"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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mercoledì 25 febbraio 2015

Ancora nel lettone?

Ancora nel lettone?
Sì, Massimo dorme la maggior parte della notte ancora nel lettone.
Io non sono del tutto preoccupata, anzi, se è l'unico modo che ho io per dormire, va più che bene.
E' il mondo intorno a me a cui non sta più bene.

Per primo Marco.
Non ce la fa più. Lo capisco, eh. Lo capisco. Ma non è che togliendolo e facendolo piangere nel suo lettino si risolve nulla, sebbene ci abbia provato (e in quelle volte, quasi mi sentivo male io!), ma non è servito a niente, anche perchè io ho vanificato il tutto, perchè ero fermamente convinta che non fosse quello il metodo adatto con lui e perchè, DICIAMOLO, sono stanca, ragazzi.
Sono stanca.
Quindi, una mia bella ammissione di colpa, perchè qua bisogna sempre tirare fuori un colpevole per qualsiasi cosa, no?
Ebbene, ce l'avete: sono io.
Mea culpa, mea culpa, mia grandissima colpa.

Abbiamo superato la fase del ciuccio brillantemente, abbiamo superato i biberon notturni... ne abbiamo passate di ogni, ma la situazione non è che sia tanto distante da quella di un annetto fa.
Massimo continua a risvegliarsi la notte e a voler venire nel lettone.
No.
Non ci perdo tempo. Lo prendo e me lo metto vicino.
Di giustificazioni potrei elencarne millemila senza troppa fatica, prima fra tutte è che devo essere presente a me stessa durante il giorno, visto che ho a che fare con lavoro, incombenze, via vai con i bambini in auto, eccetera eccetera... e se mi si toglie anche soltanto un'ora di sonno, io ne soffro e tanto.

La cosa che, ancora non capisco è la seguente: ma agli altri (mio marito a parte, ovvio, perchè la cosa tocca lui in prima persona oltre me, per banali motivi logistici!)... dicevo, insomma, agli altri: COSA CAVOLO FREGA?!?!?!?!?

"Ma... Massimo dorme ancora con voi????"
"Come mai non dorme nel suo lettino?"
"Perchè non ce lo metti e non lo fai piangere un po'? E' solo questione di abitudine!"

... a te, che me lo ripeti e che me lo fai anche capire dallo sguardo di compatimento che mi rivolgi, dico: ma perchè non ti fai un par de ca##i tuoi????
Ecco, e mo' l'ho detto!

lunedì 28 luglio 2014

Malania, pavor nocturnus e distacco dalla sorella

E' da un po' di tempo che Melania si sveglia durante il suo primo sonno in preda a delle grida isteriche, dimenandosi per casa, correndo, sbattendo i piedi e piangendo disperata.
La cosa, confesso, inizialmente mi ha spaventato tantissimo, perchè la piccola sembra davvero inconsolabile in questi momenti, ma poi mi ha fatto sprofondare in un grande senso di impotenza: non si riesce a calmarla in questi momenti, non c'è nulla che io, o il papà, possiamo fare o dire, che tanto le cose sembrano peggiorare se anche solo la tocchiamo.
Continua a urlare di essere lasciata in pace, di voler scender, di voler andarsene...
E sono urla agghiaccianti. Fidatevi.

Allora, abbiamo cominciato ad analizzare la cosa.
Grazie all'aiuto della rete, ho letto questo articolo in merito, di una mamma che pure ci si era imbattuta ed ho ascoltato tante testimonianze di mamme che hanno attraversato questo momento, che pare si chiami pavor nocturnus e le cui cause sono un po' tutto e un po' niente.
In realtà, abbiamo anche pensato a cosa fosse cambiato nelle ultime settimane, tanto da poter destabilizzare la bambina.
Sicuramente, l'evento che è cambiato è stata la chiusura della scuola e l'andata al centro estivo.
Insieme alla sorellona.
Altri grandi cambiamenti non ci sono stati.
Tutto fila alla stessa maniera: Massimo che rompe come al solito e richiede tutte le mie attenzioni, capricci e battibecchi tra sorelle, tabella di marcia sempre fitta tra casa-centro estivo-lavoro eccetera.
Sicuramente una componente di stanchezza c'è: Melania era abituata a schiacciare un pisolino anche alla materna, fosse solo di mezzora, ma è quel che le serviva per ricaricare le pile, al centro estivo veniva caricata a pallettoni.

Allora cosa diavolo poteva essere?
Ho parlato con le ragazze del centro, che sono particolarmente attente e sensibili, magari avere un parere di una persona "esterna", poteva essere utile.
E Azzurra mi ha infatti dichiarato che ha osservato attentamente Melania: lei soffre della lontananza e del distacco della sorella, quando Miriam manifesta la volontà di starsene un po' per fatti suoi, oppure di voler stare con qualche altra amichetta, Melania ne soffre tantissimo, a volte si offende, a volte si allontana piangendo, altre recalcitra e manifesta la sua rabbia, insomma, non la prende mai bene.
Mi ha chiesto poi Azzurra di come fossero le dinamiche in casa ed ho riconosciuto, in effetti, questo tipo di reazione di Melania, anche se non così enfatizzata, ma sicuramente perchè io sono presa da altre mille cose quando sono in casa e non riesco a concentrarmi su loro.
A quel punto, mi sono sentita in colpa: possibile che non mi sono resa conto prima?
Effettivamente, è anche da un po' che, per aiutare Miriam ad accettare il fatto che da settembre comincerà la scuola elementare, quindi nuova struttura, nuove maestre e nuovi compagni, sottolineiamo spesso questo suo passaggio e, inevitabilmente,  Melania deve aver vissuto questa cosa come un più forte distacco dalla sorella: da settembre non staranno più nella stessa scuola, non si incontreranno più in giardino a giocare, o a mensa, o quel saluto veloce al bagno. Così, Melania, in silenzio, sta affrontando questo distacco da sola.
Che posso fare?
Azzurra mi ha detto che è del tutto normale, che è una fase di passaggio, di crescita e anche di accrescimento della propria autostima: mentre prima Melania è entrata a scuola come sorella di Miriam, ora sarà soltanto Melania.
Mi ha consigliato di non mettermi in mezzo a queste dinamiche tra sorelle, perchè sta a loro trovare un nuovo equilibrio, un modo per riuscire a ritrovarsi.
Questo vuol dire... crescere.

