"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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lunedì 20 aprile 2015

Qualche dritta per mamme stanche

Lo so, l'ho detto fino allo sfinimento e mi sono quasi stancata a dirlo, ma è così: sò stanca!
E come me, altri miliardi di milioni di mamme.
A questo punto, potrei osare dire: mal comune...


Ma ho stilato una serie di regole e di pensieri che ho fatto miei e che magari possono essere utili a qualche mamma disperata quanto me, ma anche no, per trovare spunto e coraggio, per capire che non si è da sole e per riuscire magari a trovare la luce in fondo al tunnel...

1) Tanto per iniziare: per me non vale la regola "fai oggi quello che potresti fare domani", nossignore. Già è tanto se riesco a fare quello che devo fare per oggi, perchè mi devo porre il problema di domani? Mi sento molto Rossella O'Hara in questo e ripetete con me: "Domani è un altro giorno!", nel bene e nel male.

2) Se si è stanche, ma proprio tanto tanto stanche che diventiamo quasi un pericolo, alla prima occasione mandiamo fuori casa i papà con i bambini, un po' di riposo delle orecchie già da solo è ritemprante!

3) Sapete che c'è? Smettiamola di pulire casa, non potrà mai essere linda e pinta come quella delle case che si vedono sulle riviste, tanto vale lasciar correre e risparmiare un po' di energia... e poi, come dicevamo al punto uno: Domani è un altro giorno, no?

4) Scoprite quello che per voi è inutile ed evitatelo come la peste! Per me, ad esempio, è completamente inutile stirare.

5) Anche questa cosa non mi stancherò mai di dirla: chiedete aiuto, non c'è niente di male, anzi. Ammettere i propri limiti e non chiedere a se stesse l'impossibile è un coraggioso atto di forza e di presa di coscienza, il che non guasta mai, anche perchè, ammettiamolo una volta per tutte: le super mamme non esistono e se ci sono quelle che vogliono farlo credere di se, sò delle poveracce!

6) a proposito di altre mamme, proprio per quanto detto al punto (5) a volte, sarebbe meglio evitare il confronto con loro, saranno sempre più brave-belle-pronte...e voi vi sentirete ancora più cesse-grasse-stanche-inadeguate ecc... Cercate invece di avvicinare persone positive, più in linea con il vostro modo di fare e di agire. La mamma tutta perfettina, siliconata e che porta il bimbo al parco con il tacco 12, ad esempio, non potrà mai essere affiancata da una come me. Per dire, eh!

7) Dormite! Dormire quando c'è la possibilità e al diavolo tutto il resto. Dormite, quando è possibile, senza guardare l'orologio e senza pensare a quello che c'è da fare. (ricordati sempre che domani è un altro giorno!)

8) Cercare di ritagliarsi anche soltanto un quarto d'ora in solitaria: un caffè in santa pace può fare miracoli più di millemila massaggi in spa... o meglio, direi che anche quelli aiutano, ma in mancanza d'altro, mi accontento di un caffettino

9) lasciate perdere i manuali delle mamme perfette, di quelli che vi dicono come fare, cosa fare, in che ordine di importanza, che se poi una cosa non la fate così come è descritto ve sentite pure peggio di prima. Il mio spassionato suggerimento è: fate come ca@@o ve pare, è la cosa migliore che possiate fare e sicuramente quella più azzeccata, per voi!
Un po' come quando vogliono vendere i manualetti su come funziona il bambino per dormire/mangiare/capricci/etc... ecco, così adesso va tanto di moda il manuale su come diventare la perfetta casalinga/cuoca/organizzatricedicasa eccetera. Soltanto voi sapete come funziona casa vostra, non ve lo devono dire altre persone.

10) e ricordate sempre, ma sempre sempre sempre (e devo ricordarlo pure io): c'è luce in fondo al tunnel. C'è.

