"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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martedì 24 febbraio 2015

Di come l'oculista mi ha prescritto di preparare focacce

Miriam ne inventa sempre una nuova pur di non rimanere a scuola!
E' normale?
Sì, direi di sì... anche se a volte mi urta i nervi dover mollare tutto in ufficio, qualsiasi cosa io stia facendo per correre a prenderla.
Una volta è il mal di pancia, un'altra è il mal d'orecchio, ultimamente si trattava di mal di testa.
Almeno tre volte mi ha fatto chiamare dalla bidella.

Non andare a prenderla significa farsi affibbiare l'etichetta della mamma a cui non frega un cavolo, ma io conosco la mia polla e so che, oltre ad essere una paraculetta è anche una bella ipocondriaca (e qui potrei fare l'elenco di persone da cui può aver preso questa adoratissima dote, ma lascio stare!).

L'ultima volta sia l'insegnante e sia la bidella mi suggeriscono di portarla in visita dall'oculista: "Che, sa signora, capita spesso che i problemi di vista diano anche il mal di testa!"
Ma va? Non l'avrei mai immaginato!

Così, alzo il telefono e chiamo per prendere appuntamento (privatamente, sia chiaro, che altrimenti ora avrei esaurito tutte le ore di permesso a mia disposizione, se avessi dovuto aspettare una visita della usl, tante sarebbero state le volte che poi Miriam mi avrebbe fatto richiamare da scuola!) con il mio oculista di fiducia, un professionista che conosco da anni, in pratica ci siamo laureati quasi insieme.



Vado da lui.
La visita.
Le fa diverse domande.
Mi guarda e mi dice:
"Michè, stai serena. La bambina non ha nulla, oltre ad avere 11/10 a entrambi gli occhi!"
"Ma, allora, ammesso che questi mal di testa siano veri, da che possono essere causati?" - faccio ancora la parte della mamma apprensiva, che proprio non sa che pesci prendere - e in parte è pure vero!
"Ahahahahahah... quasi non ti riconosco più! Sai che c'è? Mettiti a fà la donna, e prepara una bella focaccia da far portare a scuola alla bambina, questi mal di testa sono dovuti al fatto che quello che mangia a scuola non le è sufficiente, tutto qui!"

Ecco. Nella prescrizione medica, oltre alle diottrie e misurazioni varie, c'è scritto: preparare una focaccia al giorno alla bambina.

Adoro il mio oculista!

La ricetta?
La sto collaudando, ve la racconto prossimamente.

lunedì 20 ottobre 2014

Una buona pratica antitumorale: il tè verde

Non sapevo che bere una tazza di tè verde, una delle pratiche che più adoro quando comincia l'autunno (ovvero con i primi frescolini,che ancora tardano a farsi sentire), si può considerare una valida pratica antitumorale.
Sono andata ad approfondire la cosa, sul sito dell'AIRC ed effettivamente, l'alta concentrazione di polifenoli, sostanza contenuta non solo nel tè verde, ma anche nel cioccolato fondente e nel vino rosso, aiutano a bloccare la crescita delle cellule tumorali, ma non solo, hanno effetti benefici a livello cardiovascolare

I polifenoli sono degli antiossidanti naturali e sono di fondamentale importanza nella dieta di tutti noi.

nella dieta anticancro la bevanda scelta deve essere il tè verde, dal gusto delicato e profumato. Il tè verde contiene un tipo particolare di polifenoli, chiamati catechine: in genere i tè verdi giapponesi contengono quantità di catechine più elevate di quelli cinesi. Importante è anche il tempo di infusione. Dopo cinque minuti è presente nell'acqua solo il 20 per cento della quantità di sostanza attiva che si ottiene con otto-dieci minuti di attesa.

Amo il tè verde puro, senza neanche l'aggiunta dello zucchero.
Per chi, invece non ama questo gusto intenso, potrei suggerire di aggiungere un filo di miele, che addolcisce il tutto e rende la bevanda più gradevole




D'altra parte, lo dicevo tempo fa che con una tazza di tè si riescono a risolvere tanti problemi... o no?

Tutto questo, per comunicarvi che domenica prossima 26 ottobre in centro a Milano, si terrà la "Pittarosso Pink Parade" una camminata di beneficienza non competitiva in collaborazione con Pittarosso e Pink is good, per continuare a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione e della diagnostica, soprattutto nei tumori femminili e per raccogliere fondi di necessaria importanza.
In questa circostanza saranno presenti anche le amiche di #NOTHINGSTOPSPINK, progetto che prevede l’allenamento di 10 donne operate di tumore al seno che correranno alla maratona di New York il prossimo 2 Novembre 2014.
Grandioso, no?!

Intanto, vado a farmi una tazza di tè.

mercoledì 12 febbraio 2014

Sulle vaccinazioni

Questo è un argomento delicato, delicatissimo, che si scontrerà sicuramente con il parere dei genitori più illuminati, quelli che aborrono le merendine, che non usano pannolini pampers e che mangiano tofu dalla mattina alla sera evitando accuratamente le pappe pronte e tanto meno una buona salsiccia, parliamo di vaccinazioni dei bambini.

Chi mi segue sa che ho usato omogeneizzati, mangio io stessa merendine, compro minestroni pronti alla bisogna e che sono ben lontana dall'essere una vegetariana, che non credo nella fitoterapia e/o omeopatia e compagnia bella, che non morirò a causa di qualche panino mangiato da Mc Donald's, e che per farmi passare le mie emicranie sarei disposta di ingurgitare morfina pura pur di sentirmi meglio, altro che palline zuccherine da prendere ogni 5 minuti sotto la lingua!

La mia mente fin troppo razionale e scientifica mi tiene ben lontana da una certa visione della vita, per così dire, new age: tutta incensi e meditazione. Purtroppo, aggiungo.
Perchè mi piacerebbe affidarmi a questo genere di stile di vita, che sembrerebbe ben più salutare, che risolverebbe tutti i mali del mondo, nonchè mi allungherebbe la vita di almeno 150 anni, ma è più forte di me, non ci riesco. Eh, la virtù non è affare di tutti.

Così, quando ho dovuto fare la scelta se vaccinare o meno i miei figli, diciamo che neanche c'ho pensato su più di tanto. Mi sono informata, ho ascoltato il parere del mio pediatra, ho valutato la cosa e li ho fatti fare. A tutti e tre.
Ho preso le mie precauzioni del caso: ho portato i bimbi solo quando erano PERFETTAMENTE sani al momento del vaccino, senza nasi colanti, mal d'orecchie e tossi. Ho cercato di disaccoppiare i vaccini quanto più possibile, per evitare di sovrapporli e di farli nello stesso momento, ho evitato quelli che potevo evitare.
Ma quelli che si dovevano fare, li ho fatti, tutti.
Non solo perchè i miei bimbi sono andati al nido a pochissimi mesi di vita, ma anche perchè io credo nel progresso scientifico, ci credo. Altrimenti, qua, staremmo ancora a combattere contro la poliomelite e, grazie a Dio e a delle menti sapienti, ce la siamo buttata alle spalle, grazie ad un vaccino.

I motivi che dettano le scelte di un genitore sono sempre molto personali ed ogni genitore è giusto che si affidi alle fonti e alle persone che stima maggiormente e deve agire secondo la propria coscienza.
Non sono mai stata una talebana delle vaccinazioni.
Non sono mai stata una talebana dell'allattamento fino al diciottesimo anno compiuto dei miei figli.
Non sono mai stata però contro il cosleeping, le coccole a oltranza e via dicendo.
Insomma, non riuscirei a catalogarmi, se così si può dire, in una o un'altra corrente di pensiero genitoriale.
Diciamo che mi districo e mi schiero ora da una ora dall'altra parte e, per quanto riguarda i vaccini, io sono decisamente PRO vaccini.
Almeno, quelli obbligatori.
Poi mi sono imbattuta in un interessante articolo di UPPA, voce sicuramente molto autorevole in materia e mi sono convinta che la mia scelta, non è stata poi tanto sconsiderata come vorrebbero farmi credere tutti coloro che invece guardano i vaccini come il peggiore dei mali della terra.
Questo è il mio personalissimo pensiero.

mercoledì 24 luglio 2013

E' caduto il primo dentino!