E intanto, al centro estivo, per esorcizzare la paura, per scacciare gli incubi e per favorire l'arrivo dei bei sogni, hanno costruito l'acchiappa sogni


ed il barattolo della calma, che se si agita bene prima di andare a dormire, fa sprigionare una magia che protegge il sogno dei bambini


... ne ho parlato anche col pediatra, che mi ha consigliato delle goccine di camomilla e melatonina.
Sarà tutto un insieme di cose, ma pare che i fenomeni di pavor nocturnis stanno diradandosi...

mercoledì 26 marzo 2014

Di come Massimo non beve più latte la notte

Tempo fa, parlavo delle mie notti "brave" con Massimo.
Parlavo del fatto che si svegliava ancora per bere il suo bel biberon di latte.
Con le altre bimbe non mi era mai successo: iniziato lo svezzamento, addio latte notturno, ma anche diurno, eh... ma questa è un'altra storia.
Credevo, immaginavo... SPERAVO che fosse così anche con Massimo e invece mi sbagliavo di grosso.

Massimo ha sempre preteso la sera, dopo la sua cena (che in genere avviene intorno alle 19.00), il suo biberon di latte, per poi richiederlo nel bel mezzo della notte.

C'è chi mi ha detto che si trattava soltanto di abitudine, chi di fame vera e propria, chi di vizio (e figuriamoci!)... ho provato a dargli come alternativa dell'acqua, ma sull'armadio della camera da letto campeggia il segno del suo lancio furioso del biberon quando si è accorto che il contenuto fosse della banalissima acqua!!! Quindi, ero arrivata alla conclusione che, sì, era fame, decisamente.
Insomma, non ho mai avuto il coraggio di eliminargli il biberon di latte notturno.

Poi è accaduto che si è preso una bella influenza intestinale e che, una notte, mi ricoprisse di santo vomitino, sì, ragazzi miei, mi ha letteralmente ricoperto, non è un eufemismo il mio.
E allora, ho colto la palla al balzo e per qualche notte mi sono ripromessa di togliergli il latte, anzi, proprio di non farglielo vedere del tutto almeno fino a guarigione avvenuta.
Poi è guarito e mi sono detta: "E se non glielo do proprio più la notte?"
Così ho fatto.
E non gliel'ho riproposto neanche prima di andare a dormire.

Direi che la cosa è andata bene, anche se a volte lui me lo chiede prima di addormentarsi, ma ho scoperto che è proprio che l'aveva presa come un rituale, non era necessità fisiologica, la sua, non era fame, era soltanto che aveva bisogno di questa coccola con la mamma (come se gliene facessi già poche, no?!).
Ed il biberon notturno era soltanto il pretesto per essere preso dal suo lettino, per infilarsi nel lettone con mammà. Quando ha scoperto che ce lo infilo ugualmente, quando si sveglia, allora ha capito che tutto sommato la richiesta del biberon non serve più.
Così: fine del latte della notte. Fine delle mie alzate notturne per preparare biberon.

Ma ancora non si dorme, almeno, non ognuno nel suo letto per tutta la notte. E lo so: questo è chiedere troppo, una cosa alla volta.
foto credits: http://lasciadisofia.blogspot.it/

giovedì 7 novembre 2013

Massimo, il sonno... e le notti con lui...

Siamo quasi alla vigilia del secondo compleanno, ma con Massimo ancora non si riesce a dormire una notte di filato.
E non centrano niente le tossette, le febbri, i fastidi vari, quelli li avevo messi già in conto da tempo, dico, sapevo a cosa stavo andando incontro col terzo figlio, o no?!
Anche quando pare che stia andando tutto liscio durante il giorno, che lui sta bene ed è sereno, la notte si trasforma. Niente da fare. Si deve svegliare almeno un paio di volte.
D'accordo che la sera si addormenta prestissimo, tanto è stanco pure lui... ma svegliarsi alle 5 di mattina e pretendere che la mamma sia fresca e pimpante, è un po' troppo, o no!?


Quando mi dice bene, durante la notte, si riaddormenta subito dopo un biberon di latte, quando mi dice male, sta per più di un'ora a girarsi e rigirarsi, a lamentarsi, a tirare via il ciuccio per poi ricercarlo, a urlare o a frignare, a buttarmisi addosso.
E vuole me, soltanto me.


Il tutto accade con mia somma ansia: perchè cerco di limitare quanto più possibile i danni dei vari risvegli, e cioè che anche le sorelle vengano disturbate e si sveglino, insomma, sto con la camicia gelata, anche a ferragosto, e l'ansia mi si divora.
Quando comincia a calare la sera, io inizio ad avere le palpitazioni... e no, non la vivo bene, perchè sono stanca, parecchio stanca.


Però... però è un cucciolo adorabile, coccolone e mammonissimo.


Sì, sarà colpa mia (o anche merito, dipende dai punti di vista!), che l'ho abituato ad addormentarsi addosso a me, in barba a tutti gli Estivill del caso.


Ma è così. Lui si addormenta con me come cuscino, deve sentire la propria guancia a contatto con la mia. E lo sento che piano piano si rilassa e si addormenta. Ormai mi sono abituata anche io così... anche quando facevano 40° all'ombra, noi si dormiva così e mi cerca con la manina quando mi allontano o quando mi giro dall'altra parte.

E vabbè.
Dice che passerà. Che diventerà tutto un ricordo... un tenero ricordo.
Intanto, le occhiaie avanzano...

Pigiamino: Sottocoperta

domenica 11 agosto 2013

Mamma, ci diciamo i sogni?

Oltre alla nostra lettura della buonanotte, che può essere un Topo Tip, una Margherita che non voleva mangiare o anche altri libricini di cui prima o poi parlerò, in queste ultime settimane ha preso piede un altro rituale a casa nostra, prima di addormentarsi: "Mamma, ci diciamo i sogni?"