martedì 24 marzo 2015

Le 10 cose a cui una mamma deve arrendersi


Ci sono cose contro cui è inutile combattere, soprattutto noi mamme.
Ho maturato questa conclusione dopo un po' di tempo, in genere non sono una che getta la spugna facilmente, ma in questi casi, sono arrivata a capire che è del tutto uno spreco di energie cercare di cambiare il flusso naturale delle cose, non c'è niente da fare.
Un po' come quando ti dicono che se un uomo non è esattamente come lo vorresti, è inutile pensare di cambiarlo, non ci riuscirai mai. E' proprio lo stesso principio.
Ecco un po' di cosette contro cui combattere è come lottare contro i mulini a vento: vinceranno sempre loro.
Quindi, desistere è meglio, soprattutto per la propria salute, per il risparmio di tempo e di energie, da convogliare verso qualcosa di più costruttivo.
1. Il cesto dei panni sporchi: sarà sempre pieno, o mezzo pieno (ma anche mezzo vuoto, dipende dai punti di vista), ma comunque non sarà MAI completamente vuoto, per un tempo maggiore di 10 minuti
E' inutile rincorrere le lavatrici, stendere dappertutto i panni da asciugare, consultare siti di metereologia nemmeno fossimo delle skipper o telefonare direttamente a Bernacca, niente di tutto questo potrà aiutarci a smaltire il definitivo e autoalimentante aumento di panni sporchi.
2. La mancanza di sonno. Sempre saremo in debito di sonno: da quando nasce il grazioso e amato batuffolo (ma anche prima, ancora ricordo come un incubo le ultime settimane col pancione, non riuscivo a trovare una posizione decente a letto, non riuscivo a dormire per i calci o per la mancanza d'aria!!!) fino a che... boh, non lo so, saremo sempre in deficit di sonno e nulla potrà mai restituircelo. Ammettiamolo, conviviamoci e facciamoci una tazza di caffè in più.
3. I capricci. Lo so, tutti i manuali del mondo dicono che bisogna avere delle regole ferree e mantenerle, poche ma buone ed essere irremovibili su queste. Ma ora voglio, qui, adesso, una mamma che è una, che mi dica che non abbia MAI strappato una di queste regole d'oro per la stanchezza di cui sopra, o per la mancanza di pazienza o per circostanze varie ed eventuali.
E per questo motivo ci si sente delle pessime madri e di contro, immediatamente dopo, si diventa ancora più ferree di prima, altalenando comportamenti che destabilizzano il piccoletto che comunque, ha capito perfettamente che ha la situazione completamente in pugno e che quindi sa che ha il potere su di noi, sempre!
4. La memoria perde colpi. Sono tante, troppe le cose da ricordare: appuntamenti di lavoro, appuntamenti con il dottore, incombenze varie, il corso di ginnastica due volte a settimana, il compleanno dell'amichetta, la riunione a scuola, l'iscrizione a quell'altra scuola, il modello ISEE, il salto in farmacia, le merendine che se non ci stanno esattamente quelle, non si fa più colazione la mattina, i 5 euro per il regalo dell'amichetta, la scatola di colori nuova che è rimasto senza, .... che è ovvio che quando poi parcheggi la macchina non ricordi più dove l'hai messa. E ti preoccupi: "Oddio, sto invecchiando... oppure mi sto ammalando... " niente di tutto questo, siamo umane e la memoria non è infinita. E non possiamo neanche farci un back-up.
5. E' colpa nostra. Sempre. Per qualsiasi cosa. Per i figli, per il marito, per le maestre, per la società. E' sempre tutta colpa nostra. Inutile cercare di giustificarsi, di dimostrare il contrario, ci sarà sempre qualcuno che punterà il dito su di noi.
Quel cazzone di Freud ci ha segnato un destino crudele... si vede proprio che aveva problemi con sua madre!!!
6. Non potremo mai avere tutto sotto controllo. Meglio capirlo subito. Su questo punto c'ho lavorato parecchio e non è stato del tutto semplice: non si può avere il controllo su tutto quanto allo stesso modo, con lo stesso grado di dettaglio e precisione. E' umanamente impossibile. Se stai dietro alle necessità dei bambini, non puoi completamente dedicarti alla casa, se sei troppo presa dalla carriera fuori casa, non potrai sempre avere il frigo pieno. Delegare è la parola chiave. E non è facile. Non sempre.
E poi, non immagino neanche quando la cosa sarà veramente fuori ogni controllo quando i figli diventano grandi a sufficienza da nascondere cose, da gestirsi cose da soli, eccetera. Meglio accettare il fatto che non saremo sempre al corrente di tutto, tutto, tutto.
7. La spensieratezza. Non ci sarà più quel senso di leggerezza nel fare le cose, nel buttarsi e via. Anche quando ci si ritaglia con tutte le forze un angolino tutto nostro (e lo si deve fare assolutamente!), in quell'angolo della testa, con ciclicità di una ventina di secondi, continuerà a frullare il pensiero di nostro figlio, ci saremo sempre chieste: Come starà? Andrà tutto bene? Avrà chiesto di me? Si sarà addormentato?
Niente, anche se facciamo le tipe autonome e indipendenti, il legame che ci lega a nostro figlio è innegabile e non lo si può nascondere. Per questo, il divertimento, sì, c'è, ma è sempre accompagnato a quel pizzico di "preoccupazione buona" nei confronti di qualcun altro.
8. Non si può mai essere obiettive. Mai. Noi mamme non lo saremo mai quando si tratta dei nostri figli. E chi dice il contrario, mente spudoratamente.
9. L'ordine. L'ordine in casa non esisterà mai. Mai più. Se prima eravate personcine ordinate, pulite, che riponevate al proprio posto ogni cosa e tenevate la casa in stile museo, scordatevelo e non affannatevi a cercare di avercela di nuovo, rischiate un esaurimento nervoso! Con i bimbi in giro è impossibile, prima perchè essendo piccoli, sono delle mine vaganti: sparpagliano cose e sporcano come dei maiali infangati dappertutto, poi, quando saranno cresciuti, sarà anche peggio, perchè nemmeno potremo mettere mani tra le loro cose (se sarà come ero io... andrà a finire così!), e allora, arrendiamoci e che il caos regni sovrano, magari non proprio dappertutto...
10. Sensi di colpa. I sensi di colpa ci attanaglieranno per sempre. Qualsiasi scelta si faccia, ci sarà sempre un lato, una conseguenza negativa per qualcuno o qualcosa, per noi, o per i nostri figli e, per quanto detto ai punti 5,6,7 il fastidio istillato dal senso di colpa dentro di noi ci sarà sempre e starà lì dentro che ci corroderà un pezzetto di fegato.
Non combattiamoli, ma cerchiamo di convincerci che le nostre scelte, se dettate dall'istinto e dal cuore, saranno sempre le più giuste, in barba a quel che dicono gli altri. E poi, consideriamo anche il fatto che
se è felice la mamma, lo sarà anche il figlio.

martedì 3 marzo 2015

Non è come sembra, posso spiegare!



"No, ma veramente, non è come pensi!"
Mi son ritrovata a dire questa frase proprio poche ore fa, quando è rientrato Marco dall'ufficio, dopo una giornata di lavoro.
Mi ha vista comodamente seduta al pc a smanettare, mentre i bimbi erano piazzati davanti alla televisione, è entrato e mi ha detto: "Bella la vita, eh?!"
Dopo un primo istante in cui mi sono sentita quasi come una ragazzina colta con le mani nel sacco poi, ho realizzato che erano soltanto 2 minuti che mi ero seduta lì.

Soltanto 2 minuti! Capite?

Eppure, quasi mi sentivo in colpa, roba da matti!
Sembrava veramente inverosimile agli occhi di Marco e forse avrei fatto la sua stessa faccia della serie: "Se, vabbè, raccontala a un altro!"

Cosa avrei fatto fino a quei due minuti prima?
Semplice: sono uscita dall'ufficio un'ora prima, perchè sono andata ad assistere alla lezione aperta di violoncello a scuola di Miriam, dopo di che l'ho presa, sono andata a prendere anche Melania a scuola, dato che c'ero, poi siamo andate a fare compere al centro commerciale, preso poi Massimo, visto che era una bella giornata, siamo andati al parco giochi sotto casa.
Dopo esser stata dietro a loro girando come una trottola e aver preservato la loro incolumità (i parco giochi nascondono insidie che voi umani...) e dopo averli tirati via da lì promettendo loro anche la luna, siamo andati a casa.
Bagnetti vari, asciugamenti di capelli, e, non contenta, ho preparato anche la focaccia (come dettomi dal mio oculista!) e la cena, ho ritirato il bucato asciutto ed ho steso il bucato che nel frattempo si era lavato, ho sistemato un po' in giro, ho pulito nasi colanti, risposto a millemila chiamate "Mamma, mamma, mamma", placato litigi, raccolto giocattoli...
...
...
"No, ma veramente non è come pensi!"
No. Non lo è affatto... perchè è molto, ma molto di più di quello che potresti mai concepire.
Ecco.

lunedì 2 marzo 2015

Di come fare esercizio fisico aumenta le energie

Da ottobre sto andando in piscina a fare acquagym.
Ho preso questo impegno con me stessa, perchè avere quasi l'obbligo di andare in piscina e darmi questa scadenza, mi aiuta.
Non sono riuscita a mantenere come abitudine quella del camminare nel parco sotto casa, trovavo ogni scusa per saltare la mia passeggiata: una volta era il brutto tempo, l'altra era perchè non c'era tempo e perchè a casa c'era altro di più importante da fare, una volta era qualche bimbo che non stava bene... ero io che proprio non avevo alcunissima voglia di farlo, perchè, in sostanza, mi annoiavo mortalmente!
Non sono riuscita a trovare una compagnia per poterlo fare, forse in quel modo, avrei avuto una spinta in più per farlo, così ho mollato.

Poi tutta una serie di cose: la stanchezza perenne, le notti di sonno sempre interrotto, il corri corri a destra e a sinistra, tutto questo mi faceva solo pensare che mai e poi mai avrei potuto prendermi come impegno quello di iscrivermi a qualche attività fisica in palestra e andarci con costanza.
Mi dicevo che non ce l'avrei mai fatta!
E invece...