Siamo precoci.
Precocissime!
Miriam, nemmeno ha compiuto 5 anni, e già da un mese ha perso il suo primo dentino.

Inizialmente, pensavo che, in seguito ad una caduta, si fosse rotto e caduto e amen.
Avremmo dovuto aspettare ancora un bel po' prima di vedere spuntare il dente definitivo... il suo degno sostituto...
E invece no... da qualche giorno, già si vede distinto e in gran forma il dente che spunta dalla gengiva.

Mi sono quasi spaventata!
Possibile?
Così ho chiesto alla mia dentista, che è anche una dentista pediatrica.
Lei mi ha detto che, nelle statistiche, le femminucce sono più precoci rispetto ai maschietti a cambiare i denti da latte, in genere intorno ai 5 anni, 5 anni e mezzo si comincia.
In questo caso, Miriam è particolarmente precoce, ma comunque è in linea.
Ha poi voluto sapere a che età ha completato la dentizione da latte... e anche lì, ho potuto dire con certezza che a 18 mesi già aveva messo tutti i dentini... cosa che Melania prima e Massimo ora, son ben più tardi in questo.


Insomma...
Inizialmente non sapevo come comportarmi: esiste una fatina dei denti anche se questi si spezzano? Non volevo bruciare le tappe... e, nel dubbio, sta fatina è comunque venuta a farci visita una notte ed ha lasciato la sua brillante moneta sotto il cuscino di Miriam...
Ora che ho visto spuntare il dente definitivo, sono proprio contenta di averla allertata a sta fatina qua, va!

Eh, qua si cresce... a volte anche troppo in fretta: MA VA BENISSIMO COSI'!!!!

E  voi? Che esperienze avete con i vostri figli?
A che età hanno cominciato a cambiare i denti?

venerdì 5 luglio 2013

Attaccamento bambino-mamma 0-3 anni

"Dovrebbero pagare le mamme per stare a casa con i loro figli da quando nascono fino ai 3 anni di vita dei bambini!"
E' questa la risposta che mi ha dato il pediatra all'ennesimo controllo fatto a Massimo proprio ieri, per i suoi continui malanni (di stagione e non!) e continue sue richieste di attenzioni e coccole.
Ed ha aggiunto: "E invece la mamma deve tornare a lavoro presto, così facendo si riposa un po':
stare dietro ai bambini piccoli è impegnativo, è fatica, è pazienza e capisco che staccare fa bene anche a voi, ma così facendo, il bambino si attacca ancora di più a voi quando siete presenti e non si stacca, vi impedisce di fare qualsiasi altra cosa, quando ci siete..."
E' vero, in parte è così... quindi questo attaccamento, questo akkoalamento continuo quando ci sono, è del tutto normale.


Massimo, a differenza delle sorelle, quando ci sono io vuole stare esclusivamente con me, mi assorbe completamente, non si vuole allontanare un attimo nemmeno per lasciarmi andare in bagno un minuto, niente, non sente ragioni.
E di notte ancora di più.
Un po' per i fastidi vari, quando si sveglia vuole solo stare con me, ma non gli basta stare semplicemente in braccio ed essere cullato un po', oppure esser messo in mezzo nel lettone... no, no no... lui vuole stare a pelle d'orso addosso a me, vuole sentire il contatto, il calore, vuole avere tra le mani una mia ciocca di capelli, oppure un lembo del mio pigiama e affonda il nasino addosso a me...
La cosa, diciamolo, un po' mi fa piacere... ma non sempre sempre sempre, soprattutto ora che comincia a fare caldo...
E ne ho parlato al pediatra, volevo avere un riscontro, un confronto... perchè a Marco tutto questo non sta bene e comincia a darmi addosso dicendo che è colpa mia, che l'ho abituato così, che si deve iniziare a "farlo piangere" (che brutta espressione questa... la usa spesso anche mia mamma e mi meraviglio di come siamo cresciute io e mia sorella, tante volte! sarà che eravamo due piccole mummie imbalsamate che raramente si piangeva e si faceva capricci.... boh...)
E lui mi ha detto: "E' normalissimo. Lo sa, signora, che in braccio e addosso alla mamma, passano tutti i dolori? Mal di denti, mal di pancia, fastidi... persino dolori forti da fratture di ossa... se il bimbo sta in braccio alla mamma, finisce di piangere... è normalissimo e più c'è il contatto a pelle e meno sente dolore."
...
"Questo periodo di completo attaccamento si attenua un po' verso i 3 anni, per poi dissolversi del tutto dopo i 6... in particolar modo, si accentua durante il periodo della dentizione, è il momento più duro per lei questo... resista!"
Gli chiedo: "Ma non è perchè è maschio? Con le altre due non succedeva tutto questo..."
Ride e mi risponde: "Sì, forse una componente potrebbe essere questo, forse no, anche se facesse 10 figli, sarebbero tutti diversi, si fida! E' che ha bisogno di lei. Tutto qui."

In cuor mio, sapevo già tutto questo.
E' stata una conferma alle mie sensazioni, al mio istinto.
Istintivamente prendo sempre in braccio i miei figli quando sento che hanno bisogno di me, è un riflesso incondizionato il mio, non ci sto a pensare, non penso mai che si tratti di "capricci": se hanno bisogno della mamma, c'è sempre un motivo, magari io non lo capisco immediatamente, ma c'è... e allora, perchè aspettare e farli soffrire inutilmente?
Perchè "farli piangere"?
E' faticoso, è stressante, sono notti mezze insonni, dolori di schiena e cose mezze fatte e mezze no in giro, ma  è così e non mi va di giustificarmi oltre.

Come approfondimento e lettura più scientifica di quanto finora detto, consiglio questo post di Genitori Crescono e questa intervista all'autrice del libro: "E se poi prende il vizio?".

giovedì 20 giugno 2013

Prima visita oculistica a 3 anni

Dopo il primo screening oculistico che in genere si fa nei primissimi mesi di vita del neonato, il successivo vero controllo della vista avviene al compimento dei 3 anni, in modo da diagnosticare per tempo eventuali difetti per correggerli senza troppi sforzi e con facilità durante la prima fase di crescita del bambino.

Sì, sembra un post serio, e fin qui lo è... è serissimo...
Se però la bambina in questione, al controllo dall'oculista, è Melania... tutto diventa più esilarante di una puntata di Zelig con Brignano!

La coraggiosissima fifona, ha mandato avanti la sorella più grande, per vedere in cosa consisteva questo famigerato controllo...
sì, perchè per Miriam ho rinviato fin troppo, tanto che nel frattempo anche Melania ha compiuto e superato abbondantemente i 3 anni... così ho preso due piccione con una fava!
Noi si fa le visite in formato famiglia, altro che roba.

Insomma, dicevo, Melania osserva tutto quello a cui viene sottoposta Miriam.
Vede che tutto sommato la cosa potrebbe anche essere divertente: deve indovinare forme, colori, figure...
Deve osservare dentro un apparecchio strano, giocare con una grande lettera "E" e indovinare da quale lato girare le zampette... e continua a ripetere: "Quando tocca a me?... Quando tocca a me?"
"Abbi pazienza, Meli, tra poco è il tuo turno."
E così poi ha cominciato lei...

