"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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martedì 6 maggio 2014

Di una giornata a Francoforte

Una delle tante opportunità che mi si sono sorprendentemente aperte da quando sono approdata sul web, c'è anche questa: la mia gita a Francoforte.

Come una vera giornalista, come una persona che ne capisce, come una very important person, sono stata invitata alla presentazione di una delle nuove vetture della Ford, nientepopodimeno che a Francoforte, nella patria del marchio automobilistico, in mezzo alle montagne tedesche, nella città della signora Rottenmaier...


dove le case sono tutte con il tetto spiovente, le strade sono tutte ordinate e pulite, dove i segnali automobilistici e i limiti di velocità devono essere assolutamente rispettati e via discorrendo così.


E' stata una bella esperienza, in poche ore ho potuto vedere ben poco della città, anche perchè l'evento è stato organizzato e scandito nei minimi dettagli, ma mi son divertita.


Ho conosciuto due persone quasi più matte di me, anzi, toglierei il "quasi", sono convinta che non se la prendono... Ci siamo più volte chieste, durante la conferenza stampa, cosa diavolo ci facessimo noi 3 donne, che non ne capiscono una fava bollita di motori et affini, lì dentro, nel cuore dell'industria tedesca Ford, dove tante capocce pensanti facevano domande sui dettagli tecnici, ammiravano la linea e le performance di questa vettura...
Ma noi, che stavamo a fà là!?

Il punto è che mi sono divertita, sono partita all'alba da casa, lasciando un silenzio innaturale dietro di me, ho chiuso pian piano la porta e me ne sono andata a migliaia di kilometri di distanza.



Me la sono divertita, ho parlato di tanto, di tutto, ho conosciuto nuove facce, mi sono immersa in un mondo nuovo, che non mi è mai appartenuto e mi ci sono trovata bene...
Ho pure assaggiato specialità locali, niente male...


E visitato luoghi caratteristici, anche se per pochissimo...


Ho ripreso poi l'aereo e sono ritornata alla realtà, la mia... non vedevo l'ora di riabbracciare tutti... fino a quando Massimo non ha ricominciato a rompere le scatole... come al solito, quanto e più di prima.
A quando il prossimo test drive!?
Vojo ripartì!!


mercoledì 4 dicembre 2013

La casa di Babbo Natale a Montecatini

Lo scorso weekend, abbiamo fatto una "follia": siamo andati alla casa di Babbo Natale a Montecatini!
Una fuga che è durata poco più di 24 ore, ma per l'effetto che ha suscitato nelle bimbe, ne è valsa la pena.

A chi mi chiede come è stato, rispondo: una faticaccia, ma i bambini sono stati bene! Molto bene. Ci vuole pazienza, una buona, anzi, ottima, organizzazione (prevedere di prendere i biglietti prima di andare, in modo da evitare la fila all'ingresso, dotarsi di panini di emergenza, ...), ma soprattutto, caricarsi di voglia di divertirsi e di guardare il tutto con i LORO occhi, quelli dei bambini, e sicuramente si starà una favola!
Ah, e un'altra cosa: secondo il mio modesto parere, il posto è adatto ai bambini che hanno intorno i 4-5 anni, non di più e non di meno. Quelli più piccoli, rischiano di non rendersi bene conto di dove sono e non si godono tutto appieno, e quelli più grandi, comincerebbero ad essere un po' troppo "scafatelli" e indovinerebbero che quella di Babbo Natale è una barba posticcia!

Montecatini è un posto veramente carino e in questo periodo, con un'attrattiva simile, è invasa da famiglie e da bambini, ogni angolo della cittadina è carico di allegria, di passeggini, di bimbi che corrono felici, di musica di Natale che viene mandata in filodiffusione, di lucine e di tanta gioia.
Ma andiamo con ordine...
Arriviamo...


... ed entriamo...


In realtà, fino all'ultimo, i bimbi non sapevano dove stavamo andando, non avevamo detto loro proprio un bel niente, proprio per fare una sorpresa...
E infatti sono entrati molto intimoriti, incuriositi.
Cercavano di capire, di scrutare e di vedere il più possibile...
Vedevano che c'era qualcosa di particolare: tutti bambini che correvano di qua e di la, strani signori vestiti di verde e di rosso con un cappellino a punta...
Poi Miriam mi dice: "Mamma, ma siamo nel paese di Babbo Natale?"
Sììììììììììììììììì!!!!!
Salti di gioia fino in cielo e poi... via con la scoperta...

Siamo prima entrati nel laboratorio di Babbo Natale




Qui erano i bimbi che si davano da fare a far lavoretti e a scrivere letterine



E' arrivato poi il momento di scrivere la letterina vera e propria a Babbo Natale...


Ed ecco il risultato... con un po' di ripensamenti e di aggiunte finali



Lavoretto e letterina pronti!