Una serie di circostanze astrali mi hanno fatto invece capire che ce l'avrei fatta e che forse mi sarebbe anche piaciuto.
Ho pensato: qual è l'attività sportiva che, in questo momento, mi potrebbe piacere?
Non mi sono vista inguainata di body e leggins a sgambettare, a salire e scendere da uno step, o con il sederone all'aria a fare spinning, proprio non faceva per me.
Mi serviva qualcosa di "soft" da cui iniziare, qualcosa che apparentemente non mi facesse sentire la fatica e il sudore.
Acqua. Ci vuole stare nell'acqua!
Nell'acqua pesiamo tutti la metà! E non si suda!
Quindi ecco maturare la decisione della piscina.

Da ottobre, dicevo, riesco ad andarci con una media di quasi 3 volte a settimana.
Sono contenta. Veramente.
La mattina, accompagno i bimbi a scuola e prima di entrare in ufficio, mi prendo un'ora da tutto e da tutti e mi immergo in piscina. Non penso a niente: stacco cervello e cellulare.
Mi rilasso. Sgambetto e faccio qualcosa soltanto per me, che mi carica, che, paradossalmente, anche se l'istruttrice ci strizza per benino, mi dà ancor più energia.
E mi sento bene.
Inizialmente credevo che non ce l'avrei fatta.

E da quando faccio questa cosa per me, per la mia salute, mi sento con più energie, con più voglia di fare, il tutto è un incastro millimetrico di impegni, distanze e cose da fare, ma adagiarmi dietro a scuse varie, mi faceva fare meno della metà di quello che riesco a realizzare ora e neanche stavo bene.

venerdì 13 febbraio 2015

I pensieri di questa sera

Eccomi qua.
La sera prima del 14 febbraio sto così: un misto di sentimenti tra loro stridenti si affollano nel mio animo e non so dare loro la precedenza e il giusto spazio.
Sono qui, alle prese con gli ultimi preparativi per la festa di compleanno di Massimo di domani, intenta a cuocere torte, preparare festoni e sistemare un po' in giro.


Poi mi fermo.
In casa è calato il silenzio, i bimbi dormono, ascolto il loro respiro.
E rimango con i miei pensieri.
Provo a rimetterli in fila, a dare loro un senso, ma non ci riesco.
E come non riesco a gestire la mia mente, allo stesso modo non riesco a gestire le mie sensazioni.
Sono emotivamente instabile: un momento sono felice tanto da scoppiare, un istante dopo sprofondo nel ricordo di quei momenti interminabili di buio, un momento mi sento forte come un leone, il momento dopo mi sento impaurita come un pulcino, prima sono roccia, poi sono sabbia, prima mi sento onnipotente, poi mi sento incapace di fare qualsiasi cosa da sola.
Una pazza: tra la gioia di esser diventata mamma in questa lunga notte, per la terza volta, di un bimbo meraviglioso e che mi riempie gli occhi, il cuore e la vita ed il dolore di aver perso mio padre, in questo stesso giorno, un vuoto incolmabile, un'assenza spietata, che ancora brucia.
Orgoglio e paura.
Completezza e mancanza.
Felicità e tristezza.
Vertigini di euforia e di dolore.

Due uomini, un solo giorno per nascere e per morire.
Due dei miei tre uomini più importanti. E il terzo è l'anello di congiunzione tra loro. Marco. Colui che ha accompagnato mio padre nel suo ultimo viaggio, donandogli serenità e grazia e colui che mi ha aiutato a mettere al mondo nostro figlio, donando a me coraggio e serenità, la stessa. Nello stesso giorno.

Amore e Amore.
E' questo che asciuga le mie lacrime ora.

domenica 1 febbraio 2015

Torta rocher senza burro senza olio

Inguaribile golosa e mangiona di cioccolato in tutte le sue 50 sfumature (altro che grigio!), mi sono preparata una tortina niente male per il mio compleanno: la Torta Rocher.
D'accordo la pubblicità occulta, ma credo che i Ferrero Rocher non abbiano bisogno della mia ode per essere venduti, anzi!
Mi sono ispirata a questi adorabili cioccolatini ed ho creato la mia torta



Ingredienti per la Torta Rocher (diametro cm 20)
180g di zucchero
2 uova
140g di farina
70g di cacao amaro in polvere
1 bicchiere di latte
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Per la farcia e la copertura:
200ml di panna fresca per dolci
200g di cioccolato extra fondente a cubetti
mezzo bicchiere di latte (per la bagna)
granella di nocciole
qualche cioccolatino ferrero rocher

Procedimento
Montare bene insieme uova e zucchero, unire quindi il bicchiere di latte. Miscelare tutti insieme gli ingredienti secchi (farina, lievito, cacao, sale) e versarli nel composto delle uova.
Una volta amalgamato bene il tutto, versarlo in una teglia ben imburrata e infornarla nel forno già caldo a 180° per circa 30 minuti.
Sfornate e lasciare raffreddare completamente
A parte, in un pentolino, preparate la ganache al cioccolato che servirà sia per la farcitura della torta e sia per la copertura della stessa: fate riscaldare la panna fresca, spegnere il fuoco e unire i cubetti di cioccolato amaro. Mescolare finchè non si è sciolto tutto quanto.
A questo punto, quando la torta è ben raffreddata, toglierla dalla teglia, dividerla in due e bagnarla con il latte, quindi farcirla con uno strato di ganache al cioccolato appena preparata, spolverate quindi con la granella di nocciole e ricomporre la torta.
Sulla superficie della torta versare la restante ganache al cioccolato, che, a mio avviso, non deve essere necessariamente livellata anche sui bordi, ma deve esser lasciata colare come viene, è più carino.
Riporre in frigo per almeno un'oretta.
A questo punto, guarnire con qualche cioccolatino ferrero Rocher e... tanti auguri a me!

domenica 4 gennaio 2015

Il blog in radio

Ebbene... dal web si passa alla radio!
Dopo il mio primo intervento su RadioCusanoCampus, durante la trasmissione #GenitoriSiDiventa, per raccontare degli appuntamenti in città per le famiglie di Roma, lo scorso finesettimana, mi è stato proposta di fare un'intervista, stavolta per parlare del mio blog personale: il mio angolino in cui racconto di me e della mia famiglia, Il mio modo per evitare l'analista!

... auspico che questo sia l'inizio di qualcosa di costante, proprio per riuscire ad arrivare ad altri genitori e a toccare sempre più tematiche pertinenti al tema che mi sta molto a cuore: la genitorialità con tutte le sue sfaccettature, e continuerò ad affrontarla sempre con ironia e sorriso, senza troppi appesantimenti, che già di suo, non è poi tanto facile, anzi!

Ne parlerò come al mio solito, dal "di dentro"senza pretendere di fare la morale o di insegnare nulla a nessuno, ma semplicemente per vivere e condividere esperienze e per dire che se ci sono momenti difficili, di sconforto, in cui la pazienza a volte non è sufficiente, in cui ci si sente sormontare da stanchezza e sonno, siamo tutti sulla stessa barca ed è per tutti così.