Ecco la visita con l'oculista, io, ovviamente non sono affatto intervenuta, mi stavo troppo divertendo!
"Melania, guarda qua... dove sta il sole?"
"Non vedo nessun sole!"
"Melania, guarda bene... ma dove stai guardando? Non sul muro, qui sul cartoncino... e non fare le linguacce..."
"Non c'è il sole, il sole è di fuori!"
"Sì, ma qui, non vedi disegnato un sole?"
"A me sembra un gatto!"
"Vabbè, andiamo avanti..."
...
"Melania, adesso ti faccio indossare degli occhialetti e tu mi devi dire in che verso stanno le zampette della "E" di legno e me la rigiri esattamente come la vedi da questo tabellone, capito?"
"Sì, sì, certo che ho capito!"
"Bene.... cominciamo... "
Insomma, ad ogni E indicata sul tabellone una volta girata da una parte e una volta dall'altra, Melania fa roteare la sua E di legno tra le mani, tanto che prima o poi ci deve azzeccare.. c'è voluta tutta la pazienza dell'oculista per farle fare le cose seriamente!
Ad un certo punto, lei pretendeva di vedere con entrambi gli occhi, anche quando indossava quegli occhialetti che te ne tappano uno...
"Dottore, non ci vedo più! Aiuto!"
"Come sarebbe a dire che non ci vedi più... devi vedere attraverso gli occhiali"
"No, dottore, dove sei? non ci vedo... con questo occhio non vedo più nulla!"
E grazie... è tappato!

E poi, dopo il collirio... sono partiti i vaneggiamenti... neanche sotto l'effetto dei funghi allucinogeni di Alice nel paese delle meraviglie:
"Dottore, vedo tutto viola... menomale è il mio colore preferito!"
"Uh, mamma... tu sei blu... è tutto blu..."
"Mamma, adesso vedo tutto rovesciato... che ci fai a testa in giù?!"
"Mamma, smettila di dondolare... sembra che stai sulla giostra!"          
e rideva, rideva a crepapelle...
Devo rimetterglielo più spesso quel collirio... ha degli effetti meravigliosi!

Una volta poi rivisitata dopo il collirio: "Dottore, sto bene?"
"Sì, sei perfetta"
"Lo so, ho gli occhi blu io!"

PS1... la cosa è finita con una bella diagnosi di rinite allergica per Miriam e lei, quasi tutta gongolante: "Sono allergica, sono allergica..." e Melania di rimando, seria: "No, tu sei Miriam!!!!". Come darle torto!?

PS2: entrambe hanno qualche diottria mancante, ma la cosa è fisiologica nei bambini di questa età, e rientra da sola, con la crescita, per questo si deve monitorare l'andamento con controlli scadenzati... il prossimo è tra un anno e mezzo... la prossima volta mi porto i pop corn per assistere allo spettacolo!

lunedì 17 giugno 2013

Il ferro, questo sconosciuto...

Sono sempre stata carente di ferro, sin da quando ho memoria, mia mamma continuava a darmi integratori e a combattere contro la mia malavoglia nel mangiare carne.
Le ha provate tutte, poveretta... ma niente, proprio non volevo collaborare.
Ora che sono mamma, la capisco ancor di più e capisco la sua frustrazione ogni volta che leggeva il referto delle mie analisi e il mio stato di salute molto cagionevole soprattutto d'inverno.
Sono sempre stata una mangiona... ma non delle cose giuste, ecco! Mettiamola così!

La mia carenza di ferro non m'ha mai abbandonato, è proprio vero che il bagaglio che ti fai quando sei piccolo, te lo porti appresso a vita!
Il culmine della mia carenza, l'ho toccato con la mia terza gravidanza: Massimo mi prosciugava del tutto delle mie riserve (minime) di ferro, tanto che son dovuta ricorrere a delle flebo di ferro in dosi massicce, verso la fine della gravidanza stessa, dopo aver provato ennemila integratori sotto tutte le forme possibili: pasticche, capsule, bustine, gocce... niente di niente, non sortivano alcun effetto, se non tutti quelli INDESIDERATI!
E la mia emoglobina continuava a scendere, causandomi debolezza, fiacca, stanchezza, giramenti di testa, emicranie e via discorrendo.
Aspettavo la mia dose di ferro per vena come neanche fossi stata una drogata!

Tutto questo preambolo, per dire, che sono particolarmente sensibile all'argomento "Ferro nell'alimentazione dei bambini".
Per questo ho partecipato volentieri all'incontro con il pediatra della Mellin, impegnato nella campagna di sensibilizzazione in una corretta alimentazione nei bambini, soprattutto nei primi 1000 giorni di vita, in pratica quello che si stabilisce nei primi 3 anni di vita del bimbo, se lo porterà dietro per il resto dei suoi giorni: abitudini, gusto, riserve, metabolismo, eccetera.
Diciamo che tanti dei consigli, almeno per le mamme attente, che si informano tanto in rete e che consultano pediatri e tutto il resto, erano abbastanza scontati, ma repetita iuvant, quindi:
  • non eccedere nel sale nel condimento delle pappe: il gusto si abitua facilmente a quel tipo di sapore e la cosa è scorretta: i reni, alla lunga, ne risentono e gli effetti disastrosi della cosa poi si vedono sul lungo periodo, quando il bimbo poi sarà un uomo e dovrà combattere con diversi problemi (dall'ipertensione, al malfunzionamento dei reni stessi!)
  • variare l'alimentazione il più possibile
  • attenzione alle diete iperproteiche!
  • la merenda è importante, ma nelle giuste dosi!
  • la cena deve essere l'ultimo pasto della giornata, quindi è stato dato un "no" al biberon di latte serale (senza considerare poi i biberon notturni...e  qui, il mio Massimo si è un po' risentito!), bisognerebbe gradualmente farlo scomparire, perchè le calorie ingerite dopo la cena sono un "di più" inutile
  • le porzioni e le dosi dei piatti sono indicative, il tutto poi va rapportato al bambino, al suo stile di vita e alla sua corporatura e ai suoi standard di crescita
  • mettere il biscotto nel latte non è una buona abitudine... non sazia e sono calorie inutili!
  • insomma... il buon senso innanzitutto!
In tutto questo, mi sono inserita con i miei dubbi riguardo i latti di crescita iper-arricchiti di ferro, tanto da basarci una campagna pubblicitaria intera: più dell'ennemila per cento di ferro rispetto una bistecca!
La cosa, lì per lì, mi aveva lasciata perplessa ed i miei interrogativi sono sempre stati:
  • ma dove sta scritto che più ferro vuol dire cosa buona e giusta?
  • ma se in natura non esiste un alimento con questi dosaggi di ferro, vorrà pur dire qualcosa, intendo dire: allora non dovremmo assumerne così tanto
  • oltre al ferro, si dovrebbero dare anche degli strumenti per poterlo assimilare correttamente, non è detto che poi queste dosi massicce di minerale si riescano ad assorbire e a digerire a cuor leggero, o no?
Ecco, ho manifestato questi miei dubbi.
Ho sottolineato poi che, fortunatamente, i miei bimbi hanno un'alimentazione molto varia (grazie alla scuola, aggiungo!), mangiano quindi carne e legumi in maniera bilanciata e che quindi non sento la necessità di apportare queste vagonate di ferro attraverso questi latti artificiali, proprio per le perplessità di cui sopra.
Il pediatra annuiva mentre parlavo, poi mi ha risposto.
Ha detto che non ci sono controindicazioni in una dieta ricca, anzi, ricchissima di ferro, perchè, innanzitutto, di tutto il ferro che assumiamo, soltanto una parte viene assimilata, il resto viene scartato.
E poi, perchè non ci sono effetti collaterali della cosa, anzi.
I bambini perdono ferro in tanti modi:
  • sudorazione
  • movimento
  • concentrazione / gioco
  • malanni frequenti
E' quindi di fondamentale importanza che la loro dieta sia straricca di ferro.
Ci ha rassicurato dicendo che non si deve necessariamente ricorrere agli integratori, a parte casi eccezionali e quando il pediatra lo ritiene giusto.
Altra notizia molto importante è questa: il ferro deve essere accompagnato dalla vitamina C, perchè riesce a veicolarlo più facilmente, quindi, a farlo assorbire dall'organismo.
Esempio: una fettina di carne bianca con una spruzzata di succo di limone è un piatto perfetto.
Perchè sì, la carne bianca contiene ferro, per chi non lo sapesse, esattamente come quella rossa!
E gli spinaci, invece, sono soltanto un mito.
Quindi via libera a legumi (un piatto di pasta e fagioli è un piatto unico perfetto e completo!) e a carne (solo 3 volte a settimana!) e tanto pesce!

