"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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mercoledì 18 marzo 2015

L'emozione di vederla leggere

La prima elementare è iniziata un po' in salita: Miriam non è una bimba che affronta le sfide a muso duro e non ama affatto i cambiamenti, anzi, la destabilizzano.
Dopo un po' di adattamento, un po' di spiegazioni varie esplicite (molto esplicite) su come funzionano le cose a scuola, dopo aver sbattuto un po' la testa a destra e a manca, sembra abbia cominciato a imbroccare la strada giusta.

I compiti, ormai li fa in maniera autonoma, dopo che mi sono battuta parecchio per darle l'autonomia necessaria, (non mi andava di farmi il sedere quadrato affianco a lei aiutandola a fare i compiti: lei deve fare da sola, o almeno, ci deve provare) ora è diventata un'abitudine il fare i compiti da sola, a meno di aiuti particolari o dubbi dell'ultimo momento.

Insistere sulla sua indipendenza è stata la chiave che ha fatto scattare la molla, anche se all'inizio non è stato affatto semplice: capricci, scuse inventate, problemi istantanei rimandavano sempre l'inizio dei compiti.

Ma non è di questo che volevo parlare, in realtà volevo parlare di una delle "prime volte" che devono essere segnate nel diario di una mamma. Proprio quelle prime volte che segnano una pietra miliare nella storia della famiglia, nonchè nella storia personale di un figlio, come essere distinto dal genitore, che comincia a percorrere la propria strada e a fare le proprie scelte.
Dicevo, la prima volta di cui sto parlando è la prima volta che ha letto da sola.
Ok, risale ad un paio di mesi fa ormai, almeno subito dopo il periodo di Natale, la sua lettura era faticosa, arrancante, tutta slegata, senza senso, ma era il suo inizio, il suo PRIMO inizio.
L'inizio dell'indipendenza della sua mente, l'apertura della sua conoscenza, i suoi primi passi da sola verso qualcosa che non deve essere più necessariamente veicolato da me o da qualcun altro.

Come sono stati emozionanti i primi incerti passetti da sola, come è stata una conquista togliere il pannolino, come è stato da brivido vederla pedalare in bici senza rotelle, ma vederla leggere... ah, vederla leggere mi incanta, starei a guardarla per ore.
Ora va abbastanza spedita, comincia ad assaporare il piacere della lettura, dello scoprire "Come va a finire..." e all'elaborare quanto letto con la sua testa. Mi piace. Mi riempie di gioia, di orgoglio, di speranze.
Sono felice per lei e che questo sia l'inizio di un brillante cammino verso la conoscenza piena, non soltanto del mondo circostante, ma soprattutto di sè, che è il mondo più unico che esiste.


E siamo arrivati che un sabato mattina, mi alzo e, con occhi stropicciati di sonno, scorgo la sua figura nello studio: lei era già lì all'opera, di buonora, con il suo libro aperto a leggere ad alta voce, mentre il resto della casa era ancora addormentato. Alza lo sguardo su di me, mi sorride e mi dice: "Mamma, sto facendo i compiti, ho pure quasi finito!"... bhè, che dire!? Mi ha fatto realizzare, tutto insieme, come uno tzunami che è grande.

martedì 24 febbraio 2015

Di come l'oculista mi ha prescritto di preparare focacce

Miriam ne inventa sempre una nuova pur di non rimanere a scuola!
E' normale?
Sì, direi di sì... anche se a volte mi urta i nervi dover mollare tutto in ufficio, qualsiasi cosa io stia facendo per correre a prenderla.
Una volta è il mal di pancia, un'altra è il mal d'orecchio, ultimamente si trattava di mal di testa.
Almeno tre volte mi ha fatto chiamare dalla bidella.

Non andare a prenderla significa farsi affibbiare l'etichetta della mamma a cui non frega un cavolo, ma io conosco la mia polla e so che, oltre ad essere una paraculetta è anche una bella ipocondriaca (e qui potrei fare l'elenco di persone da cui può aver preso questa adoratissima dote, ma lascio stare!).

L'ultima volta sia l'insegnante e sia la bidella mi suggeriscono di portarla in visita dall'oculista: "Che, sa signora, capita spesso che i problemi di vista diano anche il mal di testa!"
Ma va? Non l'avrei mai immaginato!

Così, alzo il telefono e chiamo per prendere appuntamento (privatamente, sia chiaro, che altrimenti ora avrei esaurito tutte le ore di permesso a mia disposizione, se avessi dovuto aspettare una visita della usl, tante sarebbero state le volte che poi Miriam mi avrebbe fatto richiamare da scuola!) con il mio oculista di fiducia, un professionista che conosco da anni, in pratica ci siamo laureati quasi insieme.



