"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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giovedì 23 maggio 2013

La favola di Amore e Psiche

Durante la visita ai Musei Capitolini, le bimbe sono rimaste affascinate dai racconti dei miti dell'antichità (soprattutto Miriam, a dire la verità).
Una volta tornate a casa, mi hanno chiesto di raccontargliela, ma non ne sono stata in grado, anche perchè la nostra guida Barbara (dell'associazione culturale Mage, che si occupa proprio di organizzare visite per bambini a Roma e dintorni) era stata veramente brava, l'aveva resa ancor più affascinante alle orecchie dei suoi piccoli ascoltatori (e anche alle mie, che non è che la conoscessero così bene!), tanto da rapirli e da tenerli incollati ai piedi di quella statua marmorea e quasi morbida!


Insomma, come avrei potuto accontentare la mia Miriam e raccontarle la favola esattamente come l'ha fatto Barbara?
Semplice, ho chiesto a Barbara di scriverla... e ora ve la rigiro... così che anche voi possiate condividerla come interessante e romantica lettura con i vostri bambini, al posto delle solite favole.
E, come tutti i miti dell'antica Roma e dell'antica Grecia, questa "favola" può avere diverse chiavi di lettura ed ha una bella morale anche per noi adulti... che non riusciamo mai a farci trasportare dall'amore vero, dalle passioni, senza infilarci per forza sempre la razionalità e senza farci condizionare dagli eventi circostanti...

Buona lettura e ancora grazie a Barbara!
Questa è una storia molto romantica che racconta le avventure della ragazza più bella mai vista sulla terra di nome Psiche e di Cupido chiamato anche Amore, figlio della Dea della Bellezza e dell’Amore Venere.
Venere era molto gelosa di Psiche e del fatto che tutti le rendessero omaggio scordandosi che la vera Divinità era Lei e non una povera ragazza mortale, così decise di mandare suo figlio Amore in missione speciale.
Avrebbe fatto innamorare Psiche di un uomo brutto, ma così brutto, vecchio, maleducato e povero da vergognarsi di lui.
Ma le cose non andarono come sperato da Venere, infatti Amore che scoccava con il suo arco le frecce magiche che facevano innamorare le persone, si sbagliò ed alla vista di Psiche per la grande bellezza si confuse e inciampando si colpì con la sua freccia così da innamorarsi subito e perdutamente di Psiche. Chi lo avrebbe detto ora a sua mamma Venere che odiava Psiche?
Meglio nascondere Psiche nel suo palazzo facendola trasportare in volo dal sua amico Zefiro, il vento, così che Amore ogni notte, non visto, potesse andare a trovare la sua amata.
Amore aveva fatto promettere a Psiche che non tentasse mai di vederlo in volto e così lui sarebbe tornato ogni sera, altrimenti non l’avrebbe più rivisto.
Per molto tempo passarono notti felici insieme amandosi sempre di più. Una notte però Psiche ormai curiosissima di vedere il viso del suo amato e spinta anche dai consigli delle sue sorelle invidiose che le dicevano che quell’uomo non si voleva far vedere perché in realtà era un mostro e lei avrebbe dovuto ucciderlo una volta scoperto.
Fu così che una notte mentre Amore dormiva lei con una candela si avvicinò al suo viso e scoprì che il suo amato non era affatto un mostro ma anzi era un meraviglioso ragazzo, mentre lo ammirava sempre più innamorata, una goccia di cera della candela cadde sul corpo di Amore che si svegliò e scoperto che Psiche aveva disubbidito alla sua promessa scappò lasciandola sola e disperata a piangere tutto il giorno e la notte seguente, infatti Amore non fece più ritorno a palazzo.
Psiche allora dopo settimane di inutile attesa cominciò a vagare per il mondo in cerca di Amore alla fine sconfortata chiese aiuto proprio a Venere, la mamma di Amore, nella speranza che lei sapesse dove si era nascosto il figlio, ma Venere che era ancora molto arrabbiata e invidiosa di Psiche non solo non la volle aiutare ma la sottopose a delle prove difficilissime, impossibili da superare, dandole la speranza forse di far tornare così Amore da lei. Psiche era disposta a tutto pur di ritrovare Amore ed accettò. Fortuna che le divinità che erano amiche di Psiche l’aiutarono in più occasioni.
La prima prova consisteva infatti nel dividere un enorme cumulo di grano, segale e orzo mescolati insieme, in tre mucchi diversi entro la fine della giornata. Ci sarebbero voluti anni per compiere quell’impresa, per intervento delle divinità arrivarono delle formichine ad aiutare Psiche ed ognuna portava un chicco ad un mucchio diverso così finirono presto e bene l’opera e subito dopo scomparvero.
La seconda prova consisteva nel prelevare e portare a Venere un po' di lana di alcune pecorelle che pascolavano lì vicino ed avevano il vello d'oro. Psiche si stava precipitando verso le pecorelle, ma una canna che cresceva lì la fermò. La canna le disse che quelle pecorelle erano belve feroci che avrebbero dilaniato il suo corpo, allora le consigliò di aspettare la sera e di scuotere i cespugli lì vicino per poi prendere tutta la lana che vi è rimasta impigliata. Psiche stette a sentire la canna e così superò anche la seconda prova.
Nella terza prova Psiche avrebbe dovuto arrampicarsi su di un monte per riempire con l'acqua di una fonte sacra che sgorgava sulla cima, un'ampolla. Psiche partì di corsa, ma sapeva che era un'impresa impossibile, perché le pareti erano troppo ripide per arrampicarvici. Mentre stava iniziando la scalata, un'aquila reale le strappò l'ampolla di mano e gliela riportò colma d'acqua sacra.
In ultimo la prova più difficile e pericolosa attendeva Psiche, quella di recarsi negli Inferi e chiedere a Proserpina, regina dell’oltretomba, di mettere in un vaso un po' della sua bellezza. Psiche non sapeva come fare per raggiungere gli Inferi, e stava pensando di uccidersi, ma una torre le parlò e le disse che in una città vicina, c'era un cunicolo che portava agli Inferi, ma avrebbe dovuto portare con se una focaccia mielata e avrebbe dovuto mettersi in bocca due monetine. Quindi sarebbe arrivata al fiume Stige e avrebbe incontrato un vecchio di nome Caronte a cui avrebbe dato una delle due monetine per farsi accompagnare dall'altra parte del fiume. Poi avrebbe incontrato Cerbero, un cane a tre teste, e a lui doveva gettare la focaccia. Psiche riuscì a fare tutto bene e si fece consegnare il vaso con la bellezza di Proserpina. Aveva superato tutte e quattro le prove. Tutte quelle fatiche però l'avevano consumata, e allora pensò di aprire il vaso per diventare più bella di prima. La torre però le aveva detto di non aprire mai quel vaso, altrimenti sarebbe morta. Venere sapeva che il vaso conteneva un veleno e contava su quel veleno per uccidere Psiche. Psiche non resistette alla tentazione e aprì il vaso, ma nel vaso non c'era nulla, a parte un sonno profondo che la fece cadere al suolo. Dal cielo giunse allora Amore, che era riuscito a fuggire dalla cella. Amore rinchiuse il sonno nel vaso e punse Psiche con una delle sue frecce affinché riaprisse gli occhi. Infine la portò in cielo da Zeus che fece bere alla fanciulla un bicchiere di ambrosia. Psiche finalmente divenne immortale e così potè legittimamente diventare la moglie di Amore.
Ebbero una figlia che chiamarono Voluttà e vissero felici e contenti.