E' nato tutto un po' per gioco e un po' per caso, una sera a cena.
Mentre mangiavamo, non ricordo di preciso come è andata, è uscito fuori che le bimbe spesso si svegliano per dei brutti, ma brutti sogni e che poi fanno fatica a riaddormentarsi.
E allora ho cercato di dare loro dei suggerimenti per evitare che ciò avvenga, almeno, non così spesso.
"Bimbe, dovete pensare a cose belle prima di addormentarvi, dovete immaginare ad occhi aperti quello che poi vorreste sognare nel sonno, non pensate a mostri e lupi, capito?"
Ed ho cominciato a fare un po' di esempi: "Montagne di gelato e praline... distese sconfinate di prati con cavalli che galoppano liberi... una grande festa con tutti i nostri amici... le principesse che vi invitano a ballo... brillantini e fatine dappertutto..."

Melania e Miriam hanno afferrato il gioco al volo ed hanno anche loro cominciato ad esprimere i loro sogni a voce alta... e ne sono uscite delle belle.

Così, da quella sera, quando si avvicina il momento di andare a dormire, Miriam mi ricorda prontamente: "Mamma, ci diciamo i sogni?", e a turno raccontiamo il sogno che vogliamo fare.

Che dire?! Pare che funzioni.
Provate... e dolce notte a tutti!



venerdì 5 luglio 2013

Attaccamento bambino-mamma 0-3 anni

"Dovrebbero pagare le mamme per stare a casa con i loro figli da quando nascono fino ai 3 anni di vita dei bambini!"
E' questa la risposta che mi ha dato il pediatra all'ennesimo controllo fatto a Massimo proprio ieri, per i suoi continui malanni (di stagione e non!) e continue sue richieste di attenzioni e coccole.
Ed ha aggiunto: "E invece la mamma deve tornare a lavoro presto, così facendo si riposa un po':
stare dietro ai bambini piccoli è impegnativo, è fatica, è pazienza e capisco che staccare fa bene anche a voi, ma così facendo, il bambino si attacca ancora di più a voi quando siete presenti e non si stacca, vi impedisce di fare qualsiasi altra cosa, quando ci siete..."
E' vero, in parte è così... quindi questo attaccamento, questo akkoalamento continuo quando ci sono, è del tutto normale.


Massimo, a differenza delle sorelle, quando ci sono io vuole stare esclusivamente con me, mi assorbe completamente, non si vuole allontanare un attimo nemmeno per lasciarmi andare in bagno un minuto, niente, non sente ragioni.
E di notte ancora di più.
Un po' per i fastidi vari, quando si sveglia vuole solo stare con me, ma non gli basta stare semplicemente in braccio ed essere cullato un po', oppure esser messo in mezzo nel lettone... no, no no... lui vuole stare a pelle d'orso addosso a me, vuole sentire il contatto, il calore, vuole avere tra le mani una mia ciocca di capelli, oppure un lembo del mio pigiama e affonda il nasino addosso a me...
La cosa, diciamolo, un po' mi fa piacere... ma non sempre sempre sempre, soprattutto ora che comincia a fare caldo...
E ne ho parlato al pediatra, volevo avere un riscontro, un confronto... perchè a Marco tutto questo non sta bene e comincia a darmi addosso dicendo che è colpa mia, che l'ho abituato così, che si deve iniziare a "farlo piangere" (che brutta espressione questa... la usa spesso anche mia mamma e mi meraviglio di come siamo cresciute io e mia sorella, tante volte! sarà che eravamo due piccole mummie imbalsamate che raramente si piangeva e si faceva capricci.... boh...)
E lui mi ha detto: "E' normalissimo. Lo sa, signora, che in braccio e addosso alla mamma, passano tutti i dolori? Mal di denti, mal di pancia, fastidi... persino dolori forti da fratture di ossa... se il bimbo sta in braccio alla mamma, finisce di piangere... è normalissimo e più c'è il contatto a pelle e meno sente dolore."
...
"Questo periodo di completo attaccamento si attenua un po' verso i 3 anni, per poi dissolversi del tutto dopo i 6... in particolar modo, si accentua durante il periodo della dentizione, è il momento più duro per lei questo... resista!"
Gli chiedo: "Ma non è perchè è maschio? Con le altre due non succedeva tutto questo..."
Ride e mi risponde: "Sì, forse una componente potrebbe essere questo, forse no, anche se facesse 10 figli, sarebbero tutti diversi, si fida! E' che ha bisogno di lei. Tutto qui."

In cuor mio, sapevo già tutto questo.
E' stata una conferma alle mie sensazioni, al mio istinto.
Istintivamente prendo sempre in braccio i miei figli quando sento che hanno bisogno di me, è un riflesso incondizionato il mio, non ci sto a pensare, non penso mai che si tratti di "capricci": se hanno bisogno della mamma, c'è sempre un motivo, magari io non lo capisco immediatamente, ma c'è... e allora, perchè aspettare e farli soffrire inutilmente?
Perchè "farli piangere"?
E' faticoso, è stressante, sono notti mezze insonni, dolori di schiena e cose mezze fatte e mezze no in giro, ma  è così e non mi va di giustificarmi oltre.

Come approfondimento e lettura più scientifica di quanto finora detto, consiglio questo post di Genitori Crescono e questa intervista all'autrice del libro: "E se poi prende il vizio?".

venerdì 21 giugno 2013

Topo Tip non vuole dormire dai nonni

No, non ci riesco a lasciare nessuno dei miei bimbi a dormire dai nonni.
Nessuno dei tre.
E mi piacerebbe la cosa, parecchio...
soltanto diverso tempo fa è capitato che Miriam dormisse un paio di volte dalla sua adorata nonna Lilla, era prima che nascesse Massimo, ricordo che ero col pancione... ma poi non ha più voluto, non ho ben capito il perchè...
eppure so che la nonna è tanto accorta e affettuosa e premurosa e la coccola, la vizia, le fa fare esattamente tutto quello che lei vuole... ma niente da fare, Miriam non vuole più dormire dai nonni.