La trasmissione #genitoriSiDiventa, infatti, è il programma di Radio Cusano Campus dedicato alla genitorialità a tutto tondo: pedagogia, psicologia, libri, eventi ed associazioni per raccontare ogni giorno l’universo di figli e genitori.
L'appuntamento è alle 11.00 in diretta, dal lunedì al venerdì , sugli 89,100 oppure in straming sul sito www.radiocusanocampus.it.
Radio Cusano Campus è la radio dell'Università Niccolò Cusano

Insomma... questa è una delle varie novità che già mi ha portato il 2015 e non mi sembra poco!
Primo appuntamento il giorno della Befana, domani, intorno alle 11.45!
Ci sarete?

E qui, vi lascio il link al podcast, nel caso ve lo foste perso!

venerdì 17 ottobre 2014

Annoiarsi con un bambino piccolo in casa

Ci sono periodi in cui mi sono sentita una mamma non adeguata.
Non attenta.
Non affettuosa.
Perchè mi annoiavo. Mi annoiavo terribilmente a dover avere a che fare con un bimbo piccolo. Non sto parlando di quando i miei bimbi erano neonati, in quel periodo la stanchezza e la gioia di averli tra le braccia, allattarli erano tali da non darmi il tempo di dire: "Uh, che pizza, mi annoio!"
Parlo di quel difficile e apparentemente LUNGHISSIMO periodo in cui loro avevano intorno i 9 mesi, fino a verso i 18.
Questo, a mio avviso, è il periodo più estenuante a livello di pazienza e più provante a livello fisico: il bimbo si muove, gattona e poi comincia a camminare, vuole toccare tutto, si arrampica, si infila qualsiasi cosa in bocca e non c'è modo di abbassare l'attenzione, perchè riescono a combinare pasticci a volte terribilmente pericolosi, quindi, volente o nolente, si deve stare completamente dedicati a loro.
C'è chi vive anche questo periodo come la più grande meraviglia del mondo, in cui ogni scoperta del bambino affascina, riempie di gioia e di orgoglio... ma io, dopo un po', mi annoiavo terribilmente.
La schiena me la sono spezzata a stare chinata e a parare i colpi e le capocciate a destra e a manca, la casa si trasformava man mano in base a dove il bimbo di turno arrivava a toccare e a procurarsi guai, quindi eravamo anche capaci di montare mensole attaccate al soffitto e a mettere tutto il materiale "pericoloso" per aria.
Con la testa ero invischiata nei miei: "Devo fare questo, devo fare quello, la lavatrice devo svuotarla, devo preparare la cena, ci sono da rifare i letti, devo andare in bagno... " e puntualmente, non riuscivo a fare nulla di quello che stava nella mia lista delle cose da fare mentale.
Nulla.
E da lì, la noia si trasformava in frustrazione.
In nervosismo.
In pratica, c'ero fisicamente, ma non c'ero con la voglia di esserci, avrei voluto fare altro...
picture credits: http://boredmommyblog.com/
Cosa si può fare per andare oltre a questo?
Serve pensare che passa, è un periodo transitorio, faticoso, estenuante, ma passa: arriverà il momento in cui i bambini cammineranno spediti sulle loro gambine senza dover franare rovinosamente a terra e arriverà il momento in cui non si appenderanno alla tovaglia con tutti i piatti sopra e arriverà il momento in cui non apriranno per forza tutti i cassetti di casa.
Finisce.

Cosa può aiutare? Semplice: non rimanere da sole! Vedere altre mamme, incontrare gente, stare sia in casa che fuori casa in compagnia, anche con altri bimbi. Magicamente, e lo dico sempre, avere un amichetto in casa spesso crea un nuovo equilibrio in cui tutti vanno d'accordo ed i capricci spariscono.
Fare quattro chiacchiere con mamme, sorseggiare un tè, fa trascorrere il tempo più velocemente, i bambini giocano e noi siamo più ben disposte.
Stando da sole in casa, il tempo potrebbe non passare mai e non a tutte piace creare delle attività ricreative, o meglio, non tutti i giorni.
Ecco, le attività ludiche per i nostri bambini. Parliamone.
E' bene organizzarle in casa, di tanto in tanto, ma anche no.
Sono sempre stata e lo sono tuttora una mamma a cui piace fare cose insieme ai figli, a seconda dell'età e degli interessi.
Abbiamo fatto lavoretti di ogni tipo, abbiamo sporcato mezzo mondo, abbiamo cucinato, assaggiato, impastato.
Abbiamo fatto tutto. Ma non sempre. Quando ero ben disposta io, quando vedevo anche loro collaborativi e interessati.
E poi c'è anche il piccolo escamotage del coinvolgerli nelle attività che invece serve che noi facciamo: come ad esempio stendere il bucato, caricare la lavastoviglie, apparecchiare, preparare polpette, eccetera...

Questi sono piccoli trucchetti che ho imparato man mano. E che aiutano. Parecchio.
Ed ho capito che anche se ho spesso sentito quel senso di noia nel dover trascorrere tanto tempo con uno dei miei figli quando era piccolo, non per questo sono una cattiva mamma che ama di meno.
Anzi. Sono una mamma che ammette quello che è la realtà dei fatti e che quindi cerca di cambiare le cose in modo da trovare un equilibrio che faccia bene a tutti.

martedì 14 ottobre 2014

Il cinema in casa

"Mamma, cosa facciamo oggi?"
Non ve lo chiedono mai i vostri bimbi all'uscita da scuola?
I miei sempre.
E quando rispondo loro con: "Niente, stiamo a casa!"
La seconda domanda, immediatamente dopo è: "E chi viene?"
Come se casa nostra fosse vuota... 
Valli a capire sti diavoletti!


Insomma, ogni giorno ne stiamo combinando una, anche se, spesso, capita che il pomeriggio li lasci "pascolare" liberamente in casa alla ricerca di una loro soluzione per impiegare il tempo, anche perchè c'è sempre qualcosa da fare, no?
Però, una cosa che piace tantissimo anche a me è il cinema in casa.


Sì: un bel dvd, penombra, tutti sul divano... e via.
Ci si "spara" un classico che abbiamo visto millanta volte, oppure un dvd nuovo di zecca, questi sono dettagli che poco importano.


Il massimo del divertimento lo provano i bimbi (e non soltanto loro), quando ci si prepara facendo i popcorn in casa, con quel profumo che si diffonde dappertutto che fa veramente cinema...
E se proprio voglio che sia un momento speciale, pensato apposta per loro, ci si beve anche della coca cola... e via! E' una delle cose che in casa non c'è mai, quindi quando la vedono, per loro è un miraggio!


Adoro questi pomeriggi insieme.
Adoro queste piccole cose da condividere: quando una passione mia (quella dei cartoni disney e non solo, è una mania che mi porto dietro da sempre) diventa una passione da condividere con i miei bambini.
E' un momento di intimità e di scoperta, ogni volta diversa. E' un modo per ritornare bambina pure io, per rivedere con i loro occhi (che erano anche i miei di quando ero piccola) tante cose, un modo per cantare e ricantare le nostre canzoni preferite... un modo per ricordare quando il mio papà mi portava al cinema e mi comprava un sacchetto immenso di popcorn ed io ero tutta eccitata e felice. Esattamente come loro, quando gli propongo: "Oggi pomeriggio cinema in casa!"

