"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."
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mercoledì 21 novembre 2012

Mi voglio un po' bene

Da diversi mesi ormai, direi quasi 5, ho cominciato a seguire un regime alimentare un po' meno denso di schifezze e la qualunque, che riuscivo ad ingurgitare fino a poco tempo fà.
Questo perchè stavo lievitando un po' troppo, perchè non mi sentivo più me stessa, perchè il mio guardaroba faceva ormai pietà e perchè era ora di dire "basta"... boh, anche al colesterolo, volendo, eh!
Insomma, scuse non ne avevo più... poi mi son sentita incentivare anche da Marco e, spinta da lui mi sto facendo seguire, in maniera molto moltissimo "soft", da una nutrizionista, che mi ha già capito al volo.
Ha capito perfettamente che tutte le sue lineeguida non le sto seguendo alla perfezione, che di sgarri me ne concedo spesso e volentieri, ma che poi cerco in qualche modo di rimediare.
I risultati che lei sperava, non li ho raggiunti in questo periodo di "dieta", ma neanche sono andata tanto malaccio: ho perso 7 chili e mi posso anche ritenere quasi soddisfatta... lo so, la strada da percorrere è ancora lunga... almeno una decina di chili devo buttarli giù per tornare ad essere come ero prima di rimanere incinta di Miriam, ma ce la posso fare.

Ho provato nel corso del tempo a rimettermi in carreggiata, ma poi succedeva sempre qualcosa che mi faceva deviare dalle iniziali intenzioni e i chili continuavano ad aumentare in maniera invereconda!
Ora ho maturato un mio modo di tenere sotto controllo le mie voglie compulsive di cibo, sostanzialmente la mia dipendenza psicologica da cioccolata e schifezze varie, soltanto non pensandoci... e con tre marmocchi per casa difficilmente riesco a sedermi tranquilla e godermi una bella tazza di tè con biscotti, ma prima me li ingurgitavo lo stesso, anche al volo, solo per il gusto di farlo, senza neanche assaporarli, mandandoli giù senza neanche accorgermene e andavano ad accumularsi in qualche modo...
Ora mi son detta: no, adesso mi concedo qualche sgarro se e solo se riesco a godermelo con tutta calma... in pratica, questa calma non c'è quasi mai, quindi gli sgarri veri e propri si sono dilazionati di parecchio nel tempo.

Inoltre, questa mia nuova esigenza, ha fatto sì che riuscissi anche a trovare delle valide, validissime alternative alla voglia di dolce che ogni tanto mi prende... alternative sane e non troppo caloriche.

E poi...
E poi, udite udite (già so che chi mi conosce da anni non riuscirà a credere a quello che sto per scrivere)... ho cominciato anche a fare un po' di movimento, solo nel weekend, sia chiaro, ma l'ho fatto.
In pratica consiste in una camminata rapida di circa mezzora intorno all'isolato il sabato e la domenica mattina.
Mi sveglio, mi vesto, faccio una colazione rapida, abbandono la casa alla rinfusa, con marito e figli che ancora si devono rendere conto di quanto sta accadendo loro intorno e mi chiudo la porta alle spalle: niente borsa, niente telefono, niente di niente... io, la mia tuta e le scarpe da ginnastica...
E cammino.
Bello.
Ho cominciato ad apprezzare questa mia pratica, perchè mi permette di starmene un po' da sola con me stessa, anche soltanto per mezzora a pensare ai cavoli miei. Cammino e mi guardo intorno, mi faccio gli affari degli altri, ascolto i rumori che mi circondano... peccato che devo passare di lungo davanti a ben due pasticcerie che si trovano lungo il mio percorso... con quegli odori di zucchero a velo e panna che escono fuori, è una vera tortura, ma ce la posso fare...
Insomma... questo è un modo per non sentirmi troppo in colpa se poi si va a pranzo dalla suocera e mi mangio della lasagna, e, al tempo stesso, è un modo per fare qualcosa soltanto PER ME!
Perchè... io valgo!