E via poi ad imbucarle all'ufficio postale di Babbo Natale, con una elfo veramente carina!


E poi... subito di corsa a vedere di conoscere dove vive Babbo Natale...


Anche qui, tanta magia ci ha aspettato... e persino la neve finta!!!
Le bimbe sono letteralmente impazzite alla vista, anche perchè, per noi, è una vera novità la neve!


Appena entrati tutto era invaso da lucine, colori e alberi di Natale



Abbiamo visto persino il lettone di Babbo Natale


e poi, la foto di rito con un Babbo Natale... ma questo è stato un dettaglio quasi "trascurabile", il bello è stato tutto il resto, decisamente!


Quando siamo usciti fuori, le bimbe erano euforiche.


Una bella giornata non voleva certo terminare e ci siamo intrattenuti nello splendido e curatissimo parco di Montecatini, giocando e facendo tutto quello che normalmente non si riesce a fare, presi dalla routine quotidiana...

Che felicità, ragazzi!
Ora sì che è Natale!



martedì 17 settembre 2013

Fuga d'amore in un castello

Vi racconto una bella favola.
Dunque...
C'erano una volta una mamma ed un papà con 3 bambini.
Amavano i loro bimbi sopra ogni cosa: li accudivano, li seguivano, li coccolavano e cercavano di essere quanto più presenti nelle loro vite, per non far mancare loro nulla, per renderli felici.
Ma non era facile, non era affatto facile.
I bimbi erano piccoli tutti e tre, e richiedevano un sacco di attenzioni, di giorno e di notte. Così, i due non riuscivano a godersi gli attimi di felicità, perchè era sempre una corsa, uno stare dietro a tutti gli impegni della vita quotidiana.
Erano stanchi. Stressati.Avevano bisogno di un po' di pace, di un momento soltanto per loro.
Così, un bel giorno, il papà decise di portare la sua adorata moglie via da lì.
Decise di fuggire.
Sarebbe stata una fuga brevissima, soltanto 24 ore, ma da soli.
Senza bimbi, senza risvegli la notte, senza interruzioni durante la cena, senza raccogliere giocattoli in giro, senza dover rispondere ai continui richiami "Mamma, mamma, mamma..." e tutto il resto.
Doveva essere una fuga speciale, memorabile, di quelle che si ricordano per tutta la vita e in cui ci si rifugia nei momenti più difficili.
Così organizzò una fuga d'amore in un castello medievale.
Un vero, autentico castello medievale.
La mamma non voleva crederci, le sembrava tutto così impossibile, complicato: "E se i bambini stanno male? E se piangono? Ma come facciamo? Non possiamo lasciare tutta questa responsabilità ai nonni... sono piccoli ancora, c'è tempo...bla bla bla..."
E lui, fermo e incrollabile, rispose: "No, ne abbiamo bisogno. ORA!"
Così se ne andarono.

Dopo un breve viaggio, giunsero a destinazione.
Il castello era imponente, maestoso... incuteva anche timore in una giornata così grigia e fresca...


Con tutti i suoi merli ed il panorama mozzafiato di tutta la vallata ai suoi piedi... veramente si domina il mondo da lassù


Dopo un rapido giro del fossato intorno e degli angoli esterni, i due hanno scoperto di essere stati catapultati in un'altra dimensione, una dimensione fantastica, fuori dal tempo... e si sono trasformati in una coppia di regali: lui il re e lei la sua regina.


All'interno, un salone imponente e al tempo stesso accogliente abbraccia la coppia appena arrivata. Lei si sentiva una regina, felice, come non ricordava di essere mai stata, insieme al suo re.


I due visitano ogni angolo del loro nuovo regno.
Tutti i corridoi, le stanze, i percorsi, fino alle prigioni...


E poi ancora la sala dell'incoronazione e la cappella...


E le cucine, dove si fermano a mangiare e a bere un sorso di vino rosso.


In ogni angolo c'era qualcosa da scoprire, da osservare, di cui immaginare il passato di sangue e pericoli che ha dovuto sopportare, come le armature e i paramenti di guerra utilizzati


E le stanze, riccamente arredate con il mobilio più antico possibile, tutto curato nei minimi dettagli li lasciava sempre più a bocca aperta


Stanchi, si sono ritemprati in questo luogo. 
Il giorno dopo, si sono svegliati e un sole splendente li ha sorpresi, facendo loro ammirare altri luoghi..


Ma, come ogni favola, c'è un finale, un lieto fine: la coppia ritemprata nello spirito e nelle membra, riprese la strada di casa e salutò il suo castello, lasciandoselo alle spalle, con la speranza e la convinzione di tornarci, prima o poi, perchè quel suo regno d'ora in poi, se lo sarebbe portato per sempre con se', nella propria memoria.
Così vissero tutti per sempre felici e contenti... 

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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