Sì, rivivo quei momenti.
Con loro.
E mi piace da matti.

Adoro un po' meno i bisticci iniziali sulla scelta del dvd, chi ne vuole uno e chi un altro... ma questo è un altro conto, no?

Chi vuole venire al nostro pomeriggio cinema in casa la prossima volta?
La nostra videoteca è ben fornita, provare per credere!

venerdì 10 ottobre 2014

Gli effetti reali del "Fare Rete"

photo credits: http://www.neuronetwork.ie/
"Fare Rete" è un concetto molto vasto che starebbe a significare il saper instaurare tutta una serie di rapporti di fiducia-conoscenza-stima-simpatia-... (e chi più ne ha, più ne metta) tra persone, in rete.
Prima si chiamava "Conoscere qualcuno...", adesso si dice "Fare rete", proprio perchè il veicolo con cui si instaurano questi rapporti è la rete, tramite i social network, principalmente.

Dal di fuori (ma, talvolta, anche dal di dentro) potrebbe sembrare tutta fuffa, e in parte lo è (in larga parte!): questi rapporti sono instaurati per opportunismo, per circostanza, perchè se non si fa così, sei fuori da un certo tipo di discorsi, di opportunità, quindi non si può dare a questi rapporti una connotazione di autenticità, sincerità, di affetto.
O almeno, non sempre.
Spesso si rivelano anche un'arma a doppio taglio: se i piani di opportunità e amicizia si confondono, si mischiano, interagiscono, ti ritrovi poi a doverti guardare le spalle.

Ma questo non accade soltanto in rete, accade nella vita di tutti i giorni, da sempre. E solo l'esperienza ti permette di capire anche solo al primo sguardo, o meglio, alle prime parole, chi hai di fronte. E solo l'esperienza ti permette di creare quel filtro naturale e invisibile, che quando stai davanti alla tua bacheca facebook ti fa capire chi sta dicendo una cazzata, chi invece ti sta manifestando dell'affetto, chi ti è vicino, chi ti legge con curiosità, chi con invidia...e  così via.
E' la vita.

"Fare rete" in maniera seria ed efficace, non è semplicemente aumentare il numero di contatti, ma cercare di capire chi sta dietro il monitor, le sue intenzioni e cercare di porci noi stessi nel modo giusto, nel modo, a mio avviso, più sincero possibile, senza infrastrutture.

Per "fare rete" non si può sembrare quello che non si è, perchè poi, esce fuori. Bisogna essere schietti, mostrarsi per quel che si è, senza troppi fronzoli, fiocchetti e pizzi, se tutto questo non ci appartiene, ma nella crudezza di quello che siamo. Perchè tanto poi, salta agli occhi di tutti. Per quanto tempo pensiamo di poter prendere in giro il prossimo?
Sarebbe troppo vanesio e arrogante da parte nostra crederci così scaltri per poterlo fare a vita, no? E poi, immaginate la fatica!

In realtà, ho toccato con mano gli effetti positivi e la grande potenza del vero "fare rete".
Li ho toccati di recente.
Ho avuto la necessità di scovare un prezioso e rarissimo farmaco salva-vita, introvabile, che hanno tolto dal commercio per meri scopi economici, la soluzione l'ho trovata con la rete.
Di fronte a tutto questo, ho fatto una richiesta di aiuto sui miei canali social.
C'è chi si è girato dall'altra parte. Chi mi ha chiesto dettagli. Chi, a sua volta, ha rigirato tale richiesta tra i suoi contatti. Chi si è fisicamente mosso per chiedere aiuto a voce. E chi ha risposto e mi ha aiutato concretamente.
Grazie.
Grazie a tutti.
Grazie perchè, così facendo, ho risolto un problema veramente importante.

In questi momenti, sapere che comunque una richiesta di aiuto non cade nel vuoto e viene raccolta, vuol dire tantissimo.
E' questo il mio concetto del "fare rete".
Tutto il resto, per me, è fuffa.

martedì 2 settembre 2014

Settembre: nuovi inizi, progetti e proteste!


A me settembre mi ha sempre ricaricata: sin da quando ero ragazzina, l'idea di ricominciare un nuovo anno scolastico e nuove sfide, mi ha sempre solleticato.
Ho sempre trovato nuova forza e mi ha rigenerato le energie, che, soprattutto quest'anno, erano state del tutto esaurite durante le vacanze con le mie 3 piccole pesti.
Ed è ancora così.
Per questo settembre ci sono un sacco di nuovi inizi.
Miriam che comincerà la scuola primaria, io con il mio sito di Roma ho tante cose in mente da fare e da realizzare, nuovi incontri interessanti...


Mi sono anche fatta pioniera di una protesta contro il Comune di Roma che ha deciso di aumentare a tradimento le rette scolastiche per gli asili nido, senza darne alcuna evidenza alle famiglie e affossando ancor di più la situazione già abbastanza in bilico di tanti di noi.
Ad esempio, nel mio caso: dovrei cominciare a pagare adesso la retta per Massimo che frequenta l'ultimo anno di nido. Cosa che fino a luglio scorso, non era affatto prevista, visto che il terzo figlio era esente totalmente.
Adesso, invece, per il terzo figlio, le famiglie con reddito ISEE maggiore a 10.000 euro, devono pagare.
E la cifra, non è nemmeno irrisoria, tutt'altro.
Questo comporta una spesa che non era affatto prevista fino a poche settimane fa e ci ritroviamo ormai a giochi fatti a non poter avere altra scelta.
E se l'avessi saputo, magari, avrei potuto decidere di mandarlo alla scuola dell'infanzia, visto che rientrava, per età, nella fascia di bimbi che potevano frequentarla, ma per comodità, ho deciso invece di fargli fare un anno di nido in più, visto che poi, tutto sommato, era anche a costo zero.

Per questo, per la decisione che hanno preso, per le modalità con cui è stata presa, non vogliamo accettare passivamente e vogliamo farci sentire a gran voce. Insieme ad un gruppo di genitori agguerritissimi, stiamo cercando la strada più giusta per farci valere: protestando su tutti i canali possibili (stampa, televisione, radio...), consultando legali e unendoci, perchè solo così riusciremo ad essere credibili. E soprattutto stiamo cercando di INFORMARE le famiglie, che ancora sono del tutto ignare della situazione, proprio perchè è stata fatta passare in sordina, in silenzio...

Dobbiamo smetterla di aspettare che siano "altri" a far valere i nostri diritti, perchè tanto questi "altri" non hanno alcun interesse di far funzionare le cose, dobbiamo rimboccarci le maniche, informarci e agire, da soli.
Hanno toccato i nostri figli, hanno toccato la serenità delle nostre famiglie.
Non hanno idea di cosa possono fare delle mamme agguerrite.
Per chi fosse interessato, le informazioni si trovano sul sito de Le Nuove Mamme Roma e se si vuole aderire al gruppo per metterci la faccia e la voce, ecco il gruppo facebook.
Vi aspetto. Tutti: mamme, papà, nonni, maestre... tutti!