Vado da lui.
La visita.
Le fa diverse domande.
Mi guarda e mi dice:
"Michè, stai serena. La bambina non ha nulla, oltre ad avere 11/10 a entrambi gli occhi!"
"Ma, allora, ammesso che questi mal di testa siano veri, da che possono essere causati?" - faccio ancora la parte della mamma apprensiva, che proprio non sa che pesci prendere - e in parte è pure vero!
"Ahahahahahah... quasi non ti riconosco più! Sai che c'è? Mettiti a fà la donna, e prepara una bella focaccia da far portare a scuola alla bambina, questi mal di testa sono dovuti al fatto che quello che mangia a scuola non le è sufficiente, tutto qui!"

Ecco. Nella prescrizione medica, oltre alle diottrie e misurazioni varie, c'è scritto: preparare una focaccia al giorno alla bambina.

Adoro il mio oculista!

La ricetta?
La sto collaudando, ve la racconto prossimamente.

mercoledì 11 febbraio 2015

Della prima pagella e della tuttologia genitoriale

Ieri Marco ed io siamo andati a prendere la prima vera pagella di Miriam.
La prima pagella della prima elementare.
Inutile dire quanto io fossi emozionata, commossa, elettrica e blablabla... direi l'ovvio.
Inutile dire poi la mia soddisfazione, la mia gioia ed il mio orgoglio.

Però forse è utile, non so, dire della mia immensa ammirazione per le maestre e la mia profonda stima nei loro confronti e nei confronti, più in generale, di tutta la categoria degli insegnanti.

Prima della consegna della pagella, c'è stata una piccola (e neanche tanto piccola) riunione plenaria tra genitori e maestre.
Le due insegnanti hanno dovuto subire e fronteggiare tutta una serie di domande, di chiarimenti, di invadenze, di discussioni, che anche la metà sarebbe bastata a me per farmi saltare i nervi.
Poi, ancora mi chiedono perchè mai non ho scelto di fare l'insegnante... a quest'ora starei già in galera, ma non per aver messo le mani addosso a qualche alunno, al contrario, le avrei messe addosso a qualche genitore, altro che!


Qualche esempio?
Quanti ne vuoi!
Iniziamo col dire che un nutrito gruppo di genitori era contrarissimo a quella sporadica mezzora di cartoni animati (che poi abbiamo scoperto essere intervallati anche da filmati Unicef e di approfondimenti vari... ma questo poco ha importato) a cui i poveri bambini venivano sottoposti subito dopo il pranzo, come momento defaticante e di riposo.
Vabbè, potrebbe anche essere lecito avere delle diverse vedute in merito, per carità, ma è il modo di porre all'attenzione delle insegnanti la questione in essere: "Io faccio tanto a casa per evitare di far vedere la televisione e qui mi rovinate il tanto lavoro che faccio!"
Ripeto: sporadica mezzora di dvd o di cartone animato sempre in dvd.

Soprassediamo.

"Maestre, chi delle due si occupa dell'insegnamento dell'inglese?" Chiede un papà molto attento e con fare quasi indagatorio.
"Io, mi dica!"
"Ho visto sul quaderno di mia figlia che avete fatto finora appena 3 schede, non è un po' poco? Come mai?"
...
e qui, io sarei esplosa, fossi stata nella maestra, invece lei, con tanta pazienza e carineria si è messa a spiegare come funzionano le cose e quali sono i programmi ministeriali previsti per una classe di prima elementare, quello che è stato fatto, come è stato fatto e compagnia bella.
E, manco a dirlo, il papà in questione, non ne è rimasto affatto soddisfatto.

Andiamo avanti.
Questione compiti a casa.
Premessa: i bimbi ora stanno nel pieno dell'esercizio della lettura, nel momento più ostico e antipatico del dover superare le prime grandi difficoltà e l'esercitazione nella  pratica della lettura è fondamentale per scavallare questo momento non proprio piacevole.
"Maestra, ma tutti questi compiti il pomeriggio, i bambini non riescono a farli, sono stanchi!"
(Tutti questi compiti = una paginetta di 5 righe di storiella da leggere)
"Maestra, i bambini non riescono a fare i compiti, perchè hanno altre attività il pomeriggio"
(Tutti i pomeriggi hanno altre attività?????)
"Maestra, io leggo sempre la favola della buonanotte a mia figlia la sera, quindi lei è avvezza a leggere... noi abbiamo questa bella abitudine che potrebbe sostituire l'esercizio di lettura dato da lei a scuola"
(Dire che avevo gli occhi fuori dalle orbite è dire poco!)
"Maestra, facciamo così - dice il papà di cui sopra - facciamo che i compiti si possono assegnare un giorno sì e uno no, che ne dite?" e si gira verso gli altri genitori (io sempre con gli occhi di fuori stavo!)
E una mamma risponde: "E se il giorno sì coincide con il pomeriggio di ginnastica di mia figlia come facciamo?"
Le maestra ascoltavano tranquille, serafiche.
Io ero sempre con gli occhi più in fuori!
Il papà di rimando risponde: "Ah, sì, giusto, allora facciamo che i compiti vengono assegnati ogni due giorni e poi è a discrezione del bambino, in base alle attività che ha da fare il pomeriggio, di farli o meno per il giorno dopo o per il giorno seguente ancora".
Eh sì, facciamo un tanto al chilo, signò, che faccio lascio!?!?!?
Ma siamo al mercato della contrattazione dei compiti da fare??????
Ma sono io che sto fuori dal mondo o cosa?