Direi che ora ho qualche direttiva in più per l'alimentazione dei miei bambini.
Grazie!


Ah, e altro piccolo particolare di questo incontro... ho potuto rivedere un po' di amiche blogger e conoscerne delle altre, niente male... 


... mentre le mie piccole pesti venivano intrattenute dall'animazione... santa animazione SUBITO!


Per una panoramica completa di quanto è stato detto finora durante il tour della Mellin, seguite l'hashtag su twitter: #1000giornitour
E questo, invece, è il resoconto di Federica!

giovedì 4 aprile 2013

Bocca - Mani - Piedi

No, non è uno slogan.
Non è neanche un gioco aperitivo (come inizialmente credeva Mami Compulsiva quando si è imbattuta anche lei in questa cosa!)
E non è neanche il testo di questa canzone un po' datata...


E niente, è una delle ennemila forme di una malattia dei nanerottoli, che si prendono puntualmente al nido e che consiste in un antipatico sfogo a puntini rossi piccoli piccoli sui piedi, sulle mani e in bocca.
Niente di grave, eh... ma una rogna che la metà basta!
Il pediatra ha confermato che c'è ben poco da fare: Massimo deve rimanere a casa, se ha fastidi deve prendere delle goccine di antistaminico e amen.
La cosa può portare anche inappetenza, visto che le bollicine in bocca sono antipatiche, nonchè nervosismo e a volte anche insonnia, un po' di febbre... se poi, a tutto questo si aggiunge anche un bello sfogo da pannolino... stiamo a posto no...
e quindi al bocca-mani-piedi si aggiunge pure sedere...
one - two - three...

e cantiamoci sopra, va...

mercoledì 20 febbraio 2013

Il magnesio e i suoi poteri

Ultimamente sono molto irascibile.
Nervosa.
Stanca.
Affaticata.
Arrabbiata.
Sbotto e sbraito per ogni cosa.
Apatica.
Mi dà fastidio tutto, ma proprio tutto tutto.
Ormai, qualsiasi cosa succede, diventa la classica goccia che fa traboccare il vaso ed io esplodo come una bomba ad orologeria mandando per aria qualsiasi cosa io stia facendo, guai a starmi troppo vicino!
E non è bello.
Non è affatto bello.
Non mi sento più io, non sono più io, non sono una brava mamma, non ho pazienza e dolcezza. E' come se le avessi del tutto esaurite.
In realtà, l'esaurita sono IO!
E qui, partono i sensi di colpa, i rimorsi, ma è più forte di me, esplodo senza riuscire a controllarmi.

Ok. E' arrivata l'ora del MAGNESIO!
Sì, magnesio.
Nessun bagno caldo, nessun "stacca la spina", che poi, ditemi voi come diavolo faccio ad abbandonare tutto e tutti, anche fosse solo per un'ora... ditemelo che, eventualmente, lo faccio.
Niente sedute psicoanalitiche, spiritiche, ayurvediche.

No, delle semplicissime bustine di integratore di magnesio.

Ho cominciato ieri e già mi sento meglio, sicuramente c'è anche la componente di effetto placebo, non lo metto in discussione, ma mi sento un po' più energica e da quando l'ho assunta, son riuscita a contenere l'ira implacabile che mi cova dentro, oppure comincia già a svanire un po' alla volta. Su questo punto devo riflettere, che ancora non l'ho capito.
E' andato il povero Marco in farmacia ed ha chiesto, chissà con quale faccia contrita, speranzosa e spaventata del magnesio, tanto che la farmacista poi gli ha chiesto: "E' per sua moglie, vero?"... ma perchè, solo noi diventiamo isteriche?! Ok, non lo voglio sapere...
rimango calma...
respiro...
e mi faccio una dose di magnesio, và!

Per tutti gli effetti che ha l'assunzione adeguata di magnesio sul nostro corpo, rimando ad un sito ben più serio...
L'ho trovato illuminante e da qui ho avuto conferma che sicuramente è questo il mio problema.

martedì 12 febbraio 2013

Storia di una mamma e di una bimba...

Non so fare un'introduzione particolare a questa storia, parla di amore, di preoccupazioni e di... epilessia.
Troppo coinvolgente per me.
Vale solo la pena di leggerla e di comprendere fin nel profondo tante cose: con l'epilessia non si è "diversi".


giovedì 24 gennaio 2013

Rimedi per la dentizione


Esistono? dei veri rimedi contro il mal di denti per i bimbi piccoli?
Mah... mica tanto... oltre alla tachipirina, di veramente efficace, non ne ho trovati.
A Massimo stanno spuntando tutti insieme ben 4 denti, oltre ai 4 che ha già. Immaginiamo il dolore e il fastidio che ha, povero!
Tra le bimbe, prima, e Massi ora, sono sempre alla ricerca di rimedi per alleviare questa sofferenza, ma è un affannarsi quasi inutile, il mio, è tutto un palliativo... le cose devono andare come devono andare, tant'è.
E dicono che a molti bimbi, lo spuntare di un dentino non porta alcun che di fastidio... e te pareva!
In ogni caso, qualcosa possiamo farla, eh.

C'è chi parla di collanine all'ambra miracolose... ma, sono scettica, quindi vedete un po' voi.

Ho provato a massaggiare unguenti vari sulle gengive, ma, niente... a parte che quando il dolore dei dentini che stanno per spuntare è forte, i bimbi non si lasciano massaggiare affatto, piangono, si dimenano e non si fanno toccare, figurati se gli spari in bocca una pomatina che poi deve essere pure massaggiata! E' più facile tirare fuori un cammello dalla cruna di un ago, sicuramente!
Se poi si considera che tra gli effetti collaterali di queste pomatine ci sono pure vomito e diarrea, poi vai a capire, se succedono questi episodi, se è un effetto collaterale al farmaco, oppure se il bimbo si è beccato qualche virus o che so io!

Che poi, tra le varie cose, non so se anche gli altri bambini si comportano così, ma i miei figli hanno sempre schifato e alquanto odiato quei sonaglietti e giochini fatti apposta per la dentizione, quelli che si possono anche mettere in frigo, insomma... quelli che paghi un occhio della testa, poi te li vedi catapultati dall'altro lato della stanza perchè proprio non gli piacciono e ignorati per il resto della loro esistenza, ecco, quelli!