Con Melania è diverso... molto diverso, lei dormirebbe a casa di chiunque (nonni, zii, amici...), basta che non si ritorni a casa a mettere il pigiama, perchè lì sa che i giochi sono belli che finiti e che ad un certo punto si spegne la luce e si fanno le ninne.
Finora, però, c'è sempre stato un impedimento "esterno" che ha fatto sì che non potesse dormire a casa di nessuno dei nonni... l'unica volta che ci abbiamo provato seriamente, lasciandola sempre a casa di nonna Lilla, nel giro di un'oretta ci siamo sentiti chiamare al telefono, perchè la nonna era caduta e si era fratturata il braccio, quindi ce l'hanno riportata e amen.

Con Massimo poi, non ne parliamo... non tanto per la fase di addormentamento, quella ce la potrebbero fare benissimo i nonni, è che non mi va di condannarli a trascorrere una nottata con continui risvegli, a placare i suoi piagnucolamenti... meglio di no!


Insomma, un po' perchè noi siamo tanto fan di Topo Tip, un po' perchè questo libro capitava proprio a fagiolo, l'abbiamo preso proprio la settimana scorsa e ce lo siamo letto tutto d'un fiato... anche se Miriam non avesse granchè voglia di starlo a sentire.

Il papà di Topo Tip decide di trascorrere un weekend fuori con la mamma e Topo Tip deve rimanere qualche giorno in campagna con i nonni.
Ovviamente il piccoletto non ne vuole proprio sentire parlare e i genitori neanche si sprecano più di tanto in spiegazioni e smancerie, viene lasciato piangente a casa dei nonni, mentre loro se ne vanno a spassarsela altrove (che meraviglia!)... ecco.
Dopo un po' Topo Tip capisce che tutto sommato non è poi così male stare a casa con i nonni: coccole, cose buone da mangiare, e poi aria aperta, animali, il trattore... tutte cose che normalmente non fà e lui si diverte tantissimo, tanto da non vedere l'ora di poter raccontare tutto ai genitori!
Sta così bene che poi, al momento dei saluti, già riprende appuntamento con i nonni per tornare a trovarli!

Un bel libricino, sempre nello stile della collana di Topo Tip che a me (anzi... a me e a Melania) piace tanto!

Vediamo se sortisce qualche effetto... che dite?!
Altri suggerimenti per convincere Miriam, ne avete?

Altre mie recensioni di Topo Tip le trovi qui:


sabato 15 giugno 2013

A volte ritornano...

Questo mese l'argomento della staffetta di Blog in Blog riguarda un generico "A volte ritornano..."
Bene... non avendo in mente una cosa in particolare, potrei fare un elenco di cose che a volte ritornano...

cominciamo:

  • i brufoli... non importa che età hai, se hai superato da diversi decenni l'età adolescenziale, non importa l'evento a cui devi partecipare e che ti deve vedere più in forma che mai, i brufoli lo sanno e prima o poi rispunteranno al solito posto e in maniera tale da non poter essere cammuffati o nascosti! E tornano, senza pietà alcuna!
  • i brutti pensieri, le paranoie... quelli che ti fanno salire l'ansia, quelli che quando capita qualcosa di brutto cominci a fare e ti arrovelli su te stessa, quasi manca il fiato quando li fai e fatichi a cacciarli via dalla testa... ma meno male che come arrivano, così se ne vanno... sarebbe bello riuscire a non farli tornare più!
  • i mostri nelle notti di Melania, mostri terribili e cattivi... ma se si chiude bene la finestra e si mette un cuscino sul bordo del letto, non riescono a salirci sopra e si dorme più tranquilli... meno male che ancora non siamo ricorsi a tenere un paletto di frassino a portata di mano per uccidere i vampiri!
  • I calzini che erano andati persi nel pianeta, non si sa come, riescono a spuntare fuori... ma a quel punto è l'altro calzino che non si trova più, e rimarranno quindi per sempre spaiati!
  • le lamentele del signore di sotto che prima o poi manderò sonoramente a quel paese... l'ultima volta ha deciso che quelle due gocce d'acqua che inavvertitamente (e in genere ci sto molto attenta che non accada!) sono finite sulla ringhiera del suo balcone hanno rovinosamente rovinato TUTTO il suo bucato e gli ho chiesto pure scusa per questo, ma lui, niente si è sperticato in una spiegazione di come la goccia d'acqua dalla ringhiera rimbalza e finisce sui panni stesi, in pratica ho assistito ad una lezione di fluidodinamica, nonchè di balistica della goccia d'acqua da manuale, e quando gliel'ho fatto notare che lui sì che è un grande esperto di fisica, si è sentito un po' preso per i fondelli... ma giusto un attimo... no, dico... me vuoi venì a fà a me, proprio A ME, una lezione di fisica!? Ma mo' te ce manno e te ce rimanno solo per questo!
  • a volte ritornano... e saltano... i nervi! e che te lo dico a fà?!
  • le energie... non sempre, eh, ma a volte ritornano, e meno male!

Le altre partecipanti a questo giro di staffetta sono:

5. made in bottega - http://www.madeinbottega.com
16. Il caffè delle mamme - http://www.ilcaffedellemamme.it
18.Sara Milan Fiorenza http://www.nuvolositavariabile.com/
26) Antonietta Nido in famiglia gnometti&fantasia http://www.gnomettiefantasia.blogspot.it/
33) Home-trotter: http://hometrotter.it
38) Mammamari http://mammamari.it/

giovedì 24 gennaio 2013

Rimedi per la dentizione


Esistono? dei veri rimedi contro il mal di denti per i bimbi piccoli?
Mah... mica tanto... oltre alla tachipirina, di veramente efficace, non ne ho trovati.
A Massimo stanno spuntando tutti insieme ben 4 denti, oltre ai 4 che ha già. Immaginiamo il dolore e il fastidio che ha, povero!
Tra le bimbe, prima, e Massi ora, sono sempre alla ricerca di rimedi per alleviare questa sofferenza, ma è un affannarsi quasi inutile, il mio, è tutto un palliativo... le cose devono andare come devono andare, tant'è.
E dicono che a molti bimbi, lo spuntare di un dentino non porta alcun che di fastidio... e te pareva!
In ogni caso, qualcosa possiamo farla, eh.