Insomma, potrei andare avanti e raccontare tutta un'altra serie di osservazioni fatte alle maestre che loro, poverine, ascoltavano con buona volontà e a cui rispondevano con pazienza e con voglia di venirci incontro.

Ma così, a mio avviso, non si va da nessuna parte, signori miei, nossignore.

E' possibile che noi genitori ci sentiamo così tuttologi?
Possibile che ne sappiamo di inglese, psicologia infantile nonchè dello sviluppo, pedagogia, medicina, matematica, ... ?
Possibile che non riusciamo a fare un passo indietro e lasciamo fare ad ognuno il proprio lavoro in base anche all'esperienza e alle conoscenze che si hanno?
Possibile che per il troppo seguire i propri figli e cercare che loro abbiano il meglio, finiamo per soffocarli e schiacciarli letteralmente?
Come ci sentiremmo noi se un pincopallo qualunque, che non ne sa evidentemente una cippa del lavoro che stiamo svolgendo (per studi, competenze, esperienza, ambito lavorativo...), ci mettesse invece becco dicendoci non solo che non lo sappiamo fare, ma anche ci dicesse come farlo?

Perchè questa strisciante sfiducia nella professionalità degli insegnanti che ogni giorno dimostrano invece di saper fare il proprio lavoro?
Perchè non ci diamo una calmata?
Smettiamola di fare i tuttologi.

martedì 3 febbraio 2015

Di esercizi di concentrazione e manualità: il telaio

No, non sono io che mi diletto a fare maglia, uncinetto e robine varie, ho detto più volte che la mia manualità è pari a quella di uno gnu che gioca a shangai!
Qui voglio parlare adesso di Miriam e della sua passione per la maglia ed il suo adorato telaio.

Grazie a questo corso, che ha scoperto lei stessa tenersi a scuola nel pomeriggio dopo l'orario delle lezioni, non soltanto le si è aperto un mondo, ma va a scuola anche più volentieri e motivata.
A questo corso partecipano le bimbe anche delle classi più grandi e lei si sente più considerata, si è integrata anche meglio: la mattina, prima di entrare a scuola, saluta le sue amichette compagne di telaio e dà loro appuntamento al pomeriggio, trovo che sia una cosa veramente carina questa.


Insomma, dicevo, voglio parlare di questa sua passione per il telaio.
Da quando ha iniziato questa attività è molto più concentrata e riflessiva.
Ha voluto comperare anche il suo personale telaio di legno, che tira fuori appena le è possibile in casa, anche di sabato mattina alle 8.00

Le piace talmente tanto, che ormai lo utilizzo come arma di scambio: "Se ti sbrighi a finire i compiti, riesci a giocare con il telaio prima di cena!"
E lei mette il turbo e si ingegna per poter fare entrambe le cose.

E poi è innamorata della sua adorata Giovanna, la sua insegnante di telaio, che altro non è che la signora custode della scuola, una donna tuttofare che passa dal suonare la campanella, al distribuire abbracci, coccole e parole di incoraggiamento all'entrata a scuola, dai rimedi naturali in caso di mal di pancia e stanchezza, a tutte le comunicazioni da sapere riguardo riunioni e incontri con le insegnanti.
Insomma, Giovanna è la colonna portante della scuola... in barba a tante maestre che molto spesso, in certe occasioni, non sanno nemmeno che pesci prendere!

Quindi, oltre alla passione per i cavalli, Miriam ha scoperto questo altro suo lato di sè, e le piace, le piace da matti.
Ha realizzato un sacco di lavoretti carini, ma veramente carini che io non saprei nemmeno da dove cominciare!
E niente, il processo di superamento delle abilità della mamma sono state di gran lunga superate, direi che Miriam mi ha proprio doppiato alla grande.

lunedì 26 gennaio 2015

Frozen Party

Come dicevamo, abbiamo festeggiato il compleanno di Melania, i suoi 5 anni, in perfetto stile FROZEN, abbiamo quindi realizzato un Frozen Party di tutto rispetto, che ha incontrato perfettamente le elevatissime aspettative della festeggiata e che ha lasciato tutti a bocca aperta.



