc... Facciamogli affrontare una cosa per volta e non pretendiamo troppo
  2. Inventate una storia, in cui il ciuccio sparisce ad un certo punto. Vanno bene storie fantastiche di fatine, di lupi, di alberi del ciuccio e siate credibili. Farcite tutto di magia e fantasia, rendete la cosa veramente fantastica e affascinante
  3. gratificate il bambino con complimenti, distraetelo il più possibile, concedetegli cose che prima non aveva la possibilità di fare e/o avere, fatelo sentire più grande
  4. siate più accondiscendenti su alcune cose, ma fermi sulla decisione presa di togliere il ciuccio
  5. informate tutte le persone che sono a contatto con il bambino della decisione presa, in modo che anche loro possano dare continuità alla cosa  (scuola, tata, nonni, zii, ...)
  6. nominatelo il meno possibile, anzi, non nominatelo affatto!
  7. fate un bel regalo come premio al bambino: "la fatina del ciuccio si è preso il ciuccio, ma ti ha portato una bella cosa!"
  8. se non ce l'ha già, cercate un oggetto transizionale che gli possa essere di consolazione e che possa fargli compagnia. Stranamente per Massimo, il suo oggetto di consolazione è questo libro.
  9. coccolatelo, tanto e più di prima, il bimbo sta affrontando un vero e proprio distacco, non c'è da scherzare! Forse, dopo la tetta, è il secondo distacco più importante che deve sopportare, e, ora che ha due anni suonati, se ne rende perfettamente conto.
  10. cominciate dei nuovi riti della buonanotte: la favola (più e meglio di prima!), un bagnetto più lungo e rilassante, dei giochi tranquilli da fare insieme, ...
E in bocca al lupo... il ciuccio, dico... :)

mercoledì 21 maggio 2014

Mamma, mi annoio!

“Mamma, mi annoio!”
Quante volte ce lo sentiamo dire dai nostri bimbi, che dopo aver rigirato sotto sopra la loro cameretta senza trovare alcuno gioco che li soddisfi appieno, dopo aver mezzo rivisto il loro dvd preferito, dopo aver ciondolato per casa a destra e a manca?
A volte il pomeriggio sembra non trascorrere mai e se la noia s’incrementa, cresce anche il nervosismo, e il tutto finisce in capricci e lagne che difficilmente si smorzano. Ecco la soluzione di ogni male: i biscotti.
Sì, immagino cosa state pensando, mamme all’ascolto: la cucina diventa il teatro dell’esplosione di una bomba termonucleare, è vero, non posso darvi torto e non posso nemmeno dire che ciò non accada, perché accade e anche peggio di qualsiasi aspettativa, nonostante le tante accortezze che si possano prendere in merito, non c’è via di scampo.
A questo punto, per rimediare, dobbiamo armarci, oltre che di tanta santa pazienza, anche di un prodotto che pulisca, igienizza le superfici (prima, durante e dopo), che sia sicuro, pratico e veloce. L’ho trovato, eccolo qui: lo spray igienizzante Superfici Sicure Chanteclair.



Quindi, messo al sicuro il mio asso nella manica, ho fornito ai bimbi tutto l’occorrente per preparare i biscotti…

E loro, felicissimi, hanno cominciato a impastare, allegri e soddisfatti.


Abbiamo fatto biscotti di ogni forma, ci siamo tutti divertiti, anche il più piccolo di casa.


Ma, abbiamo voluto strafare, non soltanto abbiamo preparato la frolla (roba da ragazzi, ormai, per noi!), ci siamo spinti oltre… oltre i confini dell’arte pasticcera, oltre le galassie del cake design: abbiamo voluto decorare i nostri biscotti con della pasta da zucchero e, come i bravi pasticceri fanno, non è che ci siamo permessi di comperare della pasta di zucchero già colorata, nossignore, ce la siamo fatta colorata della gradazione che volevamo noi… e così, via di coloranti.


No, non chiedetemi se sono pazza, la risposta la sapete già.