C'è chi parla di collanine all'ambra miracolose... ma, sono scettica, quindi vedete un po' voi.

Ho provato a massaggiare unguenti vari sulle gengive, ma, niente... a parte che quando il dolore dei dentini che stanno per spuntare è forte, i bimbi non si lasciano massaggiare affatto, piangono, si dimenano e non si fanno toccare, figurati se gli spari in bocca una pomatina che poi deve essere pure massaggiata! E' più facile tirare fuori un cammello dalla cruna di un ago, sicuramente!
Se poi si considera che tra gli effetti collaterali di queste pomatine ci sono pure vomito e diarrea, poi vai a capire, se succedono questi episodi, se è un effetto collaterale al farmaco, oppure se il bimbo si è beccato qualche virus o che so io!

Che poi, tra le varie cose, non so se anche gli altri bambini si comportano così, ma i miei figli hanno sempre schifato e alquanto odiato quei sonaglietti e giochini fatti apposta per la dentizione, quelli che si possono anche mettere in frigo, insomma... quelli che paghi un occhio della testa, poi te li vedi catapultati dall'altro lato della stanza perchè proprio non gli piacciono e ignorati per il resto della loro esistenza, ecco, quelli!

E allora, che fare?
Innanzitutto, nel periodo di fastidio, non forzarli a mangiare... vorrei vedere voi con un mal di denti pazzesco, costretti a mangiare un bue! Preparate pappe che si possono mangiare senza fare troppa fatica, leggere, magari ritornando un passo indietro con il formato di pastina più piccolo o addirittura con le creme di cereali/riso/etc.
Se il bimbo non deve masticare, forse il fastidio non è tanto da permettergli di rimanere digiuno.
La pappa, non gliela date troppo calda, neanche tiepida... direi proprio che è meglio dargliela a temperatura ambiente, sempre per il fatto che il caldo aumenta i fastidi delle gengive.
I miei bimbi, nel periodo della dentizione, diventano ancora più vogliosi di yogurt, gelati e frutta...
Cercate di preparagli alimenti che mangia più volentieri e sospendete l'introduzione di nuovi alimenti (se siete in fase di svezzamento), potrebbe non accettarli di buon grado, così evitate a lui di innervosirvi... ma pure a voi di lambiccarvi il cervello sul perchè un cibo non è stato accettato volentieri.
E se proprio salta la cena, perchè non ce la fa proprio, nessun allarme, un bel biberon di latte e biscotti e sta benissimo così!

Cercare di farlo riposare non del tutto supino, ma di sollevarlo leggermente, in pratica fatelo dormire mettendolo nel lettino in una postura come se soffrisse di reflusso, avete presente?
Stare del tutto coricati aumenta il dolore ai denti.
Se il bimbo si sveglia di soprassalto urlando e infastidito, meglio prenderlo in braccio e tenerlo in posizione seduta, o comunque dritto, per qualche minuto, almeno fino a che non si calma, sempre perchè la posizione da sdraiato peggiora le cose.

Se il bimbo usa il ciuccio, lasciateglielo prendere tutte le volte che vuole, per quanto tempo desidera, se riesce a calmarlo e a farlo stare un po' meglio, non vedo perchè privarlo di questo.

Di recente, sto usando un rimedio omeopatico: delle goccine da bere a base di belladonna e non so che altro intruglio, nessun effetto collaterale... ma non è che fanno miracoli, sicuramente alleviano quel senso di nervosismo che accompagna la dentizione e il bimbo si calma un po', ma il dolore permane e se è del tutto insopportabile, ripiego sulla tachipirina!

Che altro?
Ah, sì, come sempre: tanta pazienza!
Quali altri rimedi adottate voi?

venerdì 18 gennaio 2013

Il Coccodrillo Innamorato


Ecco un'altra lettura, che si è aggiunta ai "must" (Topi Tip vari e il gatto Dewey) delle sere da una settimana a questa parte, circa, Il Coccodrillo Innamorato.
Melania l'ha ricevuto dal suo amico Tilippo per il suo compleanno.
Quando, la prima sera, ho letto il libro e ad un certo punto si capisce che il coccodrillo si è innamorato dell'altissima Giraffa, subito Miriam mi ha chiesto: "Mamma, ma come fanno a baciarsi?".
Domanda pertinente, in effetti...
"Miri, continuiamo a leggere, lo scopriremo più avanti, credo..."
E infatti, il povero Coccodrillo proprio non viene degnato di uno sguardo dall'altezzosa Giraffa, che non riesce proprio ad incrociare e notare lo splendido sorriso del rettile. Lui le tenta tutte per raggiungerla, ma niente... il suo amore non è affatto corrisposto, fino  a che poi succede qualcosa...
E allora poi...
Riescono ad incrociare i loro teneri sguardi e ad innamorarsi.
E Melania mi ha chiesto: "Sì, ma, il coccodrillo, come fà?"
Oddio, di sera, tutte queste domande... nungnapossofà!

Questo post partecipa all'evento "Condividiamo un libro" su La Biblioteca di Filippo.

venerdì 14 dicembre 2012

Pinguino e il suo papà


Melania è una bimba coerente, e mica no!
Il più delle volte, sono io a leggere la favola della buona notte, e mi chiede spesso di rileggere "Pinguino e la sua mamma", ma se capita che è il papà a svolgere questo compito, allora gli chiede, giustamente, di leggerle "Pinguino e il suo papà"!!!

Questi due libri, appartengono alla stessa collana, ovviamente, ed hanno caratteristiche identiche: illustrazioni, stile, concetti...
Qui si parla del rapporto che il piccolo pinguino ha con il suo papà e di cosa fanno insieme.
Il papà è grande e forte, quando il piccolo ha paura, sa che il suo papà lo protegge...
Il papà gli insegna a pescare, a scivolare sul ghiaccio, a ripararsi dal freddo...
Una figura rassicurante, giocosa e protettiva quella del papà... in fondo, è così anche a casa nostra... e forse è proprio per questo che a Melania piace tanto leggere questo libro qui!