Ok, non è merito mio, come sempre c'è lo zampino di Francesca che, ormai, da diversi anni a questa parte, è mia validissima alleata nella realizzazione di feste di compleanno sempre più stupefacenti.

Il tema frozen, stavolta, era abbastanza facile da realizzare: in commercio esiste praticamente di tutto su questo film della Disney, ma noi abbiamo voluto fare molto di più, non abbiamo utilizzato nulla di preconfezionato con il marchio frozen, ma ci siamo liberamente lasciate ispirare dal film, che fa galoppare la fantasia e più ti ci metti e  più trovi soluzioni e idee da poter realizzare.

I colori scelti
Tutto era sul tema blu, azzurro e bianco. La neve, i ghiacci e i fiocchi di neve sono stati lo scenario.

 Il banner gigantesco sul muro, i fiocchi di carta velina azzurra, le bandierine, ...


e i fiocchi di neve che pendevano dal soffitto qua e là


e le sagome dei protagonisti del film: Elsa, Anna e Olaf che trionfavano sulla tavola del buffet, con tanto di sagoma in cartone del castello di ghiaccio di Elsa elevato so una doppia alzatina


... tutto era perfetto. Semplice, ma d'effetto!
E poi il buffet:oltre alle solite cose, sono riuscita a trovare dei macarons celesti favolosi


e una ciotolina piena zeppa di nasi di Olaf, le mini carotine già pulite e fresche che, con mia somma meraviglia e grande piacere, sono andate a ruba


E la mia bella torta frozen


Non mancavano i regalini da lasciare alle amiche venute a trovarci: i biscotti decorati come la torta



Melania ha invitato le sue amiche del cuore, in tutto, in casa, c'erano 8 bimbe tutte elettrizzate, mascherate da Elsa, Olaf e Anna (ma soprattutto Elsa), che parlavano di magie, di ghiacci e canticchiavano le musiche del film



C'era anche una postazione dedicata al trucco...


colori, musica e giochi.
Che dire? Mi sono divertita anche io come una bambina!
E ancora... Auguri mia piccola dolce principessa Melania


Potrebbero anche interessarti:
- come preparare la Torta Frozen con la pasta di zucchero: semplicissima da fare!

Altre feste a tema:

mercoledì 31 dicembre 2014

Il nostro 2014

... direi che non ci siamo fatti mancare niente...
e ne vedremo delle belle anche col nuovo anno!


Auguro a tutti coloro che continuano a seguire questo strampalato diario di bordo di una famiglia abbastanza sconclusionata, un mondo di Auguri e di pace!


BUON 2015 a tutti!

mercoledì 24 dicembre 2014

Dal posto che amo di più al mondo...

Dal posto che amo forse più di ogni altro al mondo, con la famiglia riunita davanti ad un caminetto acceso, con le voci degli zii di sottofondo, con il rumore delle noci schiacciate, con le risate dei bambini, con le lucine dell'albero che si accendono e si spengono, con le guance rosse per il caldo e il freddo, con l'odore di fritto che mi circonda, con l'ansia dei pacchi da nascondere che sennò i bimbi li scoprono, con il cuore colmo di ricordi, con gli occhi che cercano di saziarsi di tutto questo, con le mani piene di tutto, con i calzettoni pesanti ai piedi, con la voglia di stare insieme e fare che questo momento sia memorabile per tutti, soprattutto per i miei bimbi...


con tutto questo, dicevo... vi auguro un sereno Natale.

Che la gioia colmi i vostri cuori.

giovedì 11 dicembre 2014

La giornata del libro a scuola, ovvero: le mie letture in classe

L'altro giorno un avviso sul quaderno apposito di Miriam:
"Gentili genitori,
giovedì prossimo sarà la giornata del libro a scuola e se voleste partecipare regalandoci una lettura di un libro di favole durante l'orario scolastico, fareste cosa molto gradita a tutti i bambini della classe...."
Insomma, vi pare forse che me lo sono fatto ripetere due volte?

Ovvio che no!
Così ieri sera, Miriam si è ritrovata davanti alla sua libreria e ai vari libri e libretti in giro per casa a scegliere quale portare.
Non riusciva a scegliere tra questi tre.


"Un libro per Orso", dove un orso un po' scorbutico si ritrova per la prima volta in biblioteca e si appassiona alla lettura, "Dewey c'è un gatto in biblioteca", dove un gattino viene adottato da una bibliotecaria e diventa la mascotte dei bimbi frequentatori del posto e "Pinguino e Pigna", una storia di una dolce amicizia tra un pinguino e una pigna.
Effettivamente sono tre storie dolcissime e divertenti, non ho saputo consigliarla.
Quindi le ho detto di portarli tutti e tre, poi avremmo trovato il modo di scegliere insieme ai suoi compagni di classe.

