"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
Daisypath Anniversary tickers Lilypie Kids Birthday tickers Lilypie Kids Birthday tickers Lilypie Third Birthday tickers

mercoledì 18 marzo 2015

L'emozione di vederla leggere

La prima elementare è iniziata un po' in salita: Miriam non è una bimba che affronta le sfide a muso duro e non ama affatto i cambiamenti, anzi, la destabilizzano.
Dopo un po' di adattamento, un po' di spiegazioni varie esplicite (molto esplicite) su come funzionano le cose a scuola, dopo aver sbattuto un po' la testa a destra e a manca, sembra abbia cominciato a imbroccare la strada giusta.

I compiti, ormai li fa in maniera autonoma, dopo che mi sono battuta parecchio per darle l'autonomia necessaria, (non mi andava di farmi il sedere quadrato affianco a lei aiutandola a fare i compiti: lei deve fare da sola, o almeno, ci deve provare) ora è diventata un'abitudine il fare i compiti da sola, a meno di aiuti particolari o dubbi dell'ultimo momento.

Insistere sulla sua indipendenza è stata la chiave che ha fatto scattare la molla, anche se all'inizio non è stato affatto semplice: capricci, scuse inventate, problemi istantanei rimandavano sempre l'inizio dei compiti.

Ma non è di questo che volevo parlare, in realtà volevo parlare di una delle "prime volte" che devono essere segnate nel diario di una mamma. Proprio quelle prime volte che segnano una pietra miliare nella storia della famiglia, nonchè nella storia personale di un figlio, come essere distinto dal genitore, che comincia a percorrere la propria strada e a fare le proprie scelte.
Dicevo, la prima volta di cui sto parlando è la prima volta che ha letto da sola.
Ok, risale ad un paio di mesi fa ormai, almeno subito dopo il periodo di Natale, la sua lettura era faticosa, arrancante, tutta slegata, senza senso, ma era il suo inizio, il suo PRIMO inizio.
L'inizio dell'indipendenza della sua mente, l'apertura della sua conoscenza, i suoi primi passi da sola verso qualcosa che non deve essere più necessariamente veicolato da me o da qualcun altro.

Come sono stati emozionanti i primi incerti passetti da sola, come è stata una conquista togliere il pannolino, come è stato da brivido vederla pedalare in bici senza rotelle, ma vederla leggere... ah, vederla leggere mi incanta, starei a guardarla per ore.
Ora va abbastanza spedita, comincia ad assaporare il piacere della lettura, dello scoprire "Come va a finire..." e all'elaborare quanto letto con la sua testa. Mi piace. Mi riempie di gioia, di orgoglio, di speranze.
Sono felice per lei e che questo sia l'inizio di un brillante cammino verso la conoscenza piena, non soltanto del mondo circostante, ma soprattutto di sè, che è il mondo più unico che esiste.


E siamo arrivati che un sabato mattina, mi alzo e, con occhi stropicciati di sonno, scorgo la sua figura nello studio: lei era già lì all'opera, di buonora, con il suo libro aperto a leggere ad alta voce, mentre il resto della casa era ancora addormentato. Alza lo sguardo su di me, mi sorride e mi dice: "Mamma, sto facendo i compiti, ho pure quasi finito!"... bhè, che dire!? Mi ha fatto realizzare, tutto insieme, come uno tzunami che è grande.

martedì 17 marzo 2015

Torta golosa per la colazione

Avevo un po' abbandonato il mio lato pasticcere perditempo ultimamente, un po' perchè sempre indaffarata in altro e un po' perchè, diciamocelo... qua mi allargo più che mai, tanto alla fine va che mi mangio sempre tutto io!