Questo post partecipa all'evento "Condividiamo un libro" su La Biblioteca di Filippo.

venerdì 7 dicembre 2012

Pinguino e la sua mamma



Uno dei libri che piacciono a Melania, oltre a quelli già descritti, è anche "Pinguino e la sua mamma", che ci è stato regalato un po' di tempo fa, ma che è stato apprezzato e richiesto da lei, da poco.
Il formato è di quelli giganti, con bellissime figure, semplici e colorate.

La storia è di un piccolo pinguino, il più piccolo di tutta la comunità, che vive al Polo Sud, che conduce una vita semplice, fatta di coccole con la mamma, di giochi con i suoi amici, di buon pesce e di papà che va a pesca, insieme a tutti gli altri papà, per lunghi periodi e alla fine però torna tutto trionfante e accolto dalla mamma con tanti baci.
Ah... bèh... alla fine c'è anche l'aurora boreale, un vero spettacolo per grandi e piccini.
Una bella lettura della buona notte: favola semplice, contenuti positivi e allegri, nessun orco o lupo di turno, belle immagini e soprattutto, scritta in formato gigante, a prova di lettura a luci soffuse (cosa da non sottovalutare anche questa, eh... poveri occhi di noi genitori!)

Questo post partecipa all'evento "Condividiamo un libro" su La Biblioteca di Filippo.

mercoledì 5 dicembre 2012

L'"M" calendario dell'Avvento

E ce l'abbiamo fatta anche noi, quest'anno ad avere il nostro bellissimo calendario dell'Avvento!
Anche per me è il primo anno che mi cimento a fare una cosa del genere, ricordo che quando ero piccola, si faceva soltanto a scuola e non a casa... anzi, ricordo di un calendario fatto con delle tesserine che si completava come un puzzle se ogni pomeriggio dei giorni di Avvento ti recavi in parrocchia ad ascoltare la Messa fatta apposta per i bambini, con canti natalizi e racconti presi dalla Bibbia... e se non ne saltavi neanche una, alla fine avevi la tua immagine ben completa da appendere in camera, oppure sull'albero.

Vabbè... torniamo a noi, questo calendario è stato ispirato dai tanti spunti che circolano in rete e soprattutto tra i blog mammeschi di ogni tipo, ce ne sono certi veramente creativi e bellissimi, questo vorrebbe essere soltanto un piccolo omaggio a tutte quelle mamme che hanno creatività da vendere.

In pratica ho attaccato 24 mollette per stendere i panni, su di una fettuccia di velcro verde bottiglia, poi ho attaccato sopra ciascuna molletta un cartoncino con su scritto il giorno del mese e ho colorato alla bene-meglio le mollette... giusto per dare un tocco più natalizio e divertente.
Questo è il risultato...

In cosa consiste il nostro calendario? Cosa succede ogni giorno?
Non ho optato per regalini e dolcetti, volevo fare qualcosa di originale e diverso... grazie mille alla mamma che mi ha ispirato e mi ha suggerito la direzione da prendere, grazie mille!!!
Bèh, in genere tra le bimbe è Miriam che si sveglia per prima la mattina e corre a vedere subito se è comparso magicamente un bigliettino in corrispondenza del giorno... lo prende tutta trafelata per vedere cosa c'è scritto e scopriamo insieme cosa accadrà di bello in quella giornata!
Ho pensato a 24 azioni e cose da fare tutte diverse e divertenti per le bimbe, giusto per rendere l'attesa del Natale ancora più magica...
e sì, perchè a casa nostra, la magia del Natale si comincia a manifestare sin dal primo dicembre...

Il calendario è tutto vuoto e spoglio tutti i giorni, poi però, non si sa chi o cosa, appende un bigliettino durante la notte e pensa ad una cosa bella da fare e la lascia lì, in attesa che la mattina le bimbe la scoprano...

Finora... c'è stato il pranzo da Mc Donald (ebbene sì, le schifezze ogni tanto, fanno bene!!!), e poi c'è stata la merenda a casa di amici, e poi giocare e divertirsi con porporina e brillantini... e poi ieri il laboratorio di decorazione di cupcake a casa di Federica...

Oggi in programma c'è una sessione di trucco, manicure e travestimenti vari con i vestiti di mamma... ci sarà da ridere...

Chissà che accadrà domani!?

venerdì 30 novembre 2012

Topo Tip ancora funziona


Melania continua a chiedermi la sera di leggerle, in maniera alternata o i tre porcellini oppure "Topo Tip non fa la nanna".
Questo libro è da sempre in voga in casa nostra, ormai le bimbe ci sono affezionate da parecchio tempo, son passati infatti ben due anni da quando l'ho comprato in preda al panico, perchè Miriam non riusciva ad addormentarsi serena la sera... e da allora, è sempre con noi.
Anche se ormai Miriam lo considera un libro per bimbi piccoli, non si tira mai indietro dall'ascoltarlo di nuovo e di nuovo...
Melania, invece, una volta che l'ascolta, pretende di averlo nel letto e addormentarsi abbracciata a lui e sì che non è proprio un formato tascabile, eh!
Quando si dice: "Amore per la lettura", eh!?

Credo che ci accompagnerà ancora per parecchio tempo, perchè se anche Massimo si affeziona a Topo Tippe (come lo chiama Melania) così come hanno fatto le sue sorelle, invecchieranno con noi queste pagine...
ma a me sta benissimo così!

