"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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giovedì 26 settembre 2013

Attività di ispirazione montessoriana e non lo sapevo...

Ammetto la mia completa ignoranza in materia, quindi prendete per rudimentali le informazioni che trovate in questo post, sono il frutto del mio girovagare nella rete.
Mi piace poter condividere quanto ho appreso navigando tra i vari siti più competenti e leggendo nei vari gruppi che frequento.
Comunque sia, la matematica montessori si inizia ad apprendere da piccoli, piccolissimi.
Più che altro, i bimbi vengono a conoscenza, attraverso l'esperienza, di nozioni di logica, di concetti quale: più grande - più piccolo, o anche il fatto stesso di "mettere a posto" secondo un criterio.
Insomma, esercizi banalissimi come costruire una torre partendo dal pezzo più grande al più piccolo, è un esercizio montessori che affina le capacità di capire le dimensioni di un oggetto e lo sviluppare tridimensionalmente un lavoro.



Poi ci sono gli anelli, anche questi di dimensioni differenti, con i diversi concetti di "maggiore" e "minore". Qui, poi, c'è anche la capacità di affinare la tecnica della motricità: saper infilare gli anelli su un perno. Anche questa è un'attività montessoriana e non lo sapevo...



E ancora, ci sono i megapuzzle in legno con il pirulicchio con cui afferrarli più facilmente, per distinguere le diverse forme e i contesti in cui inserire un pezzo piuttosto che un altro.


Ecco.
Non lo sapevo.

Ho inoltre scoperto che: Maria Montessori è stata rivoluzionaria nei suoi metodi educativi perchè lei metteva non soltanto al centro il bambino, con le sue necessità, ma ha cercato di costruirgli attorno un mondo a sua misura, proprio per insegnargli a fare da solo, in completa autonomia.
Se ci pensiamo, questo è grandioso.
E poi, si impara non soltanto con la mente, ma con tutto il corpo: quindi via ad esperienze sensoriali, soprattutto al tatto nei primi mesi di vita, facendo conoscere diverse consistenze, materiali, temperature.
E poi giocare... giocare... giocare...
Perchè giocare è una cosa seria, serissima!
Nel gioco non ci sono preconcetti, non ci sono cose "giuste" o cose "sbagliate", non ci sono freni che potrebbero condizionare a priori, non ci sono critiche e giudizi. Per questo il bimbo non si sente sotto osservazione ed è libero di esprimersi. Questo fa sì che possa imparare più facilmente, perchè non c'è timore di sbagliare e quindi di non sapere.
La paura di prendere un brutto voto, di essere sgridati perchè non all'altezza delle aspettative, molte volte blocca l'esperienza del bambino, ecco... questo nel gioco non accade!

Il gioco LIBERO è il migliore per imparare, per crescere: si comincia a giocare e non si sa dove si andrà a finire, le regole si creano man mano, la fantasia galoppa... ma per fare questo, bisogna scegliere il luogo adatto ed il giocattolo adatto... a mio avviso il miglior giocattolo è il NIENTE!
Col niente il bimbo è "costretto" ad inventarselo, a costruirselo.
O anche, con le costruzioni, ad esempio... è bene seguire le istruzioni per costruire la fattoria o anche una casa... ma perchè non costruire anche dell'ALTRO!? In fondo i mattoncini sono lì che aspettano soltanto la fantasia del bimbo. E ne escono fuori delle belle, ogni volta. Non importa il risultato, non si deve diventare ingegneri... importa l'esperienza che ha fatto il bambino e ogni volta è una esperienza diversa dalla precedente.

Da quel che ho capito, molti videogiochi, quasi tutti, dettano troppe regole, il percorso è già deciso e digerito, il bambino ha ben pochi gradi di libertà. Deve camminare su quei binari e basta.
Questo non è imparare. Almeno, non in termini montessoriani.

Il gioco migliore, sempre secondo la Montessori, è il gioco del "far finta", il gioco dei ruoli, per simulare la vita reale, quella che circonda il bambino: far finta di fare la spesa, di essere dal dottore, di fare a mamma e a figlia.
Sono tutti giochi, questi, che conducono il bambino a trovare delle soluzioni aperte, di trovare alternative e di pensare anche agli altri partecipanti al gioco.
Quando una domanda se la pone il bimbo stesso, la risposta verrà assimilata meglio e più in fretta. E' la curiosità il motore di tutto e la chiave di volta per l'apprendimento è appunto instillare la giusta dose di curiosità.
A noi il compito di accompagnarli, di assecondarli, di rispondere... e non è facile. Soprattutto per noi.
Dobbiamo metterci al livello del bambino e aiutarlo a fare da solo!

Precisazione DOVEROSA spiegatami direttamente da un'esperta delle attività montessori, Claudia Porta:
Solo un dettaglio, che è però di grande importanza. Negli ambienti Montessori non si "gioca a far finta di" ma si fa. Davvero. Si cucina, si lavano i piatti, si annaffiano le piante, si telefona al museo per organizzare una visita. Le responsabilità ovviamente cambiano con il passare degli anni, ma è tutta "vita vera". Non ci sono stoviglie giocattolo ma stoviglie vere a misura di bambino. E questo vale per tutti gli altri oggetti proposti.
Grazie mille, Claudia... ti seguirò sulla tua pagina dedicata.

martedì 11 giugno 2013

Giochiamo con Munari

Ho scoperto la figura di Bruno Munari e la sua grandezza attraverso i laboratori fatti alla scuola dell'infanzia che frequenta Miriam (questo è un altro punto di forza della scuola, segno sempre e comunque che quando c'è volontà e passione, si riesce a fare molto, tantissimo, anche con le poche e striminzite risorse che si hanno a disposizione, non mi stancherò mai di dirlo... perchè la scuola la fanno le persone, non i banchi, non i suppellettili tecnologici, non le mura graffiate... le P E R S O N E !!!!!)

Dunque, torniamo a noi.
Ieri pomeriggio, oltre al mercatino organizzato per raccogliere fondi per la biblioteca scolastica (e pure qui... che ve lo dico a fà, quanto ne sono entusiasta... ), è stato organizzato in giardino un momento di gioco-laboratorio creativo per i bambini in compagnia dei genitori e di chi aveva partecipato al mercatino.
Miriam era gasatissima.
A parte che lei ADORA questo genere di laboratori, ma poi, a renderla ancora più contenta, era la presenza, non soltanto mia, ma anche della sua adorata nonna Lilla e di Melania, che hanno partecipato entrambe con slancio e creatività.
Appunto... la parola d'ordine per Munari, è proprio la libertà di espressione dei bambini, il far fluire la loro energia e la loro fantasia senza costrizioni, senza regole... dare loro a disposizione i più disparati materiali e lasciarli liberi di esprimersi e di creare.
E infatti questo era il cartello che ci ha illuminato sulle massime di Munari:


Dove c'erano scritte frasi del tipo:
<<Saper vedere, per saper progettare>>
<<Vietato NON toccare!>>
<<Le parole si dimenticano, l'esperienza no!>>
<< Parole d'ordine: libertà e accettazione!>>
e tante... tante altre...
tutti principi che sono alla base del metodo educativo della scuola...

Che dire?! ci siamo impegnate tanto... tutte...






Ah... e vi mostro la sala lettura o anche biblioteca... spazio interamente dedicato alle letture dei bambini... in cui vanno a trascorrere del tempo a gruppetti insieme alla maestra durante l'orario scolastico...
 Questa è la stanza che, ve lo confesso, mi è piaciuta da subito appena ho visitato questa struttura scolastica quando ero alla ricerca della scuola dell'infanzia per Miriam e di cui mi sono letteralmente innamorata...
Questa è la porta, con un'ampia vetrata e delle tende...