Non vi nascondo che ero abbastanza emozionata, ci ho pensato su un po' su come impostare la cosa, ma poi Miriam, come se avesse capito il mio stato d'animo, mi ha detto: "Mamma, se li leggi proprio come ce li leggi a noi, allora piacerà a tutti, E mi raccomando, fai le voci!"
"Mah sì, faccio così!", ho pensato convinta.

Ho pensato anche di andare a prendere Melania un po' prima da scuola, per poterla portare con me. Volevo condividere con lei questo momento, per diversi motivi, e così siamo entrate insieme in classe di Miriam.

Mimmi, appena ci ha viste, si è illuminata... la vedevo elettrica e contenta. E lo eravamo molto anche noi.
Così la maestra, vedendo i libri che avevo portato, ci ha invitato a sceglierne soltanto uno.
Ho fatto scegliere ai bambini, per alzata di mano.
Dewey, il gatto di biblioteca, ha stravinto su tutti.

Mi siedo di fronte ai bimbi, che erano rimasti ognuno al proprio banco, incuriositi e comincio a leggere... non prima di aver fatto loro qualche domanda:
"Sapete cosa è una biblioteca?"
"Siete mai stati in biblioteca?"
E ognuno ha dato una risposta, erano tutti contenti di essere coinvolti.
E Miriam era più contenta di loro.
Comincio.
Leggo la storia, sfogliando le pagine, mostrando loro le immagini.
Qualcuno fa domande, qualcuno si avvicina per vedere meglio.
Ma tutti rimangono concentrati, anche chi normalmente non si interessa a questo tipo di attività (la maestra, infatti, mi aveva avvisato che un paio di bimbi, se era il caso, li avrebbe coinvolti in altro se avesse visto che non seguivano e disturbavano gli altri).
Io continuo, cambiando il tono della voce, facendo facce e voci.

Finisco e Miriam chiede alla maestra se posso leggerne un altro.
In coro tutti gli altri la seguono: "Sì, maestra, ti prego!" "Dai, maestra, dai"...
Io mi giro per guardare la maestra, per avere il consenso a proseguire.

Nuova votazione: quali degli altri due libri avrei dovuto leggere?
L'orso o il pinguino?
Tocca al pinguino.
Leggo la dolcissima storia di questa amicizia del tutto particolare tra un pinguino ed una pigna che poi cresce e diventa un albero.
Finisco di leggere.
E di nuovo, altro ritornello: "Maestra, dai, l'ultimo e poi basta!" "Sì, maestra, dai!" "Mamma di Miriam, non vai via, vero?"
Tocca all'orso.

Eh, sarà un caso che Miriam ha scelto ben due libri che parlano di biblioteche? Forse voleva darsi un'aria da intellettuale...

Leggo anche l'orso in biblioteca.
L'attenzione dei bimbi la sento, la avverto proprio.
E' bello.
Mi sono divertita un sacco.
E poi, vedere Miriam così felice...
che ve lo dico a fà?!?

venerdì 5 dicembre 2014

Il colloquio con le maestre, ovvero: io tre metri sopra il cielo


Dopo neanche un mese dal primo colloquio con le maestre di prima elementare di Miriam, da cui ero uscita un po' frastornata, spaesata e incapace di capire come poter aiutare la mia piccola grande Miri, sono andata alla convocazione dei colloqui prima di Natale.

Ebbene, stavolta sono uscita dall'istituto camminando 3 metri sopra il cielo!
A quanto pare, sembra proprio che Miriam abbia trovato la chiave giusta per poter approcciare al nuovo sistema scolastico.
Domanda: alla bambina serviva la maturazione di una settimana, per migliorare?
Risposta: ovviamente no.
In pratica, è servito semplicemente spiegarle come funziona:
"Miri, non è che in classe puoi fare come ti pare: se la maestra ti da una pagina da finire, hai un tempo con cui farlo, non è che puoi prendere e mollare come meglio credi, ti metti lì, non chiacchieri, non ti distrai e cerchi di fare il tuo meglio fino alla fine. Poi puoi fare come vuoi!"
"Davvero, mamma????!"

Sembra proprio che Miriam non sapesse le regole base di come ci si comporta in classe e questo banale scambio di battute le è servito per capire come funziona il tutto.
Ora, mi chiedo: l'ho fatto perchè ritenevo giusto farlo, ma era del tutto mio compito farlo?
Nel senso, non dovrebbero chiarirlo per prime le maestre questo metodo?
Possibile che Miriam cadesse dalle nuvole e che in classe non avessero minimamente affrontato la questione?