Questo post partecipa all'evento "Condividiamo un libro" su La Biblioteca di Filippo.

venerdì 23 novembre 2012

I tre porcellini


Questa è una delle favole preferite di Melania, bimba pragmatica e schietta, senza troppi fronzoli e sbrilluccichini (che poi, le piacciono pure ogni tanto, eh)...
E' affezionata ad un libretto di poco valore economico, di quelli che si trovano all'edicola, con annessi degli stickers per giocare con i personaggi della favola e lei ci si diverte tanto.
La storia, la sappiamo tutti benissimo, è inutile farne una recensione qui, anche io ci son cresciuta e mi piaceva tanto la parte in cui il lupo cadeva nel pentolone d'acqua bollente, e ne rimanevo del tutto soddisfatta, e la cosa finiva lì, ai miei tempi, ora invece è stata aggiunta la parte che poi i porcellini lo aiutano ad uscire solo dopo che lui promette loro di non dare più la caccia agli animali del bosco (e de che campa, il povero lupo?!) e fanno tutti insieme merenda con panini e dolcetti vari su una bella coperta imbandita sul prato!
Così vissero tutti felici e contenti.... sarà... ma mi convince poco...

A Melania piace quando il lupo prende di mira ora uno e ora l'altro dei porcellini, e vive la storia come se fosse anche lei lì con loro a correre di qua e di là.

Dicevo che Melania è una bimba che non si perde in chiacchiere, infatti per lei questa favola si chiama appunto: "I tre maiali", roba che la prima volta che me l'ha chiesta proprio così una sera, per le solite letture, son quasi trasalita, immaginando chissà a quale racconto porno... ma poi, mi ha indicato il libricino ed ho capito... meno male, va! Pericolo scampato!

Ieri sera, l'ultimo episodio divertente legato a questa storia.
Miriam crolla sfinita a dormire e neanche ascolta niente, giusto il tempo di preparare per la notte Melania, che lei già russicchiava, così ho accompagnato Meli a letto e le ho chiesto: "Che leggiamo stasera?" e lei, prontamente: "I maiali!", stavolta non son più trasalita, ormai lo so...
Nella penombra non riuscivo a trovare questo libretto e non mi andava di accendere la luce e svegliare mezzo mondo, così le ho proposto: "Meli, dai, te la racconto così".
Non l'avessi mai detto: "Noooooooo, mamma!!!!! Non con la bocca... " e si ferma a pensare...
Ecco che di nuovo ho risentito la stessa ansia della volta precedente, temevo che riuscisse a dire qualche altro sfondone, avevo paura del seguito della frase, perchè so di cosa è capace lei... lo so... chissà con cosa dovrei ora raccontare sta favola... !
E continua: "... con il libro!!!!"
Ok, cerchiamo sto benedettissimo libro, che sennò non si trova la strada per andare a dormire va!

Questo post partecipa all'evento "Condividiamo un libro" su La Biblioteca di Filippo.

mercoledì 1 agosto 2012

Sere d'estate

E' giunta la notte.
I bimbi, sfiaccati da una giornata intensa trascorsa all'aperto, stanno dormendo.
Ho letto l'ultima favola, ho aspettato i soliti due minuti in cameretta, come mi richiede sempre Miriam e sono uscita in punta di piedi.
Entro in camera da letto per prendere il pc, sento Massimo che si rigira nel lettino... penso: "O no, mo' guarda che si sveglia e passa questo attimo di pace!" invece no, gli ridò il ciuccio e dorme.
Esco sul terrazzo.
Cielo stellato.
Calma.
Aria fresca.
Pensieri.
Voci in lontananza di gente in vacanza. Lo si riconosce dalle risate, dai ritmi lenti, dall'odore di carne alla brace.
Le montagne sono diventate scure, si vede solo il loro profilo.
Sono stanca. Stordita. Non so se sbadigliare o sospirare...

Se mi guardo addosso ho tanti di quei segni che potrei ripercorrere ogni singolo istante della giornata, come se fossero stati impressi dei fotogrammi su una pellicola ingiallita: ogni cosa ha lasciato una traccia evidente sulla mia maglietta, come per annotare quanto è accaduto: una macchia di pomodoro della pizza, un'altra di gelato, una manata di terra e una boccatina di latte... sì, farei alquanto schifo, ma è così!
Le nostre giornate sono così: hanno tutte un sapore che ci si può rotolare dentro fino allo stordimento totale...
Hanno il suono di piedi che corrono, che pedalano, di urla, di pianti, di litigi, spintoni e risate a crepapelle.
Hanno la fatica di risvegli notturni continui, di dire e ripetere le stesse cose mille volte alle bimbe che non danno mai ascolto, di attenzione sempre massima perchè si cacciano in mille guai.

E' quando cala finalmente la sera che vorrei fare tante di quelle cose, ma non ce la faccio. Dormo e mi riprometto di farle. Prima o poi. Un po' alla volta.

giovedì 5 luglio 2012

Massimo come Yuri Chechi?

Che bello sarebbe se mio figlio un giorno diventasse una persona di successo, che sò... un bravo medico, un eccellente oratore del foro, uno scenziato illuminato, un illustre professore d'accademia, un ammiraglio pluridecorato...
Ma lui ha già scelto la sua strada: vuole prendere la medaglia d'oro agli anelli, proprio come Yuri Chechi!!!!
Si allena persino mentre dorme!



mercoledì 25 aprile 2012

Le bimbe dormono nella loro cameretta

Non l'avrei mai detto.
Non lo credevo possibile.
O almeno, non lo credevo possibile così in fretta.
Anche in questa occasione mi hanno sorpresa positivamente.
Immaginavo scenari apocalittici di nottate in bianco a passeggiare avanti e indietro per il corridoio cercando di convincerle a rimanere nei loro letti nell'altra stanza, a spiegare e rispiegare motivazioni, a raccontare e ripetere mille volte favole e storielle, a trovare pelouche consolatori, ad asciugare lacrime e a placare strilli inconsolabili...
niente di tutto questo.
Sono state veramente brave, si sono adattate subito alla nuova realtà senza capricci, capendo che le cose ora sono diverse, anzi... sono migliori: sono diventate grandi e hanno la loro cameretta.
Il passaggio è stato veramente brusco, fino ad un certo punto si dormiva tutti insieme nella stessa stanza e poi "boom" di botto ognuno in camera sua!
Hanno accettato, non hanno replicato.
Sorprendente, no?
Forse era arrivato il momento giusto. Forse siamo stati bravi a mettergliela sotto l'aspetto giusto. Forse ci siamo fatti vedere talmente sicuri di noi stessi, che non abbiamo dato loro adito di pensarla diversamente. O forse ho avuto seplicemente un gran culo (chiamiamo le cose con il loro nome!).