martedì 12 febbraio 2013

Storia di una mamma e di una bimba...

Non so fare un'introduzione particolare a questa storia, parla di amore, di preoccupazioni e di... epilessia.
Troppo coinvolgente per me.
Vale solo la pena di leggerla e di comprendere fin nel profondo tante cose: con l'epilessia non si è "diversi".


lunedì 11 febbraio 2013

Io come una giornalista: intervisto Filippa Lagerback

Mi dicono: "Devi trovare delle mamme vip da intervistare. Ma non delle mamme qualunque, delle mamme che sono in linea con lo spirito de "Le Nuove Mamme", appunto, delle mamme lavoratrici, intraprendenti, moderne... "
Ah sì, certo, uno scherzo, come no?! E ti pare facile?
E da dove si comincia?
Ok, mi armo di tanta fiducia in me stessa e mi metto a pensare e a ripensare, quando poi la soluzione al problema era proprio lì davanti a me.
Da un po' di tempo seguo un blog tanto, ma tanto carino: Planetfil di Filippa Lagerback. Ho pensato che, se veramente lei è così carina come traspare dai suoi post, non avrebbe mai rifiutato di essere intervistata per Le Nuove Mamme, no?
E infatti così è stato, ha accettato in maniera tranquilla e serena immediatamente.
Non mi sembrava vero, anche perchè, chissà per quale motivo, nella mia testa frullava l'idea che sarebbe stata una cosa lunga e farraginosa... niente di più falso!
E io già che pensavo ad una lista di domande concordate, da mandarle via mail, per poi ricevere le sue risposte... e invece falso anche questo!
Filippa ha voluto fare l'intervista per telefono, perchè ha detto che è meglio come tempi, come immediatezza e tutto il resto.
Oddio, per telefono!!!!
Bene, mi preparo, scrivo le domande... mi metto comoda... faccio un bel respiro e compongo il suo numero.
Dall'altra parte... "Pronto?"
La sua voce, il suo accento... inconfondibile: era lei!
"Ehm, pronto Filippa, sono Micaela...le nuove mamme... ehm... per l'intervista... ehm... "
"Sì, certo!"
"Ecco, come va? Bene, spero... sì... insomma... cominciamo..."
Ecco il seguito...