Insomma, un settembre niente male, dai.

domenica 15 giugno 2014

Come un fiore di zucca

Mi sento un po' una zucchina a volte, anzi, spesso, ma non di quelle lunghe e affusolate, affatto, direi meglio di quelle rotonde e cicciotte, quelle che si prestano bene ad esser cucinate belle ripiene di cose buone.
photo credits: http://albertocane.blogspot.it

Mi sento una zucchina, a volte, per come ragiono, per quello che dico, per come vedo seriosi gli altri e pieni di preoccupazioni, perchè loro vedono la vita piena di intoppi, valichi insormontabili ed io, quegli stessi intoppi, li considero invece dei semplici scalini da salire piano piano per poi vedere cosa succede e farsi il problema più grande quando realmente si presenta.
Quindi, a volte (da notare la ripetizione delle parole "a volte"), vedo loro così convinti che io mi domando: "Ma allora sono una zucchina io a pensare diversamente?! Forse sono io che non mi rendo conto della gravità del problema?!".
Sì, forse è così, o forse no. Sta di fatto che, in qualità di zucchina, vivo meglio.

Detto questo, torniamo a noi... quale sarebbe il fiore che mi rappresenta di più?
Decisamente il fiore di zucca, a questo punto!
E' un fiore dai colori solari, ma non è un fiore fine a se stesso, è un fiore che si mangia... eccome se si mangia! E' un fiore che si adegua alle situazioni in cucina, è un fiore che dà frutti...
Ecco, non sono molto ornamentale io, più che altro, sono ingombrante, ma sono utile, o meglio, credo di esserlo, spero di esserlo.
Sono una che guarda la sostanza, che bada poco ai fronzoli, una genuina che spesso prende un sacco di porte in faccia per questo motivo e qualche delusione, ma poco importa, perchè tanto la fine mia la so già: impastellata e fritta!
Direi una bella fine, no?
E se gli altri si divertono ad essere dei crisantemi tristi e ammosciati, sono fiera di essere un fiore di zucca!

Questo post partecipa alla Staffetta di Blog in Blog: l'iniziativa mensile tra blog che parlano in sincrono di uno stesso argomento. Questo mese l'argomento è: Il fiore che mi rappresenta di più.
Lascio il testimone a Viola.

martedì 10 giugno 2014

Girelle con gocce di cioccolata

Avete presente quella voglia di buono che ti prende all'improvviso, no?
Quando finalmente la sera tutti dormono, e tu rimani da sola davanti alla tv, ma non c'è niente da vedere e non ti va di fare le mille cose che hai accantonato per quel momento, perchè sei stanca e ti dici: "Se hanno aspettato fino ad ora, ste cose possono aspettare fino a domani!".
Non avete presente?
Bhè, io sì.
Ecco, è in questi momenti che mi cala il raptus di "voglia di qualcosa di buono", da centellinare con calma o anche da ingurgitare sano, questi poi sono dettagli.
L'altro giorno avevo un rotolo di pasta sfoglia in scadenza ed ho pensato a quando sarebbe arrivato "quel" momento... in 5 minuti mi sono preparata queste girelle con gocce di cioccolata che a malapena sono arrivate alla sera, perchè poi Melania c'è piombata sopra come un falco!

Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
zucchero di canna (facoltativo)
gocce di cioccolata fondente (tantissime)
granella di zucchero (facoltativa)

Procedimento
Cospargere la pasta sfoglia con tante, tantissime gocce di cioccolato, arrotolare e tagliare a rondelle.


Quindi disporre le girelle su una placca da forno rivestita di carta, aggiungere sopra una spolverata di zucchero di canna e la granella di zucchero.



Infornare e cuocere a forno già caldo a 180° per circa 15 minuti.
Sono buone calde, tiepide e fredde... fate un po' voi!

giovedì 15 maggio 2014

Se potessi cambiare il mondo

Miriam è profondamente sensibile, profondamente riflessiva, profondamente empatica.
A volte troppo.
Soprattutto nei miei riguardi.
Riesce a cogliere sfumature del mio stato d'animo, che neanche a me sono così palesi, poi, dopo che lei me le fa notare, effettivamente, devo darle ragione, è così come dice lei.
"Mamma, perchè sei arrabbiata?"
"Ma non sono arrabbiata!"
"Sì, che lo sei, guarda quella piega che hai sulla fronte!"
E' vero.


L'altro giorno, parlando del più e del meno, mi ha fatto un lungo discorso e sono stata ad ascoltare... faceva più o meno così:
Mamma, sai cosa farei se fossi Dio?
Vorrei cambiare il mondo. Non farei morire le persone, staremmo tutti insieme, o almeno, avrei fatto aspettare nonno Mimmo ad andare via, così l'avrei conosciuto.
Sai che farei? Facciamo che si può andare ogni tanto sulla sua stella a trovarlo, così ci chiacchieriamo un po', gli chiediamo cosa fa, se si annoia e gli teniamo compagnia, che dici?
Gli sarei piaciuta? Sì, credo di sì, vero mamma? Tu dici che ho i suoi stessi occhi, se ne sarebbe accorto?
E poi, non farei venire la pioggia, o almeno, lo so che la pioggia serve per le piante, allora farei piovere soltanto la notte, così il giorno possiamo uscire e andare al parco e vedere l'arcobaleno, non sarebbe bello?
E farei che nessuno si ammala. Perchè ci si ammala? E' brutto, non sarebbe meglio se tutti stiamo bene?
E poi farei esistere le fate, perchè poi, lo sai, le fate qualcuna esiste davvero: ad esempio Trilly, che mi nasconde sempre le cose che sto cercando, se la prendo, quella furbacchiona!
Che dici, mamma, un giorno posso cambiare il mondo?
Non lo so, Miriam, tu però, provaci.

domenica 11 maggio 2014

Su radio RTL 102.5 ho parlato di...

Il mio giorno della festa della mamma è iniziato veramente alla grande, oserei dire che è iniziato col botto: un bell'intervento in diretta nazionale sulla radio RTL 102.5... mica male, no?
Mi hanno chiesto di parlare in maniera ironica di alcuni aspetti dell'argomento "mamma" proprio nel giorno della nostra festa, un qualcosa che potesse essere universale, sia per le neomamme, sia per le mamme che lo sono da diverso tempo, insomma, per tutti i tipi di mamme...
Niente di pesante, scontato e ovvio.
Non ho rivelato nessuna verità che risolverà il mondo, nessuna ricetta magica per la felicità e anche se la sapessi, sarei così torda da condividerla così!?



 Cosa ho detto? Tante scemenze, come al mio solito, partendo da un mio recente post! E mi sono divertita.
E allora... eccomi qua.
Emosssssssssione!









Non badate ai commenti di sottofondo di Marco e ai vari rumori in giro per casa dei bambini, eh... abbiate pietà!

mercoledì 7 maggio 2014

La mamma perfetta

Non lo sono e non lo sarò mai. La mamma perfetta.
Ci ho provato ad esserlo, o meglio, ad avvicinarmici... ma il modo di essere "Mamma Perfetta" è troppo distante da me e quelle poche volte che mi ci sono messa d'impegno, non ho fatto altro che sentirmi costipata, con quel senso di fastidio che provi solo quando devi andare al bagno e non puoi farlo e ti senti esplodere dentro.
No.
Non sono una mamma perfetta, e sono arrivata alla sana conclusione che sono pure fiera per questo e non voglio cambiare.