giovedì 4 ottobre 2012

Un dolce-non dolce serale tutto per me

La giornata di ieri è stata particolarmente impegnativa: un sacco di cose da fare, alcune anche piacevoli, eh, non mi lamento, ma alla fine della fiera ero stremata.
I bimbi erano oltremodo eccitati, nervosi, scattosi, capricciosi e piagnucoloni.
Per metterli a letto ci son voluti i fuochi pirotecnici e le capriole in aria.
Ero veramente sfinita.
A malapena ero riuscita ad ingurgitare la cena, di cui neanche ricordo il sapore, visti i tempi da record che impiego per mandare tutto giù, senza neanche masticare, ormai anche quello è una perdita di tempo, è un lusso che non posso più permettermi... immagino la ramanzina a riguardo che mi farà la dietologa quando tornerò al controllo, lei sì che è una tipa tutta zen e meditazione, calma e lentezza,... ma questa è un'altra storia e non ci voglio pensare adesso.
Insomma, una volta messi tutti e 3 a letto, mi si è scatenata una voglia di dolce, di buono, che non potevo frenare. Ringrazio il cielo che non avevo niente di pronto, nè di comprato in dispensa, altrimenti me lo sarei fatto fuori in meno di 2 minuti, con le dovute lacrime di coccodrillo poi...
Così mi son ricordata dei suggerimenti di Ester e delle sue golose mele al forno.
Ne avevo alcune proprio buone, biologiche, prese al mercato di Campagna Amica, provenienti direttamente dal Trentino, succose e leggermente asprigne, e già sbavavo al solo pensiero di prepararmele.
E nella casa silenziosa ed in penombra, mi son messa a preparare questo piattino davvero speciale: tutto per me!
Ci son voluti esattamente 8 minuti ed il risultato è stato appagante in toto... adoro la cannella!
E il profumo: invitantissimo!

Ingredienti per 1 persona:
1 mela golden
un cucchiaio scarso di zucchero di canna (facoltativo)
una spolverata di cannella

Procedimento:
Lavare ed affettare la mela in dischi, con tutta la buccia (ho evitato pure di togliere il torsolo, non mi andava!).
Disporre sulla placca da forno e spolverare con zucchero e cannella a piacere. Si potrebbe anche evitare di mettere lo zucchero, ma io volevo qualcosa di dolce, assolutamente!



Infornare in forno già caldo a 200° per 5 minuti.



Rilassarsi e gustare!


martedì 11 settembre 2012

La favola del bianco yogurt e della rossa mora

C'era una volta, in una cucina lontana lontana, un vasetto di yogurt bianco, senza neanche uno zucchero aggiunto, che se ne stava abbandonato triste e solo dentro al frigo.
Una bella mattina, viene preso e il suo contenuto viene versato in un bicchiere di vetro.

Lì per lì, il povero yogurt non capiva cosa stesse per succedere, quando ad un certo punto, gli si avvicina con fare circospetto e alquanto ammiccante una piccola ciotolina di more rosse, una di quelle ciotole di vetro degli omogeneizzati, per intenderci.


Queste more, se la tiravano un po', perchè non erano more qualsiasi: ennòssignore!
Erano state raccolte solo qualche giorno prima in montagna , durante una bella passeggiata, ed erano state trattate soltanto con un paio di cucchiai di zucchero a velo, cotte per qualche minuto per far uscire un po' di succo colorato e dolce, quindi messe dentro tante piccole ciotoline in frigo, in attesa dell'innamorato.
Ecco perchè erano così invitanti.


Lo yogurt quasi non credeva ai suoi occhi, era lì sbiancato dalla voglia di conoscere cotanta dolcezza e cotanto invitante e invidiabile colore, che bramava di desiderio per avere anche solo una piccola mora!
Così il bicchiere e la ciotolina si avvicinarono sempre di più, sempre di più... e il cucchiaino si tuffò nel vasetto di sciroppo di more, finalmente!


Le more rimasero acciecate da tanto bagliore e da tanta candida morbidezza, che non resistirono, si tuffarono allegre e giocose, senza perdere troppo tempo.


E il colore che ne uscì da questa unione fù irresistibile: a tratti prepotente e a tratti delicato, morbido e scrocchiarello al tempo stesso.
E fu così che vissero per sempre felici e contenti!

martedì 10 luglio 2012

Messaggio subliminale?

Ecco i fatti.
Fatto n°1: Ne ho parlato con Marco più volte dell'estrema necessità di mettermi a dieta: i chili che son andata ad accumulare tra una maternità e l'altra sono diventati veramente tanti... troppi.
Ok.
Parlarne con lui era un modo per autoconvincermi, perchè tanta voglia di mettermi sotto stress con diete e bilance non ne ho, eh!
Ma d'altra parte mi rendo conto che non posso andare avanti così. Proprio no.
Stavo in cerca dell'ispirazione, del momento adatto... di maturare questa decisione con calma.

Fatto n°2: Ieri in mattinata mi telefona Marco e mi dice che si è preso la briga di trovarmi un nutrizionista in zona, di contattarlo e di prendere pure appuntamento per mio conto per la prossima settimana.