mercoledì 19 dicembre 2012

La mia favola di Natale: il folletto Mimì


Il progetto Piccolini Barilla mi ha contattato un po' di tempo fa e mi ha proposto di scrivere per loro una delle 24 favole del calendario dell'Avvento di quest'anno.
Ho apprezzato la cosa già dall'anno scorso, solo in qualità di lettrice e mai mi sarei aspettata di saltare dall'altra parte della staccionata questa volta e ne sono ultra-entusiasta!
Non mi sono fatta pregare, perchè mi piace un sacco scrivere e stavolta mi sono lanciata in questa mia nuovissima esperienza di scrittura di favole per bimbi.
E, indovinate un po'?
Mi sono divertita tantissimo, il problema è stato poi fermarmi dallo scrivere un romanzo, ma questa è tutta un'altra faccenda, no?!
Quindi, dietro alla casellina di oggi, troverete la mia favola "Il folletto Mimì", che io trovo molto tenera e semplice... mi sono ispirata alle storie che piacciono tanto alle mie bimbe, spero piaccia anche a chi la leggerà.
E poi, le illustrazioni non sono carinissime?

lunedì 19 novembre 2012

Il parto in casa


Proprio oggi, sul magazine per cui scrivo, è stato pubblicato un mio articolo in cui riporto l'esperienza di un'amica che ha voluto partorire in casa.

A chi è alla ricerca di informazioni, di testimonianze e di impressioni, raccomando di leggerlo con molta, moltissima attenzione e di trarne le dovute considerazioni, perchè si tratta della vita, non solo quella della mamma, ma anche e soprattutto quella del bimbo che sta per nascere...

Che è vero che "una volta si faceva così", ma è pur vero che da allora di strada ne è stata fatta in ambito scientifico...
Che è vero che partorire è sempre una grande incognita e che può succedere di tutto anche in un ospedale attrezzato...
Che è vero che è "figo" seguire le mode del momento... ma mi pare superficiale farlo anche in questi casi...
Che magari io son stata fin troppo esagerata a partorire tutte e 3 le volte in un ospedale fornitissimo di rianimazione per mamma e per neonati, di un reparto di neonatologia annesso e tutto il resto, ma volevo essere sicura di aver pensato a tutto e di riuscire ad ottemperare a tutte le possibili ed immaginabili eventualità... sono esagerata, lo ammetto...

Buona lettura!

sabato 12 maggio 2012

Storia di una cicogna senza pancia!

Per celebrare la festa della mamma, ho pensato di chiedere di raccontare la sua storia ad una mia carissima amica, che, dopo tanto peregrinare, è riuscita ad adottare un bimbo e ne è perdutamente innamorata.
E' un amore sincero, incondizionato e ammirevole il suo.
E' una donna energica, battagliera, che ha superato diversi ostacoli e difficoltà nella vita, il più delle volte facendo affidamento alle sue uniche forze, senza mai arrendersi, alzandosi ogni volta a testa alta e scrollandosi di dosso la polvere per ricominciare daccapo, non so se io sarei mai riuscita a fare tutto questo da sola, la mia forza è la mia famiglia, lo è sempre stata... per lei non è così, è molto più individualista, almeno fino a quando non ha incontrato il suo "lui", l'altra metà della sua mela, che l'ha finalmente completata e capita e supportata in tutto.
Sono felice per lei, per loro.
E ora c'è con loro il tanto desiderato Lilu: un bambino monello e dolcissimo, in piena fase "Terrible Two", anche se lei ancora non lo sa, o non se lo spiega.. comunque, cara amica mia, è normalissimo il suo comportamento, vai avanti così che sei una vera forza della natura!
Non vedo l'ora di conoscerlo e di abbracciarvi tutti quanti!!!!!