Ma non temete, ho riaperto il forno dando il meglio di me e stavolta mi sono superata (chi si loda, ... lo so...)
Insomma, ho preparato una velocissima tortina per la colazione, molto golosa e soffice da tuffarcisi dentro di faccia a bocca aperta, garantito!
Vi lascio la ricetta e vi auguro buon proseguimento di giornata



Ingredienti per uno stampo da 24 cm di diametro:
3 uova
200g di zuccher
100g di farina 00
150g di farina di cocco
80g di cacao amaro in polvere
1 bicchiere di latte intero
mezzo bicchiere di olio di semi
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Procedimento:
Montare per bene le uova con lo zucchero, quindi unire tutti e due i tipi di farina, il cacao, il lievito ed il pizzico di sale.
Cominciare a mescolare e unire piano piano, alternandoli, un goccio di latte e un goccio di olio.
Quando gli ingredienti saranno stati tutti esauriti, mescolare bene evitando di formare grumi, versare quindi il composto in una teglia ben imburrata e infarinata e infornare in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti (fare sempre la prova stecchino, come al solito!)


Sfornare e... se resistete al profumino, aspettate domani mattina per la colazione!


venerdì 13 marzo 2015

Come faccio a gestire la vivacità di Massimo?

Cercasi suggerimenti su come gestire gli scatti di ira e l'estrema vivacità di Massimo.
Ora.
Imminentemente!

Sono andata a parlare con le educatrici del nido di Massi la scorsa settimana.
Loro fanno il punto della situazione durante l'anno scolastico, formulando una sorta di "pagellina" in cui si schematizzano tutti i progressi psico-motori del bambino, il comportamento, le relazioni con gli altri, la capacità di essere autonomo e tutto il resto.



Immaginavo che piovesse, ma non che grandinasse!
In effetti, Massimo è un bambino molto accentratore (ovviamente è colpa mia, che ve lo dico a fà?!)
Gli piace essere il protagonista, essere al centro dell'attenzione e per ottenerla fa qualsiasi cosa.
QUALSIASI COSA!

Lo fa anche a casa, per carità, è vero, e molto spesso, pur di non vederlo lanciarsi dall'armadio e fracassarsi a terra, per attirare la mia attenzione, cerco di ascoltarlo immediatamente, e di evitare il peggio.
E' vero, lo faccio anche per comodità: perchè mi rompe sentire quella lagna continua di sottofondo.
E' così.
Quindi molto probabilmente sarà questo mio essere sempre pronta a soddisfare le sue richieste (nei limiti del possibile) ad aver aumentato in lui l'incapacità di attendere, di elaborare un rifiuto, di scendere a compromessi.

Insomma, così "ho creato" un mostriciattolo che crea guai e che, cosa ancora peggiore, trascina anche il resto della classe in questo caos, rendendo alcuni momenti difficilmente gestibili in classe.

Però.
C'è un però.
Quando l'argomento lo interessa, quando la storia della lettura lo affascina, quando il lavoro proposto in classe lo incuriosisce ed è alla sua portate, il tutto cattura la sua attenzione, è il migliore dei bambini: segue, approfondisce, ascolta, elabora, crea, e va avanti di fantasia, riproponendo l'elaborato in mille modi che ha fatto suoi, cosa che difficilmente si riesce a vedere da un bambino di appena 3 anni.


Morale della favola: devo impegnarmi ad essere più ferma nelle mie decisioni, di non dargliele tutte vinte nascondendomi dietro al solito: "E vabbè, dai, è ancora piccolo!", di insegnargli ad aspettare il suo turno nelle cose, e di saper scendere a patti e compromessi.

Mi chiedo: fino a che punto fa parte del suo caratteristico temperamento questo, e fino a che punto si tratta di capricci?
Mi chiedo: dove finisce il ruolo dell'educatore e inizia quello del domatore di leoni?



Molto spesso lui non riesce a contenere la sua energia, schizza in giro come una pallina impazzita in un flipper, ha momenti di urla repentini, come se quel fiato in gola gli avanzasse e lo facesse scoppiare, quindi da qualche parte deve uscire, ha raptus improvvisi di lancio di oggetti, come se non riuscisse a contenere la tipica frustrazione della sua età. Insomma, mi rendo conto che non è facile, non è il classico bimbo tutto dolce e remissivo (ma esistono veramente?) e mi rendo conto che messo in un contesto sociale è destabilizzante tutto ciò.