Mo', vi chiedo: devo gioire o incazzarmi?!

mercoledì 25 maggio 2011

Polpettone ripieno e patate in umido


La pentola a pressione è una mia scoperta relativamente recente.
L'ho ricevuta in regalo per il matrimonio, ma l'ho cominciata ad usare solo da qualche mese... un po' per pigrizia nell'impararne l'utilizzo e un po' per i vari timori che mi aveva trasmesso mia madre, che racconta di episodi davvero spiacevoli con le vecchie pentole a pressione accaduti ormai almeno 40 anni fa...
Mi sono decisa quando mia sorella mi ha svelato le incredibili mirabilie che riesce a fare in poco tempo, con poco condimento e mantenendo al massimo i valori nutrizionali dei cibi cotti. Insomma, sembrerebbe quasi la fata turchina della cucina!
Così ecco la ricetta di questo polpettone ripieno in umido accompagnato con delle patate saporite.
Il tutto condito pochissimo, quindi ideale anche per chi è a dieta (o almeno ci sta provando!).
Potrebbe anche trattarsi di un piatto unico, visto che è parecchio nutriente e completo di tutto.

Ingredienti:
300g di macinato di bovino
300g di macinato di tacchino (o di pollo... o anche di maiale, per farlo più gustoso!)
3 cucchiai abbondanti di parmigiano grattuggiato
2 uova
2 fettine di pane raffermo ammollato in acqua o latte
una spolverata di insaporitore per carni in umido Ariosto
3 cucchiai d'olio
1/2 bicchiere di vino bianco o rosso
1 bicchiere d'acqua
200g di prosciutto cotto a fette (oppure pancetta a fette sottili... per farlo diventare veramente godurioso!)
100g di formaggio a fette (provola oppure emmenthal o anche sottilette)
3 patate grandi
3 cucchiai di salsa di peperoni della Lazzaris (facoltativa)

Procedimento:
Mischiare in una ciotola capiente le carni macinate, le uova, il pane ammollato ben sbriciolato e il parmigiano.
Stendere il composto su di un foglio di carta forno e appiattirlo. Ricoprirlo con uno strato di fette di prosciutto e in ultimo uno strato di formaggio a fettine. Arrotolare la carne, aiutandosi con il foglio di carta da forno.
Nella pentola a pressione, mettere l'olio e adagiare il polpettone, farlo rosolare senza coperchio per qualche minuto, quindi unire il vino, l'acqua, l'insaporitore Ariosto (altrimenti il sale) e le patate fatte a tocchi abbastanza grandi. Coprire con il coperchio a pressione e lasciar andare fino a 20 minuti dal cominciare del fischio a fuoco lento.
A quel punto, poi, scoprire e se c'è parecchia acqua, far andare a fuoco vivace per far evaporare il liquido in eccesso. Aggiustare di sale.
Far stiepidire e affettare.
Condire le patate con la salsa di peperoni.





Questo post partecipa al contest di Pentole di cristallo:

venerdì 29 aprile 2011

Insalata cetrioli, feta e cipolline agrodolci

Con l'avvicinarsi della bella stagione, si riscoprono i sapori freschi e stuzzicanti, quelli che ti danno proprio l'idea che l'estate è vicina... (pallore e flaccidume a parte!!!).
L'altro giorno, poi, mi è giunto il pacco di alcuni dei prodotti della Cascina San Cassiano e dentro c'era anche un favolosissimo barattolo di cipolline agrodolci, che io ADORO!
Questa insalata, opportunamente condita, potrebbe benissimo far parte anche delle diete più stringate...

Ingredienti per 2 persone:
2 cetrioli
5 cipolline di tropea in agrodolce della Cascina San Cassiano
100g di feta
1 cucchiaio d'olio evo
pizzico di sale


Procedimento:
Lavare e tagliare i cetrioli a fettine, metterli in un recipiente e aggiungere le cipolline a pezzi, la feta a cubetti, l'olio e il sale. Mescolare il tutto e riporre in frigo fino al momento di gustare questa insalata.



lunedì 28 febbraio 2011

Insalata di arance

La nonna Lilla ha origini sicule e questo fa sì che nei suoi piatti spesso e volentieri si sentano il profumo e i sapori di quella terra speciale.
Conoscendo la mia passione per la cucina, non solo in qualità di cuoca ma, soprattutto, in qualità di fruitrice principale e di sperimentatrice di nuovi sapori, mi racconta le ricette che soleva cucinare la sua mamma.
Nonna Lilla, quando racconta, è sempre ricca di dettagli e di aneddoti ed è sempre un piacere stare ad ascoltarla nella sua cucina, mentre gira il sugo, spadella, mette in ordine e gioca con Miriam.
Come quella calda terra lei è solare, materna, allegra e un vero e proprio vulcano.

Insomma, tra le varie pietanze di cui mi parla, c'è anche questa insalata semplicissima di arance rosse.
L'ho voluta sperimentare perchè mi ha incuriosito e perchè già mi immaginavo il sapore agrodolce e fresco in bocca.