Ecco le sue parole.
Sono una mamma da pochissimi mesi.
La mia gravidanza è stata un pò più lunga delle vostre: fatta di indagini sanitarie fisiche e psicologiche a tutto spiano!
Mesi lunghi di travaglio per ricevere un "sì, siete Idonei".
Dopo ben 3 anni la pancia non è cresciuta, anzi non sono mai stata così magra ma .. è arrivata ugualmente la cicogna, fatta di un foglietto con su scritto "c'è un abbinamento per voi" e 5 foto del mio splendido cucciolo. E' stato il mio primo SI incondizionato condito di tante lacrime di gioia e paura. Poi solo alcuni pochi giorni per organizzarci (casa, lavoro, lettino, medicine di prima necessità , seggiolino, ecc ecc, menomale che le varie amiche e sorelle mi hanno supportato con liste di prima necessità e aiutato a portare tutto a casa in tempo record).
Pochi giorni e ed è arrivata subito la sera prima di conoscere lui: Lilu.
Io e il mio 3( mio marito) eravamo emozionati e contemporaneamente spaventati e preoccupati: non sapevamo veramente di essere capaci di accogliere in casa un bimbo speciale.
Ma la mattina dopo ci siamo tirati a lustro, e ci siamo avventurati lungo la strada che ci conduceva alla nuova vita. 
Lilu, in mio bimbo di 2 anni abitava da 2 anni in una struttura insieme ad altri 8 bimbi ed era accudito da operatori/operatrici fantastici che gli hanno fatto da mamme/papà temporanei in attesa di una mamma e papà speciali, come tutti i giorni gli continuano a promettere.
Il primo momento è stato ... bello e doloroso al tempo stesso ( come un parto probabilmente) : è arrivato tutto bellino e ... ci guardava con 2 occhioni meravigliosi. "Possiamo avvicinarci?" e lui "NO!!!!" con il suo faccino arrabbiato. CHE COLPO al CUORE!!! Miiiiii che iniziocatastrofico!!!!
Ma piano piano, dopo un po', ci ha presi per mano e ... un tuffo nel cuore!!!
Abbiamo passato diversi giorni in questa struttura per conoscere le abitudini di Lilu. Le operatrici ci hanno suggerito tutto ciò che potesse aiutarci a conquistarlo!!!
E finalmente è arrivato il momento tanto atteso e voluto e spaventoso: quello di ... andare a casa! Facciamo la sua valigia ( 1 scatola di giocattoli e 1 piccola borsa di vestiti) e via per la nuova avventura. 
Il 18 gennaio sono diventata ufficialmente mamma di un bimbo speciale e Lilu ha finalmente trovato una mamma... anche se un po' "imbranata".
Sono entrata in questa SETTA, come la chiamo io, quella dell'essere mamma.
Diventare mamma per me non è stato indolore: sono passata da "donna in carriera" ( il giorno prima di sapere dell'avvento di Lilu avevo avuto una promozione importante) fatta di trasferte quotidiane per tutta Italia, ristoranti, alberghi, cene, aperitivi, a vita di casa fatta di riti continui e orari stabiliti.
Sono passata da una borsa piena di trucchi ad un borsone con pannolini, merende, acqua e giochini di tutte le forme e colore.
Da tacchi a scarpe da tennis e ciabatte.
Da 4 salti in padella a bolliti, minestroni e verdure fresche ecc ecc.
Devo dire che quando non so che fare per cena ... leggo "Le M Cronache" lì qualcosa di sfizioso lo trovo sempre. Oramai sono passati 4 mesi di maternità obligatoria ( che figo vivere in Italia) e ... cominciamo ad amarci veramente e stiamo affrontando la vita di tutti i giorni, la routine quotidiana, cercando il nostro nuovo equilibrio.
La luna di miele delle prime settimane a casa è un lontano ricordo. In quei giorni Lilu era un bimbo perfetto e quasi "finto": no capricci, sempre sorrisi, accondiscendente e ubbidiente, stava seduto a tavola a mangiare qualsiasi cosa, nessuna storia per spegnere la televisione, niente di niente, tutto filava liscio, anche troppo!
Io in compenso facevo una fatica infinita, le giornate mi sembravano complicatissime e mi sentivo incapace nel fare qualsiasi cosa. Guardavo tutte le altre mamme e ... mi sembravano irraggiungibili, amorevoli, sempre sorridenti e con infinite risorse. Fortunatamente chi è intorno a me, le psicologhe e le assistenti sociali che ci seguono e qualche buon libro, mi hanno aiutato a resistere ed insistere e oggi va molto meglio!!!
Intanto finalmente Lilu fa i capricci e si ribella. Lo so che quello che sto dicendo può sembrare strano ma, finalmente fa tutto quello che fanno gli altri bimbi!
Prima ha fatto di tutto per farsi accettare, forse per timore di essere abbandonato, non so... e adesso ha tirato fuori il carattere ed è una nuova scoperta!!!
Per me ogni giorno è una giornata nuova, non so mai cosa mi aspetta.
Ogni tanto Lilu ha notti e giorni faticosi ed è arrabbiato e non so perché, a volte sbaglio a prenderlo e mi arrabbio e subito dopo mi sento in colpa. Altri giorni riesco a farlo sorridere. 
Dentro di me sta crescendo un AMORE verso questo esserino, che non conoscevo, diverso da tutto quello che ho provato prima ... e la convinzione che sia per sempre è una cosa che mi PIACE.
Io che sono sempre stata spaventata dal "per SEMPRE". 
Grazie Micaela, mi sono fermata a scrivere e a piangere di gioia. grazie per avermi chiesto di scrivere. 
Simona 

Grazie a te, cara amica mia e BUONA FESTA DELLA MAMMA a TUTTE LE MAMME!!!!!!!!!!


martedì 21 febbraio 2012

E' arrivato Massimo

Era una sera come tante altre, una sera che preannunciava una nottata insonne, vuoi per il pancione che ormai non mi lasciava il respiro, vuoi per le bimbe che non volevano ancora andare a dormire, con gli orari tutti sballati durante un periodo di vacanza forzata a casa a causa di influenze varie e neve (a Roma, bastano due fiocchetti miserrimi di neve per mandare tutto e tutti nel panico più totale!), vuoi per le contrazioni che ogni tanto andavano e venivano senza regolarità, senza preavviso, senza neanche troppo farsi sentire, lasciandomi il dubbio: "Ci siamo o non ci siamo?!", vuoi anche la lunga e penosa convalescenza dal'influenza che mi aveva lasciato una tosse pessima, che ad ogni colpo temevo di rompere le acque e via!

Insomma tutto lasciava presagire che avremmo avuto il nostro bel da fare anche quella notte. La notte tra il 12 e il 13 febbraio.

Andiamo comunque a letto, speranzosi di un po' di riposo.

Verso l'1 cominciano le contrazioni, quelle regolari, ma non troppo dolorose, quelle che non ti lasciano dormire, perchè l'ansia di capire di cosa si tratta è troppa.