E non chiedetemi nemmeno se sono ancora viva.


A un certo punto, ho capito che era del tutto inutile resistere e combattere il disordine e lo sporco, quindi mi ci sono buttata a capofitto in mezzo anche io e, vi rivelo una cosa: è DIVERTENTE!


Una volta preparati biscotti, stesa la sfoglia per una crostata, raccolta la farina in eccesso, è arrivato il momento di pulire, è qui che ho tirato fuori la mia arma segreta.


Vabbè, non vi dico che l’hanno fatto i bimbi, ma si sono dati da fare, non posso negare neanche questo, igienizzante, pazienza e olio di gomito, hanno riportato la situazione in uno stato decente e … brillante!


PS: i biscotti e la crostata sono venuti ottimi!


Questo post è offerto da Chanteclair

lunedì 12 maggio 2014

I primi caldi e le scarpe per bambini



I primi caldi stanno arrivando, i bimbi sono scalmanati (come sempre, anzi, di più...) e le occasioni per stare all'aperto, giocare, correre, grazie a Dio, sono sempre più frequenti... 
Ora, a parte la questione "doccia rigorosa" dopo averli portati per prati, perchè sono capaci di sporcarsi dappertutto in meno di 30 secondi netti, c'è un'altra questione molto delicata: le scarpe.


Sì, le scarpe.
Questo periodo dell'anno è particolare, nel senso che sembra inopportuno indossare già le scarpe aperte, perchè tutto sommato è un po' presto, ma al tempo stesso, nelle ore centrali della giornata fa caldo, ma caldo vero eh, non è per modo di dire.
E allora, tra le temperature alte e le corse a perdifiato, i bimbi sudano, parecchio.
Di conseguenza, sudano anche i loro adorabili piedini.

Sì, adorabili, vabbè. Non ho scritto odorabili, ma adorabili. Certo.
C'è bisogno di una scarpa che copra ancora tutto il piede, che sia comoda, pratica, ma che garantisca che non rimanga umido di sudore e che non faccia ristagnare al suo interno la "schifezza" (come la definisco io).
Ecco le scarpe che risolvono la delicatissima questione: le scarpe con tecnologia Gore-Tex che proteggono dall'acqua esternamente, ma che fanno respirare i piedi, grazie ad una particolare membrana che permette il passaggio dell'aria.
Santa cosa!
Sembra quasi una stupidaggine, ma tutto questo evita non soltanto cattivi odori, ma garantisce il fatto che il bimbo non rimanga con l'umido addosso e con calzini appiccicosi per mezza giornata, vi pare poco?
Vabbè... noi andiamo a correre...
Ciao!

giovedì 8 maggio 2014

Cosa regalare alla mamma?

Sì, i fiori sono belli, veramente tanto... ma ci vuole altro...
E poi, la storia del "basta il pensiero" non è mica così vera, eh, o meglio, sì, il pensiero è una cosa carina... ma non basta affatto, eccheccavolo!
Dopo tutto lo sbattimento, la fatica, le occhiaie, le zampe di gallina, le notti insonni, e tutto quello che fa la mamma in casa e fuori... basta il pensiero? No.
No e no. Lo dimostra pure una statistica seria, eh, mica lo dico io!
E allora, cosa regalare alla mamma per la sua festa?
Allora, ecco 10 regali che VERAMENTE piaceranno alla mamma, da fare in collaborazione con il papà, che è meglio!