E questo è dentro...

Non è meravigliosa?!

martedì 9 aprile 2013

La mamma più bella del mondo


Questo libro ce l'ha regalato tempo fa proprio Filippo in occasione di uno dei compleanni delle bimbe.
E' un libro molto curato nelle illustrazioni e la storia è dolcissima.
Finalmente Luna va al mercato con la mamma e lei è felicissima, perchè sa che lì ci sono un sacco di cose da vedere, da assaggiare... ma ad un certo punto si perde nella folla e non riesce più a vedere la mamma.
Con l'aiuto delle persone gentili di lì, cercherà la sua mamma, ma come faranno gli altri a riconoscerla?
Semplice: è la più elegante, la più alta... insomma, in una parola è la più bella di tutte!
Ed è proprio così!
Un libro anche educativo, se vogliamo, perchè non ci si deve mai allontanare dalla mamma quando si sta in situazioni affollate, ma che non bisogna spaventarsi se ciò dovesse accadere: anzi, chiedere aiuto, sempre, ma senza accettare di allontanarsi ulteriormente, perchè la mamma è lì da qualche parte, vicina!
Oddio, non voglio neanche pensarci ad una cosa del genere... che il panico poi assale me!!!!
Comunque sia, questo libro è stato il pretesto per insegnare alle mie bimbe, o per lo meno, per provarci, ad avvicinarsi senza paura alle persone come i vigili urbani, agli addetti dei negozi, alle persone in divisa, a chiedere aiuto, perchè quelle persone sono lì proprio per risolvere i nostri problemi... o almeno, così dovrebbe essere...
E che Dio ce la mandi sempre buona!

mercoledì 13 febbraio 2013

Melania testarda come un mulo


Non centra niente la fase dei "Terrible Two", dovremmo averla ampiamente superata, che poi, con lei, non è che sia stata veramente così terribile, c'è di peggio...
Non centra niente, a mio avviso, la gelosia che ha manifestato nei confronti del fratellino, cosa che, ritengo, sia stata superata anche questa...
Secondo me è proprio carattere.
Il suo.
E' testarda, è prepotente, è dispotica, soprattutto quando vede che nella situazione in cui si trova, ha dei punti a favore: o perchè si trova in mezzo a bambini più piccoli, o perchè sa che sta sola con me ed io non sono di polso fermo, insomma... è pure paracula, diciamolo!
Rimane ferma sulle sue posizioni, non c'è niente, ma proprio niente, che riesce a smuoverla.
Quindi diventa tutto più difficile: anche mettersi il pigiama la sera, oppure entrare in auto, ...
Quando poi lei arriva alla stessa conclusione, ma ci arriva di testa sua, da sola, allora e soltanto allora fa le cose che le sono state chieste almeno mezzora prima (se non di più), dopo mille tentativi e compromessi e trattative, niente... deve maturare la decisione da sola e basta!
E non posso accettare questa cosa, no. Perchè molte volte non ci sono i tempi, non ci sono le possibilità di stare ad aspettare i suoi comodi, e poi perchè, che cavolo: devo avere un minimo di autorità anche io per lei, o no?
E la mia autorità riesco ad esercitarla solo se alzo la voce, ma devo alzarla veramente tanto forte! O se minaccio a brutto muso.
Molte volte non valgono neanche le punizioni: "Melania, guarda che se fai così, ti faccio sparire tutti i giocattoli!"
"E tanto non ci gioco da un sacco di giorni con quelli, non mi importa!"
E sì, risponde.
Risponde a tono. Non abbassa lo sguardo. Ti tiene testa. E' spavalda.
Adesso. E quando sarà nell'età della vera contestazione, cosa devo aspettarmi?
Finchè la cosa succedeva a casa e basta, ero sì un po' preoccupata, ma non del tutto allarmata.
Ora sta accadendo anche a scuola. E questo sì che mi preoccupa parecchio.
E' un po' di tempo che le sue educatrici mi hanno segnalato il comportamento prepotente di Melania nei confronti degli altri bambini: deve dominare la situazione sempre e solo lei, a discapito del debole di turno.
Che, ok, la legge di Darwin, ma deve pure saper rispettare gli altri, i più deboli, non voglio che diventi una piccola bulla.

Ora, che devo fare?

martedì 18 dicembre 2012

Quando la scuola funziona...

Sono stata fortunata, lo ammetto: le scuole che frequentano i miei figli funzionano molto bene e non lo faccio per vantarmi, non è certo merito mio.
Sono scuole comunali, sono scuole che vivono dei sussidi del comune e della buona volontà di genitori ed insegnanti.
Sono scuole dirette da donne di polso, che sanno come far funzionare le cose.
E ne sono felice!
Quotidianamente ascolto racconti allucinanti di colleghe e amiche, riguardo comportamenti e svogliatezza delle insegnanti, della non volontà di far funzionare quel po' che dovrebbe funzionare, perchè, in fondo, tante volte manca l'impegno e l'inventiva, non servono poi chissà quali fondi stratosferici.

Insomma, volevo segnalarvi un po' di iniziative che si svolgono nelle scuole che frequentano i bimbi, sia il nido e sia la scuola materna dove va Miriam, in modo da darvi un po' di spunti e suggerimenti, nel caso, vi fossero richiesti.

Cominciamo con il nido a cui vanno Melania e Massimo e dove è andata fino a due anni fà anche Miriam.
Quest'anno, in via sperimentale, hanno istituito un incontro tra mamme dei bimbi più piccoli (fino all'anno di età), per la costruzione della "scatola dell'affettività": consiste in una scatola di cartone, rivestita di materiali di diversa consistenza e colore, che regalano al tatto delle sensazioni diverse (ruvido, liscio, caldo, freddo, ...), in questa scatola vengono poi conservate le foto dei famigliari conviventi col bambino, dei bei primi piano e poi c'è uno specchio (a proposito, mi devo ricordare di dare lo specchio, che mi son dimenticata...), in modo tale che il bimbo si diverta a riconoscere il papà, la mamma, il fratellino e perchè no, anche il cagnolino di famiglia e, al tempo stesso, impari a riconoscere anche se stesso.
E' stato un momento di condivisione simpatico e insolito, in genere noi mamme ci si incrocia di fretta e furia all'entrata o all'uscita da scuola, senza riuscire a scambiarci una parola, se non un veloce saluto, in questo modo abbiamo almeno familiarizzato tra noi, sorseggiando anche un buon caffè e costruendo qualcosa che poi finirà tra le manine distruttrici dei nostri piccoli.

Per i bimbetti più grandi (fino ai 3 anni d'età), son diversi anni che partecipo, al laboratorio di costruzione del "libro delle coccole": con l'aiuto dei nostri bimbi, ci si vede a scuola un paio di volte l'anno, per compilare e costruire insieme un libricino di cartoni e fogli con attaccate sopra le foto che ci piacciono di più, dei momenti delle vacanze che son più rimasti impressi ai bambini, dei parenti cari... e ci divertiamo ad attaccare anche stickers colorati, nastrini, brillantini e chi più ne ha, più ne metta.
E' il libro delle coccole che rimarrà per tutto l'anno scolastico in classe e verrà sfogliato dai bimbi nei momenti in cui ne sentiranno il bisogno, quando vorranno rivedere la mamma, oppure quando vorranno mostrare alla maestra un momento in particolare... insomma, quando vorranno ricevere una coccola in più.
Trovo questa idea veramente tenera e carinissima!
A fine ciclo scolastico, prima di andare alla materna, il libro delle coccole viene riconsegnato ai genitori... e quanto è bello ogni tanto andarlo a rivedere ora con Miriam che è diventata grande...