Così allerto Marco, che cerca di raccapezzarci qualcosa pure lui, già quasi in preda al panico... Quando abbiamo visto che le cose erano costanti, abbiamo chiamato i suoi genitori per raggiugerci a casa a sorvegliare le belve dormienti, così noi siamo andati all'ospedale.

Eravamo relavitamente sereni durante il tragitto, parlando del più e del meno... un paio di altre contrazioni sono arrivate forti e chiare anche in quel momento... ero quasi convinta che fossero quelle "buone".

Arriviamo lì, monitoraggio e... magia: contrazioni scomparse!

Potenza del servizio sanitario nazionale... eh! Che fortunella!

Erano quasi intenzionati a rimandarmi a casa e mi stavo pure vergognando un po': possibile che al terzo figlio sono ancora così rimbambita da non capire quando è il caso di andare all'ospedale e quando è il caso di aspettare ancora un po'!? Vabbè... pazienza... mi dispiace di aver fatto passare una nottata insonne un po' a tutti... ecco tutto.

Poi, invece di salutarmi e mandarmi a casa, dopo l'ecografia mi trattengono a causa del poco liquido amniotico, segno che c'era qualcosa che non andava proprio come avrebbe dovuto, quindi meglio rimanere in ospedale per accertamenti e per stare sotto osservazione.

Ok, rimango in ospedale e mi sento subito più sollevata, più protetta... Saluto Marco che, povero, torna a casa dalle belve per prepararle per andare a scuola, sono ormai le 6 del mattino e non ha chiuso occhio, gli aspetta una bella giornatina di via vai...

Il primo giorno passa tra accertamenti vari, ma neanche troppi eh... e qualche pisolino, insomma, niente di che.

Quando ho sentito mamma per raccontarle quanto era accaduto, mi ha risposto che anche lei non aveva chiuso occhio quella notte, perchè si sentiva "strana", avvertiva che c'era qualcosa che non andava, ma non riusciva a capire cosa... ecco che poi ha avuto la sua risposta! La telepatia delle mamme, eh!

Tutto fila liscio e abbastanza tranquillo, ogni tanto una contrazione, di quelle sceme, di quelle che non hanno senso perchè completamente sballate, perchè non ti ci fanno capire niente...

Arriva la sera.

Ecco che incalzano.

Regolari.

Sempre più dolorose.

Avverto il medico di turno.

Visitina: niente di che, potrebbe essere un nuovo falso allarme, ma anche no, attendiamo.

Ritorno al mio letto.

Comincia il travaglio.

Al buio. In silenzio. Da sola. Appoggiata al tavolino della stanza, perchè a letto non sopportavo i dolori che partivano dai reni e si irradiavano verso l'utero.

Le altre ragazze della stanza dormivano, ogni tanto mi lanciavano sguardi di comprensione, se anche loro avevano già dato, oppure di terrore, se invece aspettavano anche loro di "dare". Qualcuna mi offriva il suo aiuto, la sua vicinanza. Sono state carine.

Continuano i dolori, li cronometro.... ogni 15 minuti... poi ogni 10... infine ogni 5, sempre più intensi... da spezzare il fiato.

Avverto di nuovo l'infermiere del turno notturno, che terrorizzato all'idea che il terzo figlio potessi farlo nascere per il corridoio, chiama subito l'ostetrica e mi accompagna in sala parto...

Mi visita.

E' mezzanotte. Sono già dilatata di 3 o 4 cm. Bene!
In tutto questo ancora non avevo avvertito Marco, per paura di farlo di nuovo correre per strada inutilmente. Ma stavolta c'eravamo!!!
Per la nascita di Miriam avevamo avvertito mezzo mondo, fuori la sala parto c'era una platea infervorata e nevrotica di nonni, zii, cugini vari, che passeggiavano avanti e indietro, che consumavano caffè.
Per la nascita di Melania, erano presenti solo i parenti più stretti... i nonni, mia sorella e stop.
Per Massimo, invece, è stata una cosa molto più intima, eravamo solo Marco ed io. Non abbiamo avvertito nessuno, a parte i nonni paterni che erano con le bimbe.
Nel giro di un'oretta, vedo entrare Marco in sala parto, tutto bardato di paramenti verdi e con un sorriso magliante, stava per avvicinarsi a me a braccia aperte, ero seduta su un pallone di gomma che dondolavo avanti e indietro in preda ai dolori, gli lancio uno sguardo fulminante e gli dico, con calma e a bassa voce: "Stai fermo lì, non ti avvicinare, non mi toccare", lui si ritira nel suo angolo, diventa parte dell'arredamento, come sa che deve comportarsi in queste circostanze e risponde solo se interrogato.

Il travaglio prosegue spedito... niente epidurale manco stavolta, e che te lo dico a fà!? "Ma che vuoi l'epidurale ora che sei al terzo figlio?! Ma non lo vedi che stai andando avanti una favola da sola?! Guarda che tra poco hai finito tutto, eh, se poi fai l'epidurale rischi di rallentare le cose" e via discorrendo...

vabbè, niente epidurale... e dopo ben 3 parti non posso dire di aver provato l'ebbrezza di questa droga, porca paletta!

Ore 2.15 si rompono le acque... effettivamente non è che ci sia tanto liquido, l'equivalente di un paio di bicchieri.
Ci siamo.