Non sono la mamma che pianifica i pasti almeno quindici giorni prima, non sono la mamma che va al supermercato con la lista della spesa, non sono la mamma con l'agendina tutta scritta e ordinata, non sono la mamma che pianifica, non sono la mamma che "le merendine assolutamente no!", non sono la mamma che stira i grembiulini, non sono la mamma che ha tutto sotto controllo, non sono la mamma che "guai se cammini scalzo!".
Non sono la mamma che ha un ordine nelle pulizie domestiche (ma perchè? Si spazza pure il soffitto?! Ma quando mai?!), non sono la mamma che i letti sono tirati e rifatti per bene sin dalla mattina, anzi, non lo sono mai.
Non sono la mamma che "no, andate voi, che io devo pulire casa di sabato mattina".
Non sono la mamma che non dice parolacce, che è sempre in ordine, che tratta tutti con cordiale accondiscendenza e che ha abbandonato il suo senso cinico.


Non sono la mamma perfetta.

I pasti si improvvisano con quello che c'è o con quello che ho trovato in offerta al supermercato.
L'agendina non ce l'ho. Sarebbe un impegno in più per me: dovrei ricordarmi di scrivere cosa ricordare. E' un fallimento in partenza ed uno stress aggiuntivo inutile.
Non faccio il calcolo delle calorie dei pasti, non bilancio vitamine-apporto proteico-carboidrati della dieta dei miei figli, non ne sono capace e non ne ho voglia: a casa nostra si mangia minestrone o lasagna quando e come e dove ci pare e piace. E stiamo tutti bene.
I piatti pronti non sono il diavolo in persona, il fatto di ordinare la pizza a casa è una figata pazzesca, così come mangiare sul divano e giocare a schizzarsi nella vasca da bagno.
Sono io per prima a mangiare schifezze e merendine, come potrei ripudiarle da casa mia? Come potrei dire ai miei figli che non si devono mangiare? No... e loro, infatti non le mangiano, io sì. Ma questa è un'altra storia.
Ho dimenticato dove ho riposto il mio ferro da stiro, perchè ho di meglio da fare nella mia vita, soprattutto se ciò che stiro diventerà spiegazzato e cencio in meno di 5 minuti... tempo sprecato.
E sì, le dico, le parolacce.
Dico le parolacce, mi scappano. E allora?
I bambini sanno che esistono delle parole che non si dovrebbero dire, che nessuno dovrebbe dire, ma quando si è particolarmente arrabbiati, possono uscire fuori dalla bocca dei grandi e amen. Almeno sanno dell'esistenza di alcune espressioni colorite romanesche, e non cadranno dalle nuvole quando le sentiranno altrove!

Tutta questa voglia/corsa all'organizzazione totale di tutto ad ogni costo, per come sono fatta io, non la capisco, non la concepisco e, anzi, la vedo come un'ulteriore fonte di stress, di aspettative che non potranno mai essere soddisfatte appieno dalla realtà e, proprio per questo, causa di frustrazione e delusione.
E allora, mi chiedo: perchè?
Perchè questo voler avere tutto tremendamente perfetto attorno a se e perfettamente ordinato, quando, per tutti gli sforzi che uno possa compiere, non lo sarà MAI?

Non sarà forse un sintomo, questo, di un disordine che si trova "altrove"?
Boh!

martedì 6 maggio 2014

Di una giornata a Francoforte

Una delle tante opportunità che mi si sono sorprendentemente aperte da quando sono approdata sul web, c'è anche questa: la mia gita a Francoforte.

Come una vera giornalista, come una persona che ne capisce, come una very important person, sono stata invitata alla presentazione di una delle nuove vetture della Ford, nientepopodimeno che a Francoforte, nella patria del marchio automobilistico, in mezzo alle montagne tedesche, nella città della signora Rottenmaier...


dove le case sono tutte con il tetto spiovente, le strade sono tutte ordinate e pulite, dove i segnali automobilistici e i limiti di velocità devono essere assolutamente rispettati e via discorrendo così.


E' stata una bella esperienza, in poche ore ho potuto vedere ben poco della città, anche perchè l'evento è stato organizzato e scandito nei minimi dettagli, ma mi son divertita.


Ho conosciuto due persone quasi più matte di me, anzi, toglierei il "quasi", sono convinta che non se la prendono... Ci siamo più volte chieste, durante la conferenza stampa, cosa diavolo ci facessimo noi 3 donne, che non ne capiscono una fava bollita di motori et affini, lì dentro, nel cuore dell'industria tedesca Ford, dove tante capocce pensanti facevano domande sui dettagli tecnici, ammiravano la linea e le performance di questa vettura...
Ma noi, che stavamo a fà là!?

Il punto è che mi sono divertita, sono partita all'alba da casa, lasciando un silenzio innaturale dietro di me, ho chiuso pian piano la porta e me ne sono andata a migliaia di kilometri di distanza.



Me la sono divertita, ho parlato di tanto, di tutto, ho conosciuto nuove facce, mi sono immersa in un mondo nuovo, che non mi è mai appartenuto e mi ci sono trovata bene...
Ho pure assaggiato specialità locali, niente male...


E visitato luoghi caratteristici, anche se per pochissimo...


Ho ripreso poi l'aereo e sono ritornata alla realtà, la mia... non vedevo l'ora di riabbracciare tutti... fino a quando Massimo non ha ricominciato a rompere le scatole... come al solito, quanto e più di prima.
A quando il prossimo test drive!?
Vojo ripartì!!


giovedì 24 aprile 2014

Sonno sicuro del neonato: 10 cose da sapere

Un po' di tempo fa ho assistito al corso che illustrava le manovre di disostruzione pediatrica e mi si è aperto un mondo, nel senso che mi sono sentita scuotere dentro, ho capito che delle volte il destino potresti anche deciderlo tu, potresti avere gli strumenti giusti e le capacità per far andare le cose diversamente, se solo SAPESSI quello che c'è da fare e la prontezza per farlo.

Contestualmente a questo corso, c'è stata una introduzione a delle semplici ed efficaci regole per rendere il sonno del neonato quanto più sicuro possibile, per evitare la sindrome della morte in culla, che, purtroppo, miete innocenti vittime entro il primo anno d'età.
Ci sono delle regole che servono a tenere lontana questa tragedia, sono immediate e facili da attuare, più che altro sono delle linee guida, dei codici di comportamento, che, soprattutto per dei neogenitori, possono essere prese come una specie di "libretto delle istruzioni" su quel frugoletto appena nato che si sono portati a casa dopo le dimissioni dall'ospedale.
Ricordo perfettamente quell'istante quando siamo tornati a casa con Miriam, la primogenita.
Eravamo soltanto noi tre: Marco, Miriam ed io.
Era l'inizio della nostra nuova vita, l'inizio di una grandiosa avventura che non sapevo affatto dove mi avrebbe portata, anzi, dove CI avrebbe tutti portati.
Ero spaventata, stanca, piena di dubbi e punti interrogativi, nonostante i corsi seguiti, i libri letti e i consigli chiesti in giro... ero veramente smarrita. Ma non volevo darlo a vedere, soprattutto a mia mamma, che mi aveva rimproverata di non aver trascorso un po' di tempo a casa sua, in modo da non sentirmi così sola.
Ma noi eravamo bramosi di iniziare la nostra vita, soltanto nostra... e questo era il prezzo da pagare: il mio senso di totale smarrimento.