Mah!
In ogni caso, il risultato è stato ottenuto.
Le maestre mi hanno detto che ora Miriam è molto attenta, concentrata, partecipe. E' tra le prime bimbe che terminano il compito, ordinata e si sono meravigliate del tempo in cui tutti questi progressi sono stati raggiunti, non lo credevano possibile, così, nel giro soltanto di qualche giorno.
Insomma: fatti una domanda, e datti una risposta, no?!

Sono contenta che Miriam ora la stia vivendo più consapevole, più serena e più partecipe.
Brava Miri, continua così e non ti fermerà più nessuno!

martedì 25 novembre 2014

Calendario dell'Avvento 2014: L'albero delle idee

E' partita ormai da diverse settimane la febbre da "Calendario dell'Avvento" in rete: tutti sono alla ricerca dell'idea più originale, più d'effetto, più elaborata, più creativa, più pregna di significato.

Ovviamente, non potevamo tirarci indietro noi, certo che no.
Miriam sono settimane che mi sta enucleando tutte le sue idee a riguardo, era arrivata a parlarmi di un calendario fatto con pezzetti di legno e casette e animali... che quasi mi girava la testa quando cominciava a parlare di questa cosa...
Non potevo quindi lasciarla con questo fatto incompiuto, così ieri pomeriggio ci siamo messi a lavoro, tutti secondo le proprie capacità.
Così è nato l'Albero delle Idee.

Sì, perchè ormai da sempre, il nostro calendario dell'Avvento non regala cioccolatini, merendine, giocattolini, libretti e robe simili, il nostro calendario dell'Avvento regala idee e cose da fare insieme per ogni giornata.
E così accadrà anche quest'anno.
Sarà una sorpresa ogni mattina.

Occorrente per realizzare il calendario dell'avvento:
Due fogli A3 uniti da un po' di scotch
Colori di ogni tipo
altri fogli da colorare
forbici
colla
e varie ed eventuali: nastrini, stickers, brillantini, etc.


Abbiamo iniziato tracciando una sagoma ad albero di Natale sui fogli grandi e abbiamo colorato con tutti i tipi di verde che avevamo a disposizione (da notare il contributo di Massimo... che ha reso il tutto ancora più originale!)

Da qui poi, abbiamo realizzato tante palline colorate (24, per l'esattezza) e le abbiamo, man mano, incollate sull'albero, lasciando l'estremità superiore staccata, in modo che lì si possa infilare il bigliettino dell'attività del giorno di volta in volta.


La soddisfazione estrema è stata quella di Miriam che ad un certo punto mi ha detto: "Mamma, quest'anno i numeri li scrivo io!"

E così, ecco qua la nostra opera ultimata, con tanto di pacchetti regalo attaccati alla base dell'albero


Dove l'abbiamo posizionato?
Sulla porta della cameretta dei bimbi, nella parte più alta, così Massimo non può combinare i suoi pasticci!


Gli altri calendari dell'Avvento che abbiamo realizzato gli anni scorsi sono:

lunedì 17 novembre 2014

Le regole all'uso della Nintendo 2DS a casa nostra

E' un po' di mesi che è entrata in casa questa nuova console: la Nintendo 2DS.
E' stata accolta da tanto entusiasmo dai bambini che, fino ad allora, non avevano ancora visto niente del genere, in casa non erano entrati oggetti tecnologici di questo tipo per loro.
Stavo aspettando il momento giusto, o la fase in cui me l'avrebbero chiesto, non mi andava di precorrere i tempi.

Per lavoro e anche per passione, sia Marco che io ci troviamo spesso a giocherellare con computer, tablet, e tecnologia varia, i bimbi ormai sanno che questi sono strumenti di lavoro, per conoscere, per scrivere, per creare foto e disegni, ma non sapevano che ci si poteva anche giocare.

La prima fase, quella dell'entusiasmo, come dicevo, è durata un mesetto, direi, non di più.
Poi, come per tutti gli altri giochi, è arrivato il momento del distacco completo, perchè un po' stufi, e ora invece siamo nella fase del: "Lo uso quando mi va, ma non sempre!".

Inizialmente ne erano attratti fino all'inverosimile, volevano giocarci sempre, litigavano a chi avrebbe dovuto usarla ed era sempre un cercare di mettere freno alla loro esuberanza, un trovare compromessi e soluzioni.
Per fortuna ora la bramosia si è allentata e le soluzioni se le trovano da soli.