E allora, che fare?
Innanzitutto, nel periodo di fastidio, non forzarli a mangiare... vorrei vedere voi con un mal di denti pazzesco, costretti a mangiare un bue! Preparate pappe che si possono mangiare senza fare troppa fatica, leggere, magari ritornando un passo indietro con il formato di pastina più piccolo o addirittura con le creme di cereali/riso/etc.
Se il bimbo non deve masticare, forse il fastidio non è tanto da permettergli di rimanere digiuno.
La pappa, non gliela date troppo calda, neanche tiepida... direi proprio che è meglio dargliela a temperatura ambiente, sempre per il fatto che il caldo aumenta i fastidi delle gengive.
I miei bimbi, nel periodo della dentizione, diventano ancora più vogliosi di yogurt, gelati e frutta...
Cercate di preparagli alimenti che mangia più volentieri e sospendete l'introduzione di nuovi alimenti (se siete in fase di svezzamento), potrebbe non accettarli di buon grado, così evitate a lui di innervosirvi... ma pure a voi di lambiccarvi il cervello sul perchè un cibo non è stato accettato volentieri.
E se proprio salta la cena, perchè non ce la fa proprio, nessun allarme, un bel biberon di latte e biscotti e sta benissimo così!

Cercare di farlo riposare non del tutto supino, ma di sollevarlo leggermente, in pratica fatelo dormire mettendolo nel lettino in una postura come se soffrisse di reflusso, avete presente?
Stare del tutto coricati aumenta il dolore ai denti.
Se il bimbo si sveglia di soprassalto urlando e infastidito, meglio prenderlo in braccio e tenerlo in posizione seduta, o comunque dritto, per qualche minuto, almeno fino a che non si calma, sempre perchè la posizione da sdraiato peggiora le cose.

Se il bimbo usa il ciuccio, lasciateglielo prendere tutte le volte che vuole, per quanto tempo desidera, se riesce a calmarlo e a farlo stare un po' meglio, non vedo perchè privarlo di questo.

Di recente, sto usando un rimedio omeopatico: delle goccine da bere a base di belladonna e non so che altro intruglio, nessun effetto collaterale... ma non è che fanno miracoli, sicuramente alleviano quel senso di nervosismo che accompagna la dentizione e il bimbo si calma un po', ma il dolore permane e se è del tutto insopportabile, ripiego sulla tachipirina!

Che altro?
Ah, sì, come sempre: tanta pazienza!
Quali altri rimedi adottate voi?

sabato 15 dicembre 2012

Come evitare i malanni dell'ultimo minuto

E' un classico: si avvicina il weekend, il tempo mette bello, abbiamo in programma una bella gita con amici e bambini, ci sono impegni, anche piacevoli e divertenti di mezzo, oppure si deve partire, si avvicinano le vacanze... Immancabilmente uno dei bimbi si ammala, comincia il giovedì sera a starnutire un po' più del solito, il nasino gli cola leggermente... eccolallà, ci risiamo!
Si prospetta, al contrario delle aspettative, un finesettimana rinchiusi in casa, con bambini malaticci, nervosi e super annoiati, per questo eccitati e piagnucolanti più del solito.
No, non ce la si può fare a mantenere la calma, i nervi cominciano a diventare tesi, la stanchezza, le notti insonni, il lavandino che trabocca di piatti e tazze che neanche hanno trovato la strada per la lavastoviglie, i letti da rifare e si è ancora in pigiama alle 3 del pomeriggio...
Insomma, questo è lo scenario di guerra nel caso di weekend casalinghi, che sono tutt'altro che piacevoli, quando si è costretti a rimanere agli arresti domiciliari a causa di un raffreddore, di una febbre, di una tosse antipatica...
E puntualmente il pediatra non è reperibile, le farmacie di turno sono dall'altra parte del globo terracqueo e ti senti cadere il mondo addosso.
Ma....
Ma... c'è un ma...
Ma esiste una soluzione.
O meglio, almeno per me, ha funzionato con entrambe le mie bimbe grandi... E' uno sciroppo, un integratore alimentare a base di pompelmo ed erbe varie, che agisce potenziando il sistema immunitario, cercando di aumentare le difese delle alte vie respiratorie, in maniera rapida e senza usare agenti invasivi e deleteri.
E' il GSE Influbiotic Rapid Junior (per bambini dai 3 anni in su).
Basta somministrarlo mattina e sera e nel giro di pochissimo tempo, già si vedono i risultati.
Quando me l'avevano detto, quasi non ci credevo, dicevo: sì, vabbè, ste cose fitoterapiche e compagnia bella, mica me la raccontano a me, eh... vedi se non vado di antibiotici pure stavolta, eh?!
E invece, non è affatto così!
Hanno cominciato, Miriam prima e Melania poi, a tossire e ad avere il naso ben tappato lo scorso fine settimana, ho dato loro immediatamente questo sciroppo, senza aspettare che le cose avanzassero troppo... mi avevano detto di essere tempestiva e non me lo sono fatto ripetere due volte!
Nel giro di un giorno, i sintomi già si stavano attenuando.
Ora, direi che posso quasi cantare vittoria... ma non lo diciamo troppo forte, eh... non si sa mai.
Il punto è che abbiamo messo riparo al peggio e questo, per me, è un gran risultato.

Ne farò sicuramente una bella scorta, soprattutto in vista delle vacanze natalizie che, in questi ultimi anni, abbiamo sempre trascorso un po' a singhiozzo quasi sempre in casa, perchè vittime a rotazione, di raffreddamenti, mal di gola e brutte tossi.

Aggiornamento
Il prodotto è stato lanciato di recente sul mercato, quindi non tutte le farmacie potrebbero esserne provviste, ma la casa farmaceutica conta di riuscire a raggiungere capillarmente al più presto tutte le zone.
In attesa di reperirlo più facilmente, suggerisco di intraprendere le seguenti strade:

  • Acquistare il prodotto online sul sito della Prodeco Pharma
  • Consultare sempre il sito tra i clienti Best, per vedere se c'è un punto vendita agevole dove andarlo a comprare
  • Scrivere alla Prodeco Pharma, compilando il modulo contatti, al di sotto della cartina Google Maps, per richiedere la lista esauriente dei punti vendita già forniti.

mercoledì 12 dicembre 2012

I mille usi della crema contro arrossamento da pannolino

Dopo tutti sti cambi pannolini che ho fatto negli ultimi anni, sono diventata un'esperta, una cintura nera del cambio ad occhi chiusi, con una mano e saltellando su un solo piede, mentre dall'altra stanza mi chiamano e sento che squilla pure il telefono e che la pentola sul fuoco bolle un po' troppo...
Ecco, tutto questo, messo insieme al mio senso divenuto più che pratico e alla mancanza di tempo da dedicarmi, ha fatto sì che sviluppassi delle soluzioni, a dir poco, alternative dell'uso di alcuni prodotti di cui ignoravo completamente l'esistenza prima di diventare mamma, come ad esempio la crema contro l'arrossamento da pannolino...
Sì, quella che si usa sui sederini dei nostri bimbi ad ogni cambio pannolino, o, almeno quando vediamo che diventano un po' rossi, a causa della pipì che è un po' più acida durante il periodo della dentizione, o a causa del troppo caldo, o perchè hanno avuto una febbre alta, o solo perchè la pelle è particolarmente sensibile e tende ad arrossarsi facilmente con poco...
Insomma, oltre a questo utilissimo servizio, quel barattolo di crema è miracoloso anche per altre mille cose.
L'unica accortezza è di utilizzare prodotti di origine naturale e di ottima qualità, per questo vi segnalo la linea di creme per la pelle della GSE, e nello specifico, proprio la GSE Baby Cream a base di estratti di semi di pompelmo, camomilla, calendula, olio d'oliva, ossido di zinco, germe di grano e vitamine A ed E, che si trova in farmacia.
Ecco per cosa la uso:

  • Soffro di dermatite alle mani: oltre a screpolarsi in maniera "imbarazzante", tendono a crearsi delle vere e proprie feritine, che danno un fastidio incredibile e mi impediscono il normale svolgimento di banali attività quotidiane, tra l'altro, la pelle tira tantissimo ed è veramente uno strazio. Ho provato a curarmi con degli unguenti specifici, dati da dermatologi, ma sono tutti a base di cortisonici e non mi va di farne abuso, quindi ho cercato maniere alternative, con scarso successo... finora..Poi ho provato, così per caso, questa crema da pannolino, spalmandola generosamente sulle parti coinvolte, la sera, prima di andare a letto... e, quasi non volevo crederci, il tempo di una notte e rossore, screpolature, addirittura feritine aperte, si rimarginano in frettissima!
  • In caso di rossore in viso per sbalzi di temperatura: Melania ha la pelle chiara e delicatissima, quindi con i primi freddi immediatamente le sue belle guanciotte diventano rosso vermiglio... allora la mattina, prima di uscire di casa, le spalmo (anzi, si spalma da sola, che si diverte un sacco!) un sottilissimo velo di questa crema, che la protegge dal freddo e, al tempo stesso, la idrata e la ripara dal rossore... e, indovinate un po'!? Funziona! Che poi, diciamolo, essendo una crema particolarmente grassa e che non si assorbe del tutto, lascia quell'alone caratteristico bianco e lei è tutta contenta di essere mascherata da pagliaccio tutti i giorni, ne va quasi fiera... in fondo, un po' pagliaccia lo è, quindi....
  • Un suggerimento che ho ricevuto da un'amica, ma che ancora non ho sperimentato, è quella di utilizzarla anche per far passare il rossore ai piedi, dovuto a quegli sfregamenti per aver indossato un paio di scarpe nuove, avete presente? Basta metterne un pochino la sera, prima di andare a dormire sulla parte coinvolta, indossare un calzino di cotone e via, la mattina dopo non si ha più nulla!
Sapevate pure voi tutte queste cose?
Ne sapete anche delle altre?
Me le suggerite?

venerdì 6 luglio 2012

Linguaggio e consigli per la zeppola!

Ne ho parlato un sacco di volte e ora finalmente possiamo dichiarare conclusa questa faccenda del linguaggio di Miriam.
Tempo fa, facemmo una visita dall'otorino specializzato in questo settore che ci consigliò una serie di accertamenti pro-forma, proprio per toglierci ogni dubbio.
Prendemmo in quell'occasione, appuntamento e finalmente ieri ci siamo tolti questo sassolino nella scarpa.
Il Day Hospital è stato un insieme di visite specialistiche: ecografia alle adenoidi, visita audiometrica e colloquio con una logopedista, tutto in una giornata.
Il risultato è che Miriam sta recuperando quel ritardo minimo del linguaggio che aveva, autonomamente, che è in ottima salute (ci sente meglio di noi) e che quelle imperfezioni di pronuncia che ha per alcune lettere (R, SC, C, G, Z, in una parola: c'ha una zeppola da far paura!) è solo un "difetto" meccanico, mette cioè la lingua in mezzo ai denti invece di tenerla dentro e farla funzionare appoggiandola al palato.
E' quindi presto per parlare di correzione in questo senso, proprio perchè è ancora piccola e ci sono ampi margini di recupero autonomo, come ha fatto per tutto quanto il resto.
Se proprio volessimo aiutarla a capire meglio il meccanismo, ci hanno suggerito un trucchetto semplicissimo: inventarsi una sfida e farle tenere in bocca una caramella, di quelle dure che si succhiano, e di dirle di vedere per quanto tempo riesce a tenerla ferma contro il palato con la lingua.
Una volta che accetta la sfida poi, fare in modo che dica le parole che non riesce a pronunciare bene.
In questo modo dovrebbe meglio capire la posizione corretta per pronunciare quelle lettere.

Sapevamo che il peggio era passato, ma sentirselo dire da degli specialisti è meglio, no?


giovedì 12 gennaio 2012

Impegnative mediche corrette: Mission Impossible

E' da diverso tempo che ne volevo parlare, ora, dopo ben 3 gravidanze (e ripeto: T-R-E!!!) posso dire di esser diventata un'esperta in merito.

E' più facile che un cammello entri nella cruna di un ago piuttosto che un medico di base azzecchi l'impegnativa recante l'elenco delle voci delle analisi del sangue da effettuare, se poi questo si deve combinare con un qualsivoglia codice di esenzione, il fallimento è assicurato, puoi starne certo!

E' più facile fare 6 al superenalotto, piuttosto che un medico di base capisca che la voce TOXOPLASMOSI in realtà contiene 2 (lo scrivo pure a lettere va, come si fa sugli assegni, non sia mai che poi non venga capita: DUE) voci e non una.

E' più facile che un abete in montagna con 3 metri di neve sopra prenda fuoco per autocombustione, piuttosto che un medico di base afferri il concetto che se mette il codice di esenzione relativo alla settimana di gravidanza, inserendo nell'elenco delle analisi almeno una voce che non rientra nell'esenzione, allora va tutto a puttane e ti costringono a pagare tutta la ricetta perchè ti dicono: "Vabbè, dai, in fondo è solo una decina di euro in più!"
Ecco.

Ma io dico... ci vuole poi tanto? In fondo si sta richiedendo solo (e ripeto S O L O) che un professionista, con tanto di anni di laurea, laboratori, specializzazione, tirocinio e quantaltro (potrei anche azzardare una cifra di una DECINA di anni di studio), più tutti quelli di esperienza (e anche qui potrei azzardare almeno un'altra ventina d'anni, visti i capelli bianchi che ricopre con una bella tinta biondo cenere e il botulino che continua a farsi su bocca e zampe di gallina, che le rendono la faccia completamente inespressiva... peccato però che se le guardi le mani, come gli anelli di un tronco d'albero, rivelano interamente la sua età!), espleti la sua mansione, quello per cui IO pago profumate tasse pertanto PRETENDO un servizio a dir poco DECOROSO.
E invece no.
Chiedo troppo.
Pare che la situazione di completa ignoranza da parte di questi medici, soprattutto nell'utilizzo del computer con il suo software fatto apposta per evitare errori e per velocizzare la scrittura di ennemila ricette e impegnative (tutte uguali, sempre le stesse, ogni volta, in ogni situazione, da anni ormai... roba che pure i muri di quello studio sarebbero capaci di formularne almeno una corretta!), sia diffusissima.
Infatti lo dimostra il fatto che all'ospedale dove ormai vado con regolarità mensile da almeno 4 anni, hanno istituito un ufficetto, con una scrivania, dietro alla quale sta seduto un altro medico messo lì apposta per CORREGGERE le tante, tantissime impegnative SBAGLIATE che inviano costantemente e irrimediabilmente i suoi illustri colleghi, tramite i propri pazienti, alle casse per il pagamento del ticket.
Ora, dico io... intanto penso che sia frustrante per questo medico stare lì per delle ore a non far nulla se non sostituire una fotocopiatrice sballata, e poi, in questo clima di risparmio, di carenza di personale, di emergenza continua, ma si può tollerare una situazione del genere?! No, dico, io pago lo stipendio ad uno che deve correggere gli errori di un altro, a cui pago lo stipendio sempre io.... ora, se io sono la "datrice di lavoro" di cotanti personaggi, in un'azienda seria e meritocratica, cosa succederebbe?
Ecco... vi siete risposti da soli, no!?
E tutto questo a me è costato, a parte dei soldi in più per delle ricette sbagliate per cui l'esenzione non andava bene, ben 2 ore e mezzo di fila, con tanto di pancione, a stomaco vuoto (mi hanno pure fatto sdraiare perchè credevano che sarei collassata da un momento all'altro, visto che ero diventata più bianca delle pareti)...
Non ho parole, se non le solite.
Ditemi cosa si può fare, a chi si può segnalare una situazione del genere, come si possono smuovere queste acque così stagnanti e putride!