Ho avuto Marco vicino. E' stato fondamentale il suo aiuto, la sua presenza fisica ed emotiva (soprattutto la seconda). E' stata una spalla in tutti i sensi.
Ma avrei tanto voluto avere il libretto delle istruzioni di Miriam, sapere cosa era giusto fare e cosa non fare.
Ha mangiato?
Ho abbastanza latte?
Perchè piange?
Quanto ha mangiato? E ora cosa vuole?
Deve dormire? E come deve dormire?

Ecco, al corso preparto che ho seguito hanno soltanto toccato vagamente l'argomento, dandomi giusto un accenno di quello che avrei dovuto fare: mentre si sono prodigati in millemila consigli sul come spingere e respirare durante il parto, che, a mio avviso, quando stai lì, in un modo o nell'altro, riesci a farlo, non hanno tanto perso tempo sul DOPO. Cosa ben più fondamentale, a mio avviso.

Poi, documentandomi, ho trovato tanto materiale in giro. E qui ora riassumo le 10 cose da sapere quando si torna a casa con un neonato e si vuole regalargli un sonno sicuro, lontano da brutte cose.

Se il bimbo dorme a pancia in giù e soffre di reflusso, il latte ingerito risale l'esofago e, per la forza di gravità, potrebbe incanalarsi nella trachea, soffocandolo.
Invece, se il bimbo dorme a pancia in sù, questa eventualità è decisamente meno probabile che si realizzi (sempre per la forza di gravità!)

  • Far dormire il bambino su materassi rigidi
  • Non usare biancheria sfusa sul lettino: cuscini, coperte arrotolate da una parte, giocattoli, pelouche. Il lettino/culla deve essere libero da altri ingombri
  • Non coprire troppo il bambino
  • L'ambiente non deve essere eccessivamente caldo, una temperatura di 20° va benissimo
  • Non fumare in nessuno degli ambienti in cui vive il bambino e assolutamente non fumare durante tutta la gravidanza
  • Meglio limitare al minimo l'utilizzo delle radioline che monitorano il bambino quando dorme in un'altra stanza: forti della presenza di questo apparecchio, l'attenzione dei genitori cala, meglio ogni tanto andarlo a controllare di persona
  • Sì all'allattamento al seno
  • Sul ciuccio ci sono pareri discordanti: la Croce Rossa Italiana dice sì, la Leche League dice che anche no, insomma... 
  • Anche sulla questione del cosleeping, ovvero quella di far dormire il piccolo nel lettone con mamma e papà, ci sono pareri discordanti: generalmente si consiglia di far dormire il piccolo nel suo lettino, l'accorgimento sarebbe quello di tenere il lettino nella stessa stanza dove sta la mamma, sia per praticità (poppate notturne) e sia anche per avere sempre tutto sotto controllo.
    Altri studi hanno invece rivelato che la pratica del cosleeping non ha nulla a che vedere con la SIDS (sindrome della morte in culla, ciò di cui stiamo parlando, in pratica). E anche qui, a voi la scelta.

giovedì 17 aprile 2014

Una mamma pazza

Tante volte mi chiedo che razza di mamma sono: ogni volta ne esce fuori una risposta differente, dipende dal momento, dal mio mood istantaneo, dalle circostante, ma di base, ritengo di essere una mamma che se la diverte!
Sì, sono una mamma un po' pazza, a volte del tutto pazza. Ma è così che sono e mi diverto, soprattutto, si divertono anche i bimbi.

D'accordo il mantenimento dei giusti ruoli madre-figlio, d'accordo il fatto di non scambiare i piani e, soprattutto, di non mettersi sullo stesso piano dei figli, su questo, non ci piove, ma tutto ciò non implica che il rapporto debba essere statico, noioso e che non ci si possa divertire, giusto?
Quindi:
photo credits: http://www.funfitfam.com.au/
Sono una mamma pazza perchè:

  1. Quando Massimo o Melania vogliono prendere a cucchiaiate la nutella, mi siedo accanto a loro e gli faccio compagnia (che sacrificio, sì!)
  2. Mi nascondo dietro gli angoli e quando passa Miriam le faccio spavento, mi diverte vedere la sua faccia
  3. Più confusione c'è in casa e più mi diverto, anzi, ci divertiamo!
  4. Quando una delle bimbe mi dice: "Mamma, ho voglia di piangere", le rispondo: "Pure io!" e comincio a frignare
  5. Mettiamo a palla la radio in macchina e si balla come forsennati, tutti, Massimo compreso
  6. Facciamo la gara a chi starnutisce più forte
  7. Sono io che propongo di spararci per l'ennesima volta il dvd di Frozen e quasi sono loro che non ne possono più di vederlo!
  8. Quando storpiano le parole o le frasi, non le correggo, le lascio fare
  9. Chiacchiero con i loro amici immaginari, è capitato anche che li invitassi a cena qualche volta, sono dei bravi ragazzi
  10. ricordate di quando ci si metteva le mutande in testa? ecco... si continua a farlo... tutti. Ma non ditelo a nessuno, questo è un segreto!

venerdì 28 marzo 2014

Una mattinata tra chiacchiere, progetti e pettegolezzi

Direi che trascorrere una mattinata tra chiacchiere, progetti nuovi e pettegolezzi con un'amica, sarebbe da fare più spesso.
E' incredibile come il caso ci faccia conoscere tante persone e come si riesca ad entrare in sintonia quasi immediatamente, basta una battuta, uno sguardo, una frase buttata là, per far capire che si ha qualcosa in comune, si ha una visione, un modo di fare...
Con Francesca ormai ci conosciamo da quasi 3 anni, ricordo che Massimo era appena nato quando l'ho casualmente incontrata ad una fiera e mi è subito piaciuta.
E da lì, mi si è aperto un mondo che non conoscevo ed ho imparato tanto da lei.

Sono andata a trovarla al suo quartier generale, nella sua casa-studio, un posto molto curato, bello, accogliente, sereno. Proprio come è lei.


E nonostante i mille imprevisti della mattina, siamo riuscite a fare in un paio di ore tante di quelle chiacchiere che neanche ve lo dico.
Ovviamente, abbiamo spettegolato su tutti, ma proprio tutti tutti e se chi legge ha il dubbio di esser stato tra i nostri obiettivi di pettegolezzi, la risposta è sì, se hai il dubbio, allora vuol dire che abbiamo parlato anche di te!
Abbiamo da mettere in piedi un paio di cosette insieme e la cosa mi piace.


Anzi, fammi mettere subito a lavoro, altrimenti: chi la sente?!

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

Dai uno sguardo anche a...

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