Ma è l'età? E' una fase? Si supera piano piano da sola?
Devo per forza intervenire io? E in che modo? Facendo il cerbero? In altri modi, non mi ascolterebbe.
Mamme di maschietti, mi rivolgo a voi, perchè con le mie bimbe non ho avuto "problemi" del genere, o almeno non nella stessa portata, erano molto più contenute.
Che si fa in questi casi?

martedì 3 marzo 2015

Non è come sembra, posso spiegare!



"No, ma veramente, non è come pensi!"
Mi son ritrovata a dire questa frase proprio poche ore fa, quando è rientrato Marco dall'ufficio, dopo una giornata di lavoro.
Mi ha vista comodamente seduta al pc a smanettare, mentre i bimbi erano piazzati davanti alla televisione, è entrato e mi ha detto: "Bella la vita, eh?!"
Dopo un primo istante in cui mi sono sentita quasi come una ragazzina colta con le mani nel sacco poi, ho realizzato che erano soltanto 2 minuti che mi ero seduta lì.

Soltanto 2 minuti! Capite?

Eppure, quasi mi sentivo in colpa, roba da matti!
Sembrava veramente inverosimile agli occhi di Marco e forse avrei fatto la sua stessa faccia della serie: "Se, vabbè, raccontala a un altro!"

Cosa avrei fatto fino a quei due minuti prima?
Semplice: sono uscita dall'ufficio un'ora prima, perchè sono andata ad assistere alla lezione aperta di violoncello a scuola di Miriam, dopo di che l'ho presa, sono andata a prendere anche Melania a scuola, dato che c'ero, poi siamo andate a fare compere al centro commerciale, preso poi Massimo, visto che era una bella giornata, siamo andati al parco giochi sotto casa.
Dopo esser stata dietro a loro girando come una trottola e aver preservato la loro incolumità (i parco giochi nascondono insidie che voi umani...) e dopo averli tirati via da lì promettendo loro anche la luna, siamo andati a casa.
Bagnetti vari, asciugamenti di capelli, e, non contenta, ho preparato anche la focaccia (come dettomi dal mio oculista!) e la cena, ho ritirato il bucato asciutto ed ho steso il bucato che nel frattempo si era lavato, ho sistemato un po' in giro, ho pulito nasi colanti, risposto a millemila chiamate "Mamma, mamma, mamma", placato litigi, raccolto giocattoli...
...
...
"No, ma veramente non è come pensi!"
No. Non lo è affatto... perchè è molto, ma molto di più di quello che potresti mai concepire.
Ecco.

lunedì 2 marzo 2015

Di come fare esercizio fisico aumenta le energie

Da ottobre sto andando in piscina a fare acquagym.
Ho preso questo impegno con me stessa, perchè avere quasi l'obbligo di andare in piscina e darmi questa scadenza, mi aiuta.
Non sono riuscita a mantenere come abitudine quella del camminare nel parco sotto casa, trovavo ogni scusa per saltare la mia passeggiata: una volta era il brutto tempo, l'altra era perchè non c'era tempo e perchè a casa c'era altro di più importante da fare, una volta era qualche bimbo che non stava bene... ero io che proprio non avevo alcunissima voglia di farlo, perchè, in sostanza, mi annoiavo mortalmente!
Non sono riuscita a trovare una compagnia per poterlo fare, forse in quel modo, avrei avuto una spinta in più per farlo, così ho mollato.

Poi tutta una serie di cose: la stanchezza perenne, le notti di sonno sempre interrotto, il corri corri a destra e a sinistra, tutto questo mi faceva solo pensare che mai e poi mai avrei potuto prendermi come impegno quello di iscrivermi a qualche attività fisica in palestra e andarci con costanza.
Mi dicevo che non ce l'avrei mai fatta!
E invece...