  1. Una colf, anche solo per un pomeriggio, alla quale affidare tutte le mansioni più incresciose che stiamo rimandando da mesi
  2. Un massaggio di un'ora e mezza in un bel centro estetico, preferibilmente con un'amica, ma anche no... a volte si vuole rimanere SOLE con i propri pensieri, giusto?
  3. Un pomeriggio di SOLITUDINE: il papà si prende bimbi e bimbastri, se li carica in auto e se ne va in una qualche parte del mondo per tutto il pomeriggio, senza telefonare alla mamma per chiederle cose. Magari solo in questo modo potremo infilarci in bagno senza essere disturbate ogni 30 secondi, ma soprattutto senza avere il pubblico!
  4. Una colazione a letto, con annesso riordino di TUTTA la cucina, altrimenti non vale e il resto della mattinata... a letto a poltrire, altrimenti non vale!
  5. Una visita culturale, sì... anche le mamme hanno bisogno di "cultura", non devono soltanto parlare di pappe, cacche e pannolini, no!?
  6. Un pranzetto in un posto carino, nuovo, che magari offre anche la possibilità di far giocare i bambini in un'area attrezzata, senza pericoli e in tutta sicurezza
  7. Un bel libro da assaporare ogni sera, in cui il papà o chi per lui, si occuperà dell'addormentamento dei bimbi (questo è un regalo che si protrae nel tempo... bisogna essere costanti, altrimenti si annulla!)
  8. Un regalo che riguarda una delle passioni della mamma: se adora fare i dolci, allora un bel set nuovo di stampini e accessori vari; se è una mamma creativa, una serie di colori, materiali nuovi da utilizzare nelle prossime creazioni; se è una mamma lettrice, un buono da utilizzare in una libreria.. e così via: pensare agli hobby della mamma, alle sue passioni, sicuramente sortirà sorpresa e apprezzamento. Non vi presentate con un ferro da stiro nuovo o con un frullatore che ve lo tira dietro, attenzione! Quelle NON sono passioni.
  9. Niente capricci. Niente richieste continue. Niente: "mamma! mamma! mamma!" per qualsiasi cosa... almeno per un giorno, non è poi tanto, o no?!
  10. Solo per una volta, per una sera soltanto, perchè la #letturadellabuonanotte non la legge qualcuno a mamma? Non sarebbe bellissimo?
E tanti auguri a tutte le mamme!



lunedì 5 maggio 2014

I vostri barattoli

Pensavate che me l'ero dimenticato, eh!?
E invece eccoci qua: ecco i VOSTRI barattoli, per la mia raccolta #Barattoliamoci.

Sono arrivate un sacco di idee carinissime, originali. Qualche tutorial interessante e da riproporre, prima o poi, e tanta tanta fantasia.
A partire da questo tutorial per realizzare dei dispenser per sapone liquido a partire da dei barattoli di vetro. Io l'ho trovato geniale.


C'è chi li usa per organizzare i tanti oggetti che altrimenti non troverebbero una precisa collocazione in casa, come ha fatto Sara


Sempre su questa linea, c'è chi ha dato ordine alla propria scatola del cucito, pensando di conservare gli aghi e i piccoli bottoni all'interno di un paio di barattolini di vetro, quelli per gli omogeneizzati, per intenderci. Ed il risultato è sicuramente efficiente e ordinato.


Rimanendo sul tema "cucito", ecco dei vasetti puntaspilli molto semplici e graziosi


Una simpaticissima e originalissima idea è questa che mi è arrivata da una mamma a cui le idee non mancano di certo: le bomboniere per la prima comunione della sua bimba sono dei vasetti in vetro riempiti con confetti colorati e decorati a tema, come tutto il resto del ricevimento.
A parte l'idea in se, che è deliziosa, ma volete mettere anche il risparmio di soldi in tutto questo!?


Carinissimi questi vasetti in perfetto stile country per le spezie, non trovate?


Così come questi vasetti, con la loro "casetta"... una cucina country e un po' di colore, eccoli qui


E nella raccolta, poteva forse mancare la mamma creativa per eccellenza? Ovviamente no.
Ecco cosa ci propone Madre Creativa: un vasetto per Pasqua decorato con un coniglietto e tante caramelline colorate attaccate alle pareti del vaso, un'idea intelligente per decorare la casa, la tavola e da far realizzare direttamente ai bambini


C'è chi ha preparato una golosissima cheesecake e l'ha presentata all'interno a dei barattolini... io me ne mangerei almeno 3 porzioni!


Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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