martedì 29 novembre 2011

C'è bisogno della logopedia

Ieri siamo andate all'incontro con una neuropsichiatra infantile di fiducia per farci una chiacchierata riguardo la situazione del linguaggio di Miriam.
Come siamo entrate, appena ha scambiato due parole con Miriam e prima che io potessi spiegare niente, mi ha subito detto che c'è molto bisogno di aiuto per la bambina, che, quasi sicuramente potrebbe anche sbloccarsi da sola, ma anche no, quindi non possiamo correre rischi inutili e far trascorrere altro tempo prezioso.
Il nostro unico obiettivo è di rendere la vita di Miriam il più semplice possibile e fare in modo che a scuola e in qualsiasi altra situazione lei si senta a suo agio, senza doversi rinchiudere in un pericoloso mutismo proprio perchè comincia a rendersi conto di questa sua lieve diversità.
Abbiamo parlato parecchio, sia io che Miriam.
La dottoressa è stata accogliente, comprensiva, mi ha chiarito alcuni aspetti che, a posteriori, risultano ovvi, ma a cui non avevo mai pensato finora.
Niente sensi di colpa da parte mia, niente recriminazioni su quanto fatto finora, questo tipo di problemi non hanno una causa specifica, potrebbe essere tutto o niente, sicuramente il fatto di aver avuto prestissimo una nuova sorellina, non ha certo aiutato Miriam, che ancora combatte con il suo senso di gelosia. Certo è che avere una mamma divisa in mille cose, non aiuta. Certo è che sentirsi dire di continuo "Dai, non fare i capricci che tu sei grande", mentre alla sorellina no, non è gratificante, soprattutto se poi di contro la trattiamo ancora come una duenne e non come una treenne come è giusto che sia.
La chiave di tutto, oltre alla logopedia, è di dividere gli spazi e i tempi tra le due bimbe.
C'è un momento dedicato a Miriam e alle possibili attività che può svolgere una treenne, senza l'intromissione della piccola e c'è un momento dedicato a Melania, con le attività interessanti per una duenne, senza che Miriam debba per forza parteciparvi, perchè magari considerate da lei noiose. Ed infine ci deve essere anche un momento di condivisione e di gioco comune.
Un anno di differenza tra le due bimbe sembra pochissimo, ed infatti lo è, ma non a questa età, è un divario immenso se si considera i diversi livelli a cui entrambe sono arrivate, quindi trattarle alla stessa maniera è sbagliatissimo (anche se lo consideravo più semplice da attuare!) e non le aiuta nel loro sviluppo, compreso nel linguaggio.
Quindi da oggi, si parte con un nuovo tentativo di suddivisione dei tempi e degli spazi, anche se di tempi e spazi ce ne sono davvero pochi (soprattutto in casa), ma so che ce la posso fare!
Per quanto riguarda la logopedia, ci stiamo attivando anche in quella direzione e a presto gli aggiornamenti!


giovedì 25 agosto 2011

I primi calcetti

Qualche settimana fa, ho avvertito un fruscio impercettibile nella pancia che mi ha fatto pensare che fosse il mio piccolo abitante a cominciare a farsi sentire.
Poi, dopo un po' di giorni, il fruscio è diventato un lieve toc-toc, quasi a voler chiedere: "Chi c'è la fuori?".
E proprio neanche 10 minuti fà, mi è arrivata la prima batteria di calcetti veri e propri.

La prossima settimana farò l'amniocentesi.
Anche se è la terza volta che vivo questa esperienza, ci sono sempre quella paura e quel timore di sottofondo che non mi fanno stare del tutto serena, ricomincerò a respirare tranquillamente quando passeranno un po' di giorni dall'esame, io starò bene, potrò tornare alla vita di sempre e finalmente avrò il risultato tra le mani.

Siamo tutti curiosi di sapere chi c'è qua dentro.
E' vero che non c'è alcuna fretta... ma questa attesa l'ho sempre detestata!