Una serie di circostanze astrali mi hanno fatto invece capire che ce l'avrei fatta e che forse mi sarebbe anche piaciuto.
Ho pensato: qual è l'attività sportiva che, in questo momento, mi potrebbe piacere?
Non mi sono vista inguainata di body e leggins a sgambettare, a salire e scendere da uno step, o con il sederone all'aria a fare spinning, proprio non faceva per me.
Mi serviva qualcosa di "soft" da cui iniziare, qualcosa che apparentemente non mi facesse sentire la fatica e il sudore.
Acqua. Ci vuole stare nell'acqua!
Nell'acqua pesiamo tutti la metà! E non si suda!
Quindi ecco maturare la decisione della piscina.

Da ottobre, dicevo, riesco ad andarci con una media di quasi 3 volte a settimana.
Sono contenta. Veramente.
La mattina, accompagno i bimbi a scuola e prima di entrare in ufficio, mi prendo un'ora da tutto e da tutti e mi immergo in piscina. Non penso a niente: stacco cervello e cellulare.
Mi rilasso. Sgambetto e faccio qualcosa soltanto per me, che mi carica, che, paradossalmente, anche se l'istruttrice ci strizza per benino, mi dà ancor più energia.
E mi sento bene.
Inizialmente credevo che non ce l'avrei fatta.

E da quando faccio questa cosa per me, per la mia salute, mi sento con più energie, con più voglia di fare, il tutto è un incastro millimetrico di impegni, distanze e cose da fare, ma adagiarmi dietro a scuse varie, mi faceva fare meno della metà di quello che riesco a realizzare ora e neanche stavo bene.

venerdì 27 febbraio 2015

Torta Spiderman

Dopo tutto l'allestimento della festa a tema Spiderman, dopo avervi parlato della mega sorpresa che abbiamo fatto al festeggiato (di cui ancora parla!) ospitando proprio lui, il suo supereroe preferito nel momento topico della festa stessa, adesso vi parlo della torta.

A dire il vero, ho spulciato parecchio la rete.
Pinterest è colmo di capolavori di zucchero a tema Spiderman, c'è solo che l'imbarazzo della scelta, ma bisogna anche avere una certa praticità con questo tipo di creazioni, cosa che a me, manca irrimediabilmente!

A me serviva qualcosa di pratico, veloce, semplice da realizzare e senza troppi passaggi e troppa manualità.
Così è nata la mia torta spiderman.
Un pan di spagna farcito con una crema alla ricotta e gocce di cioccolata, colorata di blu, uno dei due colori di spiderman e ricoperta da un frosting rosso su cui ho disegnato grossolanamente una ragnatela.
Al centro della torta non poteva mancare lui: Spiderman!

Massimo è rimasto soddisfatto e più che contento della torta: "Mamma, è mia quetta totta? E' bellissshima!"
Coredemamma!

Ingredienti per il pan di spagna per uno stampo da 28 cm:
250g di zucchero
4 uova
150g di fecola
150g di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
mezzo bicchiere di olio di semi
mezzo bicchiere di latte intero

Per la farcitura: 250g di ricotta, un paio di cucchiai di zucchero, colorante alimentare blu e gocce di cioccolata fondente a piacere
Per la copertura della torta spiderman: 500g di mascarpone, 100g di zucchero a velo, colorante alimentare rosso (parecchio!)
Cioccolato fuso, o preparati già fatti di cioccolato fuso (va bene anche quella specie di sciroppo che si usa sopra il gelato)

Procedimento per la Torta Spiderman
Montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale. Riporli quindi in frigo.
In una ciotola capiente montare bene i tuorli d'uovo con lo zucchero, continuare a montarli per svariati minuti.
In un recipiente setacciate insieme la farina, la fecola e il lievito.
Unire quindi nel composto delle uova e zucchero, gli ingredienti secchi alternati con un goccio d'olio e uno di latte, fino a che non finiscono. Continuare ad amalgamare bene, sempre con le fruste. Il composto deve risultare bello spumoso e chiaro.
A quel punto, riporre le fruste e procedere ad amalgamare gli albumi d'uovo montati, insieme al resto dell'impasto, mescolando delicatamente, cercando di non farli smontare.
Versare il tutto nella teglia ben imburrata e far cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti. Fare comunque la prova dello stecchino.