Un paio di spinte.

Ore 2.27.
Eccolo. E' nato.

Me lo mettono sul petto, tutto sporco e dolcissimo.

Marco sprizza gioia da tutti i pori e ci guardiamo.

Piccolo grande tesoro, sono già innamorata persa di te!

Piccolo. Bellissimo. Con una bella vocetta limpida. Che come lo prende in braccio la neonatologa, le fa addosso un bellissimo zampillo di pipì.

2.970Kg

47cm

Dalla prima visita è tutto a posto. C'è tutto ed è sano.

Grazie a Dio!

Grazie papà!

Sapevo che sarebbe nato il giorno di San Valentino, sapevo che in qualche modo questa giornata doveva riprendere un significato nuovo, diverso, positivo, di speranza e di vita... e che non sarebbe soltato rimasta un grumo di sentimenti di angoscia, dolore e tristezza, dovuti all'anniversario della morte del mio caro papà, da dover rimandare giù in fondo all'anima per non pensarci, per non essere di nuovo stretti nella morsa della sua lunga agonia, del suo respiro sempre più flebile...

Ora non è più così.

E' una nuova rinascita.

Una nuova speranza.

Un nuovo bagliore di vita.

E' un pezzetto del mio papà che continua a vivere dentro Massimo, che avrà per sempre un angelo custode particolare e tenace.

Il nostro gladiatore, è finalmente tra noi!

lunedì 18 luglio 2011

Ciao Cucciolo!

Questo post agli occhi di qualcuno so per certo che sembrerà banale, stupido e privo di significato.
Non mi importa.
Questo è il MIO diario e ci scrivo ciò che voglio.
Sabato è volato in cielo il nostro cagnolino Cucciolo. Il batuffolo bianco che ci ha tenuto compagnia e ci ha riempito la casa di gioia e affetto per più di 17 anni, sì, 17 lunghi anni di onoratissimo servizio, in cui veramente è accaduto di tutto, allietando i momenti più "pesanti", alleggerendo i pensieri, occupando la mente con la routine che inevitabilmente era necessaria per aver cura di lui...
Un sacco dei nostri momenti famigliari sono legati a lui, non ultimo il ricordo anche del nostro adorato papà... era il suo cucciolo, quando decidemmo di prendere un cane, si impose dicendo: "Almeno il cane, prendiamolo maschio, co' tutte ste femmine in casa!!!!", lo teneva quasi come un figlio, gli voleva un bene incredibile ed era ovviamente ricambiato con altrettanto amore e dedizione. Quando è volato in cielo papà, Cucciolo non ha sostituito la figura del suo padrone con nessun altro, ha voluto bene a tutti, era legato a tutti, ma non riconosceva più in nessuno il suo padrone.
Ricordo i lunghi pomeriggi d'inverno a studiare alla mia scrivania con lui in braccio. Si accoccolava sulle mie gambe e poggiava il musetto sul libro, come per seguire quello che stavo studiando.
Quando ogni tanto baravo in qualche esercizio, o in qualche dimostrazione di teoremi, lui alzava lo sguardo e sbuffava, come per dire: "Guarda che me ne sono accorto!!!", sicuramente era il mio subconscio che collegava questo atteggiamento, ma funzionava per farmi tornare indietro e correggere...
Le feste che faceva quando si rientrava a casa...
L'abbaiare continuo quando sentiva il mio fischio prima di rientrare a casa...
I "Sssssshhhhhhhhh Cucciolo, stai zitto" quando si rientrava la sera tardi e non si voleva svegliare mamma e papà per farsi beccare...
la scrivania mordicchiata...
i pelouche suoi compagni di giochi...
le corse per casa...
il coprire le sue marachelle agli occhi di mamma, che era l'unica più severa con lui... o almeno ci provava!
giocare a nascondino e farsi trovare da lui...
la sveglia la mattina saltandoci sul letto e riempiendoci di leccate...
gli abbracci... e i dispetti...
tutto ci mancherà di te, piccolo amico bianco e peloso, sacco di pulci e puzzone.
Anche le bimbe si stavano affezionando a te, Melania ti ha sempre trattato come un suo simile, ti ha dato baci, carezze e schiaffi esattamente come fa con gli altri bimbi, Miriam ti accompagnava a fare il tuo giretto periodico con nonna Gabry e lo faceva tutta inorgoglita dicendo: "Quetto mio cane!"
E' stato difficile dire a Miriam che ora Cucciolo è con nonno Mimmo sulla sua stella e casa di nonna Gabry è un po' più vuota, inevitabilmente...
Anche tu lasci un bel vuoto...
Ma sappiamo che ora sei con il tuo padrone e che finalmente sei di nuovo felice.

