"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."

venerdì 3 ottobre 2014

Suggerimenti su come aiutare i bambini che hanno problemi di linguaggio

Sono frequenti le famiglie che si trovano a riscontrare dei lievi disturbi di linguaggio e dei piccoli ritardi nella parola nei bambini dai 2 ai 5 anni.
L'ho sperimentato sulla mia pelle e sto continuando anche con Massimo ad avere qualche problema di pronuncia e di costruzione della frase, ma lui ha ancora 2 anni e mezzo, e non ho fretta. Ci sono già passata e, a differenza della prima volta, voglio prendere le cose con più serenità. 
Partiamo dal presupposto che questa non è la fine del mondo, che i bambini sono "normalissimi" e che non si tratta di malattie, ma di piccole difficoltà che ognuno affronta e supera con i propri tempi e i propri mezzi.
Diciamo anche che non sempre serve correre dal logopedista, ma può aiutare, soprattutto se sono le educatrici e le maestre della scuola dell'infanzia ad indicare di rivolgersi ad uno specialista (come mi è successo con Miriam), perchè loro hanno l'esperienza e la sensibilità opportune a capire quando è il caso di ricevere aiuto e quando invece si può temporeggiare.
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Detto questo, però, ci sono dei piccoli accorgimenti e delle piccole cose che noi genitori possiamo fare per stimolare e aiutare i bambini.
Tra i vari suggerimenti che ho ricevuto io nel corso degli anni e che ho riscontrato validi ci sono questi:


  • Stimolare i bambini a mettere in ordine delle sequenze logiche: fosse anche solo per vestirsi, ad esempio: cercare di capire cosa fare prima e cosa fare dopo, si indossano prima le mutande e poi i pantaloni, ... O anche come mettere in ordine la stanza, seguendo un certo criterio. Il prima e il dopo. Utile. Fondamentale. Per noi semplicissimo, per i bambini un po' meno.
  • E poi leggere loro tanto, tantissimo. Fa bene. Sotto tutti i punti di vista. Nella fattispecie, serve anche fare loro domande attinenti la storia appena ascoltata: Cosa ha fatto cappuccetto rosso quando è andata nel bosco? E il lupo come ha fatto ad arrivare per primo dalla nonna? Serve ad affinare il linguaggio, a fissare le parole, a comprendere i meccanismi di causa-effetto.
  • Parlare. Tanto. Di tutto.
  • Rispondere alle domande del bambino in maniera esaustiva, completa... certo, mantenendosi ai livelli di comprensione di un bambino così piccolo, è chiaro. Ma mai prendere sotto gamba una domanda. Mai. So perfettamente che può essere estenuante e stremante, soprattutto quando siamo stanchi a fine giornata, ma è fondamentale!
  • Non parlare come fa il bambino: se l'acqua lui la chiama "Bumba", noi dobbiamo continuare a chiamarla "Acqua", ad esempio.

Vi riporto anche un paio di consigli sulla gestione degli eventuali errori di pronuncia o altro:

  • Riprendere e correggere solo un problema alla volta e concentrarsi su quello. C'era, ad esempio, Miriam che aveva difficoltà nella pronuncia di diverse consonanti e poi di sillabe, alcune combinazioni proprio erano un problema per lei. Ne abbiamo affrontata una per volta. Se in una parola o frase, il bambino sbaglia a pronunciare più di una cosa diversa, non correggergli tutto quanto insieme, ma solo quello su cui vi state concentrando in quel periodo di tempo.
  • Non riprendere in pubblico il bambino, non farlo MAI. E nemmeno riprenderlo o correggerlo se si sta parlando di qualcosa di emotivamente importante per lui, ci si può tornare sopra in seguito, quando il grado di coinvolgimento emotivo del bambino non è più elevato.
E se ve lo state ora chiedendo: no, non riesco a fare proprio tutto tutto quello che ho detto finora, con il massimo dello slancio, della pazienza e dell'energia. Non sono perfetta, ahimè, ma ci provo, vi giuro che ci ho provato e ci provo tuttora.
Almeno, sulla teoria... ci sono.
Spero che questi suggerimenti possano aiutare e confortare qualche genitore in difficoltà. 

3 commenti:

  1. Complimenti per il post e per i suggerimenti dati come mamma per essere d'aiuto ad altre mamme. Io sono psicomotricista, ma anche mamma, e a volte basta davvero poco per aiutare e stimolare il bambino nel suo sviluppo. La terapia è utile quando ci sono serie difficoltà e patologie e serve per dare imput e aiuti al genitore, a lui spetta il compito più grande di accudire, incoraggiare, sostenere aiutare ed accettare il proprio bambino e le sue difficoltà!
    Teresa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per i complimenti. Spero veramente che queste mie parole possano essere di conforto per dei genitori e spunto per fare qualcosa insieme ai propri figli.

      Elimina
  2. Ciao Micaela,
    il mio bimbo a 26 mesi appena compiuti ancora non dice nulla di nulla :(
    sembra non arrivi mai quel momento !
    Rossella

    RispondiElimina

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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