In ogni caso, abbiamo stilato una serie di regole alle quali dobbiamo sottostare per utilizzare la console:

  • La console non può essere usata per più di 30 minuti consecutivamente e comunque, non dopo cena
  • Si può giocare con la console se si è finiti i compiti
  • La console non si usa quando siamo a giocare da qualche parte: a casa di amichetti, al parco, alle feste, eccetera (sembra una regola ovvia, ma vi assicuro che non lo è affatto)
  • La console si può usare quando siamo in fila dal dottore o in altre situazioni noiose per i bambini
  • La console non si usa a tavola
  • La console non si usa quando siamo in compagnia
  • Via libera a fare foto e ritoccarle con tutti gli strumenti mesei a disposizione dal software i  dotazione
Questi sono i nostri piccoli accorgimenti per venirci incontro e finora, hanno funzionato.
quali sono i vostri?

giovedì 6 novembre 2014

Problemi di concentrazione in prima elementare


Ok, siamo di fronte ad una nuova piccola-grande sfida.
Miriam ha problemi nel rimanere concentrata per periodi medio-lunghi, dobbiamo trovare una strategia per aiutarla.

Andiamo con ordine e cerchiamo di ricostruire tutto quanto.
L'altro giorno sono stata alla riunione con le maestre di Miriam. Hanno fatto un preambolo molto ampio sulle difficoltà di tutta la classe, soprattutto riguardo gli aspetti della scolarizzazione degli alunni, del fatto che sono bambini che non sono affatto abituati alle regole, allo stare composti, eccetera,che c'è bisogno di collaborazione con i genitori, che non possono fare tutto da sole le maestre, che è necessario canalizzare le energie dei bambini in maniera opportuna.
Tutti d'accordo. Certamente.
Ma teniamo presente che stiamo parlando di bimbi che hanno 6 anni (e nemmeno tutti li hanno ancora compiuti), che fino a un paio di mesi fa si trovavano alla materna e che, magari, sarebbe il caso dare anche qualche strumento in più, qualche consiglio in più ai genitori, che, effettivamente, vorrebbero aiutare e trovare anche metodi opportuni per ogni singolo bambino che, come giustamente hanno ammesso le maestre (viva Dio!), non sono tutti uguali, quindi necessitano di attenzioni differenti da parte dei genitori (e da parte delle maestre, no????).
Ma comunque, andiamo avanti.

Qui, con fare abbastanza preoccupato e molto serio mi hanno messa al corrente che la bimba, sebbene sia intelligentissima, sveglia e capace, ha problemi di concentrazione: si distrae facilmente, diventa lentissima, bisogna richiamarla all'attenzione spessissimo, è disordinata, trascurata, e via discorrendo.

"Potrebbe essere una delle prime a consegnare il compito, invece è sempre tra gli ultimi!"

"Mamma, dobbiamo impegnarci anche a casa, deve aiutarci!"

Sì, ok, aiutiamoci, ma come?
A dir la verità, mi ero già accorta di questo comportamento di Miriam, di questa sua difficoltà a mantenere l'attenzione, perchè quando anche a casa deve finire una paginetta di qualche cosa, ci mette una vita, si distrae, si alza, trova modo per chiacchierare, interagire con i fratelli, eccetera.
Non avevo dato peso a tutto questo, dicendomi che, in fondo, la scuola è iniziata soltanto da poco più di un mese, che le dinamiche dell'apprendimento, della concentrazione, sono cose che vanno digerite pian piano, in maniera adeguata all'età del bambino. Insomma, credevo, ed ero quasi fermamente convinta, che fosse NORMALE.

Al colloquio con le maestre, vista la solennità della comunicazione, mi sono resa conto che non è normale (almeno, non a detta loro).
Mi sono detta quindi, di affrontare la cosa un aspetto alla volta: prima la concentrazione, poi l'ordine e magari verrà gratis anche la velocità nell'eseguire i compiti, una volta che si mettono insieme i primi due componenti, no?

Ho parlato con Miriam. Lei non ha negato, non si è nascosta, ma si è giustificata dicendo che se ci sono dei suoi compagni di classe che chiacchierano, lei non riesce a fare a meno di seguirli e inevitabilmente si distrae, è più forte di lei.
Ergo: l'attenzione della classe non è altissima.
Ergo: le maestre hanno difficoltà nel mantenere l'attenzione degli alunni.
Ergo: magari devono cambiare strategia anche loro, non soltanto noi - a casa - (che, dico, se magari riesco a ottenere il risultato a casa, non è detto che lo si riottenga anche a scuola, se non cambia qualcosa anche lì, no?).
Ergo: perchè gli altri chiacchierano?