martedì 5 aprile 2011

Come è nata Sofia

Il mio punto di vista... da zia per la prima volta...
Domenica 3 Aprile 2011.
Ore 11.00 eravamo in giro con le bimbe data la splendida giornata di sole e di caldo che ci aveva regalato questa primavera, mi arriva una telefonata: "L'hanno attaccata adesso all'ossitocina, speriamo faccia effetto subito".
Bene, ok... speriamo davvero!
Sto sulle spine, guardo l'orologio ogni 5 minuti... immagino a come si possa sentire Mariolla... per me l'ossitocina ha cominciato a fare effetto dopo circa un'oretta e stavo facendo i miei calcoli.
Richiamiamo dopo un po' mamma che stava in clinica con lei: "No, niente dolori ancora, tutto a posto, Mariolla sta bene"
Ok, tiro un sospiro di sollievo.
Ore 14, chiamo mamma: "Cominciano i doloretti, ancora sopportabili..."
Ok, penso che forse si comincia....
Allora ci rimettiamo tutti e quattro in auto alla volta della clinica...
Le bimbe, ovviamente, non è che si stavano granchè rendendo conto di ciò che stava accadendo... ho provato a parlare a Miriam e a spiegarle la situazione, secondo me ha capito benissimo...
Arriviamo lì e la situazione è stazionaria: doloretti sopportabilissimi, dilatazione di un paio di cm, niente di che... bisogna avere pazienza e aspettare... aspettare...
Ci accomodiamo nella sala d'attesa e le bimbe scorrazzano felici, al centro dell'attenzione di tutti..
Rimaniamo lì per un po'. Poi è possibile entrare a trovare Mariolla, visto che ancora non si trovava in sala parto, ma lei non vuole vedere nessun altro al di fuori di Luca (ovviamente) e di me!
Entro, la trovo carponi sul letto a testa in giù, per facilitare il posizionamento della bimba e per alleviarle un po' i dolori alla schiena. La trovo abbastanza bene. Le faccio un massaggio veloce alla schiena. Scambiamo qualche battuta. Cerco di infonderle forza e coraggio... è stanca.
Vado fuori, ormai si son fatte le 17.00. Che facciamo? Visto che è tutto ancora fermo, andiamo a prenderci un gelato con le bimbe...
Torniamo... il tempo passa, i dolori cominciano ad aumentare, la dilatazione lentamente procede.
Epidurale.
Meno male, va... almeno non soffre tanto (così pensavo io...).
Ore 20.00, ancora tutto fermo... posso entrare di nuovo a confortare Mariolla.
E' esausta, non ce la fa più... è vero che l'epidurale l'aiutava a non sentire le contrazioni, ma la bimba stava spingendo come una forsennata e non riusciva più a sopportare i dolori per la spinta... ma ancora non era arrivato il momento, la dilatazione non era sufficiente e l'utero era ancora spostato all'indietro... piange, sconfortata e afflitta, dice che non ce la fa più... e lì, oltre che con il cuore intirizzito e tanta voglia di fare a metà con i dolori, mi incazzo: "E no! Non devi piangere! Sofia non ha bisogno di una mamma che piange! Raccogli le energie.. ce la fai benissimo! Ce l'ho fatta io che sono una cagasotto, non vedo perchè tu non debba farcela! Ma stiamo scherzando!? Fidati! Guarda che finisce! Sta tranquilla che finisce!"
Vorrei stringermela al petto come ho sempre fatto nei momenti difficili (e ce ne sono stati tanti...)... in cui mi incavolavo con il mondo intero quando vedevo la mia piccola sorella in difficoltà...
Insomma, devo uscire dalla stanza e la lascio lì, un po' più sollevata, sulla porta mi giro e la guardo ripetendole: "Nun piagne che m'encazzo!", avrebbe tranquillamente potuto rispondermi: "STATTE ZITTA!", ma non l'ha fatto... mi ha fatto cenno di sì con la testa, guardandomi con quegli occhioni spauriti e stanchi. Sono uscita fuori con la sensazione di un pugno nello stomaco e un groppo in gola.
Intanto le bimbe avevano messo a soqquadro l'intera sala d'aspetto... meno male che non c'era nessun altro se non noi di famiglia... grazie Dio.
Miriam, ogni tanto, guarda la statua della Madonna che stava nel corridoio e dice tutta contrita nella parte: "'Donnina iutala tu!"... in pratica, mi rifaceva il verso! Ma guarda te...
Le ore scivolano via.
Si fanno le 21.00 e siamo ancora lì... la situazione lentamente sta andando avanti, ma ancora non si vede la fine... è lunga...
Decidiamo di ritirarci a casa, le bimbe sono esauste, non ce la fanno più.
Con il corpo me ne sono andata, ma con l'animo ero affianco a lei...
Arriviamo a casa, mettiamo le bimbe a letto, proviamo a rilassarci, ma non ci riesco!
Fisso lo schermo del cellulare silenzioso.
E' poi cominciata la comunicazione via sms.
Ore 22.37 sms di mamma: "Ultima visita un'ora fa: 5 cm, tra poco si deciderà se cesareo"
O no! Cavolo... tutto questo tempo, tutta questa sofferenza e poi deve finire così?!!!?
Ore 22.48 sms di Luca: "8 cm"
GRAZIE DIO! Finalmente ha preso il via... DAI DAI DAI!!!!
Rispondo: "Grande! Dille di non mollare ora, ha finito, tra poco avrete la vostra cucciola, non mollate! E nn deve piangere, tirasse fuori la grinta, ne ha da vendere lei!"
Mi risponde Luca: "Non ce la fa più ma le ho detto che deve resistere perchè sono pronti a farle il cesareo se molla (che è vero...)"
Rispondo io: "Un sacco di fregne mosce ce l'hanno fatta, non vedo perchè lei debba mollare ora, se vuole gliele elenco tutte!"
silenzio... passano i minuti...
Ore 23.28 sms di Luca: "Ci siamo... altre poche spinte e andiamo in sala parto... E' mora... "
Rispondo: "Dai! ci siamo!"
Ore 23.32 sms di Luca: "Andiamo in sala parto"
mi sudano le mani...
Ore 23.45: "E' nata!"
EVVIVAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!
Sono così felice che mi metterei a urlare, se non fosse poi che le due belve si sveglierebbero... abbraccio Marco e ci facciamo gli auguri!!!
SIAMO ZII!!!!!