Nel periodo di Natale, poi, le iniziative si intensificano: c'è la raccolta di generi alimentari non deperibili per le famiglie bisognose, e c'è Babbo Natale che porta i regalini a tutti i bimbi del nido. Sì, ma non regali qualsiasi, per non fare disparità di genere di giocattolo e cifra che i genitori possono investire, si è data la regola di regalare soltanto libri. E questi sono poi libri che rimangono a scuola per tutto l'anno scolastico, che i bimbi possono scambiarsi, sfogliare insieme e vivere in un contesto diverso da quello di casa... poi, se vogliono, possono portarlo a casa a fine anno, oppure lasciarlo a scuola, così ne beneficeranno i bimbi degli anni successivi.
Questa è un'iniziativa grandiosa, che ho tanto apprezzato, soprattutto come arricchimento per i nostri figli e per la biblioteca scolastica!

Ora passiamo alla scuola materna di Miriam, tra le tante cose, segnalo la pesca del ri-giocattolo.
Nelle settimane precedenti la recita di Natale, a scuola si raccolgono tutti i giocattoli in buono stato che i bimbi non usano più a casa, dopo di che questi vengono riorganizzati e predisposti come premio per una pesca, la giornata della recita. In cambio di una cifra irrisoria (3 euro) si può vincere un giocattolo, del tutto  nuovo per il vincitore, ma che nuovo non è, e si fanno anche degli affaroni, eh...
Quest'anno ne ha beneficiato soprattutto Massimo, infatti abbiamo vinto due giocattoli veramente carini per lui: un set di birilli e palle in stoffa e una specie di sparapalline che si può trascinare per tutta casa.
Anche questa, se ci si pensa, è un'idea geniale che unisce il concetto di riuso, di condivisione e di raccolta fondi necessari per la scuola, in maniera creativa e intelligente, non trovate?

Grazie a Dio, esistono ancora menti illuminate e che fanno funzionare le cose, anche quando tutto intorno sembra remare contro il sistema scolastico!

lunedì 8 ottobre 2012

Merendine 2.0


Sabato ho partecipato, insieme ad un manipolo di mamme blogger e assidue frequentatrici della rete, ad un interessantissimo dibattito riguardante le merende dei bambini ed in particolare, l'uso delle merendine confezionate.
Innanzitutto ringrazio The Talking Village e tutto il resto dell'organizzazione per questa opportunità offertami.
Dall'altra parte c'erano un medico nutrizionista, un'illustre psicologa, e il sito www.merendineitaliane.it, che si promuove come contenitore di tutte le informazioni necessarie riguardanti le tanto famigerate merendine, così mal viste dalle mamme (non tutte però), che cerca di capire, tramite sondaggi e dibattiti di questo tipo, cosa è che ci disturba tanto, in cosa si può migliorare e, soprattutto, vuole dare un'informazione corretta in merito.
Almeno, questi sono i propositi.
Insomma, per tutti i riferimenti e le spiegazioni tecniche, nonchè "serie" del caso vi rimando a MammeAcrobate, che a mio avviso è riuscita a fare una sintesi efficace e globale di quanto detto.
Bene.
L'incontro si è tenuto al museo dei bambini Explora di Roma, un posto veramente incantevole e pieno di cose da fare per i bimbi.


Tutto è stato organizzato nei minimi dettagli, compreso l'intrattenimento dei pargoli.




Le bimbe si son scatenate, hanno fatto nuove amicizie e si sono inserite nel contesto molto bene, anche se erano tra le più piccole


Io ero emozionata come una scolaretta al primo giorno di scuola: avrei conosciuto tanti nomi altisonanti del web, tante mamme celebrità, tante scrittrici che seguo da tempo... non vedevo l'ora... e non sono stata affatto delusa da alcuna di loro!
A proposito, Cristiana: torna presto a Romaaaaaaa!!!!

Torniamo all'incontro e alle tematiche toccate, viste dal mio punto di vista, che, credo sia abbastanza differente da quello delle altre mamme presenti, tutte naturiste, puriste dell'alimentazione e attente ad ogni singolo aspetto.
Gran parte dell'incontro verteva su punti cardine che, personalmente, non hanno fatto altro che scoprire un po' l'acqua calda (sia se si pensano volti ai bambini, e sia se si pensano diretti agli adulti):
  • l'importanza di fare merenda
  • l'importanza dello sport e del movimento in generale
  • l'importanza di un'alimentazione quanto più varia possibile
  • è meglio mangiare yogurt e frutta che sfasciarsi lo stomaco con patatine fritte e panini al salame
Direi che su tutti questi punti non si può che essere in accordo e sono tutti punti che noi mamme cerchiamo di tenere sempre ben a mente quando riempiamo il carrello della spesa, o i cestini delle merende dei nostri bambini.

Poi si è affrontato il tema: merendine confezionate e nutrimento.
Qui è uscito fuori qualcosa di "diverso", almeno per me, di nuovo e di interessante.
  • L'apporto calorico delle merendine non è eccessivo, anzi, è decisamente contenuto
  • Le sostanze nutritive contenute sono ben bilanciate, favorendo la presenza di carboidrati per dare il giusto supporto ai bambini nelle loro attività scolastiche, ludiche e sportive
  • Gli ingredienti sono controllati
  • La produzione avviene in ambienti sterili e l'igiene è garantita ad ogni passaggio
  • La normativa italiana per la produzione di merendine è la più stringata del mondo, quindi le aziende sono soggette a controlli e devono sottostare a regole ferree, il che rappresenta un deterrente di qualità, cosa che non esiste nel resto del mondo
  • Quanto viene scritto nelle etichette degli ingredienti è fedelmente rispettato
  • Si usa l'olio di palma
dico... che?
Sì, l'olio di palma!!!!
E qui un'orda di erinni scatenate si è scagliata contro tutto e tutti!
Io son sobbalzata sulla mia sediola... ma che è successo? Che sarà mai st'olio di palma? Confesso la mia più totale ignoranza in materia, mi rinchiudo nel mio silenzio e cerco di ascoltare e capirci qualcosa, magari riesco pure ad imparare qualche concetto nuovo.
Perchè si son aizzate tutte così all'unisono?
Quasi gli si sta pure sciupando il make up fatto apposta per l'occasione.
<<No! L'olio di palma assolutamente NO!>>. Slogan urlato a gran voce da tutte!
Bah... allora sono proprio una mamma talebana io, che lo credevo equiparabile ad un banalissimo olio di semi, di arachidi, di girasole... insomma, un olio vegetale... ecco...

E qui è uscito fuori l'arcano: si usa l'olio di palma perchè è meno costoso, quindi rende il prezzo delle più conosciute merendine meglio abbordabile, inoltre pare che sia dimostrabile che non sia una sostanza nociva... insomma, alla fine della fiera, non c'ho capito molto su questo benedettissimo olio di palma e mi son ripromessa però di informarmi meglio e di ritornare su questi schermi anche io più informata e battagliera.
Mi son sentita una mamma pessima, lo confesso. Nonchè anche una blogger non all'altezza della situazione.