Una volta che la torta è cotta e che si è fatta ben raffreddare, toglierla dalla teglia e bagnarla con un po' di latte, quindi si può procedere a farcirla con la crema formata dalla ricotta, zucchero e colorante blu, tutto ben amalgamato.

Ricoprirla quindi con uno strato di crema al mascarpone, preparata in precedenza, amalgamando bene il mascarpone con lo zucchero a velo ed il colorante rosso.
Quando la torta è tutta ricoperta di rosso, si possono disegnare le ragnatele nere sopra, utilizzando la cioccolata fusa.
E insomma... la torta è buona e incontra i gusti dei più piccini, quindi, obiettivo raggiunto!

mercoledì 25 febbraio 2015

Ancora nel lettone?

Ancora nel lettone?
Sì, Massimo dorme la maggior parte della notte ancora nel lettone.
Io non sono del tutto preoccupata, anzi, se è l'unico modo che ho io per dormire, va più che bene.
E' il mondo intorno a me a cui non sta più bene.

Per primo Marco.
Non ce la fa più. Lo capisco, eh. Lo capisco. Ma non è che togliendolo e facendolo piangere nel suo lettino si risolve nulla, sebbene ci abbia provato (e in quelle volte, quasi mi sentivo male io!), ma non è servito a niente, anche perchè io ho vanificato il tutto, perchè ero fermamente convinta che non fosse quello il metodo adatto con lui e perchè, DICIAMOLO, sono stanca, ragazzi.
Sono stanca.
Quindi, una mia bella ammissione di colpa, perchè qua bisogna sempre tirare fuori un colpevole per qualsiasi cosa, no?
Ebbene, ce l'avete: sono io.
Mea culpa, mea culpa, mia grandissima colpa.

Abbiamo superato la fase del ciuccio brillantemente, abbiamo superato i biberon notturni... ne abbiamo passate di ogni, ma la situazione non è che sia tanto distante da quella di un annetto fa.
Massimo continua a risvegliarsi la notte e a voler venire nel lettone.
No.
Non ci perdo tempo. Lo prendo e me lo metto vicino.
Di giustificazioni potrei elencarne millemila senza troppa fatica, prima fra tutte è che devo essere presente a me stessa durante il giorno, visto che ho a che fare con lavoro, incombenze, via vai con i bambini in auto, eccetera eccetera... e se mi si toglie anche soltanto un'ora di sonno, io ne soffro e tanto.

La cosa che, ancora non capisco è la seguente: ma agli altri (mio marito a parte, ovvio, perchè la cosa tocca lui in prima persona oltre me, per banali motivi logistici!)... dicevo, insomma, agli altri: COSA CAVOLO FREGA?!?!?!?!?

"Ma... Massimo dorme ancora con voi????"
"Come mai non dorme nel suo lettino?"
"Perchè non ce lo metti e non lo fai piangere un po'? E' solo questione di abitudine!"

... a te, che me lo ripeti e che me lo fai anche capire dallo sguardo di compatimento che mi rivolgi, dico: ma perchè non ti fai un par de ca##i tuoi????
Ecco, e mo' l'ho detto!

martedì 24 febbraio 2015

Di come l'oculista mi ha prescritto di preparare focacce

Miriam ne inventa sempre una nuova pur di non rimanere a scuola!
E' normale?
Sì, direi di sì... anche se a volte mi urta i nervi dover mollare tutto in ufficio, qualsiasi cosa io stia facendo per correre a prenderla.
Una volta è il mal di pancia, un'altra è il mal d'orecchio, ultimamente si trattava di mal di testa.
Almeno tre volte mi ha fatto chiamare dalla bidella.