L'insalata di arance e finocchi di nonna Lilla
Ingredienti x 2 persone (per la semplicità del piatto, è essenziale che gli ingredienti siano di ottima qualità):
1 arancia tarocco bella grande e succosa
1 finocchio grande
sale qb
olio extravergine di oliva qb

Procedimento:
Lavare e tagliare il finocchio a fettine sottili sottili. Pulire e tagliare l'arancia. Unire i due ingredienti, salare e aggiungere l'olio. Mescolare e servire.

Fine!




Ideale quando si sta a dieta... oppure quando si vuole alleggerire un pranzo importante e quando si vuole accompagnare un secondo impegnativo... oppure quando si ha voglia di qualcosa di sbrigativo e fresco.

Questo post partecipa al contest di Farina lievito e fantasia:

mercoledì 26 gennaio 2011

La Torta di Peppy

Ieri pomeriggio Peppy è venuta con una confezione di ricotta per poter preparare la sua torta...
Tra le varie scenate isteriche di Miriam privata del suo ciuccio e le lamentele da febbre di Melania, Peppy è riuscita a prepararci questa torta: deliziosa davvero!
Non chiedetemi la ricetta... non credo che la sappia nemmeno lei, perchè dice che fa "a occhio" con gli ingredienti... (poi ditemi se non è magica!!!!)...
Fatto sta che pure con la cottura, non si è basata su orari e temperature varie, dopo un'occhiata e un paio di cambiamenti alle manopole del forno, eccola qua! La torta era pronta.
Cottura perfetta.
Profumo buonissimo.
Stamattina l'ho assaggiata per fare colazione (sì... lo so, dovrei essere a dieta, ma non chiedetemi di rinunciare al dolce la mattina, non ce la farei a carburare!!!!), morbidissimaaaaaa!!!!
Buona davvero.
Brava Peppy!

venerdì 14 gennaio 2011

Grasso, giustificazioni e decisioni

I chili di troppo li vedo benissimo, li sento tutti, ne sono quotidianamente cosciente... qualcosa più di 10 kg...
Stanno tutti lì, senza fare una piega... anzi, no, di pieghe ne fanno a volontà, non c'è che dire.
Potrei giustificarmi nascondendomi dietro alle due gravidanze consecutive.
Potrei giustificarmi dietro allo stress e alla mancanza di lucidità nel seguire un regime alimentare sano.
Potrei giustificarmi dietro alla mancanza di tempo per fare del movimento.
Potrei giustificarmi dicendo che è tutta colpa della tiroide.
Potrei giustificarmi enumerando le mangiate delle feste.
Potrei.

L'altro giorno sono andata al solito controllo dall'endocrinologo.
Risultato: mi ha detto che la tiroide funziona benissimo, con il dosaggio di farmaco che sto prendendo e che sono, nell'ordine:
  1. Troppo vecchia: non posso considerare di avere tra 3 o 4 anni un eventuale terzo figlio, quindi se ho in mente di averlo, è meglio farlo subito
  2. Troppo grassa e che lo sarò ancora di più se questi chili di troppo me li trascinerò fino alla menopausa
O mamma santissima!!!!
Avere un terzo figlio adesso, significherebbe davvero perdere la mia sanità mentale... o, per lo meno, quello che ne rimane! Quindi non se ne parla proprio.
E poi... menopausa??!?!?! Già devo pensare alla menopausa?!?!?!? Ma se mi sento nel fior fiore degli anni!?!?!? Ma stiamo scherzando!?
L'ho odiato con tutta la forza che potessi avere.

Ok.
Guardiamo in faccia la realtà.
Devo assolutamente perdere peso.
Per milioni di ragioni.
Elenchiamole.
Per poter usare tutto il mio guardaroba.
Per riuscire a farmi fotografare in figura intera.
Per andare al mare e cercare di godermela un po'.
Per non sentirmi sempre stanca e affaticata.
Per salute.
Per me e per riavvicinarmi ad essere quello che ero: non certo un fuscello, ma neanche quello che sono ora.
Per tornare a volermi bene.

Ecco, direi che questi sono sufficienti per dare una sferzata e per predere questa decisione, no!?

Ripasso quindi la piramide alimentare che mi aveva consigliato di seguire il nutrizionista a cui mi sono rivolta dopo la nascita di Miriam e che aveva cominciato a farmi perdere qualche chilo
Prendo questo impegno?
Lo faccio?
E se poi divento più isterica di quello che già sono?
Lo devo fare... per forza... se non altro, per salute!
Ok.
Lo faccio.
Ci provo.

Così mi unisco al gruppo:

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

Dai uno sguardo anche a...

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