Mai demonizzato una merendina, anzi... mi piacciono pure!
Mai pensato all'olio di palma... 
Mai pensato di vietare le merendine ai miei figli, son dell'avviso che il proibizionismo non porti a nulla, anzi potrebbe ingenerare una voglia irrefrenata.
Le mie figlie, ad oggi, non hanno alcun problema, mangiano ciò che vogliono ed il più delle volte mi chiedono loro stesse la frutta o uno yogurt o un succo o anche un pezzo di finocchio e una carota, piuttosto che biscotti e merendine.
Fortuna la mia? Può darsi.
Secondo me, tutto parte anche dall'atteggiamento sereno con cui ci si pone di fronte al cibo.
Premetto, che, grazie a Dio, le mie bimbe non hanno alcun problema di salute, quindi questo mio atteggiamento sicuramente deriva da questo, insomma io son della filosofia: "Se hai fame, mangi; se non hai fame ora, mangerai dopo", senza costrizioni, senza pensieri, senza abbuffate inutili. 
Forse son stata fortunata, anzi, sicuramente, perchè le bimbe son di buon appetito e ottime buongustaie.

Tornando ora all'incontro, da tutti questi spunti e riflessioni, poi, abbiamo stilato una serie di "desiderata" che noi mamme vorremmo che ci fossero in una merendina.
Ecco di seguito l'elenco che si è riusciti a tirare fuori in quel poco tempo rimasto a disposizione (sempre da mamme acrobate):
-          Dichiarare la filiera alimentare degli ingredienti utilizzati
-          Esplicitazione dei cosiddetti “oli vegetali”
-          Indicazione della fascia di età al quale si rivolge il prodotto
-          Più farine integrali negli ingredienti per merendine
-          Necessità di fonti attendibili

E voi, cos'altro vi sentite di aggiungere a questa lista?
Mamme, siamo in tempo per cambiare le cose come le vogliamo noi, abbiamo una splendida opportunità, non la sprechiamo, quindi... SCATENATEVI!!!!





lunedì 20 agosto 2012

Vacanza è anche disintossicazione da TV

Non lo credevo possibile, ma ci siamo riusciti!!!!
Appena arrivati qui in vacanza, i primi giorni, quando si rimaneva in casa per il brutto tempo o per lo stretto necessario per mangiare e dormire, la TV era sempre accesa, sintonizzata inevitabilmente su Rai YoYo, manco a dirlo! Quasi H24! Era diventato un incubo.

Le bimbe, soprattutto Miriam, erano diventate teledipendenti e me ne sono accorta soltanto qui: come si rientrava in casa, dopo qualche attività all'aperto, la richiesta di Miriam era sempre la stessa: "Vojo vedere Rai Yoyo!" e non c'erano alternative che potessero dissuaderla.
Un po' alla volta però la cosa è andata scemando, abbiamo cominciato a mettere alcune regole di orario sulla televisione e siamo scesi anche a compromessi, così si sono adattate velocemente alla cosa.

Quando si sta a Roma, con gli orari dettati dalla scuola, è più facile tenere sotto controllo questo aspetto, ma con la giornata tutta a nostra disposizione, la cosa è andata completamente fuori controllo e dovevamo arginare questa dipendenza!
Ora non la cercano più, se non agli orari stabiliti.
E non ci manca neanche.
Sono proprio fiera di tutti noi.

sabato 16 giugno 2012

"Voi siete l'arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati avanti"

Sono cresciuta in una rete fittissima e invisibile di ricatti morali, di sensi di colpa che si piazzavano come macigni sullo stomaco rendendomi, soprattutto da piccola, incapace di godere appieno del momento che stavo vivendo e terrorizzata dal giudizio altrui, soprattutto quello dei miei genitori.
Dici: "Ma de che sta a parlà questa oggi?!"
Ecco.
Ora lo spiego.
I nostri genitori, nel loro immenso e difficile compito di fare il nostro meglio, hanno sempre preferito loro indicare a noi la strada più giusta, senza lasciarci troppo margine, cercando di farci volere quel che più loro volevano per noi figli.
Diciamo che gli ha detto pure un gran culo, eh! Scusate l'eufemismo, ma è così.
Il più delle volte quel che loro volevano per noi, coincideva con quanto avevamo scelto con la nostra testa... o almeno, credo di aver scelto con la mia di testa, altrimenti hanno fatto un lavoro di "fino" non indifferente a farmi credere anche questo, eh!
Mi guardo indietro, e ora, nel mio ruolo di mamma, capisco tante di quelle cose... ma proprio tante.
Capisco le ansie, le preoccupazioni, il fatto di vedere mooooolto più avanti, il volere per loro il meglio che esiste... ma non è detto che ciò che IO ritengo sia il meglio per loro, lo sia effettivamente...
Mi riconosco nei rimproveri che faccio alle mie figlie, nei suggerimenti, nelle indicazioni... le stesse che ricevevo io...
e allora dico STOP... fermiamoci un attimo.
Che sto a fà!?
Ok, se si tratta di un: "Non sporgerti che altrimenti ti spatafasci a terra!!!" ci può stare tutto.
Ma non mi piaccio più se si tratta di un: "quale sport vogliamo che facciano le bimbe?", perchè son LORO che devono sceglierselo, non sono certo io!
Se Miriam vuole fare la ballerina classica, a me sta bene.
E mi deve stare pure bene se un giorno Melania mi dovesse dire che vuole fare boxe o taekwondo o qualsiasi altra diavoleria.
E' una loro scelta.
Deve piacere a loro.
Se loro sono soddisfatte e felici, lo sono anche io, giusto!?

E' sottile la linea del ricatto morale, sottilissima, subdola.
E può causare anche danni irreparabili.

"Mangia, che così mamma è contenta!"
"Se non fai la brava, poi mamma piange!"
"Così non si fa, sei una bimba cattiva!"
No, tutto questo non mi piace.
O peggio ancora: "Se fai così, mi rendi infelice"
"Se vuoi che io muoia, fai quella cosa!"

Non è così che voglio crescere i miei figli.
Ma è difficile, eh.... uuuuuuuuh se è difficile!
Devi sempre tenere il piede quasi sul freno per non uscirtene con una di queste espressioni. E' una lezione di autocontrollo questa, eh!
Sbandiero tanto il mio augurio che i miei figli siano liberi, soprattutto di testa... e poi potrei cadere in uno qualsiasi di questi tranelli, rendendoli più schiavi di quanto potrei immaginare, condizionando il loro modo di pensare, di agire... se non addirittura tutta la loro esistenza!
I miei figli, non sono miei.
Se vogliamo metterla sul piano religioso-cattolico, sono figli di Dio, è lui che ha il potere incondizionato su di loro... e anche lì, c'è il margine del Libero Arbitrio, quindi, se lo dice lui... figuriamoci se non posso che condividere...
Se poi invece vogliamo metterla sul poetico: "Voi siete l'arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati avanti" (Gibran).

E che dire poi del "rinfaccio a posteriori"???
Una cosa del tipo: "Ho fatto un sacco di sacrifici per te e guarda come mi ripaghi!" e roba del genere.
Ecco questa cosa, devo dire la verità, non è che la capisco poi così tanto, ancora oggi, eh!
Voglio dire: i miei figli non mi hanno certo chiesto di venire al mondo, non mi hanno detto: "Non uscire più la sera e non fare la bella vita!" oppure "Metti su quella trentina di chili di troppo che hai!" e se ho fatto delle scelte piuttosto che altre (non mi va di chiamarli sacrifici, perchè non mi sento affatto sacrificata!!!!) è perchè sono IO che l'ho deciso e non certo perchè sono una masochista e mi piace soffrire.
Se ho deciso di fare qualcosa o un'altra è per ME, per cercare di appagare ME STESSA: mi piace fare la mamma, con tutto ciò che questo comporta, mi piace il ruolo che mi son scelta, mi piace come lo vivo e mi appaga esattamente così. Quindi, se andiamo a sottilizzare, è più una cosa egoistica la mia e non certo uno slancio di santificazione e di votazione al vittimismo e alla sofferenza.... tutt'altro!
Se un giorno, in futuro, rigirassi la frittata dicendo che tutto quello che sto facendo e che farò è stato fatto esclusivamente per loro, dirò una gran baggianata. Lo faccio perchè è così che lo voglio fare. Punto!