martedì 2 agosto 2011

Melania e la sua prima volta al pronto soccorso

Dopo la prima volta di Miriam quasi un anno esatto fa, Melania non poteva certo esser da meno e ci ha "costretto" a rivisitare quel luogo proprio ieri pomeriggio.
Ormai sappiamo che quando Melania piange, soprattutto quando si tratta di quel pianto inconsolabile che fa guardandoti dritto negli occhi, implorandoti di fare qualcosa per riuscire a placarle il dolore ed i fastidi, si tratta di qualcosa di reale, di serio, non è un capriccio e non è da sottovalutare.
Ieri pomeriggio, appunto, ha attaccato questo pianto inconsolabile.
C'era solo mia mamma a casa con le bimbe, la quale, ovviamente, è andata nel panico più totale, anche perchè Melania dava segni di insofferenza a qualunque cosa, non si reggeva in piedi e ad un certo punto quasi non riusciva a tenere gli occhietti aperti a causa della prolungata debolezza dovuta a questo virus (??) gastrointestinale che la attanaglia da una settimana ormai.
Mi chiama quindi tutta allarmata dicendomi di rientrare immediatamente a casa e di fare qualcosa, perchè la situazione si stava aggravando.
Corro come una forsennata sulla Cristoforo Colombo, come se avessi messo le ali all'automobile... fremevo e volevo arrivare a casa il prima possibile.
Arrivo ed effettivamente la piccola era davvero insofferente come diceva mamma, decidiamo di andare al pronto soccorso... mi raggiunge nonno E. e Melania ed io andiamo.
Miriam, in tutto questo, per fortuna, faceva il suo pisolino pomeridiano, si sarebbe allarmata troppo se avesse visto tutto questo andirivieni forsennato, in ogni caso, si comporta in questi giorni come una vera donnina, non dà problemi, è ubbidiente e si preoccupa della sorellina.
Insomma, arriviamo.
Fortunatamente non c'era da attendere affatto (e già questo ha dell'incredibile!).
Entriamo.
Melania sembra essersi placata dopo il viaggetto in auto, ma alla vista del camice bianco ricomincia a piangere disperata (e questo l'ha preso da me! Detesto i medici!!!!).
Dopo una prima visita, decidono di fare un prelievo del sangue e vederne l'esito, anche se la situazione risulta essere da subito non grave (grazie a Dio!).
Non descrivo lo strazio che è stato assistere e immobilizzare Melania per il prelievo... lasciamo stare!
L'esito delle analisi, è abbastanza buono, a parte qualche voce (glicemia e ferro bassi... ma va!? ve l'avevo detto che non mangia decentemente da almeno una settimana, no!?) e un iniziale debolissimo stato di disidratazione.
La cura immediata? Un bel bicchiere di acqua e zucchero per poi riprelevare la glicemia per vedere come reagisce.
Quel bicchiere di acqua miracolosa (manco fosse venuta da Lourdes), ringalluzzisce Melania e la rende vispa e tranquilla. Il cuore mi si riallarga e ricomincio a respirare (ero rimasta in apnea per almeno due o tre ore...) .
Nel frattempo mi raggiunge pure Marco che al telefono mi aveva sentita abbastanza preoccupata, ma son state soprattutto le urla della figlia "Papàààààà, papàààààà!!!!!" a farlo smuovere immediatamente dalla scrivania dell'ufficio per raggiungerci, anche perchè Melania, si sa, quando sta male, vuole solo il padre!
Attendiamo fiduciosi la seconda visita del pediatra.
La glicemia sale, anche troppo, segno positivo (? anche se poi ci han detto di riverificare anche questo!).
La bimba vedono che sta molto meglio, che gli episodi di vomito non si sono riverificati e che ha pure chiesto di mangiare!
Dalla visita però hanno visto che ha le orecchie infiammatissime e le tonsille grosse come mandarini.
Una prima ipotesi potrebbe essere quella di una forte tonsillite (seppur senza febbre) tanto da provocarle un dolore insopportabile e quindi il vomito.
Vogliono fare ulteriori accertamenti con un esame delle urine per vedere se si tratta invece di acetone.
Risultati negativi anche qui, a parte lievissime tracce che, dicono, essere normalissime quando si sta in questo stato.
Insomma, non se ne cava un ragno dal buco.
Potrebbe essere tutto e niente e non vogliono indagare ulteriormente con ecografie varie, perchè potrebbe essere troppo presto per farle e non rivelerebbero alcunchè di importante, anche perchè alla palpazione l'addome risulta morbido e la bimba non sembra lamentarsi, quindi pare che le ipotesi peggiori possano essere scartabili a priori.
Insomma, la scelta sta a noi: far ricoverare Melania per ulteriori accertamenti fino a che non esce fuori qualcosa (ammesso pure che esca fuori qualcosa) oppure portarla a casa, con una terapia da seguire e al primo prossimo segnale riportarla dal pediatra.
Visto che le condizioni generali, ci era stato detto, erano buone, abbiamo deciso di comune accordo, di rientrare a casa con la piccola.
E così abbiamo fatto.
Melania, nel frattempo, si continuava a dopare con acqua e zucchero e liquidi vari... era carica come una marionetta impazzita! Ed ero felice di rivederla trotterellare per casa, contenta e allegra. Ero felice di risentire le bimbe litigare tra loro e fare a botte. Ero felice di vedere di nuovo Melania mangiare da sola una patata bollita e schiacciata, come se fosse il piatto più prelibato al mondo.
Così siamo andati tutti quanti a letto con animo più sollevato e tranquillizzato, sperando e confidando che il peggio fosse veramente ormai alle spalle.
Tutto questo è durato fino alle 2.00 di stanotte, quando poi Melania ha rivomitato i soliti suchi gastrici... uffa!
Di nuovo. Eccheppalle!
Da lì, non si è più dormito.
Il mio cervello sta diventando una fucina.
Comincio a pensare a quello che si è fatto nelle ultime 24 ore, a quello che ha ingurgitato, alle azioni svolte, ripercorro mentalmente ogni singolo dettaglio per non tralasciare nulla e per poter ricollegare tra loro tutti gli elementi possibili che possono aver influenzato in un verso o nell'altro la situazione... ma niente, non riesco a trovare nulla che mi faccia capire quale sia il vero problema nè tantomeno quale sia la probabile soluzione. Nè riesco a trovare un filo conduttore a tutto quanto.
Stamattina, poi, altro episodio di vomito. Aricheppalle!
E no, adesso si ritorna dal pediatra.
E così abbiamo fatto.
Ci viene riconfermata la probabilità che si tratti delle tonsille infiammate come causa di tutto.
Niente, non si scappa: antibiotico.
Sperando che lo trattenga.
Altrimenti, se ancora si va avanti per altri 2 giorni così, bisogna ricoverare la bambina (e tremo al solo pensiero!).
Così da oggi pomeriggio si inizia con l'antibiotico.
Spero faccia effetto in fretta.
Spero che questi medici ci abbiano azzeccato, anche se mi hanno dato l'idea di non avere il quadro affatto chiaro.
Confido nella forza di reagire di Melania, il mio piccolo toro.
DAI MELANIA!!!!!!

mercoledì 15 giugno 2011

La finta scarlattina

Come è ovvio che sia, quando si avvicina il finesettimana, soprattutto se è bello denso di impegni divertenti e il tempo è da favola, almeno una delle due belve decide di mandare i piani per aria!
Ha cominciato Melania, ricoprendosi di puntini rossi da venerdì pomeriggio.
Pensando che si trattasse di bollicine da sudore, le faccio un bel bagnetto ristoratore sperando che il giorno dopo sparisse tutto quanto e invece sabato mattina, oltre alle bollicine ormai sparse dappertutto si è aggiunta anche un bel po' di febbre alta! E no, allora deve essere una qualche temutissima malattia con bolle... ovviamente di sabato... ovviamente nessun medico ti si fila, a meno che non te ne vai in ospedale.
Ma evitiamo. Tanto, anche se è una varicella o un'altra delle innumerevoli quinta, settima, sesta e pigrecomezzi malattia, non è che fa molto la differenza andare dal medico, tanto più o meno deve fare il suo decorso indisturbata, decidiamo quindi di aspettare lunedì per il verdetto e trascorriamo il finesettimana in pratica separati: Miriam che segue i programmi prestabiliti per il weekend ora con il suo Papu e ora con la sua mamma e Melania rimane in casa ora con il suo papo e ora con la sua mamma.
Domenica Melania sta decisamente meglio, le bollicine sono quasi del tutto scomparse ed è completamente sfebbrata... strano.
E allora, che si fa? Miriam decide di farsi venire la febbre: punta di 38.5, debolezza e occhi gonfi.
O no!
Ok, l'indomani si va dal pediatra, il quale diagnostica una probabile scarlattina a Miriam, mentre per Melania si trattava semplicemente di bollicine da sudore in concomitanza a dolori e febbriciattole dovute ai denti.
E io che ero tanto preoccupata per Melania... stai a vedere che ora è Miriam la "lebbrosa"!!!!
Facciamo il tampone e attendiamo il verdetto.
Niente scarlattina.
Niente di niente.
Ora le bimbe stanno al nido.
Ah... meno male!

venerdì 6 maggio 2011

Cronaca dal Bambin Gesu'

<<Distesa in quel lettino dormi tranquilla, sento il rumore del tuo respiro, la stanzetta è rimasta vuota, siamo io e te. Silenzio.
Rifletto.
In pratica, da quando sei nata, è la prima volta che siamo sole io e te... tutto questo tempo.
Finalmente è fatta! Quella stupidissima palletta che avevi nel polpaccio è stata tolta, è bastata mezzora e tutto è finito. Era una banalità, più facile che andare dal dentista per un'estrazione, ma ti assicuro che l'ansia e l'angoscia che mi hanno attanagliato sono arrivati a livelli inverosimili, che mai avrei immaginato di provare.
L'ospedale è un via vai di bimbi con problemi e malattie ben più gravi, ben più serie e io mi sento una povera scema a provare questa stretta al cuore. Eppure è così.
La giornata è lunga. Non passa mai.
E tu stai serenamente dormendo.
E' stato difficile accompagnarti fin dentro la sala operatoria, ma mai e poi mai ti avrei lasciato... ti sei addormentata tenendomi la mano e poi sono uscita... con le lacrime agli occhi, sentendomi una vera scema!
Sapevo razionalmente che si trattava di una misera mezzora, di una cosa da nulla... eppure la tua mamma è talmente fessa e ha talmente tante energie da sprecarle in questo modo!
Bimba mia piccola, sei forte, più forte di me...
Anche papà non ti ha mollato un secondo, ha ostentato una forza che so non essere veritiera, ma lui è il tuo guerriero!
E anche questa è andata.>>

Ho scritto queste parole ieri, durante la lunga giornata trascorsa al Bambin Gesù.
Melania ha superato tutto quanto brillantemente.
E' serena, tranquilla, cammina e corre come se nulla fosse.
I tempi di ripresa di questi bimbi sono davvero sorprendenti... sono i tempi di ripresa dei genitori ad essere sicuramente più lunghi... ma è decisamente MEGLIO così!

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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