Ho aspettato un po' per scrivere questo post, (per non portarmi sfiga da sola... ehm...) per vedere se la cosa era un fenomeno sporadico, momentaneo oppure no. Oppure no!
Forse ancora non ci credo nemmeno io, eppure è così!

venerdì 20 aprile 2012

Piano piano, crescono

Questo è il mantra che mi ripeto da almeno 3 anni e mezzo a questa parte... nei momenti di sconforto, di senso di inadeguatezza, di nervosismo, di incapacità a gestire delle situazioni, di stanchezza, di incazzatura estrema (e diciamocelo!)...
PIANO PIANO, CRESCONO

PIANO PIANO, CRESCONO

sì... piano piano, però... o per fortuna, in certi casi, eh!

E' successo quando le allattavo e arrivavano dei momenti che non ce la facevo più, mi ripetevo: "Mica continueranno a prendere il mio latte in eterno, no?!".

PIANO PIANO, CRESCONO

E' successo quando volevano sempre stare in braccio: "Mica vorranno venire in braccio per sempre, no?!".

PIANO PIANO, CRESCONO

E' successo durante il periodo delle colichette (per fortuna con le bimbe è stato veramente breve con episodi sporadici): "Passeranno crescendo..." (Sì, ma poi subentrano altre rotture di scatole: denti, febbri, etc... ma questa è un altro capitolo!)

PIANO PIANO, CRESCONO

E' successo quando non riuscivo a spannolinare Miriam: "Mica userà il pannolino fino a 15 anni, no?!"

PIANO PIANO, CRESCONO

Succede ancora quando vogliono venire nel lettone a dormire: "Mi mancheranno questi momenti quando non vorranno più stare con la mamma..."

PIANO PIANO, CRESCONO

E continua a succeder di nuovo con Massimo ora, come una ruota, sto ripercorrendo tutti questi pensieri... stavolta con più dolcezza, assaporando ancora di più tutto quanto, perchè so per certo che non capiterà più... (e no, cari miei, basta figli, qua si chiude baracca... Marco mi ha ufficialmente detto che semmai un giorno mi dovesse ridire la frase "Dai, facciamo un altro bimbo?!", sono autorizzata a dargli una grossa papagna all'attaccatura del naso, tanto da rintronarlo definitivamente e non fargli più capire nulla... per sempre!)

Sarà anche questo mio affetto ancor più protettivo nei confronti del nuovo arrivato, a farmi coinvolgere con più forza, sarà che sento veramente la differenza tra figlio maschio e figlia femmina... e sì, perchè esiste un trasporto differente, più intenso e coinvolgente di prima.

Pur mantenendo un amore viscerale estremo per le altre bimbe, con Massimo è diverso, non è di più... ma sicuramente è diverso.

Con le bimbe c'è amore, complicità, comprensione, desideri e interessi condivisi... con Massimo c'è proprio un innamoramento incondizionato! Non saprei spiegarlo diversamente. E anche lui fa la sua parte, eh: è decisamente più mammone, cerca di più il contatto, starebbe a ciucciare per ore intere, non soltanto per nutrimento, ma proprio per fisicità! Le bimbe mi avevano abituata bene: dopo i 15-20 min di tetta canonici, stop! Volevano tornarsene nella loro sdraietta o volevano fare altro... c'era Miriam che mi piangeva proprio in braccio!

E ora la sera, da quando le bimbe hanno la loro cameretta, mi affaccio e le guardo dormire... e mi dico: "Credevo che non avrebbero voluto separarsi da noi e dal dormire tutti insieme nella stessa stanza, e mi sbagliavo di grosso... Vedi che ho ragione!? Piano piano, crescono!"

mercoledì 11 gennaio 2012

Melania e i suoi "Terrible Two"

E ci risiamo!!!!
Siamo appena usciti da questa delicatissima e faticosissima fase con Miriam ed eccoci ripiombati a piè pari nei Terrible Two con Melania.
Credevamo che fossero più "fluidi" e meno dolorosi... ecco, appunto... CREDEVAMO! Non è affatto così!
Sarà che abbiamo eliminato il ciuccio.
Sarà che ormai la bimba sta affermando il suo caratterino e sta testando i suoi limiti.
Sarà che anche per emulazione di quanto ha fatto la sorellona fino a poco fa, ha capito come gira il mondo.
Insomma... stiamo uscendo di testa con lei.
E' un pianto e una lotta continua ogni cambiamento di pannolino, ogni vestizione, lo stare seduti a tavola anche solo per il tempo strettamente necessario per il mangiare, l'addormentamento poi... non ne parliamo!!!! Tira calci e schiaffi che sono diventata abile più di Jean Claude Van Damme nello schivare ogni colpo!
Diciamo che però è notevolmente cambiato il mio approccio.
Se prima entravo nel panico anche io ad ogni minimo segno di contrasto, di capriccio, di sbattimento in terra in preda a convulse urla e lacrime, ora quasi mi scivola addosso... dico "quasi", perchè sto cercando di adottare la tecnica del: "Prima o poi le passerà", tanto puoi anche darle la luna in quei momenti, non le starebbe comunque bene e avrebbe da ridire su tutto, tanto vale lasciarla sbollire e stancare, magari poi con calma riesce a focalizzare anche lei cosa vuole.
E' pur vero che il suo modo di comunicare e di convivere con le sue nuove emozioni (disappunto, rabbia, contrarietà, tristezza) si manifesta essenzialmente con il pianto, ma è anche vero che la sua capacità espressiva è di gran lunga avanti se ripenso a come stava Miriam alla sua età, non pretendo però che riesca a formulare un pensiero e concretizzare a parole un sentimento, ma credo che se con calma continuo a chiederle cosa non va, cosa vuole, etc... prima o poi riuscirà a capirlo.
In caso contrario, si deve rassegnare.
E' brutto doverlo dire, ma è così.
Sono stanca.
E non aggiungo altro.

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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