Detto tutto questo, aggiungo pure... che spero mi dica un gran culo pure a me!

lunedì 28 maggio 2012

Melania è forte

Me l'hanno confermato anche le maestre al nido, durante l'ultima riunione fatta venerdì scorso: Melania è una bimba molto forte e non soltanto dal punto di vista fisico, lo è soprattutto caratterialmente e per come affronta le difficoltà piccole o grandi che siano.
Poteva rimanere veramente schiacciata tra la presenza abbastanza "ingombrante" della sorellona da una parte e dell'ultimo arrivato dall'altra: un "suo" momento esclusivo di attenzioni, di coccole e di giochi con la sua mamma o con altri (all'infuori del suo adorato papà o del suo inseparabile nonno) non c'è mai stato, c'era sempre qualche altra priorità a cui ottemperare, altre cose da fare e lei, piccola, ha sempre fatto affidamento alle sue risorse, alle sue forze ed ha sviluppato, o forse ce l'ha sempre avuto, una spiccata autonomia e un modo di far fronte alle esigenze pratico e immediato, niente piagnistei, ci si rimbocca le maniche e si fa ugualmente.
Questo è un bene da un lato, ma anche no.
E' pur sempre una bimba e, in quanto tale, bisognosa di attenzioni esattamente come tutti gli altri, ma difficilmente lei ne fa esplicita richiesta, a meno che non ne può proprio fare a meno.
Le ragazze del nido hanno manifestato grande stupore per come ha reagito alla nascita del fratellino, lei stava in piena fase terrible two, con tutto quel che comporta, e temevano che sarebbe anche andata peggiorando e invece non è stato così, sorprendentemente le cose sono andate man mano affievolendosi, forse perchè lei ora si sente "più grande" rispetto a quel fratellino così incapace di fare tutte le cose che lei invece sa fare, si sente più coinvolta, più capace, non saprei.
Sta di fatto che ultimamente cerco di dedicarle più tempo, anche solo qualche minuto in più per giocare insieme con le costruzioni, o un puzzle o anche per fare il bagnetto in santa pace solo io e lei...
E' forte la mia piccola Melania, è solare, è ottimista, niente la scalfisce, almeno apparentemente, niente la ferma, tutto può essere una sfida o una cosa da risolvere e superare, senza farsi troppi problemi, senza stare troppo a piangere e a chiamare "mamma", tiene testa a tutto e a tutti, non ha timori, nè blocchi, nè ansie... lei prende e va! E forse è stato pure il suo crescere senza la nostra continua influenza a fare di lei una persona più libera e spensierata, senza pressioni e aspettative.
Questo suo temperamento la rende già una vincente.
La mia piccola grande temeraria!




venerdì 30 settembre 2011

Ma perchè non la mandi?

Ieri pomeriggio ho partecipato alla prima riunione della scuola materna che frequenta Miriam.
All'ordine del giorno c'erano diversi punti sia di carattere amministrativo e sia di carattere didattico.
A parte le valide e lodevoli iniziative di cui la scuola si fa promotrice (laboratorio di espressione corporea, laboratorio di manipolazione della creta, corsi di inglese per i bimbi di 5 anni), sono rimasta abbastanza scioccata da alcuni altri punti.
Primo fra tutti lo sbattere violentemente contro la realtà dei tagli dei fondi alle scuole: sono stati completamente congelati i fondi sin dallo scorso anno scolastico, questo comporta un notevole sforzo da parte dei genitori nel fornire di materiali didattici i bambini, cosa che in una scuola comunale direi assurda, dal momento che si è entrati proprio per redditi bassi e per situazioni familiari di necessità.
Che poi, il verbo "tagliare" significa che un MINIMO viene garantito, cari signori assessori-governanti-ministri dei miei stivali bucati! Invece qui sono stati del tutto ABOLITI... questo è ben diverso!
La direttrice della scuola teme che questo sia solo l'inizio di una totale privatizzazione del sistema scolastico... benissimo, allora questo vorrebbe forse dire che le tasse che ordinariamente paghiamo noi impiegatucci verranno dimezzate, no!?
Vabbè... andiamo avanti.
Ad un certo punto poi ha preso la parola un papà presente facendosi portavoce di un numero cospicuo di genitori che si son accorti della presenza di ratti nel cortile della scuola e già qui sono inorridita, ma sono rimasta sconcertata quando la direttrice annuiva affermando che fosse già a conoscenza del problema da diverso tempo e che di aver più volte sollecitato un intervento di derattizzazione, non ricevendo alcun tipo di risposta, se non quella della mancanza dei fondi...
Sono davvero inorridita!
Ma dove siamo arrivati!? Siamo forse nel terzo mondo?
Sempre quello stesso papà si è poi fatto carico di cercare diverse figure di riferimento sia dal punto di vista tecnico che amministrativo, a cui far pervenire una missiva in cui tutti noi genitori rimostriamo la nostra seria preoccupazione.
Scommettiamo che i figli dei suddetti signori assessori-governanti-ministri dei miei stivali bucati non vanno a scuola con un ratto sottobraccio?
E vabbè pure questo... ma mica poi tanto eh...
Dopo una serie di domande, di affermazioni di contrarietà alla cosa, etc... etc... ci siamo divisi per classi e a quel punto c'è stata una breve riunione di classe con le maestre dei bimbi che hanno fatto il punto della situazione dell'inserimento, hanno poi voluto sapere le nostre impressioni della cosa, c'è stato un ritorno reciproco di feedback positivi e tutti felici e contenti. Poi è stata tirata fuori la richiesta di autorizzazione alla partecipazione dei bimbi ad un'uscita scolastica verso metà ottobre per una gita ad una fattoria didattica. La cosa, come veniva esposta, era davvero allettante: si parlava di vendemmia fatta con i bimbi, di percorsi di natura e tante altre belle storielle. Ero convinta che se ci fosse stata la disponibilità da parte di qualche genitore a partecipare ad accompagnare il proprio figlio, la cosa sarebbe stata ben vista, dal momento che si tratta di bimbi ancora piccoli (molti ancora non hanno compiuto i 3 anni) e avrei volentieri condiviso questa esperienza con Miriam. Ma non è così.
E' meglio che i bambini vivano questa giornata senza il "fardello" dei genitori accanto (testuali parole), che si sentono più liberi... bene, Miriam rimane quel giorno a casa con me.
Si trattasse di bambini più grandicelli, ok... la cosa sarebbe davvero carina.
Ma si tratta di bambini davvero piccoli, che soltanto ora cominciano ad entrare in una realtà per loro totalmente nuova, in un luogo (la scuola) diverso da quello che hanno frequentato fino ad un paio di mesi fa, di abitudini di vita diverse, di una diversa autonomia e di un diverso rapporto con le maestre... penso che chiedere questa cosa ad inizio anno scolastico, sia una bella sfida per le insegnanti e per i bimbi stessi.
Sta di fatto che, forse anche per la mia attuale condizione, preferisco evitare questa ansia eccessiva e superflua.
Sta di fatto che, oltre me, soltanto un'altra mamma ha fatto le mie stesse osservazioni.
Sta di fatto che per vivere esperienze del genere c'è tempo, tanto tempo e se proprio non si ripeteranno a scuola, le vivremo insieme, non ci sono problemi di alcun tipo, non siamo certo una famiglia a cui mancano iniziative di ogni genere.
Sta di fatto che ho avuto l'impressione di dover giustificare le mie scelte agi occhi di altre mamme che mi commentavano dicendo: "Ma perchè la privi di questo? E' una bella cosa..."
Ho avuto la conferma che è molto più facile fare i genitori dicendo sempre "sì" a tutto, piuttosto che affermare con polso qualche "no", perchè questo comporta poi un ulteriore impegno da parte nostra.
Bene... comincio a farmi un giretto su internet e vedere dove posso andare quel giorno con Miriam...