Non andare a prenderla significa farsi affibbiare l'etichetta della mamma a cui non frega un cavolo, ma io conosco la mia polla e so che, oltre ad essere una paraculetta è anche una bella ipocondriaca (e qui potrei fare l'elenco di persone da cui può aver preso questa adoratissima dote, ma lascio stare!).

L'ultima volta sia l'insegnante e sia la bidella mi suggeriscono di portarla in visita dall'oculista: "Che, sa signora, capita spesso che i problemi di vista diano anche il mal di testa!"
Ma va? Non l'avrei mai immaginato!

Così, alzo il telefono e chiamo per prendere appuntamento (privatamente, sia chiaro, che altrimenti ora avrei esaurito tutte le ore di permesso a mia disposizione, se avessi dovuto aspettare una visita della usl, tante sarebbero state le volte che poi Miriam mi avrebbe fatto richiamare da scuola!) con il mio oculista di fiducia, un professionista che conosco da anni, in pratica ci siamo laureati quasi insieme.



Vado da lui.
La visita.
Le fa diverse domande.
Mi guarda e mi dice:
"Michè, stai serena. La bambina non ha nulla, oltre ad avere 11/10 a entrambi gli occhi!"
"Ma, allora, ammesso che questi mal di testa siano veri, da che possono essere causati?" - faccio ancora la parte della mamma apprensiva, che proprio non sa che pesci prendere - e in parte è pure vero!
"Ahahahahahah... quasi non ti riconosco più! Sai che c'è? Mettiti a fà la donna, e prepara una bella focaccia da far portare a scuola alla bambina, questi mal di testa sono dovuti al fatto che quello che mangia a scuola non le è sufficiente, tutto qui!"

Ecco. Nella prescrizione medica, oltre alle diottrie e misurazioni varie, c'è scritto: preparare una focaccia al giorno alla bambina.

Adoro il mio oculista!

La ricetta?
La sto collaudando, ve la racconto prossimamente.

sabato 21 febbraio 2015

Festa di compleanno a tema Spiderman

Per il compleanno dell'ometto di casa, abbiamo scelto un tema a lui molto caro: Spiderman!
Lui adora questo supereroe, non so come gli sia cominciata questa passione, ma proprio impazzisce quando vede qualcosa che lo riguarda.
E allora non è stato difficile scegliere l'argomento della festa.

Spiderman Party

Ho organizzato tutto a puntino: pochi amichetti del cuore, anche la fidanzatina, sì, pure lei, i nonni, qualche zio e cuginetto e via.
In casa, non si può invitare proprio tutti tutti (e aggiungerei anche: meno male!).
Tutti rigorosamente in maschera, neanche a dirlo, no?!

Mi sono procurata degli accessori di facile reperimento in giro: una tovaglia di carta-tessuto blu, palloncini, un copritavolo simile ad una gonnellina, rosso, piatti e accessori vari rossi, dei cartoncini porta pop-corn a strisce rosse e bianche, bandierine di Spiderman e abbiamo realizzato anche delle ragnatele fai-da-te con cannucce bianche e filo di lana.



Abbiamo addobbato la sala disseminando ragnatele e ragni penzolanti un po' dappertutto, è stato divertente!



E poi abbiamo allestito il buffet... con qualche chicca a tema!
Le ferratelle con sopra un cioccolatino che sembra un ragnetto che cammina sulla sua ragnatela...



i cupcake con la decorazione a tema ragnatela su sfondo rosso


E, ovviamente, la torta di compleanno a tema Spiderman!
Certo, poteva venire anche meglio, ma il festeggiato ne è stato felice e a me questo basta!


I bimbi sono rimasti soddisfatti dell'allestimento e anche io, a dire la verità!


Ma l'attrazione principale del pomeriggio è stata lui, proprio lui: Spiderman in carne ed ossa. Eccezionale.
Massimo è rimasto esterrefatto e felice e anche i suoi amichetti!