venerdì 29 ottobre 2010

Mi fermo un attimo

Mi è appena adesso arrivato un sms... un sms di una mia carissima amica che non porta una buona notizia: il papà non c'è più... se lò è portato via un male maledetto e ingiusto (quali mali poi siano giusti, non si sa!)...
Un carico di sentimenti mi ha attanagliato: tristezza, dolore, mancanza del respiro, nodo in gola...
un altro pezzettino della mia gioventù se ne è andato... come tanti altri pezzetti... se ne è andato pure lui.
E poi penso a lei, a lei che si deve fare forza, perchè anche lei ha due bimbi piccoli a cui badare, per questo non potrà concedersi il lusso di digerire la cosa con calma (per quanto una cosa del genere, non la si digerirà MAI!), non potrà concedersi un sano pianto liberatorio quando ne avrà voglia...perchè ci saranno quei due batuffoli impauriti che fisserebbero i loro occhi sulla mamma interrogandosi di quelle lacrime...

E così riaffiorano anche i miei ricordi, il mio vissuto... la mia esperienza, molto simile alla sua... a quei momenti interminabili, sospesi, immobili.
A quanto avrei desiderato la guarigione e a quanto invece poi ho desiderato che finisse tutto quanto, perchè non era più lui, il mio papà sdraiato in quel letto... nel suo letto, circondato da tutti i suoi affetti, da tutto l'amore e la dedizione che gli si potevano dedicare e che l'hanno accompagnato fino all'ultimo respiro.
E il nodo risale in gola... come quel giorno... allo stesso modo... nulla è cambiato.
Dicono che il tempo risana le ferite... sciocchezze!
E non basta fare neanche 1000 figli, nessuno riuscirà mai a riempire quel vuoto... quella voragine che rimane nel cuore e nello stomaco e nella mente e nelle orecchie.
Niente ti restituirà quello che non hai più.
E in fondo sento che ancora non mi sono rassegnata e non mi rassegnerò mai.

So che esistono al mondo tragedie ben più grandi e gravi, lo so benissimo.
Ma questo non toglie un briciolo del mio dolore... aiuta a razionalizzarlo, questo sì, ma non lo diminuisce di un grammo.

E non riesco ad andare sulla sua tomba.
Non ci riesco.
C'ho provato, sia chiaro, c'ho provato qualche volta, ma fa troppo male.
Fa male saperlo rinchiuso là dentro.
Fà male parlare davanti a quelle lettere stampate sul marmo.
E allora preferisco parlare da sola. Pensare a lui quando sono in macchina, oppure quando accade qualcosa che mi fa dire: " pensa se lui fosse qui...", quando rassetto in giro o quando ascolto della musica...
e lì non ci vado.
Perchè lui non sta lì. NON - STA - LI'.

E visto che questo è il finesettimana dei Morti (e non di Halloween.... checchè se ne dica in giro), io penso a te papà... e penso al papà che se ne è appena andato.
Spero vediate la luce.
Vi lascio un fiore qui.

lunedì 25 ottobre 2010

Arriverà

Come un nuovo raggio di sole che verrà a riscaldarci e a svegliarci dal lungo inverno, ecco che con le prime giornate di primavera arriverà una nuova stella direttamente dal cielo...
Sarà splendente e gioiosa e dolce e tenera.
Arriverà a sconvolgere la tranquilla vita di coppia dei suoi genitori...
Arriverà ad allietare di gorgoglii, di cacchine, di manine appiccicose, di pianti e risate, di odore di latte, di occhi insonnoliti e di tanto amore la casa che la accoglierà...
Arriverà a fare compagnia alle sue cuginette... a giocare e poi correre e combinare marachelle, a scambiarsi vestiti e giocattoli... a giocare nel parco a mangiare merende, a farsi dispetti e a fare la pace, a ballare e suonare e saltare...
Arriverà a donare sorrisi ai volti e a scaldare il cuore di tutti noi.
Arriverà... arriverà...
E io sarò finalmente ZIA!!!!!

Dolcissima nipotina mia, stai lì al calduccio e fai la brava. Cresci e stai tranquilla... la mamma già si prende cura di te, anche se ogni tanto la senti preoccupata, non fa niente, è normale... comincia a farci l'abitudine.
Noi siamo qui che ti aspettiamo... prenditi il tuo tempo e se puoi, goditela!

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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