Ok.
Non lasciamoci influenzare dalla mammitudine. Cerco di mantenere il distacco: "Miriam, anche se gli altri chiacchierano, tu cerca di finire il tuo compito, e poi chiacchieri con loro. Prima lo finisci e prima ti puoi dedicare ad altro, non credi?"
"Sì, mamma, ma è difficile, soprattutto se è una cosa noiosa!"
Ergo: ma perchè diavolo fanno diventare tutto NOIOSO ste maestre?!?!?!?!?
In effetti, quando Miriam è veramente interessata e attratta da un certo tipo di lavoro, non molla fino a che non l'ha finito, e succede spesso, in diverse circostanze... quindi...
Ok, ok, non mi lascio influenzare dalla mammitudine.
"Miriam, non credere che anche mamma o papà o chiunque altro, non si trovi a fare cose noiose e che non piacciono. Non sempre si fa quello che ci piace fare, sarebbe bellissimo, ma non è sempre così, purtroppo.
Se poi riesci a trovare il lato bello di quello che stai facendo, magari riesci a divertirti! Guarda che veramente, c'è sempre... o quasi... insomma... hai capito, Miri?"
"Sì, mamma!"
Era mortificata.
Si è resa conto di avermi dato una mezza delusione. O meglio, si è resa conto della mia difficoltà nel cercare di aiutarla.
Ho provato a convincerla che è del tutto normale incontrare delle difficoltà, soprattutto all'inizio di un ciclo di studi nuovo, è normalissimo: le abbiamo incontrate tutti, in modi diversi, e in qualche modo le abbiamo superate (le abbiamo superate? Sì, certo, le abbiamo superate!)
Insomma, devo instillare il seme dell'autofiducia, dell'autostima in Miriam, che dice di non riuscire a farcela.
E invece, ce la farà.
Sicuro.
E ora, sbizzarritevi a darmi tutti i suggerimenti che vi vengono in mente... sono qui che ascolto e che leggo con attenzione (appunto!).

PS: ringrazio ufficialmente tutte le mamme che hanno colto il mio disagio, che mi hanno dato consigli, che mi hanno sorretto in questi ultimi faticosissimi giorni e che mi hanno ridato fiducia.
Grazie.

martedì 28 ottobre 2014

La famiglia è la mia forza

Se c'è una cosa nella vita su cui non ho mai vacillato e ripeto MAI vacillato, è proprio la mia famiglia. Qualsiasi cosa sarebbe accaduta, sapevo che potevo contare sulla mia famiglia e infatti è sempre stato così.
Questo implica non solo pregi, ma anche difetti, ma la cosa bella è non mi sono mai sentita sola (anche quando avrei voluto sentirmici un po'!), mi sono sempre sentita forte, più forte degli altri.

Sono normali e vengono dati quasi per scontati, l'affetto e la presenza nella propria vita dei genitori e dei fratelli, questo è ovvio (è ovvio, giusto?), quando a questo poi si somma altrettanto da parte di cugini, zii e affini, allora si forma una rete in cui sei invischiato e lo sarai per sempre, non c'è via di scampo!

Tutto questo lo si comincia a creare da quando si è piccoli, piccolissimi: di aneddoti con le mie zie, da raccontare, ne avrei a centinaia, così come di marachelle con i miei cugini coetanei, o di confessioni fatte ai miei cugini più grandi.
Sono nata, cresciuta e sopravvissuta a tutta una serie di incontri di famiglia, a cene, a feste di compleanno, ad andate a scuola accompagnata da zio, a tavolate infinite, a favole ascoltate sul divano di nonna, a chiasso e schiamazzi dei miei giochi con i cugini.

E sono felice di poter dire che anche i miei figli stanno trovando altrettanto e gli piace un sacco.

Siamo reduci di un incontro globale della famiglia, avvenuto nell'unica casa che riesce a contenerci tutti, la stessa casa in cui ho festeggiato comunione, 18 anni, matrimonio, primo compleanno di Miriam e varie ed eventuali.
Quella stessa casa che ho visto crescere insieme a me, mattone sopra mattone.
Abbiamo festeggiato un importante compleanno, molto importante!
E' stata una giornata fantastica, piena di belle cose, di quelle giornate che ti ricaricano per mesi!

E mi appaga moltissimo vedere che su quel prato, in quelle stanze, corrono e giocano felici ora i nostri bambini, la "terza generazione".


esattamente come facevamo noi poco meno di una trentina d'anni fa, vanno alla scoperta della natura, a caccia di insetti...


e scoprono la bellezza della famiglia, dello stare insieme e del condividere quello che è più caro al mondo.
E si ruzzola, si corre e si tira una palla su e giù per questa discesa, senza sosta, senza stanchezza, ma con tanta gioia e altrettanto fiatone


Qui si raccolgono le mele e le si mangia senza neanche lavarle: "Mamma, ma è più buona!"


Su questa collina scoprono i colori del cielo, le sfumature delle montagne all'orizzonte e l'aria fresca e profumata



come si fa a non amare tutto questo?
Io lo adoro. 

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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