martedì 20 settembre 2011

Inceppamenti nell'inserimento alla materna

Ho già accennato alla prima settimana di Miriam alla scuola materna e al suo inserimento.
Inizialmente è andato tutto liscio... ora sono un paio di giorni che cominciano i capricci i "non vojo ndale a ccuola" e i "vojo la mia mamma".
Come temevo, Miriam sta ora tirando fuori le sue paure e la sua ansia da abbandono piangendo accoratamente quando la lascio, tanto da farsi pure venire il vomito e io mi sento davvero un'assassina a lasciarla lì...
Le maestre mi confortano dicendo che è normalissimo e che, anzi, è un bene che tiri fuori tutto (sì... ok... ma la colazione potrebbe pure tenersela dentro, non è necessario ripropinarcela!) e che l'inserimento si fa proprio per accompagnare i bambini un po' per volta nella nuova dimensione.
Poi mi dicono che dopo circa 5 minuti di pianto, si calma e si lascia coinvolgere dall'attività del giorno e infatti, quando vado a riprenderla, la trovo sempre sorridente e vogliosa di raccontarmi ciò che ha fatto.
Ieri mi raccontava già della divisione di comportamento tra maschietti e femminucce, in macchina mi dice: "Mamma, i macchi sono cattivelli, le mminucce no, sono bave e belle!" ed io: "Perchè dici così? che fanno i maschietti che non ti piace?" "Sò monelli: buttano tutto a tella, ullano, pangono... poi maettra dice che no, non si fà così!"...
E oggi, dopo che ha saputo che anche la cuginetta Sofia ha cominciato l'inserimento allo stesso nido dove va Melania, mi ha detto: "Mamma, così Fia non è sola, c'è Melana.... così Melana non è sola, c'è Fia!", poi ci pensa un po' e dice: "Io sò sola!".... e poi dici che non dovrei stritolarla di abbracci?! Così le ho detto: "Non sei sola, ci sono un sacco di bambini con te, presto ti farai anche l'amica del cuore, sai? E' una cosa bellissima... e poi, se non basta, dal prossimo anno, quando Melania sarà diventata grande come te, andrete di nuovo a scuola insieme"... questo l'ha confortata parecchio, ora spesso dice che il prossimo anno Melania starà con lei...


giovedì 14 luglio 2011

Si passa alle maniere "dure"

Le mie belve sono diventate veramente indomabili.
Si fanno forza l'una con l'altra, come vedono che io non intervengo (sperando nell'arrivo di un momento di tregua, oppure di un intervento divino), incalzano peggiorando la situazione, fino a che non sbotto completamente con urla spaventose.
E' ora di correre ai ripari utilizzando qualche criterio che faccia loro capire fin dove possono arrivare e dove è meglio fermarsi.
Ovunque ti dicono che è necessario far capire loro i propri limiti, che anche e soprattutto i "no" sono importanti, che la fermezza e la determinazione nei genitori è indispensabile. Tutto questo proprio per il benessere dei figli, per una loro crescita "sana".
Ok. Tutto vero. Ma tra il dire e il fare...
Finora sono stata una mamma tollerante, paziente, giustificatrice (son piccole, è troppo presto, ma che fa?!, cambieranno...).... diciamolo: una mollacciona!
Ora basta.
Per svariati motivi:
  1. Miriam è ormai grande abbastanza e capisce benissimo, molte volte per lei è una vera e propria sfida oltrepassare i limiti
  2. Melania, emulando ciò che fa la sorella, va da sè che sta capendo ancor più in fretta e comincia a non avere più l'attenuante che è ancora piccola
  3. Se tollero alcuni comportamenti di Melania, rischio gravi regressioni anche nel comportamento di Miriam (tipo il pretendere di mangiare a tavola o di non scarabocchiare sui muri!), quindi necessita arginare anche la piccola
  4. Si avvicinano i "TT" di Melania
  5. la pazienza ha un limite
  6. la situazione è davvero ingestibile

Così sono un po' di giorni che con Miriam, quando comincia la sua scena madre con i suoi pianti inconsolabili per un qualche capriccio, oppure perchè si impunta su qualcosa, oppure perchè ha litigato ed è finita a fare a botte con Melania, la spedisco in camera da letto, sul suo letto, fino a che non si calma.
Lei obbedisce e con lacrime e tanti strilli se ne va "di là", dopo qualche minuto si calma e solo allora può tornare nell'altra stanza e continuare a giocare e a fare quello che stava facendo, non prima di aver chiesto scusa.
Con Melania questo ancora non funziona, sarebbe davvero pretendere troppo.
Però... però funziona alzare la voce, farle capire che non si fa: che non si morde Miriam, che non le si strappano i giocattoli dalle mani, che bisogna aspettare il proprio turno per giocare, che non si scarabocchia sui muri, che si mangia seduti a tavola e non passeggiando per la stanza... e che si chiede scusa!
Qualche volta funziona, qualche altra volta no.
Non voglio usare la forza, spero che questo metodo sia valido, per lo meno per arginare i momenti di crisi acuta in cui non so quali colpi parare e cosa fare.
Non me ne frega un cavolo delle eventuali lamentele della vicina. Che schiattasse insieme a tutti i suoi gatti! Non posso crescere due selvagge per paura di un'eventuale lamentela di questa vicina frustrata ipocondriaca e che vede il male dappertutto.

Non è facile. Ma ce la DEVO fare! Ne va della mia sopravvivenza fisica, ma soprattutto PSICHICA!

venerdì 17 giugno 2011

Miriam è stata presa alla scuola materna!!!!!

EVVIVA!!!! EVVIVA!!!! EVVIVA!!!!!!
Stamattina sono stata chiamata dall'ufficio municipale!!!!!
Eravamo i primi fuori graduatoria per la scuola scelta e nutrivamo serie speranze di rientrare prima o poi, ma qualcosa non mi faceva stare del tutto tranquilla, aspettavo l'ufficializzazione: la fatidica "Chiamata"... ed oggi c'è stata!!!!
Meno male!
Che sospirone ho tirato.
Sono davvero contenta.
Sono contenta di riuscire ad usufruire del servizio pubblico in cui credo fermamente, proprio perchè conosco i meccanismi da vicino (provengo da famiglia di insegnanti da generazioni... interrotta appunto da me!!!! che peccato, eh!?) e ripongo tanta fiducia nel sistema scolastico pubblico, nonostante si stia facendo di tutto per affossarlo economicamente e qualitativamente dal susseguirsi di governi che non capiscono una ceppa di nulla in materia (lasciatemelo dire!!!). Oltretutto si sta facendo di tutto anche per disseminare terrorismo psicologico nelle famiglie continuando a straparlare dei casi sporadici di cronaca nera. Non dico che non esistono, dico solo che, GRAZIE A DIO, sono una vera eccezione!
Vogliamo parlare delle migliaia di scuole che funzionano alla grande nonostante tutti i bastoni tra le ruote che vengono messi loro?
Vogliamo parlare delle migliaia di insegnanti che ci mettono anima e corpo nel proprio lavoro, e tanta passione e dedizione nonostante la precarietà e gli stipendi di miseria?
Perchè non parliamo anche di questo? Anzi... perchè non parliamo SOPRATTUTTO di questo?
Un grazie allo stuolo di persone che si dedicano ai nostri figli con l'amore che un "mestiere" come il loro richiede.
Un grazie per la loro comprensione, per la loro pazienza, per la forza che ci mettono.
Rimando alla lettura di questa nota, scritta da una mamma-educatrice... io non riuscirei a scrivere di meglio!

