"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."

mercoledì 23 maggio 2012

Allattamento: pensieri, soddisfazioni e malinconia

Manca meno di un mese al mio rientro a lavoro e la cosa mi rode, mi rode parecchio, per un sacco di motivi... non ultimo il mio meraviglioso allattamento: stavolta sto riuscendo e sto arrivando dove non sono mai arrivata con le altre due bimbe... Allattamento esclusivo al seno, niente aggiunte, niente di niente. E Massimo ora ha quasi 3 mesi e mezzo.
Stancante, sfiaccante, questo sì, ma infinitamente appagante.
Mi ci sono buttata anima e corpo e ce la sto facendo.
Ringraziando Dio, ringraziando il fatto che le bimbe durante il giorno sono a scuola, quindi riesco a dedicarmi esclusivamente a Massimo e al nostro rapporto, ringraziando anche il fatto che Massimo, al contrario delle sorelle, ha pazienza di stare a ciucciare anche per parecchio, perchè il mio seno non è che spruzza latte a fontana, direi che tira fuori un paio di gocce ogni quarto d'ora, quindi lui tante volte si stanca di stare a ciucciare e neanche si sazia a sufficienza, e crolla sfinito, ma dopo neanche un paio d'ore vuole mangiare di nuovo, giustamente!
Nonostante tutto questo ancora non ho ceduto il passo all'aggiunta, anche se il mio pediatra me l'ha consigliato ormai quasi un mese fa, pur vedendo che il piccolo sta crescendo nei giusti parametri, perchè forse mi ha visto veramente provata dalle nottate costellate da risvegli continui e posizioni contorte per non schiacciare Massimo in mezzo a me e a Marco.
Niente, testarda più di un mulo, non ho voluto sentire neanche lui, il mio guru pediatra!

Le mie precedenti storie di allattamento sono state ben diverse... l'ho raccontato tempo fa su Pessime Mamme, dove ho fatto "outing" e riconosciuto i miei limiti e la mia ignoranza in materia.
L'esperienza mi ha fatto da bagaglio di conoscenza, indubbiamente.
E ora, però devo arrendermi ancora.
Devo farmi da parte, un po' alla volta, e abbandonare questo mio allattamento, l'ultimo, questo è sicuro... è un po' come chiudere definitivamente una porta, un po' come sottolineare il tempo che passa irreversibilmente... non c'è un'altra occasione, una prossima volta, un "poi vediamo", no, niente... tutto finito.
E ora sto cercando di educare Massimo al biberon, al sapore di un latte diverso dal mio... e non è facile nemmeno questo, eh!

Il senso di insostituibilità che provo quando lo allatto, il modo con cui lui mi cerca prima con lo sguardo, poi con il viso e con il tatto e l'odore mi riempiono di un profondo senso di pace.
Il modo come si calma attaccato al mio seno, il nostro completarci a vicenda è tutto straordinario.
Ero presa da mille ansie per gli altri due allattamenti, da troppe aspettative tanto da non riuscire a goderne appieno.
Ed è vero che, soprattutto all'inizio, è una vera fatica fisica, un dolore materiale che ti fa stringere i denti e strizzare gli occhi, tanto da non riuscire a credere che possa avere mai una fine e che si possa prima o poi superare.

C'è un legame diverso con lui, forse perchè è maschietto... non saprei.

Tutto questo pensare mi riempie già il cuore di nostalgia per questi momenti, un senso di malinconia, di abbandono.
So che lui continuerà a crescere sano e forte e che andrà tutto benone, lo so benissimo, perchè ci sono già passata... non una, ma due volte...
ma stavolta è diverso.
Inesorabilmente diverso.
Tutte queste componenti fanno sì che la risultante sia un nodo in gola e una paura che arrivi metà giugno troppo in fretta.
Tutto troppo in fretta.