Insomma, una festa riuscita, un nuovo tassello nel puzzle dei ricordi da tenere e conservare come una gemma preziosa.
E auguri, piccolo mio!



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giovedì 19 febbraio 2015

Melania in primaria a 5 anni e mezzo, ma...



Ci siamo, ho fatto la domanda per Melania, in modo che a settembre inizi la prima elementare.
Altro passaggio importante, fondamentale nella vita di tutta la famiglia è questo, come quello dell'anno trascorso con Miriam.
Le pietre miliari della vita si susseguono in casa e così sarà per un bel po'.

Ho deciso, ascoltando soprattutto il parere delle maestre della scuola dell'infanzia, che Melania è pronta a fare il grande salto, sebbene sia di gennaio, il che significa che andrà a scuola a 5 anni e mezzo.

Il parere di molti, in questi casi, è quello di lasciare le cose come stanno e di non anticipare i tempi, parere che condivido in pieno, sia chiaro!
Infatti, non l'avrei mai presa questa decisione se:
- la bimba non fosse stata pronta
- la bimba non avesse dimostrato una maturità adeguata
- le maestre della scuola dell'infanzia non avessero del tutto condiviso se non spinto questa decisione
Ecco, considerando tutti questi fattori e considerando anche il fatto che, tutto sommato, stiamo parlando di una bambina che se fosse nata 14 giorni prima (invece di starsene nel grembo materno per più di 41 settimane!), non sarebbe stata considerata anticipataria, direi che ci siamo, no?

Melania è sempre stata più sveglia, autonoma e matura dell'età che ha.
A malincuore, i paragoni con gli altri miei figli sono inevitabili: e Melania è diversa, del tutto diversa, lo è sempre stata.
Con questo non intendo dire che sia un genio, affatto.
E' il suo spirito intraprendente, il suo carattere spavaldo, la sua volontà e la facilità con cui affronta le difficoltà che mi lasciano ben sperare e che la rendono più forte.
Ecco cosa.

Mi sono informata, so che andare a scuola prima del tempo talvolta è controproducente: togliere un anno di giochi, di svago e, non solo, costringere il bambino a degli impegni più grandi di lui, potrebbero portare in una direzione sbagliata.
Ed è per questo che ho ponderato bene questa decisione.

D'altro canto anche io, a mia volta, sono un'anticipataria. Sono andata a scuola esattamente come andrà lei, a 5 anni e mezzo, e, dal mio punto di vista, il fatto di esser sempre stata la più piccola della classe, ha fatto scattare in me quello spirito di competizione sana che mi ha portato sempre a fare del mio meglio, infatti pensavo: "Ok, io sarò pure la più piccola, ma vi frego tutti!".
Ed infatti, con il mio impegno e la mia curiosità, sono andata sempre avanti come un treno.
Questo per dire, che, considerando opportunamente le inclinazioni del bambino ed il suo temperamento, andare a scuola come anticipatari non è detto che debba essere per forza un male, anzi!

Anche per Massimo mi troverò un giorno, tra un paio d'anni a fare queste considerazioni, dal momento che lui è di febbraio.
Ma già so, che non credo che sarà mai pronto al passaggio alla scuola primaria, neanche verso gli 11 anni!
Chissà perchè, eh!?
Ma questa è tutta un'altra storia, che forse affronteremo in seguito!
Nel frattempo, aspetto la risposta del MIUR!

Se vi va, domani mattina interverrò su RadioCusanoCampus (FM89.100) verso le 11.00  per parlare proprio di questo argomento e di come lo sto affrontando.
Avete voglia di indicare qualche aspetto fondamentale da segnalare in merito?
Sarò felice di essere portavoce di altri pareri.

Aggiornamento:
Per ascoltare il mio intervento in radio: se vi va, potete scaricare il podcast da qui!

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

Dai uno sguardo anche a...

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