Insomma, tutto questo per dire che sono veramente contenta e non vedo l'ora che Miriam inizi la "scuola dei bambini grandi", come ormai la chiamiamo noi...
Come passa il tempo...

mercoledì 8 giugno 2011

E la pagella di Miriam

Dopo Melania, ieri pomeriggio è stata la volta della pagella di Miriam.
L'ultima sua pagellina da bambina del nido.
Che effetto!
La sua adorata maestra Manu è entusiasta di lei.
Ne parlava con gli occhi lucidi, è così fiera e soddisfatta dei tantissimi progressi che ha fatto in questi mesi!
E io pure. Molto.
Il "problema" del linguaggio si sta pian piano sbloccando.
Tutti gli obiettivi che ci siamo proposti di raggiungere, sono stati raggiunti (ciuccio, spannolinamento, autonomia, condivisione...)
Più lei parlava e più la mia testa ronzava... quasi mi sentivo male dalla gioia!
E poi c'è stato il momento di malinconia: "come è cresciuta... è diventata una piccola donna... e pensare a come era piccola quando l'abbiamo presa..."... ho cominciato a piangere... e ha pianto anche Manu.
E questo è solo l'inizio, poi ci sarà il piantarello della recita di fine anno e poi quello dell'ultimo giorno di scuola... devo segnare sulla lista della spesa di prendere anche un pacco di fazzoletti, va!
Uff... che pappamolla sono diventata!

martedì 7 giugno 2011

La pagella di Melania

Ieri sono andata a parlare con le insegnanti di Melania per avere riscontri su come sono progredite le cose durante il corso di questi lunghi mesi.
E' cresciuta tanto in questo anno scolastico, sia fisicamente e sia come bambina... si è trasformata anche lei da neonata a bimba... questo è uno dei passaggi che preferisco!
Inutile dire che è sveglissima e svelta in tutto!
Impara in fretta.
E' partecipe ai giochi sia individuali e sia di gruppo.
E' solare e attenta.
Ma...
C'è un ma... (e te pareva!)...
Rispetto agli altri bimbi, è troppo aggressiva!
Mi sembra di vivere un degiavù: anche con Miriam abbiamo attraversato questa fase (durata un bel po', a dire il vero) di aggressività e di prepotenza nei confronti degli altri bambini.
Come l'abbiamo affrontata? Con tanta pazienza e rassegnazione.
Ora come l'affrontiamo con Melania?
La pazienza è notevolmente diminuita... sono arrivata a raschiare il fondo del barile.
La rassegnazione manca... anche perchè non posso rassegnarmi dal momento che il pomeriggio casa si trasforma in un vero e proprio ring di pugilato, gli incontri tra le belve comprendono anche morsi, graffi e tirate di capelli... non posso rassegnarmi, devo per forza intervenire per l'incolumità ora dell'una e ora dell'altra.
L'insegnante mi ha detto di continuare con il metodo del: "Non si fa! Fai caro-caro!"...
In pratica sono quasi due anni che per un motivo o per l'altro, le parole che uso di più durante il corso della giornata sono: "Bimbe, fate piano!" oppure "Fai caro-caro!" e poi "No, così no!" fino a tuonare un fragoroso: "MELANIA!!!!!", sembro una povera scema!
Passerà anche questa...
Di sicuro addapassà (e ancora non siamo nella fase "terrible two"!).
Speriamo solo che per quel momento mi sia rimasto qualche capello scuro in testa... anzi... che mi sia rimasto qualche capello, che è meglio!

lunedì 16 maggio 2011

Il mio orgoglio

Venerdì, per la prima volta veramente, ho capito cosa significa andare a parlare con gli insegnanti e ricevere delle gran belle notizie: la maestra di Miriam mi ha detto (testuali parole): "Questa bambina è diventata un vero spettacolo! E' più solare, non è più musona e permalosa, è socievole, ride e scherza allegra, canta e gioca in compagnia ed è diventata una chiacchierona!!!!".
Dopo tutte le mie perplessità riguardanti la gelosia nei confronti di Melania, le difficoltà nel linguaggio e tutto quello che ho descritto in questo post che ora sembra lontano anni luce, finalmente mi si è aperto il cuore... e sono davvero felice, ma veramente felice per lei (mi riferisco a Miriam) che sta crescendo, che si sta godendo tutto quanto più serenamente, che sta scoprendo quante belle cose si possono fare in compagnia e quanto sia bello condividere anche le emozioni e i pensieri!
Brava Miri, continua così!!!!


PS: adesso capisco perchè i miei genitori tornavano a casa con un sorriso da ebete stampato in faccia che durava per settimane, quando andavano a parlare con gli insegnanti e ricevevano belle notizie... in quei momenti avrei potuto commettere anche la marachella più grossa in casa, me l'avrebbero perdonata!!!!

mercoledì 20 aprile 2011

Qualche idea in giro per i blog

Sono una schiappa nella fotografia e mi piacerebbe imparare a usare attrezzature adeguate (per ora neanche ne sono dotata, ma forse un giorno... chissà...), trovare l'inquadratura giusta, la luce perfetta... ma manco di pazienza, di precisione, di inventiva... Roberta dà degli ottimi suggerimenti sul suo blog per genitori che vogliono immortalare momenti irripetibili della propria vita di famiglia...
Lei è un vero vulcano di idee, di trovate geniali... è una donna davvero dalle mille risorse, una scoperta a tutto tondo (non per le tue forme, Robbè...!!!!).
Lei è una delle mamme che ho conosciuto personalmente e che mi ha letteralmente conquistata.
Poi, più la leggo sul suo blog e più mi piace...

Sono poi una lettrice dei libri di Gordon riguardo il diventare "Genitori Efficaci", sull'ascolto attivo (che è utile e costruttivo in qualsiasi tipo di contesto, non solo nell'educare e nel comprendere i propri figli)... e così sono approdata al blog di "Genitori... in corso"... interessante, calzante, direi anche illuminante (come il post che parla di come si riesce a rovinare anche il momento del gelato con i bimbi!), lo consiglio caldamente a tutti i genitori (me compresa, sono diventata un'assidua lettrice) per non rinchiudersi in dinamiche che intrappolano errori, sviste e fanno star male sia noi che loro (i bimbi).

Infine, vi ricordo il giveaway di Roberta Canestro... MANCANO POCHI GIORNI per riuscire ad avere delle stampe carinissime per la cameretta dei bimbi!

martedì 12 aprile 2011

La scuola Italiana: blogging per la scuola


Da discendente di una famiglia di insegnanti da qualche generazione, non posso non partecipare a questo interessante spunto di discussione.
Cosa ne penso in merito della scuola italiana?