14 commenti:

  1. cara, ti capisco bene..io la prima l'ho allattata sette mesi, nonostante avessi tanto latte lei non ne più voluto del mio..e quasi ci son rimasta male..la seconda l'ho allattata fino a novembre scorso, aveva un anno e mezzo..e ho smesso perché mi mordeva.. :-( ma che bella quella coccola serale tra noi..rimanere quasi in estasi nel guardare la perfezione di quell'esserino..sono stata fortunata, le mie bimbe con il mio latte esclusivo son cresciute bene e tanto..quando son tornata al lavoro per la seconda andavo in giro con il tiralatte, sennò il seno mi scoppiava prima di tornare a casa..so che anche per me non ci sarà un'altra volta e la cosa ogni tanto mi mette malinconia...perché il momento dell'allattamento alla fine (nonostante ragadi e notti in bianco..) è uno dei più belli della maternità secondo me. un abbraccio! monica

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  2. scusa se mi impiccio, ma perchè dici che devi smettere di allattare? io sono tornata a lavorare entrambe le volte che i miei figli avevano 4 mesi e il primo l'ho allattato fino a 16 mesi, il secondo ha 8 mesi e lo allatto ancora. lavorerai a orario ridotto, immagino... comprati un tiralatte, inizia già da ora a farti una scorta in freezer, quando andrai a lavorare portati il tiralatte in ufficio, è molto faticoso ma aiuta a portare avanti questo allattamento faticosamente realizzato! se vai sul sito della leche league trovi tutte le informazioni per l'estrazione e la conservazione del latte materno. e se non dovesse essere sufficiente qualche poppata di latte artificiale non sarà la fine del mondo, oppure iniziare a dargli qualcosa tipo frutta o pappa lattea se ti sembra il caso e il pediatra è d'accordo... lui si abituerà che quando mamma non c'è si mangia altro, quando mamma c'è si ciuccia! non arrenderti!!!

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    1. Ottima idea quella di Cosmic e se vuoi un tiralatte, ti rivendo io quello elettrico della Medela, nuovissimo, l'ho usato solo all'inizio per avviare l'allattamento subito dopo il cesareo. Pensaci.

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    2. mi ci vedi a tirarmi il latte in ufficio!?

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    3. perchè no, il tuo vicino potrebbe godere delle gioie della maternità...
      Scherzi a parte, in ufficio no, ma a casa si..

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    4. Il fatto è che mancherebbe il tempo per poterlo fare, ora che sono a casa è diverso, posso usare il tiralatte oppure lo attacco per ore, ma quando tornerò in ufficio si sconvolgerà tutto un'altra volta e sarà una continua corsa: avere 20 min di tempo da dedicare al tiralatte sarà un lusso!

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    5. E non puoi dargli l'aggiunta solo nelle ore in cui non ci sei e pensare di continuare nel resto della giornata. Alla fine quante poppate gli mancherebbero? Una o massimo due. No?

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    6. Spero di riuscire a farcela, come dici tu... anche se con Melania non è andata bene, pur continuando ad attaccarla prima e dopo del lavoro... vabbè...

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  3. Ti dico solo che ho un groppo in gola ....

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  4. Puoi anche dare il tuo latte quando ci sei, se gli permetti di attaccarsi a richiesta in tua presenza la produzione si adeguerà.

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    1. Infatti spero di riuscire in questo! grazie.

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  5. Anch'io ho sentito queste sensazioni quando ho smesso di allattare la mia Ciambella, malinconia e nostalgia per sentirsi utili e appagate. Ti auguro di riuscire a continuare anche quando tornerai al lavoro e se cosi' non fosse ricorderai con dolcezza questi momenti magici che hanno messo le basi per il vostro rapporto futuro pieno d'amore, sei una mamma che ammiro molto!un bacione!

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  6. ciao, mi unisco al coro: perche' devi smettere di allattare? Io sono tornata al lavoro che Marisa aveva sei mesi, l'ho svezzata quindici giorni prima del rientro, la mattina l'allattavo prima di andare al lavoro (a costo di svegliarla) e il pomeriggio appena tornavo le davo la merenda al seno.... era una corsa contro il tempo ma in questo modo ho continuato fino a 14 mesi, e ho smesso solo perche' mi mordeva e ci provava pure gusto :)

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Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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