Vedo un continuo degrado e abbandono da parte delle istituzioni: tutto viene demandato alla buona volontà del dirigente scolastico che, a causa di scarsi fondi e delle realtà territoriali più disparate, non riesce spesso e volentieri a svolgere il proprio lavoro come vorrebbe.
Il risultato è: strutture fatiscenti, corpo docente demotivato e molte volte impreparato, posti limitati, supporti inadeguati.
E questo è vero da un lato.
Dall'altro abbiamo sempre più ragazzi irrispettosi delle regole e del comportamento civile, genitori che demandano alla scuola l'intera educazione dei propri figli e che son pronti sempre e comunque a puntare il dito addosso al primo insegnante che ha la malaugurata idea di assegnare un "3" su un compito, ritenendo impossibile e inaccettabile che il proprio pargolo possa avere la propria autostima minata irrimediabilmente, perchè quel "3" non se lo meritava affatto anche se ha lasciato la pagina del foglio completamente in bianco!
E' un sistema quindi che fa acqua da entrambe le direzioni: da una parte la struttura scolastica non riesce a gestire più un sistema che evolve e anzi si sta involvendo su se stessa e dall'altra la famiglia non fa niente per poter supportare il lavoro degli insegnanti.

Penso che spesso e volentieri si ritrovano di ruolo insegnanti che non se lo meritano, per lo meno, quando ancora esistevano i concorsi, so per certo di persone straraccomandate che rientravano per conoscenze, togliendo il posto a qualcuno che veramente lo meritava... che schifo...e quelle stesse persone si ritrovano ora come educatori e insegnanti di generazioni intere di ragazzi che porteranno nella loro preparazione lacune per il resto della loro esistenza.

Penso che si deve puntare sui contenuti e non sui fronzoli... che è meglio un'ora di matematica in più fatta bene, piuttosto che corsi e corsarelli e gitarelle a parte, giusto per buttare fumo negli occhi.

Penso che ci sia bisogno di persone MOTIVATE per poter fare bene il proprio lavoro.

Penso che si debbano rivedere i programmi: non si può essere completamente ignoranti sulla storia moderna (parlo proprio per grande ignorantona quale sono) proprio per la mancanza di tempo a ricoprire l'intero programma dell'anno scolastico.

Penso che esami fatti a quiz e crocette non servano a niente, non stiamo ad una lotteria gratta e vinci! Così come gli esami fatti a rate o a crediti... ma che è? 'na raccolta dei punti delle merendine? E poi che si vince? Un pallone?

Penso che educare al vivere civile, alla convivenza, alla condivisione, al rispetto, a ragionare con la propria testa venga prima di qualsiasi altra nozione mnemonica e che anche per gli insegnanti vale quanto è vero per i genitori: è il nostro ESEMPIO ciò che insegna di più ai ragazzi!

Questo post aderisce all'iniziativa di Blogging su scuola italiana 12 Aprile 2011.

lunedì 21 marzo 2011

Di psicologhe...

Venerdì sono andata a colloquio con un paio di psicologhe che lavorano come educatrici al nido delle bimbe: si erano offerte di fare una chiacchierata con me, dal momento che avevo manifestato le mie paure sull'atteggiamento di Miriam nei confronti di Melania.
Non che fossi particolarmente preoccupata, anche perchè questi momenti non sono poi davvero costanti, ma si alternano ad altri momenti di condivisione e di dolcezza estrema tra le due bimbe, ma più che altro per avere dei riscontri, e delle conferme sul mio atteggiamento nell'affrontare questo tipo di situazioni.
Ci siamo sedute con tutta calma e mi hanno fatto parlare a ruota libera.
Parlando parlando, mi sono resa conto che l'atteggiamento di Miriam è del tutto normale.
Parlando parlando, mi sono resa conto che il problema non è il rapporto delle due bimbe, ma è proprio il mio disagio interiore che molto probabilmente si riflette nello stato d'animo di Miriam che assorbe la mia ansia nel non saper gestire certe situazioni.
Parlando parlando, mi sono resa conto (e loro l'hanno confermato) che devo scoprire cosa fa star male ME!
Perchè mi sento "una mamma a metà per entrambe", così come mi son definita con le ragazze?
E questo è già un punto di partenza.

Hanno poi voluto sapere della nostra routine giornaliera, di come sono divisi i compiti tra me e Marco...
Quando è venuto fuori che, per riuscire a dormire almeno per un po', si dorme separati con le bimbe, allora hanno detto che questo non va bene, soprattutto per Miriam...
La bambina deve capire che i genitori sono una cosa unita tra loro e separata da lei.
Benissimo, ci sta tutto, è vero...
Decidiamo così, di comune accordo, di dormire tutti insieme, nonostante i diversi risvegli di Melania...
ci armiamo di santa pazienza e venerdì sera, immediatamente, attuiamo il suggerimento.
Risultato: notte in bianco.
Risultato: sabato trascorso con un mal di testa lancinante
Perseveriamo, si dorme (ah ah ah ah, che battutone: SI DORME!!!!) tutti insieme di nuovo...
Risultato: notte in bianco.
Vogliamo non darci per vinti.
Si ridorme insieme anche la notte successiva.
Risultato: all'1.30 Marco prende cuscino, coperta e Melania con il suo lettino e traslocano di nuovo nell'altra stanza... non se ne poteva più!!!!!
Già normalmente la routine giornaliera è abbastanza faticosa, impegnativa e stressante di suo... se poi a tutto questo ci aggiungo notti insonni perchè due neo-psicologhe, fresche fresche di libri e neanche mamme, dicono che Miriam deve avere la consapevolezza del nucleo unito dei genitori, altrimenti si destabilizza il suo essere... Bè... cara la mia Miriam, te ne farai presto una ragione, supererai tutti i complessi che ti causerà vedere i tuoi genitori dormire a pochi metri di distanza tra loro... e ringrazierai il cielo per questo, perchè altrimenti avresti una mamma nevrastenica e urlatrice pazza!

venerdì 4 marzo 2011

Quello che non va

E' mia caratteristica vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, a meno che non abbia toccato i massimi livelli di sconforto, questo è vero.
E' mia caratteristica cercare di sdrammatizzare e non impanicarmi e preoccuparmi più del necessario.
Ma quando ci sono segnali di evidente allarme, allora... DEVO preoccuparmi o, per lo meno, DEVO pensarci su.
Ecco i segnali di cui sto parlando (riguardano tutti Miriam):
  1. Giocando al gioco delle faccine, mi ha fatto rilevare che spesso io sono quella arrabbiata
  2. Manu, l'insegnante, ieri mi ha detto che Miriam ha fatto un disegno che rappresenta la sua famiglia e ha disegnato me, il papà e se stessa, ma NON Melania... quando le hanno chiesto: "Miri, sicura che non manca nessuno?" più e più volte, lei con naturalezza massima ha risposto che no, non mancava proprio nessuno, quindi non tiene affatto conto della presenza della sorellina nella famiglia.
  3. Il momento dell'addormentamento serale sta diventando un VERO incubo...  e non ci sono libri e libretti che tengano, la cosa funziona temporaneamente, ma poi si ricomincia peggio di prima... da quando abbiamo abbandonato il ciuccio è davvero una lotta.
E se sono riuscita a risolvere (spero definitivamente) il momento di andarle a prendere al nido, spero ardentemente di trovare una soluzione anche a tutto il resto...
Ma è difficile e molto... soprattutto devo lavorare su ME STESSA affinchè il primo punto venga presto depennato!

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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